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Autore

Stefano Di Lorito

in archivio dal 23 giu 2008

31 dicembre 1963, Genova

30 gennaio 2012 alle ore 21:23

Lo scambista

Il racconto

Ho sempre avuto questa passione fin da ragazzo, e continuo tuttora a praticarla. È stata il tratto comune che ho condiviso con quasi tutte le mie compagne.
Da giovane cercavo ogni occasione per fare un po’ di “movimento”. È un’attività liberatoria, gioiosa, salutare.
Ci sono persone che non la capiscono, non la condividono, non se ne sentono attratte; e molte altre che vorrebbero ma non ne sono capaci, gli manca la necessaria libertà psicologica, sociale, anche estetica, dal mio punto di vista.
Ho conosciuto mia moglie proprio durante una serata eccitante e intensa. Nonostante ci fossimo accompagnati con molti partners, tra di noi era scattato qualcosa di speciale, un’affinità sensuale, ritmica, che era chiaramente al di sopra della normalità.
Da fidanzati e poi da sposati, abbiamo continuato a praticare questo delizioso passatempo, ovunque ci capitasse. Anche durante i nostri viaggi, se trovavamo un luogo dove altri si lasciavano andare alla liberazione dei sensi, ci univamo subito alla compagnia.
Abbiamo cercato di trasmettere anche ai nostri figli questa passione. E mi sembra che la più grande, Adele, sia molto portata, un talento naturale, come si dice.

Io e Marisa siamo sposati da 25 anni ormai, eppure questa nostra passione comune, ci rigenera e ci mantiene vivi e innamorati.
Certo, non abbiamo più vent’anni, e anche i chili di troppo si fanno vedere e sentire, però basta avere la passione e fregarsene dei giudizi altrui. L’importante è divertirsi e procurarsi il piacere di comunicare con il corpo, con tutti.
Quando guardo Marisa farlo con altri, muoversi nella sua maniera dolce ed energica al tempo stesso, sudare ed eccitarsi, assecondare i movimenti del partner, ed essere assecondata a sua volta, credo realmente di vedere il punto più alto della comunicazione tra esseri umani. È sempre uno spettacolo che mi riempie di gioia. E non sono certo geloso, non c’è motivo di esserlo. Se c’è fiducia reciproca, non può esserci gelosia. Quando ci ritroviamo io e lei, a dare spettacolo, sappiamo che sono gli altri ad essere un po’ gelosi del nostro affiatamento, della nostra passione, della nostra armonizzazione.

Certo, a volte abbiamo sacrificato tempo ed energie, per inseguire la nostra passione, ma ne è sempre valsa la pena. Meglio rinunciare a qualche ora di sonno ed essere appagati, fisicamente e psicologicamente, che essere riposati ma nervosi e stressati.
Ormai ho 51 anni, e ancora lo stesso entusiasmo di un ragazzino, purtroppo l’età incomincia a farsi sentire. Dopo una serata di movimento, fatico veramente a svegliarmi la mattina per andare al lavoro. Quindi stiamo limitando sempre più le nostre performances al fine settimana, e alle vacanze.
Con il mio lavoro non c’è da scherzare. Alzarsi al mattino, alle 6, correre in stazione, sedermi alla consolle, seguire i movimenti di ogni convoglio, gli orari, i ritardi, le soste impreviste, è un lavoro che richiede lucidità e prontezza di spirito. Se sbagliassi, anche solo una volta, ad azionare lo scambio, succederebbe una tragedia.
Per fortuna io e Marisa, continuiamo a ballare come ragazzini, quando ne abbiamo il tempo, e questo mi rende tutto sopportabile. Quando la stringo fra le braccia e la faccio roteare, e vedo i suoi occhi sciogliersi di emozione, quando sento le sue gambe muoversi insieme alle mie, seguendo il ritmo della musica, dimentico ogni fatica, ogni delusione, ogni problema. Meno male che c’è il ballo a risanare la mia dura vita di scambista.

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