Credo ci sia un’incapacità ad assumersi la responsabilità di educare. L’educazione è una cosa delicata e faticosa, che non viene più fatta. Per questo non esiste più l’autorità.
Serve un nuovo comando, non più alla violenza o al dominio, ma un comando subliminale che apra all’uomo una corrente di affermazione di sé e delle proprie emozioni attraverso atti di reciprocità, di relazione, di rispetto, di giustizia – e di amore per la bellezza.