Io ti ringrazio, o divino artefice delle sorti umane, per avermi dato la pena e la gioia di starle accanto. Di avermi concesso di assaporare ogni giorno la dolcezza del miele e la freschezza della rugiada, pur senza mai violare le celle del favo o sciupare il petalo della rosa. Grazie per avermi fatto sentire il profumo dell’aloe, mai così intenso come quando è gettato nel fuoco...(da "Ecce me Domine")
Il dolore è un esattore che a fronte del pagamento del dazio ci offre la possibilità di levare gli occhi verso il cielo e vedere la bellezza che altrimenti non potremmo scorgere, di udire la melodia che risuona nelle alte sfere. Il canto del dolore, che incessantemente si rinnova, fonde le sue note con quelle sublimi delle creature angeliche e si leva in alto fino a giungere al Signore nelle vesti di un’offerta preziosa. (Da "Ecce me Domine")