Non mi sento coraggiosa. Scrivo per necessità. Sono i medici e gli infermieri che lavorano ogni giorno negli ospedali sottopagati e in credito di riconoscenza a essere coraggiosi.
E mentre io mi allontano, i miei libri, che pur essendo stati scritti da me hanno una vita propria, andranno per la loro strada, ciascuno seguendo il suo destino.