Ogni giorno vinciamo la morte,
almeno è quello che pensiamo.
Con il nostro arsenale di illusioni,
noi, incoscienti gladiatori di luce,
latori di serietà e di stupida follia,
oltrepassiamo l'ostacolo, fermo lì,
come l'ira di una catena montuosa.
Dell'altrui supponenza, della superbia gratuita che discriminano ferocemente non si dovrebbe mai essere succubi. Chi fin dall'infanzia ne è stato vittima, in realtà non disperi. In suo soccorso vi è l'arte dello scrivere che, in età matura, è il modo più democratico di rivalsa sociale che esista al mondo.