Quando ascolto un autore che definisce il suo stile "delirante", "onirico", "lisergico", "psichedelico", non subisco alcun fascino, né curiosità. Anzi ho una reazione molto cinica, penso: "Ecco qua, un altro che quando scrive non si capisce niente".
Quando nel cuore della notte senti un rumeno ubriaco che canta a squarciagola "L'italiano" di Toto Cutugno, allora capisci che in qualche modo l'Europa unita sta funzionando.