Quando nel parlar dell’uomo, ancor confuso dai forvianti venti del vivere, scorgerai l’assetato dire di chi cerca cibo per il suo ego, saprai che non esiste fondo alla sua bocca buia, e che il suo parlare è solo cestino che elemosina certezze.
L’uomo certo non ha bisogno di conferme, né che qualcuno ascolti i suoi successi, l’uomo certo ha in sé il poderoso e stabile sentiero che lo condurrà sino alla vera vita.
L’uomo certo ha affamato il proprio ego.
L'albero dell'ego, asfissia il terreno dell'anima. Con le sue invadenti radici, e i suoi alti e sterili rami, adorni da mille bocche insaziabili, divoreranno l'aria che respiri. Grande pena fa l'uomo che da codesto demone è posseduto, carnefice e vittima allo stesso tempo. Confuso affama la sua dignità, nutrendone invece la sua falsa immagine, l’EGO.