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Poesie di Amalia Varone

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  • 09 luglio 2007
    Ritorno!

    Ritorno
    per le selve dell'amore
    passando accanto all'albero
    dell'infanzia abbandonata
    io acqua corrente errante.


    Ritorno
    sopra erba di morte
    sopra neve sparsa grigia di fango
    fiamma di sangue che distrugge il silenzio.


    Ritorno
    seme nel tuo abbraccio tiepido
    tra i tuoi seni tremanti
    naviganti di tempo.


    Ritorno
    per tutte le insonnie
    che porta la notte
    sulle sue ruote invisibili
    troncate da impronte sbiadite
    trafitta da antiche tempeste.


    Ritorno
    nel tuo ventre o Terra profanata
    cercando la luce il cuore le parole
    per tanti amici morti più volte
    vivendo (nei ricordi)
    per tutte le verità perdute della vita
    (come tutte le cose ideali).


    Ritorno
    per questo filo ribelle
    perché alle domande risponda il mondo
    combattendo contro il denso muro
    chiuso dall'ombra dell'oblio.


    Ritorno
    anima sopra il tempo
    e
    crescerà senza lacrime
    il mio canto.


    Ritorno!

  • 09 luglio 2007
    Autunno

    Lacrima singhiozzando il cielo
    e raffica preannuncia tempesta
    schiaffeggia panni poco sudati.


    Solerte massaia rincorre suoi passi
    raccoglie ammassa depone
    richiama prole dispersa festante.


    Fragore sconquassa brusio
    squarciato da scroscio improvviso.


    Imposte chiuse sui vetri condensa
    in rivoli sparsi impronte schizzi alterati.
    Sguardo nel plumbeo protesi
    rammarico pe' giochi sospesi.


    Trascorso è il tempo la notte imminente
    arsura chetata la polvere è fango
    voci bambine il sonno ha sommerso


    Ascolto del cuore scalpitio sommesso.

  • 09 luglio 2007
    Uomo

    Nei tuoi occhi scruto greve affranto,
    bocca languente, rauca di suoni,
    idioma solamente rabbia,
    trascini vita quale fosse dramma!


    Ascolta se vuoi per un istante!


    Se l'erba e fiore hanno loro corso
    sotto cielo che pure li tempesta,
    vento archetta e gambo spezza:
    apre corolla tutto suo splendor!
    Se lavorìo osservi tu d'insetti
    intercettanti di compagne il passo
    monotono fan percorso retta,
    sfuggon da orma inganno:
    riprendono tosto loro lena!
    Non sostengo che l'affanno muoia,
    per incanto, mondo si dipinga
    o, per magia, bacchetta cambi sorte:
    Meravigliati dell'esser vivo,
    del sorridere e cantare ancora!
    Libero da catene e ferri
    oltraggio a dignità di stirpe!
    Guarda fratello, tendi mano a chi, per odio
    corruga i confin del viso.
    Pianto asciuga di bambini inermi,
    per fanatismo bersaglio di cecchini.
    Offri carezza a chi punta fucile!
    Nell'incontrarlo sussurra piano "T'amo"
    Non attender
    ti si riempia mano o presto la stadera


    Deriso, schiaffeggiato Tu va' innanzi!
    Dipingi arcobaleno per i figli!

  • 02 luglio 2007
    Declino

    Nella nebbia del mio autunno
    su note acute di romite nenie
    ritorno Padre nella casa del Tempo.


    Sconfitta dalle lame dei sensi
    Mi fermo e pago: Ultimo pedaggio.

  • 02 luglio 2007
    Li ho visti!

    Fermati!
    Ascolta
    lacerante le tenebre il fischio!
    Eran fratelli
    da camicie e neri berretti
    ammassati bestiame
    accarezzati dal vento!


    Hai sentito stamani stridii
    strascicare canti d'amore strozzati?
    Eran fratelli melanici
    trasportar di ferro catene
    del bianco padrone!


    Hai sentito nel caldo assolato
    di piazze deserte voci straniere
    passi graffiare l'italico suolo?
    Eran fratelli annullati e relitti
    procedere eretti allineati e coperti
    innanzi al nazista invasore assassino!


    Io li ho visti!


    Li ho visti tra imposte socchiuse
    con palmo di mano su bocca bambina
    su cuore impazzito
    su argentei capelli!
    Li ho visti nascosti in cantina
    rannicchiata piccina oltraggiata
    con stella su petto
    cucita a vergogna!


    Li ho visti non più tornare
    su pali strozzati
    in pozze vermiglie
    su sacrari immolati
    in fossati bruciati occultati
    per offrirti la pace!


    Forse tra questi, fratello del nord,


    C'era tuo padre!

  • 30 giugno 2007
    Mia Madre

    Mia madre ha negli occhi
    un lampo di gioia
    ogni qualvolta mi vede arrivare.

     

    E se lontana mi scorge pensosa
    tristi diventano per muta domanda.


    E se di spalle nascondi lacrime
    per sofferenze che non conoscevi


    Ti avvinghiano in timido abbraccio
    che se pur per poco
    comunque riscalda.

  • 30 giugno 2007
    Rinascita

    Accecata da raggi cocenti
    eburnea ho addentato pomi
    recidendo gomena materna.


    Smeraldo intervallo
    quintane assolate
    di luglio vermiglio obolo
    all'oligarchia della quotidianità.


    Idioma cespicante
    sussultante per aritmia
    percorre tiepidi meriggi autunnali.


    Preannuncia albage algido inverno.


    Prima che diafani impenetrabili silenzi
    alienino l'autarchia dell'alba
    approdo tenue risveglio


    tocco materno
    su gota bambina.

  • 30 giugno 2007
    Apocalisse

    Sul colle dell'iniquità
    s'innalzano fantocci imbalsamati
    forgiati dal piombo fuso dei protervi.


    Massa informe avanza puro fango
    incede vento orma dell'Ebreo.


    Sul ciglio dell'eternità
    tremula nota d'aquiloni recisi
    monche colombe plananti.


    Surclassano rameico tramonto
    di sangue rappreso del Giusto
    pagine sbiadite di memoria.


    E i sensi passano
    squarciando la gialla acropoli.


    Carezza frusta
    vestigia di Babele!