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Autore

Amedeo Sperti

in archivio dal 20 ott 2006

11 maggio 1988, Taranto

mi descrivo così:
Ciao, adoro la poesia e l'arte in genere e mi piace scrivere per i miei amici.

13 novembre 2006

Ubriaco. Drogato, perso.

Intro: Un uomo e il suo dramma personale pieno di sogni spezzati. Sull’orlo dell’autodistruzione trova finalmente la sua strada e la tranquillità interiore in un paese straniero.

Il racconto

Non sei uno che fuma, ma quella sera andare dal tabaccaio è la cosa più spontanea del mondo, non hai neanche il vizio di bere ma quella stessa sera accetterai volentieri un drink…

 


Quella sera la tua testa non può pensare a cosa fa male e cosa no quella sera la tua testa non deve pensare affatto, l’unico pensiero è liberare la testa da tutto, e prima un bicchiere e poi una sigaretta ti sembra di ripulire te stesso, ogni sigaretta che aspiri ti sembra che un po’ di malessere se ne stia andando espirando il fumo… o almeno questo è quello che credi… e in effetti la testa comincia  a pesare, per due minuti circa sei felice, due minuti dopo stai imprecando, vorresti gridare un enorme vaffanculo perché vedi gli altri che hanno il loro momento ma il tuo tarda ancora ad arrivare, perché hai corso tanto, hai sudato tanto ma dove sei andato, verso cosa andavi, da chi andavi… e da dove ti muovevi? allora tanto vale buttare giù un altro bicchiere e continuare a correre, tanto prima o poi da qualche parte si arriva, qualcuno  lo si incontra… ma ora a questo non ci devi pensare, devi solo buttare giù… non sai cosa… l’importante è bere… finché non starai ballando a ritmo della cetra di Diòniso, e intanto il pacchetto di sigarette si è dimezzato… un altro vaffanculo al mondo perché i sogni non solo rimangono tali ma la loro realizzazione si allontana sempre di più, finché non li vuoi più realizzare… e non sai più cosa vuoi…. desideri e basta… ora non sei più padrone di te stesso… parli ma non sai che dici... e intanto parli… tanto vicino alla follia quanto alla verità dell’esistenza… linea che il vino ha reso ancora più sottile… e intanto sei arrivato all’ultima sigaretta, all’ultimo tiro… piano, piano… deve arrivarti dritto ai polmoni… è quello che deve farti più male, tanto male che  tutti gli altri problemi devono diventare secondari, devi solo pensare a mantenerti in piedi… ma nonostante ciò gridi un ultimo vaffanculo, il più rabbioso e il più triste... per tutte quelle volte che la tua stella non si è mai accesa e ha lasciato te al buio che ora non sai dove andare e corri nel vuoto, non sai a chi parlare e parli al vuoto… ora sei perso, mentre stai tornando a casa ti chiedi se è veramente quello il tuo posto… chiudi il portone e alle tue spalle hai lasciato un’altra solita giornata…


Un atro giorno, un altro luogo… ti sembra di essere un fumatore e accetti volentieri qualche drink, ma non hanno più alcun effetto…senti di non averne bisogno finalmente sorridi perché stai bene veramente questa volta, perché quel luogo straniero ti ha incantato, rapito, avvolto nel suo splendore… e ti sta indicando una nuova strada… ora stai camminando senza stancarti, non sai mai dove andare ma l’importante è camminare… c’è sempre qualcosa da trovare, qualcuno a cui parlare, forse non capisci la sua lingua ma la parli, oppure la capisci ma non riesci proprio a esprimerti… ma sai una soluzione si trova... basta camminare alla fine arrivi alla tua strada che ti indica la tua meta… forse eri davvero finito come ti dicevano… o perso… ma lontano da casa tua.


Il cielo sembra più libero, la testa è libera ma non pesante, vorresti gridare di gioia perché hai appena scoperto quanto di bello c’è nel mondo… perché in una città straniera hai perso e ritrovato te stesso…

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