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Autore

Andrea Bandolin

in archivio dal 10 giu 2013

04 febbraio 1983, Milano - Italia

10 giugno 2013 alle ore 20:12

Vita breve di un temporaneo trafficante di emozioni

Oggi vi narro di Jo il veloce
Nacque avido e senza aspettare
Il soprannome da padre precoce
Ebbe contento iniziando a parlare

Notizia funesta arrivò all’orecchio
Jo il veloce aveva un malanno:
Viver il giorno come uno specchio
E morire domani come un inganno

Un altro segreto a breve scoprì
Trafisse Jo senza avvertire
Giovane e vecchio già in quel dì
Vita veloce s’apprestava a scoprire

Bambino divenne e in poco lasso
Scoprì i giochi e l’innocenza
Non aspettandosi che al trapasso
Viver da scelti senza licenza

Come in un lampo divenne più forte
Comincia l’età del viver da sciocchi
Carne a pranzo e non più torte
Si fece squadrare da mille occhi

Maturo divenne senza esperienza
Parlando ai cari con grande saggezza
Avrebbe perso la diligenza
Per viver la vita con gaia lentezza

Adulto divenne nel pomeriggio finale
Visse coetaneo da sguardi attorniato
I genitori sorpresi in tono cordiale
Videro in lui uomo arrivato

Non vide l’amore né la passione
Vecchio arrivò di essenza mancante
Sedeva scaldato dal suo maglione
Sulla poltrona aspettando ansimante

Rassegnato poi e a tratti contento
Salutò i genitori con lacrime nuove
Durata intensa di intenso momento
Aveva compiuto tutte le prove

Morto in un giorno che pare l’eterno
Jo il veloce lascia un verdetto:
Sbrigatevi tutti, vicino è l’averno
Godetevi il mondo e tenetelo stretto

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