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Autore

Andrea Castellini

in archivio dal 13 lug 2011

31 dicembre 1972, Forlì - Italia

segni particolari:
Creativo applicato alla musica ed alla scrittura. Per quanto riguarda la musica...

mi descrivo così:
Creativo applicato alla musica ed alla scrittura...niente deve essere banale.

30 luglio 2011 alle ore 18:30

Delirio misto odierno

Il racconto

I Dieci Comandamenti:

Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me e ti garantisco
che è più che sufficiente.
2. Non nominare il nome di Dio sul divano.
3. Ricordati che non sai mixare alle feste.
4. Onora il padre e la madre su facebook.
5. Non uccidere a caso.
6. Non commettere atti impuri, récati alla banca del seme.
7. Non rubare le caramelle ai bambini.
8. Non dire falsa gravidanza.
9. Non desiderare la donna d' altri, ma se lei ti desidera si può fare.
10. Non desiderare la roba d' altri, ci sono i negozi.

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Decalogo del creativo egocentrico

1-Ogni tua azione, ogni giorno migliora il
mondo perché tu hai solo da insegnare.
2-Non cercare di apparire con vestiari
stravaganti ed atteggiamenti sopra le righe;
sei comunque già abbastanza insopportabile.
3-L' amore è solo una perdita di tempo ed a
te interessa solo essere amato, dunque fai in
modo di essere amato.
4-Usa droghe e alcol solo in caso si necessità
assoluta e comunque mai sul tuo lavoro, specie
se ti applichi ad un lavoro creativo.
5-Non perdere tempo con lavori ignobili
e faticosi da due soldi, quei pochi che ti servono
li guadagnerai applicando la creatività
alla necessità.
6-Non frequentare altri egocentrici se non per
necessità lavorativa applicata alla creazione.
7-Non sei invidioso ma gli altri ti invidiano,
se questo corrisponde a verità sei un egocentrico.
8-Asseconda la tua pigrizia fino a livelli
patologici e poi riparti come un panzer su un' idea
in cui credi davvero.
9-Se conosci egocentrici che non sanno di esserlo
aiutali a comprendere che matrimonio e figli sono
solo veleno e che gli renderanno la vita un inferno.
10-Sii consapevole che se dovesse arrivare anche
un poco di fama il tuo egocentrismo aumenterà
progressivamente fino a livelli insopportabili che
la tua creatività non sopporterà, régolati.

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Pensiero per Martina

Abbina un colore al tuo cuore,
guardalo di nuovo al tramonto,
ti sembrerà sbiadito.
Abbina il sole al tuo cuore,
guardalo al tramonto,
ti sembrerà più grande.

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Ombre orizzontali

Le ombre esauste,
dopo una giornata di sole,
si allungano e si stendono
per scomparire nel buio.
Come le persone esauste,
alla sera si stendono nel buio,
si ricaricano sognando
giornate luminose
perché vivono con la luce.

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Brevissima dell' odio universale

Prendere la Terra tra due dita e sgocciolarla
per l' universo.
Lasciarla al sole ad asciugare bene.
Polverizzarla molto fine e disperderla.

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Coglionerìa

Un uomo muore d' infarto tra le braccia dell' amante.
Appresa la notizia, la moglie lo lascia delusa.

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Delirio capitale

Come sarebbe suddividere la nostra esistenza in
7 periodi corrispondenti ai 7 vizi capitali ?
Mah, forse metterei l' invidia nella vecchiaia estrema.
L' accidia ora, e nella molto tarda gioventù l' ira.
I peccati di gola nell' infanzia; sicuramente.
L' avarizia non so, non sono molto incline
al possesso materiale.
La superbia han un peso inversamente
proporzionale alla lussuria.
Non sarei capace di collocarli nel tempo.

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Delirio del destino

Il destino crebbe e si fece fatale.
Polverizzò la mezzanotte
e passò oltre.
Escogitò qualche trucco per
passare la notte e trovò
un riparo ed un vecchio
amico di scuola,
era il fare.
Il destino si chiese si chiese
cosa ci facesse insieme a lui
e trovò la risposta nella
propria essenza.
Il fare accese un fuoco
per scaldarsi ed il destino
lasciò fare.
Grazie al fare, il destino
sopravvisse al gelo.
E grazie al destino che
non interferì,
il fare poté vantare
di aver combattuto,
riuscendo con
fortune alterne,
per un nuovo giorno.
Il destino non fu d' accordo
ma non sapendo
accendere il fuoco
cercò in sé stesso
una risposta
che non trovò.
La notte successiva,
il destino cocciuto
morì congelato
rifiutando l' aiuto
del fare.
Il fare, riconoscendo
la salma, disse che
era proprio destino.

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