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Racconti di Andrea Castellini

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  • 14 luglio 2011 alle ore 15:59
    Delirio psichiatrico

    Come comincia: Un' idea, nella testa si accende una lampadina.
    Questo devono aver pensato quando psichiatri illuminati hanno inventato la
    terapia elettroconvulsivante...non capendo certo, che alcune persone erano
    raggiunte da una luce multicolore che sfuggiva ai loro strumenti diagnostici.
    Erano strumenti di agnostici forse, non captavano la fede che ogni sofferenza
    intrinsicamente contiene.
    La parola " contiene ", in questi luminari evocava solo il contenimento forzato,
    in un letto.
    Un bondage senza gioie, solitario...e l' onanismo, appena liberi.
    Chi provava freddo per l' abbandono della famiglia era ricompensato, legato
    ad un termosifone.
    Chi alzava le mani veniva subito bloccato...anche chi le alzava al cielo solo per
    chiedere " Perché tutto questo? ".
    Le visite erano strazianti per le famiglie e lo erano ancora di più per chi vedeva
    i colleghi carcerati più fortunati riceverne.
    Le innumerevoli sigarette strafumate erano forse l' unica consolazione per baci mancati.
    Le urla agitavano gli infermieri e non certo i carcerati senza reati...loro sì,
    capivano le urla, anche quelle urla sorde...vibrare dentro.
    Tutti avevano solo bisogno di comprensione ed affetto, le gocce di lacrime
    fermate da gocce di valium.
    Eran sufficienti invece baci goccia a goccia ogni sera, e gocce di rugiada al mattino,
     se si voleva davvero migliorare l' umore.
    Ma non andò così, le medicine spegnevano piano piano quella luce multicolore e bizzarra.
    Uno alla volta, per tutti, incominciò la lunghissima notte, che solo alla dipartita fu sconfitta da una stupenda alba.
    Multicolore.

  • 13 luglio 2011 alle ore 20:16
    Delirio del verbo

    Come comincia: L' inferno è caldo, l' inverno è freddo...se una sola lettera crea una così vasta differenza, salta agli occhi che il Verbo ha un potere immenso, in certe congetture poi, devastante.
    Ma solo se viene veicolato con correttezza, la virgola appena dietro, e davanti, ed ora.
    La signorina virgola separa due parole, al limite dovrebbe creare pause che non cambino l' "accento" del discorso...la sua funzione fondamentalmente è questa.
    Ma riesce tanto spesso, birichina, a deformare il concetto con la sua voluta ed equivoca chiarezza.
    A volte gli accenti prendono in giro, esempio : i prìncipi sono portatori e divulgatori di princìpi...ma di solito...proprio le istituzioni principali lasciano al suddito solo belle parole principesche.
    Parole infatti, solo parole e non fatti.
    Quando si parla di " fatti e non parole " i primi hanno di solito un' accezione positiva rispetto alle seconde, poi ribaltata completamente dai tossici...ovviamente la colpa è dei tossici in quanto detronizzati dalla lucidità che dovrebbe fare luce...e comunque il fatto sta bene se rimane senza parole.
    Ok, "son fatti loro ! " diranno anime comprensive, ma forse non sono solo affari loro...ed ecco...come una regina, appare lei, la virgola ( 4 nell' ultimo periodo).
    Mah," son fatti, loro!  " lo comprendono quelle persone che già sanno come funziona una virgola... loro hanno capito il funzionamento della virgola, loro! e forse son tossici di pause, chi lo sa.
    La pausa, l' andropausa, la menopausa, la pausa sul lavoro, la pausa che l' universo non conoscerà mai.
    Noi la conosciamo, la pausa di riflessione tra giovani idioti ancorché innamorati a guardar le stelle fino a notte fonda.
    Le stelle ci sono, innegabile, tra innamorati  pullulano," stellina amore mio ! "...ma le stelline
    son troie televisive o le nostre amate compagne?
    Il diminutivo, qua, fa da offesa o complimento,scegliere...animo !
    Complimenti al Dio Verbo, le stelle son palle infuocate, donne passionali; ma con le palle?
    Piace e non piace.
    In teoria , il Verbo dovrebbe definire l' universo femminile come uno splendore da ammirare, insondabile e romantico; il problema è questo, da ammirare ma insondabile; mah!
    L' altra accezione è un universo povero, per nulla romantico, in cui le star son ben "sondabili"...tramite pompe, trivelle, quasi cercassero il petrolio..."L' oro nero è prezioso sai?" pensa la trivellata ed inesauribile fonte di quattrini.
    Cara, fra trent'anni sarai esaurita...devi cercare per tempo il tuo prossimo obiettivo.
    L' obiettivo funge da obiettivo...ovvio, infatti inquadra stelle vere e stelline, ma certi uomini, obiettivi pure loro, non distinguono tra una sera d' agosto con il naso in sù ed una serata con stelline, magari sempre con il naso in sù causa polvere di stelle.
    Questi universi son tutti accomunati dall' aggettivo " cadente "...o dall' " oggettivo " decadentismo dell' affetto.
    A volte così vero da rimanerne affetto più che afflitto, come fosse una malattia inconfessabile, da poterne parlare solo a chi ne è in proprio coinvolto, che si tratta di purezza del Verbo...e suona così, Ti amo.
    " Ti amo anch' io caro, ma che diavolo hai detto? "