username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Aurelio Zucchi

in archivio dal 08 gen 2019

07 febbraio 1951, Reggio Calabria - Italia

segni particolari:
Amo definirmi uno "scrivente".
Priorità assoluta è il mare, poi viene tutto il resto.

15 aprile 2021 alle ore 10:23

ARLECCHINO MIO

 
Le toppe gialle, quelle azzurre
e le altre, verdi bianche e rosse,
ogni santo giorno si scolorano.
La luce del sole non le sceglie più.
 
Spacciatore di magie, io piango.
É inutile che spolvero e rispolvero.
Solo una sola cosa mi rimane:
buttare tutto e darmi un po’ da fare.
Cavi d’acciaio e lucenti chiodi
io li potrò trovare dove voglio.
Per assemblarli, basterà un minuto
e uno smalto suggerito dallo spot.
 
Il tempo della fantasia è ormai finito
ed anche quello delle belle attese. 
Mi dicono che è l’urgenza delle cose
e… non importa quali cose.
 
Alla maniera di un infermo grave,
sul mio comò lui ora non si muove.
E fallisce ahimè l’estremo tentativo
di farlo vivo al lampo dei miei occhi,
di ricordargli da ore ed ore i sogni
dei quali gli sono eterno debitore,
di scuoterlo al forte battito del cuore
perché mi doni l’ultimo suo exploit.
 
Poi, d’improvviso, risorgono i colori
ma è il riflesso del tramonto rosso
che insieme ad Arlecchino mio
dà l’ultimo sussulto. E muore.
 
 
 
 
*
Pubblicata sull’Antologia del Premio Belmoro VII Ed. 2009

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento