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Autore

Aurelio Zucchi

in archivio dal 08 gen 2019

07 febbraio 1951, Reggio Calabria - Italia

segni particolari:
Amo definirmi uno "scrivente".
Priorità assoluta è il mare, poi viene tutto il resto.

21 dicembre 2019 alle ore 17:18

Com'è che pregherò?

 
Quando ci lasciasti la miglior preghiera
e mani al Cielo indicasti a Chi era rivolta,
io ero forse un po’ distratto, un po’ così…
La Luce fu più capace delle Tue parole.
 
Da allora, nulla ho imparato per salvarmi,
neanche l’ansia di tramutarmi in sonno
lungo i prati spettinati dalla Fede incolta
o nelle mille arene della città smarrita.
 
É freddo, l’uomo, dinanzi al Tuo progetto.
Divide terra come pingue torta, a spicchi.
Di qua una guerra brucia, di là un’altra pure
e nell'impazzita crema paradisi improbabili.
 
Allora, com’è che pregherò la volta in cui
l’ultima pace starà per vacillare anch'essa,
quand'anche in casa mia il dubbio monterà
e il centro del mio cuore sarà solo carne marcia?
 
Avvertirò paure così atroci da non avere poi
nemmeno il tempo di ricredermi nel Giusto.
Non mi accorgerò di cieli che si abbasseranno
ad ingoiar peccati e bocconi misti a fiele.
 
Dovrò ricominciare a carta di Vangelo,
prestare gli occhi alla Tua Croce inevitata,
riabituarmi a Dio, alla speranza, al credo
e ritrovar la giusta rotta per la retta via.
 
Allora, com’é che pregherò la volta in cui,
Santiago in mezzo al mare, mi sentirò perduto?
La supplica per l’ultima pietà non basterà.
Basteranno le mie fredde mani giunte?

Commenti
  • Aurelio Zucchi Ai lettori e alla lettrici, agli autori e alle autrici di questo sito giungano i miei auguri di serenità, salute e benessere per le imminenti festività di fine anno e, naturalmente per il proseguo delle loro vite. Aurelio Zucchi

    21 dicembre 2019 alle ore 17:21


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