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Autore

Aurelio Zucchi

in archivio dal 08 gen 2019

07 febbraio 1951, Reggio Calabria - Italia

segni particolari:
Amo definirmi uno "scrivente".
Priorità assoluta è il mare, poi viene tutto il resto.

05 giugno alle ore 0:19

D’improvviso divento piccolo…

 
In questa notte che tosta m’insegue
quasi un esperto ladro fossi adesso,
io chiedo aiuto a Dio e ad altri
chiamando i loro nomi all’infinito.
 
Mi tocco il viso - lo sento liscio -
e poi i capelli - moltiplicati a vista -
e gli occhi spalanco a dismisura
per non indurli al precoce sonno.
 
Nel buio rido, faccio fesso il buio
e una luce quasi sempre uguale
si mette in mezzo tra le mie paure
e mi ubriaca, mi colora e dura!
 
Con un così fausto soccorso
riporto indietro, quasi a spasso, 
il tempo che nel tempo mi divora.
Il mio letto lo sto chiamando treno.
 
Sono un vigliacco o non so che cosa,
domani ristrapperò un senso alla vita,
solo che adesso in questa lunga corsa
io so di non rimproverarmi affatto.
 
D’improvviso divento piccolo…
 
 
 
*
Anno di stesura 2008
Menzione Speciale I Ed. Premio Int/le Arti Letterarie “Thesaurus” Sezione poesia inedita “Trofeo Salvatore Quasimodo” (2012) 
 
 

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