Alan Turing
  • Londra (Inghilterra), 23/06/19125
  • Wilmslow (Inghilterra), 07/06/1954
  • in archivio dal 4/29/2026

Biografia

Sono stato un matematico britannico, considerato uno dei padri dell’informatica moderna e dell’intelligenza artificiale. Durante la Seconda guerra mondiale ho contribuito in modo decisivo alla decifrazione dei codici tedeschi Enigma, favorendo la fine del conflitto.

Segni particolari

Ho trasformato la domanda filosofica “le macchine possono pensare?” in un problema scientifico. Durante l'Università di Cambridge sono stato allievo di Ludwig Wittgenstein.

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Scritti da Alan Turing

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Le macchine non possono forse svolgere qualcosa che dovrebbe essere descritto come pensare?

L'idea alla base dei computer digitali può essere spiegata dicendo che queste macchine sono progettate per eseguire qualsiasi operazione che potrebbe essere eseguita da un computer umano.

La domanda originale, "Le macchine possono pensare?", a mio avviso è troppo priva di senso per meritare una discussione.

Possiamo vedere solo poco davanti a noi, ma possiamo vedere tante cose che bisogna fare.

Le macchine mi sorprendono con grande frequenza.

Credo che alla fine del secolo l'uso delle parole e l'opinione delle persone di cultura saranno cambiate a tal punto che si potrà parlare di macchine pensanti senza aspettarsi di essere contraddetti.

Un uomo fornito di carta, matita e gomma e assoggettato a una severa disciplina è in effetti una macchina universale.

Un calcolatore meriterebbe di essere definito intelligente se potesse ingannare un essere umano facendogli credere di essere umano.

Se una macchina dev'essere infallibile, non potrà essere anche intelligente.

Il ragionamento matematico può essere considerato piuttosto schematicamente come l'esercizio di una combinazione di due capacità, che possiamo chiamare intuizione e ingegnosità.