Antonio Pennacchi
  • Latina, 1950

Biografia

Sono uno scrittore ed ex-operaio italiano.

Segni particolari

Ho vinto la 64° edizione del premio Premio Strega.

Scritti da Antonio Pennacchi

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Uno scrive libri e non se lo fila nessuno. Poi un giorno manda affanculo Vattimo e te vengono a cercà tutti.

Sono disposto a vendere il culo ma non la lingua.

Destra è per l'uomo, sinistra per la collettività.

Il '68 è stato una guerra civile. Io non ho commesso reati di sangue. Ma ero disponibile. Mica io solo. Tutti quegli stronzi che adesso dicono: "Io venivo solo alle manifestazioni, ero contrario alla violenza", dicono il falso! Quando passavamo noi(…)

Non mi piace la parola avversario. Sono uscito dalla visione antagonista quando ho capito che non era mio diritto uccidere la gente. Ho accettato le regole.

Mi dicono: "Tu hai il cervello a sinistra e il cuore a destra". Ma il mio cuore non è a destra. Sono i fascisti che stavano a sinistra: il fascismo era dittatura del proletariato.

A un certo punto -all'improvviso- mi è venuto il sospetto che fosse praticamente impossibile ricostruire per davvero come sono andati i fatti nella realtà. Ognuno la racconta come gli pare. Tacito dice che Nerone è un porco. E tutti a credergli.(…)

Non esiste un buon testimone, né deposizione esatta in ogni sua parte. Anche quando dice il vero, al novanta per cento il testimone mente. Incosciamente.

Io ci ho messo una vita a capire che la gente non dice mai quello che pensa. Dicono una cosa e ne pensano un'altra, poi la colpa è la mia che li prendo sul serio.