Patrizia Cavalli
  • Todi, 17/04/1947
  • Roma, 21/06/2022
  • in archivio dal 30/06/2026

Biografia

Sono considerata una delle maggiori poetesse italiane contemporanee, con uno stile poetico personale e caratterizzata da una leggerezza apparente e profonda capacità di osservazione.

Segni particolari

Mi ha scoperto e avvicinata alla poesia Elsa Morante.
Mi sono dedicata anche alla traduzione teatrale di opere di Shakespeare, Molière e Oscar Wilde.

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Scritti da Patrizia Cavalli

10 su 10

Ti odio perché non ti amo più, perché non posso perdonarti di non riuscire più ad amarti.

Che tu ci sia o non ci sia ormai è la stessa cosa, comunque sia io ho la nostalgia.

A me è maggio che mi rovina e anche settembre, queste due sentinelle dell'estate: promessa e nostalgia.

Non ci sono parole belle o brutte. Tutte sono stupende.

Bisogna aspettare che le parole ritrovino un'innocenza.

Tradurre è una fatica spaventosa.

Bisogna attraversare l'inferno dell'artificio per conquistare l'apparenza della naturalezza.

Quello che scopro e quello che mi resta è una banalità fresca e indigesta.

Io volevo soltanto la certezza della settimana che finisce.

Spesso le parole sono usate in modo orribile.