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Autore

Bruno Panebarco

in archivio dal 05 mar 2012

16 marzo 1959, Roma - Italia

segni particolari:
Non può vivere senza arte, musica e letteratura. 

mi descrivo così:
Scrivo, dipingo e faccio musica da trent'anni. Cinque romanzi e un libro di fotografie pubblicati, un documentario (L'ultimo balcone) invitato ufficialmente in concorso al 33° TFF (2015). Scriverò e suonerò anche in punto di morte. Lunga vita al lupo

17 aprile 2012 alle ore 12:01

Fedeli alla roba

di Bruno Panebarco

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 290

prezzo: 13,50 €

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Un calore che t'inonda.Un brivido freddo che ti attraversa. Con lei non s'invecchia. Sensazioni paradisiache. In realtà sei all'inferno.
La prima volta non si scorda mai: una calma emozionata, un profondo rilassamento, una subdola euforia. La tensione del piacere sembra allungarsi all'infinito in un’assoluta soddisfazione senza ostacoli, senza pensieri, senza problemi.
E' come fluttuare in una profondità liquida: un brivido assoluto, un apparente ed intimo equilibrio esistenziale. La vita funziona perfettamente. Ma è in quel preciso istante che è già cambiata. E per alcuni di loro per sempre.
Bruno Panebarco in "Fedeli alla Roba" racconta tutto ciò.
Bisogna assolutamente farsi, non per stare bene ma solo per non stare male.
Tutta la giornata è regolata alla ricerca della roba, dei soldi, dello spacciatore, intervallata da feste, rave, scorribande su e giù per l'Italia e l'Europa...e poi l'avvento dei Prostitutes: Bruno, suo fratello Augusto e Giorgio, un'avventura musicale specchio dell'essere in quegli anni.
Una storia dura, triste, in continuo movimento ma al tempo stesso, assolutamente immobile in cui il mezzo (l'ago) diventa il fine (la persecuzione). Il pensiero oscilla dalla paura angosciosa della carenza al sollievo del buco: non c'è nulla che conti di più.
Si, qualcosa c'è: l'averne fatto parte, esserne sopravvissuti , raccontare tutto ciò e dare una risposta a se stessi sul perché della propria scelta.

recensione di Francesca Arangio

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