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Autore

Bruno Panebarco

in archivio dal 05 mar 2012

16 marzo 1959, Roma - Italia

segni particolari:
Non può vivere senza arte, musica e letteratura. 

mi descrivo così:
Scrivo, dipingo e faccio musica da trent'anni. Cinque romanzi e un libro di fotografie pubblicati, un documentario (L'ultimo balcone) invitato ufficialmente in concorso al 33° TFF (2015). Scriverò e suonerò anche in punto di morte. Lunga vita al lupo

10 aprile 2012 alle ore 12:16

La voce degli ultimi

di Bruno Panebarco

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 260

prezzo: 14,40 €

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Chi sono questi ultimi di cui si parla nel romanzo? Sono i bambini di nessuno, quelli che vengono prelevati con violenza nei paesi dell'Europa dell'Est e portati nelle nostre ricche città, costringendo i maschi ad una vita di prostituzione, segregando le femmine al buio in appartamenti guardati a vista per incontri sessuali forzati.
E proprio di queste vite rubate Panebarco ci vuole raccontare,  presentandoci il caso emblematico di due fratelli, Adrian e Mrna, portati via alla loro famiglia con azione violenta e condotti a Torino: ed in una Torino allucinata e sporca ci trascina il protagonista, Sirio Merisi, giornalista d'inchiesta, in compagnia del fotografo Manlio Davico, alla ricerca della verità che si cela dietro questi ragazzini costretti a prostituirsi, ciascuno con alle spalle una storia di sfruttamento e di disperazione.
Si tratta di un traffico sordido, in cui sono coinvolti servizi deviati e poliziotti corrotti, che non si tirano indietro davanti a niente, convinti che la vita sia scandita solamente dal frusciare dei soldi: perchè con i soldi si compra tutto, anche le persone; anche le anime.
Il racconto si svolge veloce, i capitoli di pura inchiesta sono intervallati da quelli più squisitamente legati al privato del protagonista, che intreccia con la vicina di casa, sua dirimpettaia, un gioco erotico intrigante ed emozionante.
Mentre le ricerche continuano, a mano a mano che si intravede una esile trama in questo tentativo di fare luce su questo massiccio sfruttamento di adolescenti e bambini, facciamo conoscenza con personaggi subdoli, alcuni sinceramente perfidi, tutti, comunque, conniventi.
Non c'è pietà, in questo romanzo: sicuramente non c'è pietà per gli organizzatori della tratta, che rimangono comunque e sempre protetti, sempre nell'ombra del sommo potere che tutto pare manovrare.
Ma non c'è pietà neppure per chi si adopera affinché questo scandalo esca allo scoperto, sia portato a conoscenza della gente comune, possa finalmente finire: Sirio Merisi pagherà con la vita la sua coraggiosa battaglia.
L'unico spiraglio di ottimismo lo troviamo nelle ultime pagine, quando vediamo la compagna di Sirio che gioca con il suo bambino e con Mrna: due innocenti da proteggere per dare loro la possibilità di vivere un futuro migliore.
Agile e veloce, il romanzo si legge d'un fiato: l'argomento scabroso è trattato con delicatezza ed infinita tenerezza e grande rispetto nei riguardi di un'infanzia violata da un potere che travalica ogni sentimento.

recensione di Niva Ragazzi

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