username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

elementi per pagina
elementi per pagina
  • Nel mio spirito
    inquieto e anarchico

    aver avuto rispetto
    senza sentir mai paura

    mi ha costretto sempre
    a dichiarare le mie scelte

    E lascio ancor ora i miei problemi
    dentro certi pensieri controversi

    Io violento antieroe

    nell'incontenibile forza della mia natura

    pioniere di nuovi versi a esprimere
    tutta l'inquietudine interiore

    e incitare alla ribellione

    con la bocca asciutta per l'emozione

    metto da parte i miei egoismi
    in favore della libertà
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:45
    Il mio ultimo desiderio

    E vorrei andarmene così

    in una fredda e assolata
    giornata come questa

    Una di quelle giornate

    in cui sto seduto sul mio gradino
    della terza scala al lungomare

    Al mio lungomare

    con un libro in mano

    il mio Noel accanto
    e il mio sorriso sulle labbra

    ironico seducente

    E se anche quel giorno
    non mi sfiorassero questi desideri

    vorrei andarmene così
    mentre la mente è altrove

    avvolto tra i miei versi

    a chiedermi
    se sono stato un vero poeta

    E scrivo ora di noi

    con le mie parole i miei sorrisi

    lacrime trattenute

    E allora salutiamoci adesso

    sulla soglia
    dei nostri incontri impossibili

    Anche così

    senza conoscerci

    che dopo forse
    non avremo più tempo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:43
    Gli urli dei miei silenzi

    Una volta
    venivo qua a viver di sguardi
    e del calore che dagli occhi
    si diffondeva fin nell'anima
    Ora sono ancora qui
    a guardarmi attorno smarrito
    pallido nel cuore
    con quegli occhi un tempo felici
    che bruciano spossati
    dall'insulso vedere d'ogni giorno
    E chiedo a Te
    mio Dio
    di svegliarmi da questi sonni maledetti
    e d'indicarmi la strada giusta
    verso il più giusto destino
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • giovedì alle ore 20:41
    Sarà bello essere dimenticato

    S'avviano infelici
    al riposo eterno gli occhi

    a suggellar il mio vivere
    solitario e senza requie

    divenuto ormai un cerchio

    che va a chiudersi tra spigoli
    e lacune per residui d'ignoranze

    e in quella mia frustrazione

    farvi felici della mia assenza

    E mi esprimo

    in audaci sofferenze emaciate

    con l'isolamento e il tormento
    dell'inquietudine

    armi a doppio taglio della mia umanità

    a trasformare tristezze e afflizioni
    in amori e passioni

    ondate d'intense emozioni
    del mio favoloso destino

    a travolgere il cuore e l'anima perduta
    e stravolgere la mente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • giovedì alle ore 20:39
    Forse,potrei vivere anche cieco

    Disteso sulle nuvole

    accorcio dentro la mente
    la distanza tra i miei sogni e la realtà

    confessando a me stesso e al mondo

    qualsiasi cosa potesse servire
    a liberarmi l'inconscio

    nel mio gioco più bello
    a rivelare i segreti più intimi dell'anima

    con storie fantastiche inventate

    senza alcuna razionalità

    d'incontri casuali capitati per caso

    a conferma che chi s'incontra
    potrebbe essersi sempre cercato

    Splendidi enigmi del pensiero

    stati d'ansia
    risolti nella fantasia...dalla fantasia

    E così non ho più avuto bisogno degli occhi
    per guardare avanti
    .
    Cesare Moceo @

     
  • giovedì alle ore 20:37
    La forza della vita

    Ancor più povero
    mi ritrovo oggi
    senza la mia anima
    trafugata dal malincuore
    e dal suo malvagio spirito
    Né mai
    ripeto lamenti o litanie
    di fatiche e piaceri
    anzi vivo l'orgoglio
    che questi divengano
    la forza della mia vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:36
    E mi basta solo un attimo

    Scelgo

    tra i vari pensieri

    quelli

    che mi sembran essere
    i più diversi da me stesso

    ossessioni e deliri
    di sensazioni incompiute

    in appendice
    ai miei attimi d'incoscienza

    che potrete raccogliere e capire
    a vostro piacere

    nelle necessità penose
    che impone la vita

    E vivo grato

    nella speranza dell'indulgenza

    a coloro i quali hanno il piacere della conoscenza

    nel rispetto del diritto alla libertà
    dei battiti d'ogni cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 20:42
    Il giusto prezzo

    Fremiti interiori
    simili a brividi di vita

    mi parlano sempre
    della necessità dell'anima

    a volte morbosa e irritante

    d'immaginare sogni malati

    dove nessun insuccesso
    possa turbarmi

    Là mi rivedo

    infante nell'età

    fermo in quel tempo
    ancora a scrutare il mio orizzonte

    sorpreso e ammaliato
    dalla grandezza di Dio

    capace di riunire il Cielo e la terra
    davanti ai miei occhi

    e guardare in quell'infinito
    la mia rinascita nel futuro

    in questa realtà

    che ho poi vissuto
    e pagato al giusto prezzo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • lunedì alle ore 20:39
    Anime nobili

    Il lungomare
    al mattino presto
    pullula di anime nobili
    ritratti sfocati dall'alba nascente
    imbacuccati di ricca sensibilità
    generazioni immerse
    in strani modi di vita
    e sensazioni ricercate
    in carezze donate
    da mani tremule e senza sonno
    E io le guardo senza dir nulla
    sentendole nel cuore
    orgoglioso del loro andare
    nella celestialita' della loro vita
    e anche a piangere per Loro
    se ne fosse il caso
    perché siamo così
    anime povere
    felici d'aver vissuto
    felici d'esserci incontrate
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • lunedì alle ore 20:37
    Silenziose lacrime...scendono

    Mi guardo intorno

    smarrito

    spiaciuto nel mio Essere

    sensi di buio e di torbidezze
    m'avvolgono l'anima

    insultata dai soprusi del vivere

    E mi sento rotto
    in tutto il mio corpo

    nel continuare a chiedermi il perché
    di questi gratuiti tormenti

    che m'indeboliscono il cuore
    e rendono arido il volere

    E non trovo risposte nella mente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • Lascio a voi tutti i giorni
    i resti del mio pensare

    a svelarvi i segreti destini
    del mio volere

    eccitazioni orgasmiche
    del mio esser di desiderio

    a seminare

    sperando che le piogge di Dio
    le faccian germogliare

    amori e passioni
    nel raccoglimento dei sensi

    E assisto compiaciuto

    all'alleanza tra l'anima e il cuore

    uniti in fraternità

    per sottrarsi alle grate
    dei desideri irrealizzati
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 20:32
    Come in un film

    Mi sembra ogni dì
    di patire una nuova pena

    la mia dose giornaliera d'amarezza

    che inaridisce l'anima
    e inasprisce il cuore

    E me ne vado a zonzo
    avaro di passioni

    col capo chino
    e le mani in tasca

    a pensare alle mie carestie

    e alle parate di sofferenze

    che la vita si prepara
    a mettere in scena

    coi suoi artigli
    che arrancano lontano

    verso il passato

    quasi a voler arpionare per i capelli
    le felicità perdute

    E mi sembra di recitare
    ancora nel mio film preferito
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 12 gennaio alle ore 20:56
    E poi

    E quando poi
    mi mancheranno le forze
    accetterò il mio destino
    e se anche sarà tormento
    cercherò in esso
    tutte le voluttà
    nel piacere di dilaniarmi il cuore
    piegandomi dolcemente alla sorte
    e soffocando il futuro
    in uno sguardo sereno al passato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 12 gennaio alle ore 20:53
    IO

    Esecutore materiale
    dei miei progetti
    non ho mai tralasciato qualcosa
    senza averla prima osato
    Seminatore d'amore
    nei deliri dell'esperienza
    ho acceso la mia interiorità
    in chiasmi di baratti
    dove rotolano turbini d'emozioni
    a far trasalire le passioni
    interrate nella profondità dell'anima
    E non mi serve altro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 12 gennaio alle ore 20:52
    Silenzio

    Ho sempre vissuto la mia vita
    in punta di piedi

    a chieder scusa al mondo
    per il disturbo che ho arrecato

    e ancora con il sorriso tra le labbra
    e con la mano ammorbidita

    ad accennare carezze
    in segno di bontà

    or mi son arricciato nel silenzio

    nell'ineluttabile destino

    che serve a insultarmi e ispirarmi
    e caricarmi d'amore e di rimpianto

    nella solennità d'un verso dopo l'altro

    e che nelle parole scritte

    scava fossi d'emozioni

    di passioni

    di vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • Peregrino
    nel mio felice vagabondare

    mi concedo alle emozioni
    e ai versi dettati dal cuore

    a proteggermi inflessibile
    dall'infido divenire dei giorni

    E vivo questa felicità
    d'arte e di passione

    raccontandola all'infinito

    con la sopita speranza

    che bruci ancora
    oltre le mie ceneri dissolte al vento
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 12 gennaio alle ore 20:48
    Amore amaro

    Desueti gesti

    consolidati dalla loro desuetudine
    in orizzonti di fantasie

    invitano
    a interiori ricerche dell"Essere

    a sprofondare
    in repressioni d'emozioni

    e condurre l'anima
    a varcare soglie vietate

    Incesti d'ermafroditismo

    puniti con eterni tormenti

    a far molto più bella
    la storia di ciascuno

    sempre che se ne prenda coscienza

    e rimpinguare di passioni
    private valli di lacrime

    Amori disperati

    nell' unico significato
    di aver regalato al cuore

    altri e nuovi amori
    .
    Cesare Moceo destrierodoc

     
  • 12 gennaio alle ore 20:46
    Sforzi di volontà

    "Flectere si nequeo superos,acheronta movebo"

    Boschi bui

    intricati

    dentro cui mi perdo
    nell' avanzar tra gli stretti sentieri dell'Essere

    nei miei viaggi tra metafore inappropriate
    e repressioni volontarie

    a confermare inquietudini e tormenti

    E combatto e combattero' le mie battaglie
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 09 gennaio alle ore 20:53
    Il mio scrivere può farmi ancora vivere

    Amo avere i miei versi intorno
    a dar maggiori impressioni alla vita

    a soppiantare l'autorità
    di mitici pensieri

    Là continuo a conoscermi
    nell'impari guerra con l'anima

    e a vivere anche senza pensare

    a superare certe barriere
    per farmi ascoltare

    e accettare i giorni cupi
    che s'incamminano dietro di me

    E così a volte dimentico di vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 09 gennaio alle ore 20:51
    Le mie colpe

    Rivestìti nell'apparenza
    ciascuno con le sue penne di pavone

    pranziamo seduti alla stessa mensa
    a consumare uguali razioni di acqua e pane

    futili vantaggi a nasconder la miseria

    piuttosto che immolare la propria anima

    ma quando si parla di fumare
    ognuno a tirare più che può dal proprio sigaro

    Ed é allora che certi rovelli montano
    all'apice del turbinio di pensieri vorticosi

    momenti in cui verrebbe tanto da dire

    ma in virtù di quel pane
    nel frattempo divenuto duro

    e di quell'acqua divenuta putrida

    la lingua si mozza
    nel pregare il Cielo di non pronunciar parola

    E di questo anch'io ne ho colpe
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • 09 gennaio alle ore 20:49
    Piaceri

    Giorni

    al risveglio da sonni inquieti

    a guardare perplesso mio vivere
    misero d'aspetto

    con le sue ore polverose
    e malandate talmente tanto

    da riempire i minuti
    d'inutili sciocchezze

    da lasciarmi cadere
    in momenti bassi e trascurati

    Accorgermi nell'anima
    di questo piccolo grande piacere

    e gustarne ancora l'essenza

    tenendola nascosta
    in risposta ai pensieri

    E sentire il cuore farsi piccolo piccolo

    a rintanarsi nell'immensita'
    della mia meravigliosa solitudine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 09 gennaio alle ore 20:43
    Amarsi

    Desueti gesti

    consolidati dalla loro desuetudine
    in orizzonti di fantasie

    invitano
    a interiori ricerche dell"Essere

    a sprofondare
    in repressioni d'emozioni

    e condurre l'anima
    a varcare soglie vietate

    Incesti d'ermafroditismo

    puniti con eterni tormenti

    a far la molto più bella
    la storia di ciascuno

    sempre che Questi ne prenda coscienza

    e rimpinguare di passioni
    private valli di lacrime

    Amori disperati

    nell' unico significato
    di aver regalato al cuore

    altri e nuovi amori
    .
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati
     

     
  • 07 gennaio alle ore 20:39
    O5.01.2018 ore 07.25

    Ho imparato
    ad aspettare il mio tempo
    per infilzarlo
    delle giuste risposte
    Ho imparato
    ad ascoltare il mio tempo
    e cercar di capire
    il perché del suo scorrere
    E indugio
    allegramente e con ironia
    sulla mia destrezza
    di replicare i miei fasti
    in uno strano passatempo dei pensieri
    divenuti tanto arroganti
    da voler catturare ogni estasi
    .
    Cesare Moceo @

     
  • 07 gennaio alle ore 20:37
    A spasso con Goethe

    In qualche anfratto
    dentro la mente

    tra la passione dei litigi

    nella mia tarda età
    piena d'aceto e d'esperienza

    non so bene dove

    nascondo con cautela
    le mie parole sbagliate

    versi senza nobiltà
    ricchi di codardia

    a ignorarsi tra loro
    e sopraffarsi immorali

    tra il desiderio d'un sogno
    e l'umore represso

    E su e giù in questa spiaggia
    divorata dall'onde rapaci

    me ne vado ramingo
    a cercar la mia pace

    insieme con chi
    non é stato normale

    e indovino d'amore
    ogni volta che parla

    a trovare il mio cranio
    e la sua ispirazione

    e donare il mio cuore
    a ogni cosa che faccio

    E mi guardo stupito
    fra la gente "normale"

    pregando il mio orgoglio

    di far necessario
    ogni intenso disagio
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • 07 gennaio alle ore 20:35
    Da uno a tre centesimi

    Pranzi cene
    e pure colazioni di lacrime e dolori

    consumiamo nella costrizione
    di chiedere pietà e non riceverne

    E ci condanniamo da soli alla crocifissione
    nella vana speranza d'ottenere dopo

    la pietà invocata

    vivendo d'abbozzi da ritoccare
    nel bisogno personale d'intima onestà

    nel nasconder a noi stessi
    e ai nostri indiscreti sogni

    che a volte ricevere un rimprovero fa male

    ma non riceverne è ancora peggio

    E tu colomba continua a volare

    e vola libera senza incontrar malincuore
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

     
elementi per pagina
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.