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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • 02 agosto alle ore 12:42
    Ho il sole dentro e non cerco candele.

    Ho donato al mondo ampi fiotti della mia vita e del mio carattere, e continuo a donarli a chiunque, povero o ricco, ancora adesso che, sfinito e con gli occhi stanchi, schiavi di sè stessi dentro le palpebre raggrinzite nel viso avvizzito, il mio dire può sembrare pervaso d'altre essenze, confuso per l'età che avanza nell'abbraccio dei suoi tormenti. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 02 agosto alle ore 12:41
    Quasi al tramonto

    Ho visto uomini migliori di me, andarsene, dissolversi nel nulla senza provocare il benché minimo rimpianto. E so pur che un dì toccherà anche a me, Io, ben consapevole, nell'intenso commuovermi del mio decoroso passato, che ha ormai reso la mia voce stridula e le dita impudenti, quasi scialbe dell'ardente desiderio di continuare a scrivere. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 02 agosto alle ore 12:40
    Conquiste custodite

    E fate bene a credere ch'io non sia romantico sol perché i frammenti di giovinezza che racconto, sembrano tessere del mosaico di un romanzo strano e travagliato, dove descritti sono i miei luoghi e le mie genti, in simbiosi nell'esprimere arie di solitudine di mistero e di passato. Ma non importa, la verità è molto più reale, m'abbraccio alle mie paure e vado avanti lo stesso. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 29 luglio alle ore 12:43
    Là, dove muoiono i desideri

    Silenti rumori s'ascoltano nell'interiorità indotti dal frangersi delle onde piatte dei pensieri spenti. Vano è l'orgoglio che soverchia la muta voce della fama e lascia all'impeto il divorarsi nell'anima, come fosse vampa d'odio nel petto di vecchie e ostinate pestilenze. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 29 luglio alle ore 12:42
    Sono imperfetto, eppur grato alla vita.

    È da tempo che non si sente più la pioggia, anche le grondaie non han forza di versar lacrime nel loro sgocciolìo ai lati del vivere. E resta soltanto il gran silenzio dei nostri occhi accesi, cuori di tenebre a salvarci dall'inedia, a mostrar i sentimenti riflessi nella caligine, le cui ombre sinistre si addensano in ogni angolo del sapere. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Cominciai un tempo a caricare alacremente i pensieri di silenzio, ma solo per colmarmi il cuore d'aurei dettagli avvolti di profumi e di luci tra i tormenti del vivere. Io, anima leale assorta e serena, nella volontà incredula e arguta di sentirmi incoraggiato dalla piacevole ebbrezza di pensarmi abbracciato alle mie mille titubanze. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 27 luglio alle ore 17:20
    Ruit hora

    Scorre il tempo ignorando le ore a far giustizia di tutto, negli orizzonti lontani e nelle promesse d'appresso. Capriole d'infelicità che corteggiano fino dentro i sogni, rabbie dell'anima fuori di sé, abituata al buio, mentre i giorni fuggono in seno alla malinconia che fa calare ogni sipario. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 27 luglio alle ore 17:19
    Tiepido tramonto(di una sera di luglio)

    È l'mbrunire di un giorno qualunque, con il sole non ancora calato il cielo limpido mostra le sue prime stelle al paese in fermento, brulicante di gente in vacanza. Turisti, con l'espressione intenta un po' fanatica un po' vacua, negli occhi miti e nel corpo abbronzato, che sereni adducono i lor piccoli passi in un andar felice e dalla calura affaticato, mentre il mare esausto, ormai vuoto d'anime, partorisce la luna a far quieta la notte. . Cesare Moceo

     
  • 27 luglio alle ore 17:18
    Prezioso nettare

    Nel parlare gioviale di questa vita, tra afflati inebrianti e drappi eleganti, vai con inceder prestante a regalar essenze, emozioni germogliate vivide nella terra fertile del tuo allegro presente. Te ne stai gioiosa e con la mente libera abbracciata al tuo Dior, a donar i tuoi odori e gli umori pregna di virtù palesi sgombre di tormenti. E fai sentir attorno aliti d'accattivante freschezza, a sollecitare il vivere illuminando le ore e i giorni, qual fosse essa prezioso nettare a estasiare l'anima e il cuore. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati .

     
  • 27 luglio alle ore 17:17
    L'artista, chi è costui?

    Sorprendente è l'uomo e il suo non esser unico; artista è colui che sta dove non è ben accetto, dove s'accorge che non c'è posto per lui; altrimenti, di grazia, perché correrebbe tra le menti di qua e di là in balìa degli eventi gridando di rabbia e d'allegria, parlando alle stelle o contando i fili d'erba nei prati dell'eterna fantasia? 

     
  • Cominciai un tempo a caricare alacremente i pensieri di silenzio, ma solo per colmarmi il cuore d'aurei dettagli avvolti di profumi e di luci tra i tormenti del vivere. Io, anima leale assorta e serena, nella volontà incredula e arguta di sentirmi incoraggiato dalla piacevole ebbrezza di pensarmi abbracciato alle mie mille titubanze. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 17 luglio alle ore 13:14
    Nude intimità

    Spreco le mie emozioni anche con chi non sa comprenderle, nella speranza che qualcuna di esse arrivi dritto al cuore e là rimanga conficcata e sanguinante. Occhi senza luce fissano volti minuti cosparsi di riso nervoso. Musiche, note sparse di violini senza accordi a intonare melodie malinconiche, nell'espressione smorfiata di pesanti silenzi, accompagnano quegli sguardi, tanto assenti da sembrare che annuiscano il vivere e il suo regnar di tacite sfide, nella speranza che qualche "diavolo" facesse presto ciò che non hanno il coraggio di fare gli uomini. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 17 luglio alle ore 13:11
    Essenza di vita

    Scivola lungo crinali d'attese infinite, il tempo della vita interiore cosparso di sentimenti e passioni. Piange d'allegria il cuore invaso dal potere, intriso della forza di restituirlo a se stesso, ai suoi tormenti e a tutti quei sogni che possono regalare all'anima ancora la fanciullezza, essenza di vita. E m'immagino speranzoso, per me e per voi, immerso in un mare di versi e d'amore a nuotare dentro onde di brividi e di colori, verso approdi di meraviglie e desideri di vita . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 17 luglio alle ore 13:09
    Dilemmi

    Scettico simpatizzante di versi, ristagno il mio scrivere nello sforzo d'addolcirmi le ore, ottenendo spesso il risultato contrario di giorni dispersi sul fondo di voragini di sconforto. E nel collezionar pensieri, non comprendo ancora se far goder la mia anima di bambino, che vede il tutto nel nulla, oppure la mia mente da vecchio, che s'offre al nulla pur avendo tutto. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 17 luglio alle ore 13:05
    Nel mio paese a passeggio,al mattino

    Orizzonti vergini uniti a un cielo color azzurro vita, si insinuano ipnotici portandomi placido lontano dal tempo, fino a farmi rivivere attimi d'ignoti desideri, nel mio andar per le strade e i vicoli del mio paese al mattino. E il goderne, secondo gli angoli dove mi soffermo, pel lor vivere alloglotto, m'avvolge ancor oggi di un fascino inebriante. Là, in quella vista, sento fuggire dall'interiorità tutti i fantasmi della notte, quei pensieri spelacchiati dell'anima balbettante e umiliata nell'intimo dalle lotte cruente che sopporta ogni dì. E si risveglia in me il piacere intenso di una ritrovata solitudine. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 17 luglio alle ore 13:02
    Il destino dell'anima

    S'aggrovigliano nell'intimità versi traboccanti di piacere, sono quelli che ho studiato sui libri e che ora appaiono lontani, stampati laggiù nel passato, confusi tra miti leggende. E così in nudi intenti, volano alte le mie farfalle, dolci e pensanti, indifeso sciame d'emozioni a cantare al mondo la mia passione, rubiconda litania dell'anima in festa. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 12 luglio alle ore 13:23
    Sogno di mezza estate

    Mi vedo supino nel mio angolo di letto, con le mani incrociate dietro la testa, con tutti i pensieri del giorno a venire a attraversarmi la mente, quasi sul far del mattino, nella tenue oscurità della notte che volge al termine; guardo nel mio polso l'orologio il cui riflesso mi dice ch'è ancora presto per alzarmi. Mi giro e rigiro socchiudendo gli occhi per frugarmi dentro, tra i sentimenti dell'anima, e immaginare oltre la finestra chiusa, quanta compassione mista a piacere ci possa essere nel buio che lotta tenace con l'alba nascente. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

     
  • 12 luglio alle ore 13:22
    Esistenze

    Esistenze attraversate di delusioni, investite a folate dal mondo indifferente, relegate nella penombra del vivere con il solo scopo di volersi ignorate, tra paure che affossano e sogni soffocati. Felicità dai bruschi gesti, senza alcuna dolcezza, che donano solo tremori all'anima, pur nella fantasia senza rimedio che ognuno è incosciente d'avere; pensieri semplici d'ignoranze tramandate, a far scivolare la mente nel buio più nero e ansimare nei giorni con risposte mai ricevute. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

     
  • 12 luglio alle ore 13:20
    Ich schmücke mich mit Liebe

    Von dem ich verstanden habe was ist Liebe immense Hitze gemischt mit glühend unbewusste Wünsche Sie gaben der Seele das intensive Verlangen zu lieben eine natürliche Leidenschaft in dem auszudrücken was ich fühle Emotionen und Gefühle Freuden und Qualen Ich gehe die Stufen der Tage hinauf schläfrige Gedichte ohne Handlung zweifelnd gehen über leckende Gefühle Knarren langsamer Feuer und gequetschte Tugenden Und ich schmücke mich mit Liebe . Cesare Moceo Junge von 53 Cefalù Dichter destrierodoc @ Alle Rechte vorbehalten

     
  • 12 luglio alle ore 13:18
    I desideri del cuore

    Questo sono io invecchiato sereno. Non temo inferni intorno a me; nelle mie notti, sogno che i sogni di tutti un giorno diverranno realtà, trasformando l'oceano del patire in una lacrima dolce e il turbine dei cattivi pensieri in un sospiro soave, assolvendo dalle colpe involontarie memorie, che congelano e scongelano il passato, rallentando il trascorrer della vita. Questo sono io, con la mia faccia da vecchio ormai tutta corrugata. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 09 luglio alle ore 19:38
    Finalmente il vento

    Mattino, a cantare in me stesso, come fan gli uccellini nei nidi, al sorger del nuovo sole. Annuso a ampio respiro l'odore salmastro del mare a rallegrarmi le narici, affacciato sull'uscio di casa, ciglio incerto del mio vivere, attesa bellezza dell'alba nel vento fresco finalmente a smorzare l'afa con la sua brezza intrigante e spazzare le delusioni vissute negli inutili ieri. E mi soffermo a pensare a come sarà il futuro, miraggio racchiuso negli occhi, ombra sfumata dei sogni nello sguardo lasciato sul mare. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 08 luglio alle ore 21:25
    Nel calore di questo meriggio

    Scrivo; e mi sembra di portare in spalla i miei versi, mentre mi vedo in equilibrio sopra una cordicella sospeso nell'aria senza rete di protezione. E nell'apprezzarmi in quella situazione, mi sento avvolgere da attimi di paura, pensieri intimi aggrottati che s'insinuano fino a farmi perdere la lucidità interiore. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 08 luglio alle ore 21:22
    Noi Poeti

    Abbiamo tutti la stessa sfumatura d'elevatezza d'intenti che rende la nostra sensibilità profonda e commovente E non buttiamo mai qua e là a casaccio il nostro pane quotidiano, tanto per aver la bocca libera d'esprimere i sentimenti, vivendo i giorni straziati di viva malinconia, nella follia dell'anima, ossessionata e applaudita da quel che lasciamo al tempo inesorabile e infinito. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Oh!...ma buongiorno mia amata anima, spumeggiante e brillante incontenibile e unica; come te nessuna! Volutamente mi discosto da ciò che mi fa star bene per non soffrire ancor di più; belle e intense di verità sono le tue emozioni e piene d'amore verso chi hai d'importante nel tuo vivere. Così i miei battiti perdureranno sfuggenti la realtà, al fondo di ogni intimo sentire, qual fossimo assieme divenuti due abissi di vita, pozzi aperti a fissare il cielo. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 08 luglio alle ore 21:18
    E se

    E se anche un giorno, dovesse accadere di non aver più fantasia e il grigio, ammorbare l'estro, di certo ne patirò nostalgie, non perché quel futuro potrà essere una vita frustrata ma perché nel tempo che verrà il mio passato, per quella soave mancanza, sarà la vita che più non avrò. E chiedo già fin d'ora a Dio di difendermi la mente dalle amarezze e anche dall'infelicità di quel probabile mio nuovo calvario. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
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  • 13 marzo alle ore 13:07
    I miei versi mi attendono

    Come comincia: Quando fu, allora, all'istante seppi che ero malato, che dopo il cuore malconcio, il cancro aveva abbracciato il mio corpo e quindi nel comunicarlo, tutti subito a pensare che ero diventato vulnerabile, fragile, forse anche inaffidabile, incapace di dar al mio vivere il cento per cento, solo perché a rischio di recidività. Io lo sapevo già, cancro è infido, è come una spada di Damocle che ti pende sulla testa, una nuvola nera che ti segue ovunque, che ti fa vivere nella sensazione di sentirti imputato, colpevole, senza saper di cosa. E piano piano ti accorgi di percorrere strade lastricate di frasi fatte,di quelle che hanno ancora il sapore della compassione e in cui aleggiano nell'aria le note di una melodia malinconica. Eppure là, su quelle strade ho giurato a me stesso che da queste battaglie dovrò uscirne vittorioso, come fin'ora è stato, anche se vivrò con quelle cicatrici. Lo devo a mia moglie, alle mie figlie, ai miei nipoti, a me stesso.

     
  • 13 marzo alle ore 13:06
    Ostinatamente a modo mio...un po' di me

    Come comincia: Mendicante dei miei sensi,ho vissuto un'adolescenza di malesseri perché tra i suoi amici e i suoi conoscenti, mio padre si vantava d'aver un figlio studioso, l'unico in famiglia ad aver studiato,l'unico a frequentare un liceo e, dopo essermi diplomato, ad indossare il camice bianco dello studente universitario iscritto a medicina. Ma nessuno ha mai capito che questo per me era un peso,un tormento che avvolgeva di pathos la mia anima. Che ci crediate o no, anch'io sono stato e sono un romantico e Vi racconto il fu delle azioni vissute in giovinezza, in questo romanzo travagliato che è stato il mio vivere. È vero, sono stato gelosamente amato, anche se non ho mai compreso i motivi di questa gelosia che ha avuto la complicità della stessa aria che respiravo in una sorta di possesso esclusivo, che mi voleva diverso agli occhi del mondo e mi teneva prigioniero della mia stessa libertà.Ho amato e amo questa mia diversità che mi ha portato fino a frequentare il mondo cattolico. In parrocchia davo ripetizioni a bambini che non si potevano permettere il "doposcuola"; aiutavo, assieme ad altri ragazzi della mia età, a donare ciò che si poteva alle famiglie bisognose. Erano tempi di povertà, tante famiglie erano molto povere, mentre il tempo libero lo passavo studiando e leggendo. E poi il mio scrivere, quello scrivere che mi ha aiutato e mi aiuta a sentirmi una persona ricca interiormente, ricca e veramente libera.Ora ho la vita dipinta in un grande ritratto personale, dove mi si vedono ancora addosso fatti che non avrei mai voluto sapere e parole che non avrei voluto mai sentire, inanità che ho avuto tatuate nella pelle e nella mente, volutamente imposte. Là, arde perenne il fuoco di certe ferite alimentato dal mio desiderio di continuare a lottare e di andare aldilà dell'ira, perchè ho sempre creduto e credo che a rimanere sempre arrabbiati...si perda solo tempo prezioso; e allora, con tutta la mia forza interiore, ho pensato di non farmi sottomettere dalla paura, ho voluto affrontare con ferrea volontà ogni avverso destino e ho voluto combatterlo,nella speranza di scriverne alla fine il più lieto epilogo.

     
  • 01 luglio 2021 alle ore 8:04
    Una scarica di cinghiate

    Come comincia: ... Una delle tante...una scarica di cinghiate... Una volta,ero piccolo... potevo avere una decina d'anni,a mio padre mancarono dei soldi da un cassetto; tra tutti il sospettato del "furto" ero io (sigh!...che non ho mai rubato in vita mia).Alle mie rimostranze di non saperne nulla,per "raddrizzarmi" si tolse la cinghia dei pantaloni e me ne diede tante da lasciarmi pieno di lividi e con la bava alla bocca,in mezzo al mio pianto d'innocenza. Nessuno poteva intervenire chiusi com'eravamo in bagno .Non contento mi prese e mi legò alla ringhiera del terrazzo...e io,tramortito dalle botte... piangevo sempre professandomi innocente.D'un tratto sentimmo mia madre gridare da dentro casa...basta ora che la salsiccia si fredda...e mio padre,dandosi una manata in fronte...mi!!! ho comprato la salsiccia...e ho preso io i soldi...Vuoi vedere me...che da mezzo morto...sono resuscitato... apostrofandolo con una serie d'insulti che non la finivo più. E Lui invece di pentirsi per ciò che mi aveva fatto...me ne diede ancora di più per gli insulti,ma io a quel punto non sentivo più le cinghiate, forte della mia dimostrata dignità e innocenza,anzi ho continuato imperterrito a insultarlo fino che si arrese.Per un po' di giorni non ho dormito a casa mia, non volevo più tornarci...ma da mia nonna Maria...una manto di carità cristiana...

     
  • 20 febbraio 2021 alle ore 13:37
    Recensione di Cinzia Baldazzi sul mio poetare

    Come comincia: Moceo: una recensione di Cinzia Baldazzi 16 Agosto 2015 Quando rifletto sull’attualità degli ultimi anni, degli ultimi mesi, se non fossi cresciuta e maturata all’interno di una “Bibbia operativa”, di un diktat di intervento riparatore immediato, a volte avrei la tentazione di sfidare il presente corrotto, pauroso, non consolatorio, impugnando l’unità perfetta (quella sì, gratificante e protettiva) della cultura trascorsa, ad esempio, del mondo rinascimentale, con alti valori di perfezione stilistica e purezza, per nulla limitativa e priva di rischi, anzi dispiegata nell’intera vita dell’uomo, come mai più si sarebbe verificato nei tempi successivi. No, Cesare, non siamo quel tipo di persone. E se la realtà contemporanea si mostra particolarmente negativa e stravolta, invece di tentare di sanarla o contestarla (senza, peraltro, fare niente di effettivo), mirando a ricomporne purezza e immediatezza ottenute in epoche letterarie precedenti (certo, ora “socialmente” inadeguate se considerate in sé), gettiamo noi stessi nella mischia, nei “salti temporali / seducenti e senza scrupoli / a separare le stagioni della vita”, circondati da “atti intimidatori / ad aumentare fervori senza limiti / e creare strade buie e tortuose”. Non vogliamo essere schiacciati dall’angoscia. Scrive Ezra Pound: «Buon compagno dell’equità / si unisce al processo / esserne privo, ecco l’inedia. / Quando le equità sono insieme raccolte / come uccelli che si posino / balza sul vivido. / Se le azioni non si chiudono e non si depositano nel cuore / ecco l’inedia». Nei percorsi oscuri e di difficile accesso, o da cui è impossibile uscire, gli “alibi incontestabili” per te non contano, non pesano: non appassirai nel dolore e non accetterai di sopravvivere condizionato a te stesso, travolto da inedia e incapacità di reagire paralizzanti. Poco prima, Pound aveva avvisato: «E ora che le formiche», ovvero tutti noi intorno, «sembrano vacillare / ora che all’alba il sole ne ha imprigionato l’ombra», quando ormai si è scoperto il gioco, «questo soffio», cioè il verso forte, chiaro, uno di seguito all’altro, «avvolge interamente le montagne / splende e divide / nutre con la sua rettitudine / non offende / sovrastando la terra colma i nove campi / fino al cielo». E tu sembri rispondere: “Ho già spazzato via tutte le sottili venature di crudeltà”. Tuttavia, mentre vorresti colmare i vuoti temporali dell’anima senza rispondere all’incessante canto delle sirene, seducente ma autoritario e manipolatore, anche io lotto per liberarmi da “miscele di spietatezze e masochismi” e da “affascinanti magnetismi d’equilibri”. È duro, è difficile, poiché la poesia aiuta ma deve anche essere aiutata con il pensiero, il coraggio: hai ragione, non basta l’intuizione dell’alternativa, dell’eversione, di quelle “follie” che spazzerebbero via (anziché essere spazzate da) “spietatezze e masochismi”. Non sarebbe sufficiente l’intuizione, poiché in quel caso, come dice Theodor Adorno nella sua “Teoria estetica”, «l’arte sarebbe semplicemente tutt’uno con la teoria, mentre invece manifestamente essa stessa diventa intrinsecamente impotente lì dove, per esempio, come falsa forma della scienza, ignora la sua differenza qualitativa dal concetto discorsivo». I versi di Cesare Moceo conoscono, al contrario, la propria specificità: non parlano, infatti, non espongono, non rappresentano ciò che è chiaramente incomprensibile, bensì lo spandono in “fervori” da impugnare e, con lui, dissolvere o potenziare tramite la parola poetica. Ma, continua Adorno, «il fatto che nessuna opera sia simbolo», ovvero univoco, monotematico, intraducibile, «rende conto del fatto che in nessuna opera l’assoluto si manifesti immediatamente; altrimenti l’arte non sarebbe né apparenza né gioco ma realtà». Come il Pound nostalgico di un candore ancestrale ritenuto superiore a ogni contraddizione, noi però, Cesare, non sfidiamo la negatività rendendola “pura”, ma contestiamo, con una follia meditata, gli “alibi incontestabili”. Raramente riesco ad accostare la poetica dei “Canti pisani” di Pound ad altre, perché – e la mia generazione lo sa bene, meglio di ogni altra – l’intera sua rivoluzione poetica del ventesimo secolo della quale è stato, con Eliot e la sua “Terra desolata”, tra i massimi e consapevoli promotori, è stata oscurata dal suo pensare che l’idea del regime fascista a lui contemporaneo, ignorandone lo stampo autoritario e liberticida, potesse riportare alla luce, chissà in quale modo, fantomatici sentimenti di purezza, semplicità e bellezza che la società capitalistica aveva dissolto: «Le radici scendono fino all’orlo del fiume» scrive Pound, «e la città nascosta si innalza / candido avorio sotto la corteccia». La nostra città, la tua città, “della” poesia e “nella” poesia, non è mai stata nascosta. E l’abbiamo scoperta prima che fosse costruita. Cinzia Baldazzi La poesia di Cesare Moceo Sempre più spesso risiedo nelle follie Salti temporali seducenti e senza scrupoli a separare le stagioni della vita Miscele di spietatezze e masochismi affascinanti magnetismi d’equilibri spazzati via da sottili venature di crudeltà astuzie rafforzate a proposito con atti intimidatori ad aumentare fervori senza limiti e creare strade buie e tortuose alibi incontestabili a appassire il dolore e sopravvivere a me stesso

     
  • 06 febbraio 2021 alle ore 8:26
    Nuova biografia

    Come comincia: BIOGRAFIA Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l’educazione era affidata “alla cinghia dei pantaloni”.In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l’aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarantuno anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha compiuto 67 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 70) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». Un'antologia nella quale è presente con una sua lirica è stata donata al presidente del museo egizio di Torino.A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa.La sua lirica “La leggerezza dell’essere” è stata premiata con la Menzione di Merito e la Lode alla creatività al 2° concorso nazionale Vox Animae. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco e donata al Santo Padre che ha apprezzato con una lettera di ringraziamento al curatore.la sua poesia "Il buio dinanzi la siepe", incorniciata,è stata esposta insieme ad altre nelle sale del Museo Fondazione Venanzo Crocetti a Roma. Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo. Un’antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell’esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un’antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.Nel settembre 2018 gli é stata assegnata dall’associazione culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Ultimamente ha ricevuto un encomio dall’associazione Caffe Letterario di Cefalù per una sua poesia sulla Shoah. Insignito per quattro anni consecutivi del riconoscimento di cefaludese dell'anno per meriti culturali,dal febbraio 2021 è stato iscritto nell'albo d'oro dei Poeti Contemporanei Italiani Cefaluart e menzionato nell'enciclopedia nazionale 3° vol.dei poeti contemporanei della stessa Cefaluart .Ha pubblicato per lungo tempo le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 15 dicembre 2019 alle ore 14:06
    Io, ammalato di cancro, che fine farò?

    Come comincia: Dal mio diario...ricordi Cefalù,giugno 2019 Rassegnato a un futuro senza ulteriori terrori, vivo i miei momenti nella pacifica incoscienza di chi sa che non esiste oscurità più buia delle tenebre;e mi metto impettito, in posizione per affrontare il mio nemico,con l'anima rivestita d'acciaio,dentro l'armatura della mia fermezza, pronto a cantar vittoria contro il destino avverso.Preparo i miei giorni al loro domani, fidandomi soltanto dei mirifici istinti che fan pressione sulle mie naturali emozioni. Là,"interrogazioni a sorpresa" giungono inaspettate a porre domande di dolore e d'incerto avvenire, arrivando senza preavviso a martellare la mente.E comincio a vedere la vita,nella sua prorompente eloquenza,come una stazione di sosta,dove fermarmi a aspettare i miei treni d'abissi,che non so per niente dove mi porteranno. Forse potrebbero andare veloci verso la mia liberazione,da questa prigione d'istanti d'attesa con gli orpelli del vivere scoloriti ,oppure viaggiare,al completo d'altri viaggiatori, prigionieri che come me sperano di liberarsi nella grazia di Dio.

     
  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: ...per Voi dal sito "Musicalità e Espressioni dell'Anima" Sono stato invitato da Mara Taresh a raccontare un po' di me e quali potrebbero essere le mie aspirazioni.Innanzi tutto La ringrazio,così come ringrazio tutta l'amministrazione del gruppo Musicalità ed Espressioni Dell'Anima, per questo invito sintomatico della stima che si nutre nei miei confronti.Cosa posso dirvi,ho sessantasei anni,sono felicemente sposato con la più bella e buona donna che abbia conosciuto,sono padre di due splendide figlie e nonno di due "terremoti" Maria Teresa e Christian.Sono nato a Palermo ma ho quasi sempre vissuto a Cefalù,una cittadina turistica rinomata molto bella, dove sono stato titolare di un ristorante abbastanza famoso che ho gestito per quarantacinque anni insieme con mio fratello.E già questo da la dimensione pacifica del mio carattere;gestire in società un'attività per tanti anni...Da tre anni sono in pensione e qua sono cominciate le conferme che lassù qualcuno mi ama Già nel 2013 sono stato operato al cuore con sostituzione della valvola aortica e l'innesto di by pass miocardici,e non più di due mesi addietro mi sono fatto la mia bella operazione di cancro con l'asportazione della mammella sinistra per un carcinoma duttale infiltrate.E per questa operazione ho dovuto subire un'angioplastica con l'innesto di stent coronarici.Diciamo che non mi faccio mancare nulla.Le mie aspirazioni? Intanto continuare a coltivare la mia passione di scrivere poesie,sperando che i messaggi che esterna la mia anima giungano a altre anime cosicché in uno spirito di emulazione queste a loro volta esprimano il loro sentire.Continuare a raccontarmi,a donare quello che mi "frigge" dentro per una riflessione di bontà e d'amore in questo mondo invaso d'odio e vendette.Non mi sento un "poeta" ma solo uno scribacchino dell'anima che vuole essere ricordato in un futuro d'assenza che prima o poi si concretizzerà .Sono un umile uomo che ha conosciuto anche le ristrettezze di tasca e di pancia,ma questa è un'altra storia.Adesso vi regalo la mia biografia sperando d'aver assolto al mio compito. Cesare Moceo Biografia... Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarantuno anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 66 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa.La sua lirica "La leggerezza dell'essere" è stata premiata con la Menzione di Merito e la Lode alla creatività al 2° concorso nazionale Vox Animae. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.Nel settembre 2018 gli é stata assegnata dall'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Ha pubblicato le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.