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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • 16 secondi fa
    Lusinghe senza piacere

    Sento nella pelle

    l'abbraccio dell'infanzia
    che non ho mai goduto

    i suoi sguardi fragili

    il suo sorriso ingenuo

    il suo calore vellutato
    che mi ricorda d'un fiato

    il mio talento trascurato
    che nessuno ha mai apprezzato

    solo lusinghe senza piacere
    con cui non ho alcun legame

    vivo tra slanci d'amore

    sospiri d'ansie

    e furiose tempeste d'emozioni
    che bagnano di miele il mio cuore
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 3 minuti fa
    Morfeo,dove sei ?

    M'incontro nelle mie notti
    con nuove ignoranze della mente
    che m'invitano a comportarmi
    in modo insensato e irragionevole
    e obbligano il cuore
    a scegliere tra il passato
    e quelle ignobili novitá
    E risolvo il dilemma
    ripetendomi dentro l'anima
    che a volte l'ignoranza
    e' la miglior medicina della mente
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 5 minuti fa
    Desiderio e felicitá

    "L'unico modo di liberarsi delle tentazioni é...cedervi" (Oscar Wilde)

    Mattini(come questo)

    in cui l'orgoglio
    sembra legato
    piú al desiderio di vita
    e non alla vita stessa

    in cui mi sento
    intrappolato in certi incubi
    dai contorni sfocati

    pur nella luciditá
    di delinearne l'imprevedibilitá
    e le sue nefandezze

    E dovrei bruciare d'amore
    al pensiero di quel desiderio
    e invece resto nella felicitá
    di non cedere a quelle fiamme
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • Nell'angoscia
    di dar soddisfazione alla vita
    vivo fasci di luci e colori
    come espressione della mia interioritá
    a illuminarmi lo sguardo
    e colorare la mia poesia
    E nelle sue Veritá
    elogiare lo spirito dell'anima
    dandole in dono
    l'aiuto a liberarsi da se stessa
    e convincerla
    che anche uno straccio
    vecchio di sessantacinque anni
    puó servire ancora
    a asciugare le lacrime
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • 8 minuti fa
    Io e la mia umiltá



    dove finisce il mare ...
    e comincia l'orizzonte

    in quella linea blu

    eterna traccia
    del nostro amor sofferto

    siamo cresciuti assieme

    noi

    prendendoci per mano
    a passeggiare in questa vita

    raccontandoci

    degni l'un dell'altra

    certe fascinazioni romantiche

    nel nostro contatto d'affetto
    che poche volte e' stato capito

    E ogni volta
    che ho bisogno di te

    nelle mie paure e nelle incertezze

    tu sei lá

    ancora con la tua luminosa pace

    a piangere con me

    a rincuorarmi
    e asciugare le mie lacrime di gratitudine
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 21:04
    La luce della felicitá

    Una luce incantata
    stamane s'e' accesa

    vestendo di madreperla
    il mio risveglio

    a rendermi astratto lo sguardo

    nella pienezza della fantasia
    che trasforma le favole in realtá

    E assaporo e scandaglio
    piano e senza nessuna prudenza

    gli abissi della mia esistenza

    cercando e trovando in quel fondo

    quei RUMORI DELL' ANIMA
    dell'armonia e dell'amore

    gia' abbracciati alla nostalgia
    e al suo appagamento
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • giovedì alle ore 21:03
    Vivró fino al mio ultimo verso

    Il tempo che scorre
    dona sempre meno
    occasioni in cui
    ci si ferma a riflettere
    sui propri meriti
    e sul proprio meritare

    A te Vita

    che celi
    l'immaturitá e l'egoismo
    del desiderio e della pretesa
    tra le tribolazioni del mio vivere
    giustiziando a tuo piacere
    i sentimenti e le passioni

    a Te dedico

    questo irregolare battito
    del mio cuor felice
    e le lacrime
    che lo accompagnano
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 21:01
    La fragilitá dell'anima

    Avvinta
    dalla melodia dei pensieri
    nel risonante canto
    del loro divenir pagine scritte
    la mia anima fragile
    lievita tra la magia dei miei libri
    e nello sfogliar di essi
    emana volute di suoni
    come nenie d'infanti
    a invitar la mente
    al miglior torpore
    In quello
    io riconosco la veritá
    sugli errori commessi
    pur senza averli commessi
    E lá io sono...perché noi siamo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Proprietá intellettuale riservata

     
  • A meta' strada
    tra i sessanta e i settanta

    esprimo ancora
    tutto il mio "mal du siècle"

    l’inquietudine

    l’irrequietezza

    la malinconia
    del mio spirito ribelle

    contro questo finto vivere

    e i suoi momenti
    d'illusioni romantiche

    Animato da un fosco sconforto
    e da una disperata ribellione

    mi macero i giorni in nostalgici ricordi

    con l'anima che sogna
    e va serena verso le sue verita'
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:57
    Dentro la solitudine

    Ho imparato

    a inseguire i miei consigli
    senza angosciarmi

    e a coprirmi il cuore

    d'impronte di carezze
    di sintonie inedite

    musiche mai sentite
    sospese tra la terra e il cielo

    che aiutano nella ricerca di se stessi
    e non accontentano mai l'anima

    E mi scopro ancora capace
    d'annusare i miei dilemmi morali

    d'ascoltarmi nel mio silenzio

    in questa passione
    d'esprimere me stesso

    dentro la mia solitudine
    vertiginosamente divina
    .
    Cesare Moceo poeta - destrerodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:55
    Non mi preoccupo del mio rumore

    Tendo molte volte
    come fosse un sorriso

    le labbra a mó d'ironia

    per nascondere al mondo
    l'insolenza del mio essere

    e l'espressione iraconda
    che contrae le viscere

    quando alla mente

    urge il bisogno
    d'un umorismo naturale

    che si occupi dell'anima
    a rischio della sua integritá

    nella profonditá remota
    dei suoi impulsi e dei desideri
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:54
    65 anni,fra un pò

    A questa etá sono affascinato
    dalle vite che non si raccontano

    quelle che

    se non le avessi conosciute
    sarebbero finite nell'oblìo

    Lascio quindi spesso
    la sommità delle mia montagna

    senza sapere mai nella discesa
    cosa potró trovare

    né se il procedere in quel cammino
    mi fará dimenticare i miei dolori latenti

    e nel mio poetare
    vedere l'universo con occhi diversi

    istruire meglio la mia immaginazione

    e stabilire con me stesso
    qualcosa che non sia un'illusione

    per diventare protagonista
    della mia salvezza
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc@
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:52
    Il pane della mia cesta

    Cerco sempre
    un posto oltre gli arcobaleni

    dove un grande festival
    di colori e pensieri

    diano vita al piu' bello
    spettacolo del mondo

    E metto da parte
    lo scetticismo della mente

    cresciuta tra grigiori e illusioni

    per comprendere ancora
    la giusta via da percorrere

    all'ombra del mio bosco sacro

    dove poter distribuire
    il pane della mia cesta
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:45
    Oltre i vetri oscurati

    Te ne stai con i pensieri
    che si alleano all'arte

    per sedurre e immaginarti
    dentro il tuo bosco

    a passeggiare tra intricati
    e intensi aliti di sospiri

    feriti dal pensare

    che i sentimenti intimi
    che stanno lontani dal cuore

    non sono meno intriganti
    di quelli che gli restano accanto

    Nel disprezzo di questi pensieri

    innocenti e amare smorfie

    corrucciate da immensi tormenti
    scesi a compromessi tra loro

    ti disegnano il viso

    nel rigetto di vestirti dei soliti abiti

    E non t'importa se i vetri oscurati
    delle finestre dell'anima

    fan vedere l'al di là di te
    e non il contrario
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:44
    Io non dimentico(supplementi d'anima)

    Ricordo che da piccolo
    mi ripetevo sempre
    di voler lasciare traccia
    del mio vivere
    e nel formarmi al mondo
    m'accorgevo
    che la mia crescita corporea
    era in ritardo
    rispetto alla crescita della mente
    E ricordo d'aver sofferto tanto
    quando ho preso coscienza
    di questa mia diversitá
    per altro non accettata dal mondo
    Adesso riesumo questi ricordi
    per dar ancora lavorìo alla memoria
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:37
    Lusinghe senza piacere

    Sento nella pelle

    l'abbraccio dell'infanzia
    che non ho mai goduto

    i suoi sguardi fragili

    il suo sorriso ingenuo

    il suo calore vellutato
    che mi ricorda d'un fiato

    il mio talento trascurato
    che nessuno ha mai apprezzato

    solo lusinghe senza piacere
    con cui non ho alcun legame

    vivo tra slanci d'amore

    sospiri d'ansie

    e furiose tempeste d'emozioni
    che bagnano di miele il mio cuore
    .
    Cesare Moceo poeta - destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 21:10
    Marchi d'amore

    Rivivo nella mente e nel corpo ogni dettaglio dei nostri incontri ansimando in essi nitidezze di felicitá conservate con cura dalla memoria nella sua volontá d'imprimercene ogni sospiro E baci reciproci sugli ombelichi e più giù a dar di sotto gemiti e risvegli nel desiderio d'esplorarsi dentro calde umiditá con le lingue roventi ognuna in cerca del suo ardore finché il fuoco di quelle fiamme unite non ci avessero marchiato d'amore . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:51
    Seminare e raccogliere

    Vivere
    riconquistando ogni giorno
    la propria dignitá
    nel modo più spontaneo possibile
    E nel senso di ribellione
    che pervade l'anima
    non adirarsi col Cielo
    per la difficoltá di non riuscirci
    anzi chiederne l'aiuto e riceverlo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:49
    Il mio calore

    Attingo vergini ricordi

    a dar voce a ritrovati ardori
    e cingere di vita

    la mia strada solitaria

    Momenti
    di misterioso silenzio e d'angosce

    s'alternano nel soffrire
    a voglie di parole

    timorose

    seppur nelle passioni
    suscitate al mio abbandono

    E tra sensazioni
    più o meno adorabili

    emozioni a corrompere l'anima

    vivo il mio calore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:48
    Lamenti... compagni d'amore

    "devi sorridermi,se puoi, non sara facile...ma sai,ci vuole un pò per poter vivere"(C.Caselli)

    E sento nell'aria
    gli stessi lamenti
    di quando ragazzo
    stupido e ingenuo
    piangevo impotente
    dolori profondi
    a donare paure
    e lacrime amare
    al mio tenero cuore
    E sempre lamenti
    nelle mie poesie
    regalo impaziente
    al Cielo e alle ore
    perché quelli son stati
    della fanciullezza
    i compagni d'amore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:46
    Rigoglio d'amore

    Cala la nebbia
    sulla volontá del futuro
    e copre di nulla
    le utopie della mente
    perduta tra gli antri
    delle radici remote
    rifugi sicuri
    dei pensieri dell'anima
    stravolti e travolti
    dall'infedeltá alla vita
    E rigoglio d'amore
    sovviene dal cuore
    a esprimer onestá
    di veritá interiore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:44
    Non mi giudico né mi condanno

    Sento dentro il petto

    il cuore che batte in ordine sparso

    nel ritmo diverso
    delle delusioni e delle illusioni

    E cerco di affermare me stesso

    andando tranquillo

    per la strada indicatami
    dalla Luce dell'anima

    nel suo illuminare
    la devastazione degli orrori

    davanti ai miei occhi
    desiderosi di vita e di gioia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:42
    Le vie dell'anima

    Le nostre rughe

    evidenze che dicono
    della vita e del suo patire

    E parlano di sé
    e della loro anima

    del viaggio che essa fa
    sul sentiero fiorito dell'interioritá

    dove spopola e divide
    con coraggio e abnegazione

    nell'interesse di scoprire l'uomo
    e la sua essenza senza ansia

    scegliendo la via
    che le sembra la più giusta

    nel sussurro
    che apre il cuore alla gratitudine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:40
    Al di lá dei tormenti

    Adoro questa mia vocazione

    nella speranza che gli occhi

    mi aiutino a guardare la realtá
    e le sue storie nascoste

    E mi faccio baciare

    dalle ombre dei miei pensieri
    e dalle loro infermitá

    a non sopportarle come croci

    anzi ringraziarle per tutti i sogni
    che vivo nei miei scritti

    dove cerco e trovo
    le risposte alle mie domande

    al di lá d'ogni tormento
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 06 settembre alle ore 13:38
    Come spigola all'acqua pazza

    Correre libero

    con l'anima nuda

    nelle profonditá del mare

    oceani dell'Essere

    dove andare su e giù
    e in lungo e largo



    trovarmi nel miglior stato di salute
    e di interioritá spirituale

    ...e accorgermi deluso

    di essere abbracciato a un sogno
    che invade di penosi tormenti il mio vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
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  • Ieri alle 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.