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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • lunedì alle ore 21:19
    Benedetti grovigli(erotica)

    Piaceri di novità
    svaniscono nel mezzo
    di lenzuola bagnate ...
    d'umori appena secreti
    con i corpi a strusciarsi
    e goderne ancora
    nella pelle accaldata dai sensi
    tra vischiose stille di vita
    Portare l'estasi
    su palmi d'alte attenzioni
    e sentirne il dolce profumo
    a trasalir altre voglie
    d'ancor sublimi desideri
    d'andar alla deriva coi botti
    e naufragare nella meraviglia
    di vampate e calori soffocanti
    a contemplare in silenzio
    esplosioni e godimenti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • lunedì alle ore 21:17
    Il caldo sole di giugno(6/6/19)

    Alzo gli occhi al cielo
    in questo mattino di giugno

    testando con lo sguardo

    i raggi di sole maturo
    che mi si chiudono dolcemente attorno

    avvolgendomi in caldi abbracci

    strisce luminose a gocciolarmi sul viso

    che d'un tratto divengono rivoletti
    ad attraversarmi tutto il corpo

    E mi distendo in questo Paradiso
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 05 giugno alle ore 21:00
    Incontri casuali

    Pensieri esasperati

    a razzolare per l'inconsueto

    cercano giustizia
    nell'epurazione spontanea

    dai sentimenti occulti dell'anima

    Linciaggi della mente
    "extra humana legem"

    vivono il fulgore del loro essere

    accompagnando per mano
    emozioni e passioni

    a rivelare al cuore

    fremiti di gioia e tormenti patiti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 05 giugno alle ore 20:59
    Facciate

    Serro tra le dita desideri invisibili
    immergendo il risveglio

    tra i più silenziosi pensieri

    nel mio aprir gli occhi ogni mattino
    con gran cautela

    alla stranezza immediata
    di non accorgermi delle differenze

    tra quello che vedevo prima nel sonno
    e dopo

    E guardo fuori

    sperando in qualche raggio di luce
    che possa illuminarmi gli occhi e la mente

    ...e anche il futuro
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 05 giugno alle ore 20:57
    Risentimenti

    Sensi d'inferiorità
    insinuano irritazioni al vivere

    a minare
    il fondamento del mio "essere"

    Mi sorprendo oggi

    stanco e assiderato di desideri

    a pensare

    con le mani a pugno chiuso
    alzate al cielo

    nel pentimento infame
    del mio modo di ragionare

    che mi porta a riflettere
    sugli errori commessi

    nei confronti di chi in questo mondo
    non merita niente
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 05 giugno alle ore 20:56
    Vibrazioni sussultorie

    Anni

    di versi immaginati...scritti

    rime partorite con doglie dolorose

    a pianificare solidi terreni
    sui quali poggiare il mio vivere

    E adesso sentirli
    sussultare sotto i piedi

    sgretolarsi

    aprendo baratri
    pronti a inghiottirmi tutto per intero

    anima e intelletto

    a annullare tutte le certezze
    che nel tempo avevo predicato

    Ora quella saccenza è fuggita

    lasciandomi qui



    dove mai pensavo
    che un giorno mi sarei ritrovato
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     

     
  • 05 giugno alle ore 20:54
    Ridere,ridere fino alla fine del ballo

    Preoccupazioni e timori

    aumentano

    a mano a mano che le lancette
    segnano il tempo che passa

    Comincio a sentire sulle spalle
    pesi sempre più pesanti

    quasi anche insopportabili

    con lo sconforto
    a incavarsi tra le rughe

    E rido di questi pensieri
    che stuzzicano le mie intimità

    anime ormai spezzate senza melodie

    che danno infami formicolìi al mio vivere
    e letargie e frustrazioni
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 05 giugno alle ore 20:53
    E m'accorgo...

    E m'accorgo
    di vivere i giorni
    a rider da solo
    con i pensieri
    a infonder nel sangue
    vizi e errori
    e trovar compagnia
    in desideri
    imbarazzati di volere
    penetrati tra le dita
    a confessare
    sublimazioni senza valore
    Sofferenze e piaceri
    di lieti e leciti illeciti
    a immaginare orizzonti mitici
    e sensi d'immobilita'
    stupefatte d'eternita' e di vita
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 05 giugno alle ore 20:51
    Le paure che aiutano a crescere

    È sera
    dietro la palpebre socchiuse
    sognanti...
    sprazzi di cielo balenano
    a bruciare le impazienze
    Allergico alle polemiche
    lascio correre i pensieri
    lungo i sentieri dei timori
    che confermano le angosce
    carattere e eredità
    a rischiare d'esser di troppo
    pur nella brevità della vita
    E mi do la buonanotte
    allenando gli occhi
    a guardare al domani
    a sentire nell'anima
    i racconti futuri
    nel coraggioso ardire
    di dire a me stesso
    ...ho paura
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 05 giugno alle ore 20:50
    Sono morte pure le illusioni

    Scrivo

    e sento nell'anima
    quel senso d'appagamento
    preluso di calma

    a percepire
    dove passa il confine

    tra le esigenze del dire
    e quelle del vivere intorno a me

    E nel mio adorare
    il raffronto tra il dare e l'avere

    odio il dover accondiscendere alla mente
    e non al cuore
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 05 giugno alle ore 20:48
    La gioia dei ricordi

    Turbamenti di giovinezza
    sfociano in sentimenti pacati

    ansie placate
    nella serenita' dell'eta' che non e' piu'

    intrisa d'appagamenti
    e equilibri d'intensita' e di voglie

    E vivo nelle emozioni
    che spalancan finestre chiuse dal tempo

    in quel tacere che crea regali di parole

    raggi di silenzio

    caldi

    a accompagnare i canti degli uccelli

    pigolio felice a dar gioia ai ricordi
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti risevati
     

     
  • 05 giugno alle ore 20:47
    Il vestito del tramonto

    La mia eta' adesso
    mi conduce ancor piu' al silenzio

    a quella strana voglia

    di parlare con gli occhi
    e riflettere al mondo le mie verita'

    nell'impertinente sbatter di palpebre

    che illude di cancellare il passato
    e il suo guardare avanti

    Ricordo i miei bei momenti
    il tempo vissuto e le paranoie

    e in questo mio silenzio
    e nelle sue viscere

    mi accuso la colpa
    di non aver compreso

    le folate d'aria gelida
    le ombre e le bugie

    che la vita mi ha raccontato
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    [email protected] Tutti i diritti riservati
     

     
  • 31 maggio alle ore 20:49
    Sottomesso alle ostilità

    Lascio che la fantasia
    inventi le sue novità

    cullando la mia immaginazione
    prendendomi alla sprovvista

    e m'accompagni
    all'esaltazione di certi miei versi

    che come un mantra
    mi trasportano in altre dimensioni

    e diventano inni di desiderio

    a cantare le insicurezze interiori
    e i tormenti che attanagliano l'anima

    accontentandone il destino

    E giù fugaci sforzi
    per donar piacere al mondo

    dimenticandomi di darlo a me stesso

    e soprattutto d'apprezzarmi
    nella mia natura instabile e imperfetta
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 31 maggio alle ore 20:48
    L'ironia del destino

    Vivere d'ossessive lodi
    al mio essere stato
    finemente concentrato
    a emanare nobiltà apprezzate
    e accorgermi d'essere guardato
    quasi studiato con stupore
    come fossi un grande artista
    preso delle illusioni
    ad aspettare chissà che cosa
    E nessuno invece
    vede il mio fantasticare
    la mia paura di svanire nel nulla
    dimenticato da Dio e dagli uomini
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 31 maggio alle ore 20:46
    Era così un tempo

    Fermo immobile
    a volte idiota
    ho sempre considerato
    pessimo il mio scrivere
    pur trovandomi a mio agio
    tra virgole e parole
    E ho deciso tutto da solo
    duro e puro
    nella mia demenza egocentrica
    cosparsa da troppi dolori
    e troppi bicchieri
    nel tentativo fallito
    di parlare prima all'anima
    e poi alle sue
    situazioni d'emergenze
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 31 maggio alle ore 20:43
    Emozioni senza capirne il perchè

    Le mie poesie

    monumenti ai bei tempi andati
    a ricordare l'oblio della memoria

    rime

    che spingono il cuore
    ad aprirsi all'Essere

    felici di donarsi a chi
    potesse comprenderle

    e in quello trovar sollievo

    Versi limpidi e intensi

    a veli caduchi

    a cogliere ogni attimo

    ció che di più profondo
    troviamo agli incroci della vita
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 28 maggio alle ore 21:18
    L'inutilità della vita

    Insolitamente romantico

    sforzo la mia ingenuità
    a trovar terreno fertile nel rileggermi

    a comprender se in ciò che scrivo

    si possa immaginare l'aspetto innocente
    e la grazia della mia interiorità

    in modo da sentirne il sapore dolce

    e faccia divenire i miei versi
    polline per i cuori e miele per le anime

    E mi sento ribollire dentro
    nel mio "esser" così per natura

    sprone che m'ha fatto
    partecipe delle mie guerre

    nella sorte avversa
    che non ha assecondato i desideri

    nella paura che mi prende ora

    a pensar che tutto il mio vivere
    potrebbe essere stato inutile
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
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  • 28 maggio alle ore 21:16
    Io,figlio dei fiori

    "Scegliere con chi parlare è importante.
    Capire con chi tacere, lo è ancor di più."

    Resto

    in certi sciroccati mattini

    immobile al centro del mio giardino
    con le palpebre a battere di vita propria

    a guardare e carezzare
    teneri boccioli di rose appena fiorite

    come se la mia mente

    volesse trattenere per sè
    quei momenti d'amore

    desiderosa d'attenzioni

    nella speranza che quel desiderio basti

    a addolcire i tormenti
    che subbugliano nell'anima
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 28 maggio alle ore 21:14
    L'ardore della sfida

    Con la coscienza a ubbidire
    alle mie insistenti esigenze interiori

    vive nella loro cordialità gongolante

    mi recai all'appuntamento con il mio solstizio poetico

    assetato di tenerezza
    nell'aria immobile di quel giorno d'estate

    credendo che fosse
    una specie di scherzo del destino

    poter essere dentro quello spirito vitale
    pervaso da saette d'adrenalina

    E mi concessi di pensare oltre
    e di sognare felice ad occhi aperti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
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  • 28 maggio alle ore 21:12
    Febbri-citazioni

    Corro non so se felice
    insinuandomi tra le ombre
    proiettate dai raggi del sole
    in imbarazzo tra i pensieri nudi
    Mi giro e mi rigiro
    dentro il mio respiro ansante
    tra i desideri e i timori
    del mio essere lagnoso
    a cercare il buonumore
    e qualche piccola luce
    che m'illumini l'interiorità
    E brontolo i miei malesseri
    sperando di diradarne le nebbie
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Immagino la mia mente

    dispersa...al pensier di quante promesse
    non mantenute

    morir d'angosce e d'avido soffrire

    nell'attender

    che si faccia bianca la mia chioma
    scura l'anima e di pietra il cuor

    si

    che quando verranno
    le mie or pietose

    felicità d'amore sofferto

    m'abbracceranno

    Nessuna lacrima in mia memoria...

    "Qui ci sta un marito felice,un padre amorevole e un amico sincero,che con gioia ha assolto a quei piaceri"
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • Transiti di gioie
    scuotono il sapere stabile

    crisi di coscienza

    passi

    messi in dubbio
    dalla pretesa d'affascinare

    al pensiero d'essere
    solo emozioni mendicate

    Amici-Nemici
    ad aver l'anima comune

    e lottare sentendosi re

    nella regalità del pensare
    di non divenire vittima

    E cercare conferme

    nella concretezza
    dell'incapacità nostalgica

    a condurre alla verità
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • M'immergo fino a scomparire
    nella generosità dell'anima,
    viaggiando tra un ricordo e l'altro
    per raccontarne la vita.
    Vera è la fede,
    che diviene unica ragion d'essere
    di questa mia coscienza,
    essenza che troppo altera
    ha reso il mio sentire,
    vestito adornato a festa,
    audace e provocante,
    a affollar abile nuotatore
    le acque dell'asfissia,
    cercando respiri
    in mezzo a onde schiumeggianti
    che conducon a pozze stagnanti
    nei quali bagnare la mia sensibilità.
    E là abbeverare i sentimenti
    che tengono vivi tutti gli affetti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     

     
  • 25 maggio alle ore 20:42
    Come l'angelo mundo

    Sempre riconosciuto
    come una persona forte

    ora finisco i miei giorni

    a singhiozzare su fogli vuoti

    bianchi d'inedia

    ritirato nella mia fragilità nascosta

    a sognare e complottare
    contro il destino

    E tutti i giorni
    getto pensieri alla rinfusa

    a combattere l'ignoranza
    che impera nella mente

    pensando alla vita
    che non finirà

    almeno fino a quando
    ci saranno ignoranze come la mia
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 25 maggio alle ore 20:40
    L'estasi più dolce

    Occhi frementi e languidi
    fan divenir involontario turgore
    il piacer nell'interiorità solitaria
    nel desiderio d'intimità appaganti
    Là anche le rose le più intristite
    riprendono vigore e sensualità
    tra carezze vellutate di mani
    intraprendenti in profondità
    e labbra grandi e piccole
    addolcite da fiati disinibiti e saettanti
    a tintillar bottoncini sollecitati
    E gorghi di vita vorticosi
    traccian ruscelli a sboccare
    nel grande mare dell'estasi più dolce
    .
    Cesare Moceo Poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
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  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarant'anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 65 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.In questi giorni gli é stata assegnata da un'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Pubblica le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.