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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • 3 ore fa e 58 minuti fa
    Desiderio d'affetto

    Pensieri esoterici misteriosi e astratti ispirano artisti e poeti in atmosfere magiche che li obbligano alla contemplazione e anch'io raccolto nella mia insignificanza e sovrastato dalle angosce seduto guardando verso cio' che più non vedró combatto i disorientamenti delle ansie quotidiane che avvolgono di desolazione il mio pensare mentre aspetto il calore di un sole che ancora non splende E in questo stare inquieto dell'anima rimango ai margini della gente . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Ieri alle 17:30
    Adol e scenza

    Mi torna agli occhi un ragazzino dai capelli castano biondo silenzioso tra certi abissi d'inferni pronto a vivere e rivivere nel suo brillare di gioia Ricordo che ero fiero di lui del suo coraggio e del suo intelletto sveglio che ne comandava ogni pensiero nella naturale dignità che permeava la sua reticenza Insieme formavamo un allegro contrasto Lui leggero delicato insigne Io pesante nello sguardo truce e scosso da fremiti d'incerto futuro E parlavamo e giocavamo assieme ogni giorno a tutte le ore fino al punto di rivestirci di un'unica pelle nel vissuto di quelli e anche di questi giorni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • Ho conosciuto il vuoto e più da vicino le incertezze del vivere abbracciato agli ideali e alle illusioni Ne ho nostalgia nelle mie intenzioni soverchianti il presente a dar godimento d'altro calvario di vaghe ombre di luci non ancora svanite a illuminare crepuscoli e tramonti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • mercoledì alle ore 17:43
    Al di là del mio Essere

    Cammino separato da me stesso tra improvvise deviazioni di pensieri turpi desideri dell'anima con gli occhi fissi sui miei passi estranei al vivere di certi momenti lenti sul soffice crepitio dello sguardo E vado ancor disgiunto verso rumorosi silenzi viandante consapevole tra ciò che ho già vissuto cavaliere senza cavallo appiedato dalle incertezze e dal brusco sussurrare dell'intimità desiderosa di una Verità che tale possa restare . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • mercoledì alle ore 17:42
    Respiro di iodio puro

    Oggi,seduto davanti casa mia,a respirare l'aria pulita del maestrale...e nel frattempo...la mente corre... Ancora un incanto sei, mio mare, con il gravitar sospeso delle tue onde increspate ovattate nel loro cantare; quanta poesia proviene dalle tue acque e dai flutti cangianti delle tue stagioni! Seduto a rimirar la vita, resto sorpreso, su questa benedetta scalinata di fronte alla tua natura, nel maestrale che aleggia tutt'intorno tra i profumi di sale e d'emozioni, seducenti ispirazioni d'amore e della debolezza nascosta in me a sollecitarmi erranti pensieri; vagabondi senza dimora che bussano alla mente a lasciar segni di sé con gli occhi ingentiliti a dar loro il benvenuto e l'anima a preparare giacigli . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • Immerso in questa notte novembrina che elude il mio sonno guardo le tue onde accavalcarsi una sull'altra e distendersi sulla spiaggia ormai libera dagli allegri piaceri estivi Così appari mare nell'impetuoso respiro che emana il rumore delle tue creste al galoppo ai miei occhi fissi sul tuo dire intenti nello scrutare il tuo furore E ascolto i tuoi racconti dolcemente appoggiato alla furia del vento mentre l'inverno precoce riversa acque fredde dal cielo nel piacere suadente di questa gelida pioggia . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • mercoledì alle ore 7:16
    Purgatorio

    Vivo alla giornata in questo mondo che mi sembra di non conoscere affatto. Disarmante nel mio dire e nel mio fare con gli occhi e i modi del bravo ragazzo recito nel mio ruolo di anima in movimento nei giorni che abbraccio con fatica utili al mio sorriso e al mio vivere convinto d'essere sempre nell'interiorità un uomo che ricomincia ogni volta da zero . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • mercoledì alle ore 7:15
    Le catene della libertá

    "Vattene vecchiaia non vedi ch'é ancora presto" Passeggio nel mio Paradiso canticchiando le canzoni che nascondono i miei ricordi e immagino in quell'andare desideri di riconciliazione con me stesso inventandomi immerso dentro impossibili sogni dove vivere in un significato diverso la mia esistenza libero dalle grate delle utopie dai drammi concepiti dall'anima e dall'etá quasi in balìa della sua incoscienza naufragata nel mare dell'indifferenza e dell'abulia senza sentimento E scaccio lontano ogni pensiero di vecchiaia rivestita d'abiti consunti con la pelle lasca e penzolante le labbra cadenti e senza risa e la lingua a non pronunciar più parola nella voce roca di silenzio nei giorni cisposi e senza ore che veloci vogliono corrermi incontro Sensi di tedio vorrebbero s'atteggiare in questo mattino d'ansia frustrata a invadere la povertá della mia anima Assaporo la futilitá del vivere nel perfido sorgere del sole d'alcuni nella pallida luce del destino che illumina i loro tristi giorni impregnati d'incoerenze e malignitá a aleggiare come avvoltoi sulla sottomissione alla miseria e alla notte che invade i cuori E me ne libero volando libero dentro l'inutilitá delle mie illusioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:26
    L'innocenza perduta

    Sdraiato immobile ai piedi dell'esperienza rigiro tra le mani fogli bianchi vuoti d'appunti pensando e ripensando con quali parole cominciare per esprimere lussuriose sensazioni di piacere che m'imprigionano il corpo e la mente con questa penna e questo inchiostro nell'indecente volontà di intrappolare tutte le emozioni E rimango così in balìa della vita con la consapevolezza di vivere dentro un vulcano pronto a esplodere e eruttare passioni interiori a invadere il mondo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:24
    L'odio muto della natura

    Sto qua,seduto in macchina in attesa di Mariateresa che torna da Castelbuono dove frequenta il 3° liceo scientifico.E in questa realizzazione del mio essere nonno... rifletto sotto la pioggia... La pioggia svuota le nuvole sopra di me gocce al veleno pregne sporche d'afflizioni cadono lente sembrano corvi neri riuniti nella densità dell'aria a diffondere un manto di tormento dentro le frenesie del giorno Tutto respira in sospiri muti e profondi freddi dell'inquietudine che pian piano imbratta le strade estasi astratta che incanta i cuori gelidi d'imperfezione degli uomini animali in gabbia carcerati d'angosce di malvagità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 12:07
    Solitudine

    Mi rileggo così svogliatamente ricevendo da questa lettura ispirazioni e liberazione Parole a scorrere sotto gli occhi che si alzano autonomi al cielo senza la volontà d'un significato a guardare l'immensità dell'universo in un luccichio di vita che mi fa fremere l'anima Tu sole che pur pallido ora diventi mio a permeare i pensieri del loro orizzonte voi nuvole abuliche che restate appoggiate alle emozioni che sento dentro me pace che si diffonde con l'adamantino chiarore dei tenui raggi nell'incedere implacabile del giorno E m'acquieto nel silente disordine di quelle emozioni confuse praterie di godimento interiore . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 15:19
    Il viaggio

    Scoprire che uomini siamo gli oracoli che dobbiamo ammirare chiederci cosa è il mondo e credere che nulla accade per caso nella nostra eccedenza della libertà dell'etica che regola i bi-sogni proibiti Mi sento alla mia età come una nave che ha raggiunto il suo porto dopo che solitaria e in balìa della tempesta ha compiuto la sua più lunga e tormentata traversata E son felice d'attraccare al molo del mio vivere con il cuore irradiato dei flutti impetuosi che hanno accompagnato nel mio viaggio i momenti di passione e d'ira e bagnano adesso i miei attimi d'alleluia E non importa quante volte cerco ancora di nascondere il mio istintivo odio per ogni rimpianto per ogni silenzio Combatto il perdermi nel vuoto del mio negarmi cercando utili colloqui con i miei sogni ad occhi aperti nei quali lenisco dolori e tormenti nel dare sostanza al mio dire Mi sento fortunato nel sentirmi discepolo della vita uomo vulnerabile nella vulnerabilitá dell'umanitá degno della dignitá che mi distingue nella claudicanza che non é zoppìa E mi diletto in queste nobili notti d'inverno che accompagnano le mie delusioni al loro crollare spinte a frantumarsi sui miei giacigli . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Agisco senza pensar d'offendere la sacralità di coperte corte che coprono e nascondono peccati capitali E sogno d'ammarare in un lago tranquillo modesto e senza pretese e farne un regno fasciato di silenzio e di religiosità per la mia anima ghirlandata di fraternità e gaiezza fiori frizzanti che s'abbarbicano tra i meandri delle passioni fiori eleganti che danno fragranza a capperi d'emozioni donati per le strade da atei che si arenano con passione in moti d'insulti patriottici e che incapaci di confrontarsi con se stessi rimandano il tutto al domani nascondendo alla mente la loro inquietudine E in questa finzione che sfugge e svanisce noi scriviamo la nostra "biografia senza fatti" nei diari dell'anima attraverso immagini ansiose e tormentate che regaliamo alla nostra coscienza . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 13:11
    Alla villa comunale

    Arie d'indifferenza inaccessibili impressioni di santità come solo la vecchiaia può regalare a intonarsi tranquille in storie personali a conoscenza del mondo Ostinazioni d'istinti con negli occhi una fede invulnerabile colma di sincerità a guardare con coraggio le ultime tentazioni dritte nella loro essenza E si danno compagnia a raccontarsi la vita tristi vittime del loro destino ugualmente dolce anche in quella solitudine . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:29
    Non ti chiamerò mai Maestro

    Vivo la vita con l'innocenza del cuore sensibile e facile a turbarsi stupita a volte ma remissiva seduta fiera su di sè immobile senza sentir disagio E ti ringrazio nella tua povertà d'anima e d'affetto che mi hai insegnato cosa fosse il Male mentre intorno a me profumava la vita tra lenti e silenti rimpianti lamenti e macerie nei suoi giorni di canto del cigno E faccio oggi ciò che il cuore comanda nel piacere intenso di dimenticare...di dimenticarti . Cesare Moceo poeta di Cefalù

     
  • sabato alle ore 12:46
    Luci Celesti

    Seduto estatico all'ombra dei pensieri davanti al vivere della natura e al volo sublime dei gabbiani vedo onde innamorate inseguire l'una dietro l'altra creste svolazzanti portando la mia mente alla dolce realtà d'una sconfinata immensa fantasia E così oggi vorrei dissolvermi divenire un fantasma e vagare senza palesarmi per strade affollate dove essere degno di me al sentire l'intimità degli uomini attraverso sensazioni vissute nell'ansia di capire spogliandomi d'ogni desiderio personale e alla fine chiudere gli occhi colmi d'angoscia quale unione di tutte le angosce ascoltate E così realizzarmi imparando a sorridere a ciò che vale di più nella vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 7:51
    Confesso...

    Per quelle volte che la bontà d'una occasione m'ha fatto credere d'amare e invece m'ha gettato in confusioni e stordimenti Per quelle volte in cui le emozioni m'han fatto cadere negli abissi della vanità dai quali sono emerso umiliato e sconfitto Per quelle volte in cui ho dovuto sopportare la fatica d'essere fardello di piacere per gli altri Per tutto questo ho vissuto e...vivo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 7:50
    La striscia del vivere

    Frutti da clima rovente nel concepimento senza peccato dell'eccesso rocambolesco dello stesso scheletri abbandonati troppo vicini all'anima violenti tentativi della vita di sopraffarmi ci vuole poco per perché altro succeda dilaniato da una speranza imprigionata in una gabbia dorata senza giusto processo E mi reco nell'altra parte di me a cercare l'enfasi poetica nascosta tra la povertà d'ispirazione e l'ambizione d'espiazione . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 07 novembre alle ore 20:39
    Io,abile orchestratore dei miei giorni

    Scrivo coscientemente incosciente tutto ciò che mi passa per la mente fandonie illusioni verità ombre mescolate alla luce del vivere facce ambigue della stessa medaglia nausee ricorrenti di pensieri astratti E m'immergo nel baluginio scarlatto dell'istintiva percezione della vita naufrago tra le mie più intime riflessioni servo della mia interiorità silenzioso ascoltatore nell'oscurità avanzata del mio crepuscolo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 07 novembre alle ore 9:35
    Le fredde brezze del mattino

    Ebbene sì tutto passerà d'accordo Ancor voglio cancellare tracce di tristezze anticipate orme lasciate da dolori vagamente diffusi nelle folate di vento nei silenzi urlanti che riempiono le mie notti insonni Si nulla resterà di noi che abbiamo usato per gioco le passioni nella luce opaca dei sentimenti che abbiamo corrotto la penombra del vivere con falsi sorrisi dell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 07 novembre alle ore 9:33
    Le minchiate della notte

    Ascoltarmi e voler capire se così può avere senso l'attenzione Immaginare altrui espressioni lineamenti di visi che raccontano le lotte delle rughe tra loro per sapere quale tra tutte si vede più scavata quale tra esse è la più manifesta dei tormenti interiori E parlo di pensieri intimi concetti che possano influenzare la storia nell'urgente esigenza di essere me stesso e nel mio impegno emotivo voler rimanere "vecchia maniera" . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 06 novembre alle ore 9:47
    Io non dimentico (supplementi d'anima)

    Mi ritrovo assorto convinto nella stupidità gravida del pensatore con la nausea a rivelarsi ancor dagli occhi per la mole di pensieri ansimanti da cui sgorgano gorgoglianti patimenti e tormenti Ricordo da piccolo il ripeter sempre la voglia di lasciar traccia del mio vivere e in quel formarmi al mondo m'accorgevo che la mia crescita corporea era in ritardo rispetto a quella della mente E ricordo d'aver sofferto tanto quando ho preso coscienza di questa mia diversitá per altro non accettata dal mondo Adesso riesumo questi ricordi per dar ancora lavorìo alla memoria . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 06 novembre alle ore 9:45
    Le necessità della mente

    Mattine come questa piovose in cui mi sento la fantasia in punta ai gangli dove mi sembra d'esser ancora il protagonista del mio romanzo Emozioni costrette in compagnia dell'universo a immaginare e distrarmi inerte nelle visioni che fuggono affetti e nostalgie sogni gelosie realizzate interludi mimati dentro lustrini di gocce di pioggia a dirmi che davvero sto assistendo al mio vivere la vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 04 novembre alle ore 17:45
    Scende la sera

    Ticchettio monotono di pioggia battente compagna d'aria pungente avvilita e incerta abbraccia il vespero saette lucenti illuminano sipari di teatri e fantasie aperti al vivere spalancati scenari d'amorfe platee brillio di spiriti misteri a farsi strada tra la bruma di suggestive illusioni Là io ricordo il futuro

     
  • 04 novembre alle ore 17:25
    Il mio dire... specchio dell'anima

    Scrivo per amore versi che m'insegnano a vivere le mie passioni con colpi d'inchiostro spensierati e leggeri nella magia dei miei pensieri Rimembro giorni di biro tra le dita cullato tra mille parole da offrire al mio mondo pregne d'emozioni carceriere di sentimenti e timorose di freddi silenzi attimi resuscitati dagli abissi E sono ancora qui in questo nuovo giorno dentro il mio vecchio stare a guardarmi attorno con le angustie a rimbeccarsi prese da forsenni e rabbie e il cuore che batte i suoi frenetici ritmi tormenti d'esperienza che s'infilzano tra loro pronti a far la differenza a danzare sulla melodia di quei battiti incalzanti e ergersi in un intrico di spine pungenti a far bivaccare ancora in queste ore afflizione e dolore . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
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  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: ...per Voi dal sito "Musicalità e Espressioni dell'Anima" Sono stato invitato da Mara Taresh a raccontare un po' di me e quali potrebbero essere le mie aspirazioni.Innanzi tutto La ringrazio,così come ringrazio tutta l'amministrazione del gruppo Musicalità ed Espressioni Dell'Anima, per questo invito sintomatico della stima che si nutre nei miei confronti.Cosa posso dirvi,ho sessantasei anni,sono felicemente sposato con la più bella e buona donna che abbia conosciuto,sono padre di due splendide figlie e nonno di due "terremoti" Maria Teresa e Christian.Sono nato a Palermo ma ho quasi sempre vissuto a Cefalù,una cittadina turistica rinomata molto bella, dove sono stato titolare di un ristorante abbastanza famoso che ho gestito per quarantacinque anni insieme con mio fratello.E già questo da la dimensione pacifica del mio carattere;gestire in società un'attività per tanti anni...Da tre anni sono in pensione e qua sono cominciate le conferme che lassù qualcuno mi ama Già nel 2013 sono stato operato al cuore con sostituzione della valvola aortica e l'innesto di by pass miocardici,e non più di due mesi addietro mi sono fatto la mia bella operazione di cancro con l'asportazione della mammella sinistra per un carcinoma duttale infiltrate.E per questa operazione ho dovuto subire un'angioplastica con l'innesto di stent coronarici.Diciamo che non mi faccio mancare nulla.Le mie aspirazioni? Intanto continuare a coltivare la mia passione di scrivere poesie,sperando che i messaggi che esterna la mia anima giungano a altre anime cosicché in uno spirito di emulazione queste a loro volta esprimano il loro sentire.Continuare a raccontarmi,a donare quello che mi "frigge" dentro per una riflessione di bontà e d'amore in questo mondo invaso d'odio e vendette.Non mi sento un "poeta" ma solo uno scribacchino dell'anima che vuole essere ricordato in un futuro d'assenza che prima o poi si concretizzerà .Sono un umile uomo che ha conosciuto anche le ristrettezze di tasca e di pancia,ma questa è un'altra storia.Adesso vi regalo la mia biografia sperando d'aver assolto al mio compito. Cesare Moceo Biografia... Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarantuno anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 66 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa.La sua lirica "La leggerezza dell'essere" è stata premiata con la Menzione di Merito e la Lode alla creatività al 2° concorso nazionale Vox Animae. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.Nel settembre 2018 gli é stata assegnata dall'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Ha pubblicato le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.