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Poesie di Cesare Moceo

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  • 15 dicembre 2019 alle ore 14:11
    Le basse maree della mente

    Quando la tristezza dei giorni con il suo infrangersi di paure si inchina alla luna dimenticando i propri tormenti e abbracciando i silenzi della notte al sentire urla strazianti ferme ai dettagli del vivere accompagnar quelle ore là ripercorro la mia storia nel flagellarmi senza voltarmi indietro in cerca ancora di una nuova vita E quante volte rido di me stesso quando mi ritrovo celebre in quei pensieri e vezzeggiato da futili trionfi E rido e rido nel vedere in me la celebritá dell'ultimo in classifica innalzato ai fasti della fama dell'incompreso di colui che in questa vita é stato solo d'impaccio a strimpellare parole vuote in versi inutili dimenticati ancor prima d'essere stati scritti E mi consolo portando dentro l'anima la gloria delle mie illusioni e in quell'abisso tutto l'immenso possibile del mio esser "NULLA" . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 15 dicembre 2019 alle ore 14:10
    Sguardi d'elemosine

    Riposa in queste creste il mio fare e nello sguardo fisso al mare che ho qui davanti Colgo in esso e nelle sue onde alacri impressioni d'amore che mi parlano d'ampi spazi di sogni frutto di desideri inconsci e della libertá del mio pensare E resto qua al chiuso dei vetri della mia automobile a sentirmi un fortunato pellegrino a donar agli occhi l'elemosina di un mondo che ride . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:27
    I segreti del cuore

    Tenebre che m'accarezzate di finte tenerezze nell'ariditá di voi stesse accese dal desiderio della necessitá di farmi sentire inevitabilmente fragile nel buio tocchi dolci e amari che rendono struggente il dischiudere il cuore mettendo i sentimenti a nudo alla mercé di chi con sensibilità ne vorrà cogliere il nettare E racconto il mio tentar di sfuggire ai dolori di questa vita menzognera al di là della mia intimità con le parole e i miei versi a inventar illusioni e donarmi lieve speranza . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:24
    Rannicchiato in me(a Luca Agostini)

    Rannicchiato in me Soffia brontolando il maestrale diffondendo nell'aria cristalli di sale e speranza mentre io con lo sguardo perso tra i bianchi marosi e con i pensieri che nel riflettersi al dire emanano qualcosa che stona con la loro stessa essenza rimango silente e avvilito a respirar istanti d'opportunità perdute rannicchiato in me nello spessore di giorni estranei al vivere con l'intimità lanciata nel regno irreale di un futuro a colori sconfitto conforto a cercar di salvare l'anima da sofferenze e patemi e con struggimenti feroci esclamar meraviglie . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:23
    Faceva freddo quel dodici dicembre del '69

    Segnato da quel passato e dal suo futuro tutto da scoprire cavità naturale ancora da esplorare dentro cui però si è già vissuto ricordo nulle volontà d'aprirsi alla verità E non incontrerete piú spigoli nel vostro cammino in ogni giorno che scorrerà nel calendario del vivere col futuro a smussarli e riempir la mente di stelle lucenti attaccate ai pensieri nel dolce cielo d'ogni domani Voi anime innocenti adesso tutte insieme abbracciate a ballare con il cuore che batte il ritmo d'accordi e note nel brontolar dei fiati e con la Fede incrollabile a donar sacrifici in una danza sfrenata come a fermar quell'autunno ancor prima che potesse divenir inverno . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:21
    L' un per l'altro

    Parlo a te che sei immobile di là nello specchio con la tua composta schiettezza nella coscienza d'averti innanzi con i tuoi occhi castano chiaro fissi a guardar nei miei uguali ancor da bambini nelle nostre facce gioviali abbronzate d'età e di rughe aperte a sorrisi cordiali nel muto mostrare il real sentimento che arricchisce il sentire E ci scambiamo effusioni e perdoni in quell'intimo stare nel triste disordine delle emozioni confuse nel piacere sublime di sapere d'essere qua sempre l'un per l'altro anche nel corpo cotto dagli anni e in quegli occhi sgranati che lottano ancora dentro pianti sommessi Questo sono io riflesso nel mio sguardo fermo là a contare le mie ombre illuminate inquiete dal lampeggiar del buio E nel volteggiar dei pensieri perduti resto reliquia di mendicanza scordata in orizzonti oscuri e oscurati lasciata nell'oblío a sussultar al chiaror delle notti il cui vibrar dona fremiti all'anima confusa . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:20
    Tutto l'amore che è in me

    Indosso spesso e volentieri i mantelli rossi delle confessioni nude e resto avvolto in quelle graticole seduto contento sulla mia cara panchina di primo mattino quando in cielo le stelle non brillano più a cuocermi nella mia coscienza per un tempo tanto lungo da togliermi in quel silenzio tutti i pesi dallo stomaco Là in quel poi nei verdi campi della mia più intima libertà ...la sofferenza si placa . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:19
    La mia dolce malattia

    Scrivo e mi consolo in anticipo d'ogni speranza delusa senza intaccarne l'essenza nell'anima col sospetto certo inciso sulla pelle d'assistere al lento declino del mio vivere consapevole della malvagità del destino di donarmi ciò che mi era dovuto e per sua stessa volontà non averlo mai potuto avere Strategie malinconiche del riverbero di me stesso adornate di parole e di versi a divenire battiti di cuore impavido nel fervore dei miei domani E mi ammalo di questo male senza voler guarire dalle perversioni interiori che conducono su strade sconosciute alla liberazione dell'istinto della mia diversità cosparsa di inutili possibilità e di tantissimo coraggio ad incitare deliziosi sogni e travolgenti passioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:18
    Idioti balbettii in un giorno di festa

    (mattina della domenica dell'Immacolata Concezione) E sono qua acerbo d'interiorità a spiegare al mio fare che non ho mai sognato di scappare da me stesso anche se però i più coraggiosi molte volte lo fanno lasciando di sè la più falsa impressione al mondo In questi stupidi pensieri frammenti di vita vividi eppur evanescenti balbettio idiota della mente in questo giorno di festa a esaltare le mie noie abitudinarie chiedo scusa alla mia anima avvolta in fitte cortine di nebbia imbronciata per non esser mai compresa nella sua ancora verde giovinezza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:11
    In discoteca

    Tetre impudenze miste a sprezzanti noie sprizzano veritiere da sguardi fugaci defilandosi quasi furtivamente tra mormorii di voci e tramestii di passi Luci intermittenti al limite dell'oscurità comunicano alla calca scarlatta la violenza di odiose nature che nasce e cresce dimenandosi nelle stupefacenze sfatte d'indegnità riflesse su visi abbronzati di veleno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:11
    Vecchio scorcio (la mia non dimenticata infanzia)

    Desideri di quiete mi conducono verso antiche "vanedde" poco conosciute a ricordarmi del vecchio scorcio dove ho vissuto e vivono ancora uomini emarginati alla vita isolati lontani dai sentimenti Facce insignificanti truccate d'inerzia pallide e inespressive con l'aria d'eterna sofferenza di cui se ne vede la pena d'angustie e d'angosce patimenti di sconforto di pidocchi a colazione e giorni a mezza pancia sazi di rimpianti e speranze Ecco io vengo da quell'intimità e...non lo dimentico . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:09
    Sarà mai così ?

    Nessun vento mai consolerà le cime degli alberi di tristezze e intervalli d'allegria colpite dal vivere e da sporche lacrime asciutte e svagate che si fondono e si confondono a includersi a vicenda in crepuscoli prosternati Audacie senza vanto a giacere la vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2019 alle ore 13:08
    Eterno demonio (Il perdono non è il mio forte)

    Già a un tempo del tuo esistere hai fatto eterno andar per le strade dell'odio senza piacer d'animo con cui amare immerso nel fumo immobile dei bruciori del tuo vivere dissolto nella giustizia del crepuscolo che spetta tutti E pur nella quiete del poi l'aria ancora infetta del mal asperso rassegnata all'eredità inquieta rende inutile il tormentar le notti con il passato andato stupido rifugio delle tue angosce a venir nei sonni a regalar cancrene . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:58
    Le calorie della penna

    Potrete ritenermi un debole per il mio dire con parole afone a volte tristi e silenziose Scritte di sfuggita travestite a vista da servitori non chiedetemi come e perché io li senta nella loro piena trasparenza energica incisiva provocatoria Perchè per me far capire dove l'arte non arriva m'aiuta a accettarmi nelle differenze Ed è proprio così che io voglio essere scrittore ammirato amato apprezzato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:56
    Le genuflessioni della coscienza

    Nell'ombra agisci tu coscienza mia schiava del tuo temperamento incalzata dagli insulti della vita spiaciuta pel vergognoso alternarsi dell'indifferenza con la stupidità di uomini sfaldati di passioni fiori appassiti nelle nudità delle loro anime infrante e che ormai abbandonati nel proprio destino sono divenute bestie da macello E tu prostrata soffri nel tuo intonar cantilene di sogni e bisogni mentre il sole della tua giovinezza pian piano si spegne . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:55
    Il richiamo della vita

    Quando al richiamo della vita la mente riporta i pensieri fra i freschi prati delle emozioni e l'anima madida d'essenza cerca lo zampillar del cuore ci ritroviamo ogni giorno anime gemelle affacciate alla stessa finestra a contemplare il mondo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:54
    Spasimi di sofferenza (a te, uomo del 3000)

    Tra il pensare e lo scrivere m'accorgo che si frappongono a volte certi vetri opachi ombre messe là dalla mente impoverita della volontà di rivivere il suo passato e riassaporare umili felicità godute E spasimi di sofferenza quasi fossero passi di malevolo cammino tracciano solchi profondi dove attecchiscono germi partoriti dai germogli del male a fiorire dentro il desiderio di fare Io che da me stesso sono stato ammaestrato alla Verità pur cosparsa da pensieri roventi che trafiggono l'anima non vedo in questo esistere e nel suo perdurare d'orribili vuoti strade d'uscita dall'efferato labirinto che è divenuta la vita E resto qua sospeso seduto su queste mie pietre a trascorrere il mio tempo in vaporosi trastulli a gemere ansante nel ricordo degli amori perduti petulandomi d'antichi rancori in sprazzi di volubili collere e gelandomi nei gesti più di quanto m'accarezzi nei pensieri avvolgendo questo mio ozio colto da vaghi impulsi di dubbia tenerezza nel più tenace detrimento Guardo lontano immerso nei miei pensieri e mi compiango nella paura che il perdersi nei vuoti della memoria possa trasformare ogni Credo in una demoniaca Essenza per giunta senza perdono e creare sfarzi di dolori ostentazione del talento a divenire menomazione sociale . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:52
    Lo spettacolo della natura

    È cosí dolce la sensazione che mi assale nel mio sguardo soave immerso in questo spettacolo che mi si pone davanti appena fuori di casa come se fosse una medicina prescritta al mio vivere sopportabile di me stesso E mi esalto in quella natura a vederci i miei sogni cosí piacevoli che non avverto la differenza tra il sognarli a letto e il pensarli nel conversare con la brezza mattutina E il passare dal tepore delle coperte al fresco rumore delle onde che accarezza la mia anima non diventa altro che un diverso godere nell'estasi . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:50
    Oltre i miei sogni

    Ripenso a quando da piccolo mi raccontavano storielle che mi facevano sorridere Ora alla mia età quelle facezie non mi piacciono più nè mi rendono allegro come allora non mi fanno più ridere Io ferito da petali di rose mi ribello ai grigiori di questa vita vissuta tra le sfumature di mille sentimenti a chiedere l'elemosina alla coscienza nel silenziare che m'indebolisce la mente E mi sento come un pittore attratto da emozioni disordinate che sfoga dipingendo scorci d'immagini la cui vista lascia senza parole e nei quali riconosce tracce di instabili affetti E vado oltre i miei sogni in avventurose peripezie con la volontà di fondere le emozioni del cuore e dell'anima in una piacevole mescolanza di modi garbati e scanzonati per alimentarmi l'esistenza superare il passato e far parte ogni giorno di una nuova storia da tramandare ai posteri . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:49
    Intime riflessioni di un piccolo uomo

    Fin da quando cominciai a scrivere mi accorsi che i miei giorni divennero ognuno un'esperienza affascinante nella ricerca del mio Essere in quanto uomo e nell'esplicitare la mia vita per quella che era Mi sento ora simile a un rifugiato quando mi vedo pubblicato nei libri invecchiato tra quei versi dove non è stato mai facile trasmettere le emozioni la necessità intensa dell'intimità di esprimere al mondo le paure e i tormenti e questo a rifletterci ancora oggi mi raggela l'anima Sarebbe stato meglio forse non scrivere affatto e restare anonimo giovane per sempre fermo immobile nel mio pensare a immaginarmi nei miei silenzi perché a volte un silenzio vale più di mille parole . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:47
    Il perché del dolore

    Notti a passeggio come questa a concepire la vita nella battaglia continua sostenuta nel buio interiore dove tumultuosi malcontenti sviluppano sussurri d'allontanamenti sentimentali dai desideri e dalla fede passioni e ritmi a sfidare l'anima con insurrezioni incalzanti che accendono scintille e acredini nel cuore deluso E diventa dolce il respiro di certi effluvi che condannan alle illusioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:46
    Solo

    Sento discorsi che vorrebbero privare d'ogni personalità da certa gente che non tiene in considerazione nemmeno ciò che essa stessa dovrebbe essere Con Questi io rifiuto d'immischiarmi nel respirar arie di tensioni tra Loro a vendere al diavolo la propria anima e me che son sempre stato folle d'amore Io invaso adesso da gelidi scoramenti e spossato dalla fredda realtà sociale <> mano nella mano con me stesso vado per le vie dell'etere nella vana speranza d'incontrar la Verità e in quell'andare incontro i resti dei banchetti di Satana escrementi di pubbliche infamie a farsi beffe scurrili della moralità in danno dell'onestà E il mio pensare si rifugia tra le vertigini silenziose del cuore. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:45
    Vivere senza alibi

    Provo a portare sù i miei limiti dando più importanza al perché e non al come dei pensieri pur nel potere della rinuncia anteprima certa del loro successo nella mia arte solitaria che tale più non diviene nel dire dei miei versi senza che essi stessi ne rimangano accecati e afoni Ricordare soffrire subire muri entro i quali mi muovo nella volontà d'oltrepassarli son soavi piaceri che nutron il mio amar quotidiano e innalzan a vette di sublimi aspirazioni la nostalgia delle mancanze che ricordano attimi di felicitá E sospiri d'affanno spargon pianti senza rispetto di moneta sonante tra tuoni ancestrali e rifugi di canti ninnenanne a zittire il silenzio di chi nel tempo se n'é lavato le mani . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Andrai oltre il tuo tempo mi dicesti mamma nel riparo del tuo sonno tra gemiti d'amore e di torpore M'inerpico tra i giorni a tessere illusioni nel vibrar di fremiti e scintille smanioso e ammaliato da quella piacevole verità Scavo così con la mente nel passato per ritrovare le mie radici setacciando tutte le scelte perseguite che potrebbero rivelarne i misteri Ancora intenso è il profumo di quelle tue parole e m'inebria e m'accarezza il cuore nell'orizzonte eterno dello scrosciar del tempo E scendo dentro i miei inferni tra le punizioni dei miei giorni a frugare nelle difficoltà della vita nelle notti che m'avvolgono l'Essere tra frustrazioni e abbandoni nei lamenti per ciò che fui e le lagnanze pel mio non essere stato Ricordi che esaltano ancora la nobiltà del soffrire . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 01 dicembre 2019 alle ore 8:14
    Nel mondo dei "chissà"

    Pensieri profusi nella tenerezza della solitudine che scivolano in ore da vivere chissà come portati ai giorni da chissà quali venti arrivati da lontano attraverso chissà quali strade dove all'incontro chissà quali menzogne han dovuto sopportare Anime pregne d'arie necessarie al viver chissà di quali angosce in cui restano solo i ricordi di chissà quali passioni represse e degli spenti sorrisi a significare chissà quali lutti dell'umanità intiera Uomini passati chissà da quali loro notti senza nemmeno guardarsi o neanche conoscersi e chissà se dormienti nell'incapacità innata di sapere d'Essere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati