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Poesie di Cesare Moceo

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  • 20 novembre 2018 alle ore 9:28
    L' allegria dell'indifferenza

    M'accorgo a volte nel mio desiderio di quiete d'esser qualcosa d'astratto come se non esistessi con l'anima in piena rovina emarginata nel suo "sentire" la mente a professarmi un "anti-uomo" e il cuore con i suoi battiti sfuggenti a scandire una vita accidentata E rimango seduto sull'orlo dei miei scritti a respirare un'aria sul cui destino esito nell'ingoiarne i soffi ai quali sembra sia stato tolto qualcosa che invece di rivigorirmi mi cospargon di un tedio di cui non riesco a capirne la pena e il cui livore suscita in me sommo piacere . Cesare Moceo poeta

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:26
    Ti amo...

    Ti amo...pochi capiscono la potenza testimoniale di queste due parole...io...vorrei morire con queste due parole in bocca Cesare Moceo poeta [email protected] Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:24
    C'é ancora miele nell'arnia ?

    Momenti di svolta mutuano diretti rapporti con l'umanitá monotona e grigia a donarle desideri di allontanamento dove ritrovare l'eccentrica volontá di parlare ancora ai cuori degli uomini E rifletto in questo sui miei piaceri sospensioni etiche che riempiono i pensieri e che vorrei fossero presenti in quelle parole note alla mente ma non conosciute dalla penna che riempiono la dignitá nelle eclissi che esprimo nei versi . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:23
    I limoni neri dell'anarchia

    Dolori laceranti si fanno carico del destino del mondo insinuandosi nell'anima non più in sintonia con se stessa nel subire i tramonti delle emozioni E sperimento illusioni d'invettive nello sconcerto di pensare al mio passato spento nella sua coscienza e acceso nelle speranze che brillano in fondo alle ansie angosciose paure di ritorni di fiamme . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:22
    Vorrei che i miei versi vi parlassero per me

    Opportunitá volute veterane della mente intrinseche al piacere di donare ció che amo nel contagio che trasformi in geni della solitudine lontano da questa realtá malvagia e di pianti con le lacrime a ricordare il futuro e la nostalgia a riscoprire occasioni di stupore con le quali invocare piogge catartiche dove ripararsi dentro bagnandosi senza dimenticare l'anima ribelle E abdicare in favore dell'imprevisto . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:21
    Desideri di pace

    Guardiam la spiaggia vuota e i gabbiani affamati raminghi in cerca di cibo a ridosso del lambire bianco cresta dell'onde Con Te mi consolo del mio vivere mentre il Salvatore ferma i nostri istanti in quel fermarci che ravviva le riflessioni a fondersi tra loro nella dolcezza variegata che si chiama vita Caldi silenzi ci passano accanto mentre godiamo della felicitá e del cielo in essa riflesso a fondersi invisibili l'una nell'altro nella sublimitá di diffondere desideri di Pace in chi ci conosce . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:20
    I sotterranei dell'anima

    I sotterranei dell'anima Vorrei esser lá con te cullato dalle onde dolci del tuo amore trafitto da carezze e ammonimenti e sospiri di labbra vogliose Vorrei esser lá tra gli abbracci avvolgenti del tuo amore stretto avvinghiato ai tuoi battiti nella trasprenza del sentimento E son ancora qua a gridarti forte il mio amore con la passione senza fuga in questo sogno colmo di vita ch'é divenuto la delizia profonda del mio vivere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:18
    La croce e la spada

    La croce e la spada "Nessuno ama il suo prossimo se non ha volontá di sacrificio" Nell'evocazione dell'anima che s'innalza al Cielo assurgo a mille difficoltá nel balenare della follia che non mi fa più scrivere É notte nella mia mente e sotto la spinta del buio masse informi di racconti di vita in contrasto con il mio vivere m'invadono del furore di eroi che assalgono i pensieri a una voce e in un unico pensare sacerdoti e combattenti a agitare croci e spade e divenire protagonisti del mio romanzo non scritto . Cesare Moceo poeta destrieodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:18
    Raminghi pensieri

    Questa vita piena d'invidiosa guerra e competizioni per vincere...il "Nulla" a combattersi nelle parole con ingiurie e calunnie e nei gesti salici piangenti E non bastano leggere brume o sacrileghi dislivelli riconosciuti dal vivere a sancire la pace in questo amore divenuto odio e in quest'odio rimasto odio . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:17
    Vivo per me

    Mi nutro di lettura e d'inchiostro e di piacevoli viaggi dentro la nostalgia attimi privilegiati del mio vivere con cui intrattengo rapporti di morbositá nell'intimitá ammalata di fantasia succedania compagna dei miei giorni che accarezza le guance ai ricordi e mi parla in tutta la sua trasparenza E leggo e scrivo per divenir ancor più amico della mia anima per viver d'allegrie e meditare e gridare ai quattro venti il mio sentir felice attorniato dalla pelle mentre gli occhi ripetono sguardi sfuggenti al piacere della mia golositá Vivo per me vittima di me stesso e cosí vivo per gli altri . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:16
    Festini

    Vivon felici tra i i riflessi dell'interioritá sottili tenui tormenti nell'intimo sposalizio d'adombramenti e perspicacie S'arrotano nelle emozioni srotolando fila di passioni al rifugio della nostalgia mitica del passato nell'ansie e nell'afflizioni E crearsene intrattenimento . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:12
    Piove

    Batte forte la pioggia rovesciando amare gocce sul vivere e sulle sue Veritá rendendole umide di tristezze All'ombra delle mie notti sento profumi d'incenso che inebriano il buio intorno con i suoi colori sognati dalla mia anima trasfusa E mi suggestiona questa marea d'arcano che si staglia davanti al mio viver d'ignota vita inutilmente ingrigita al nero pianto del suo deposto futuro . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2018 alle ore 11:55
    Al-ibi (Vorrei essere altrove)

    Tediato dalla monotonia ripeto ogni giorno gli stessi gesti e in quella m'esilio pervaso dal desiderio di ciò che non ho E mi avvolgo prostrato nel sudario dei miei abissi nei deserti della mia interioritá nell'ozio che mi consuma nel mio tempo che scorre e corre a cercare scampo nel suo perdonarsi

  • 15 novembre 2018 alle ore 11:53
    Anch'io

    Raccolto nella mia insignificanza sovrastato dalle angosce seduto guardando verso cio' che più non vedró combatto o almeno cerco di combattere i disorientamenti delle ansie quotidiane che prendono con desolazione il mio pensare mentre aspetto il calore di quel sole che ancora non splende E in questo stare inquieto dell'anima rimango al margine della gente . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2018 alle ore 11:51
    Il vento delle Veritá

    Esiliato nel mio soffrire e chiuso nel mio narcisismo mi specchio nel torpore del vivere chiedendomi cosa di diverso potrei essere io adesso quando nel mistero di questo mondo vive il male e il suo degenerare E mi rintano nel mio scrivere benedetto dalla solitudine e con il corpo vezzeggiato nella certezza della sua inutilità col vento delle mie Veritá che soffia freddo e silenzioso nei sentieri dell'esistenza in un alternarsi di luci e ombre dove tutto s'inasprisce anche le rughe dell'anima Con i cammini che si incrociano si perdono si ritrovano in motivi che hanno più di un significato e intrappolano le persone nell'utopia di una felicità che entri da una porta appositamente dimenticata aperta E mi sento dentro una musica che si ascolta ma non si suona in cui ogni ripudio delle note genera solo miseria e fango . Cesare Moceo poeta

  • 15 novembre 2018 alle ore 11:49
    Io, figlio d'ieri

    Vaga la mia anima arroccata su se stessa povera incapace di trovare il perché del suo esser schiava del mondo e delle sue inverosimili speranze E se ne va a spasso sottobraccio al cuore dentro la mia interioritá insieme in ogni oggi padre d'ogni domani a cercar angoli del mio mondo reconditi e ovvii dove trovar fragranze . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2018 alle ore 17:30
    E vattene vecchiaia, non vedi ch'è ancora presto

    Passeggio nel mio Paradiso canticchiando le canzoni che nascondono i miei ricordi e immagino in quell'andare desideri di riconciliazione con me stesso inventandomi immerso dentro impossibili sogni dove vivere in un significato diverso la mia esistenza libero dalle grate delle utopie dai drammi concepiti dall'anima e dall'etá quasi in balìa della sua incoscienza naufragata nel mare dell'indifferenza e dell'abulia senza sentimento E scaccio lontano ogni pensiero di vecchiaia rivestita d'abiti consunti con la pelle lasca e penzolante con le labbra cadenti e senza risa e la lingua a non pronunciar più parola nella voce roca di silenzi nei giorni cisposi e senza ore che veloci vogliono corrermi incontro . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2018 alle ore 14:21
    Ventagli che non sventolano

    Incapaci di confrontarci con noi stessi rimandiamo il tutto al domani nascondendo alla mente la nostra inquietudine E in questa finzione che sfugge e svanisce scriviamo la nostra "biografia senza fatti" nei diari dell'anima attraverso immagini ansiose e tormentate che regaliamo alla nostra coscienza . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2018 alle ore 14:20
    Radio Adelaide

    Umidi calcinacci,ricordi portati da carichi gravanti,sono ora i miei intonacati passi. (Capitanucci Vincenzo) Vago in compagnia della mia solitudine arida e deserta ascoltando il mitico Aurelio e i suoi saluti a mitigare il calore delle sofferenze che ardono nel mio andare ignavio scarno e afflitto E metto da parte l'emotivitá senza farmi coinvolgere dalle pene del mio vivere negli intrecci di riflessione che impregnano i pensieri mentre ancora le note della radio pregnanti e pervasive m'invitano a riempire i miei vuoti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2018 alle ore 14:19
    L'albero della vita

    Combatto il perdermi nel vuoto del mio negarmi cercando utili colloqui con i miei sogni ad occhi aperti nei quali lenisco dolori e tormenti nel dare sostanza al mio dire Mi sento fortunato nel sentirmi discepolo della mia vita uomo vulnerabile nella vulnerabilitá dell'umanitá degno della dignitá che mi distingue nella claudicanza che non é zoppia E mi diletto in queste nobili notti d'inverno che accompagnano le mie delusioni nel loro crollare spinte a frantumarsi sui miei giacigli . Cesare Moceo poeta desttierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2018 alle ore 14:17
    Persisto nella mia inutilitá

    Soffro il rifugiarmi nelle illusioni Io nato un giorno settembrino con la camicia in mano e i piedi in faccia travolto dalla causalitá di quell'evento vivo fluttuando in ció che accade tra l'indifferenza e la desistenza nel pentirmi di non aver commesso peccati e tradurre alla mente i fallimenti dell'anima a fregiarmi del capire il mio cammino e il destino che la morte ha scelto per me a pregare e piangere e chieder per dono l'amore . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2018 alle ore 14:16
    Le catene della libertá

    Sensi di tedio s'atteggiano in questo mattino d'ansia frustrata a invadere la povertá della mia anima Assaporo la futilitá del vivere nel perfido sorgere del sole d'alcuni nella pallida luce del destino che illumina i loro tristi giorni impregnati d'incoerenze e malignitá a aleggiare come avvoltoi sulla sottomissione alla miseria e alla notte che invade i cuori E me ne libero volando libero dentro l'inutilitá delle mie illusioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 novembre 2018 alle ore 14:14
    Incanto

    Fermo sulla sommitá della mia terza scala nego l'occhio al malvedere a cui é condannato il mio piacere il mio annusare e anche il mio godere In questo poco vien la meraviglia a dimostrar quanto inutile sia la memoria dell'uomo a inneggiar ancora a arcani architetti dell'Essere nel donar lasciapassar per l'insuccesso Giro il volto verso baci ricambiati a guardare le guglie del mio mito impegnato a scrutare i cuori dei suoi figli colmi di talento e d'amor patrio E non perdona colui che nel suo selvaggio tormento nell'aviditá e nell'ambizione indice festini e immense celebrazioni per festeggiare solo con se stesso... il "Nulla" . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2018 alle ore 21:43
    I tini di san Martino

    Immote e lontane stelle ignare impassibili ai piaceri del mondo e corazzate di consumato splendore s'avvolgono nell'esigenza quotidiana del vivere a esprimere contentezze e rassegnazioni nel confronto con gli spazi tenebrosi della coscienza umana a far a gara a chi trova prima l'arcana origine dell'Essere e del suo confessarsi E giu' a pigiare sentimenti e far colare emozioni e passioni ubriacature a confondere l'immenso universo nel quale si muove il sapere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2018 alle ore 16:24
    Evanescenze

    Nella paura che un futuro capriccioso non permetta che si conservi il giusto racconto di me costruito dal tempo abbandono i sentieri certi del mio sapere e m'inoltro per le vie della mia interioritá deserte e impervie profonditá cupe e spaventose in cui trovo la disperazione utile a farmi conoscere le angosce del mondo E così da lì vado incontro alla mia salvezza