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Poesie di Cesare Moceo

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  • 12 giugno alle ore 21:58
    Il trionfo della giustizia

    Nel tempo raffermo
    in subdoli istanti

    lingue d'odio si levano

    oltre le pieghe
    dell'anima in fiamme

    Segreti pensieri

    opachi sentimenti finalmente svelati

    sgomitano dentro parole consunte

    in grida imputridite d'invidia e veleno

    e nel tuo volto rugato delle gelosie

    Verrà a cercarti il destino

    a diradar nebbie e confusioni
    e lasciarti con la testa tra le mani

    E dovrai chieder perdono ai tuoi domani
    falciati dal trionfo della giustizia
    .
    cesaremoceo
    Tutti i diritti riservati

  • Fiero e consapevole
    della mia libertà comparesca e rumorosa

    ho attaccato ai chiodi del passato

    il vuoto dei tamburi
    che hanno stordito la mia gioventù

    Non ho più noia

    né più la sente la mia anima

    degli urli che la vita
    ancor mi vuol dare

    nella verità delle assenze
    nate dalla sincerità dei sentimenti

    Volteggio adesso

    colomba felice tra aquile voraci

    dentro porti sicuri di rime e di pace

    con la natura incaricata
    di raccattare i versi persi per strada

    e far di questi ulteriori emozioni

    affetti nobili e generosi
    a sfidare inquietudini e malinconie

    e l'incedere del tempo

    Cesare Moceo © ®

  • 12 giugno alle ore 21:54
    L'ombra e la felicità

    Saltellante sul mare,
    il tuo sguardo volge
    su gocce che specchiano l'azzurro,
    su labili candide nubi
    che si rincorrono
    in un ritornello di valzer,
    tessendo
    l'eterno dialogo nel cielo.
    Un'onda di gabbiani
    stridenti d'allegria e di gioia
    vola tra le acque
    che odorano di sale,
    a ricordare infinite illusioni.
    Volgi felice lo sguardo altrove
    con gli occhi
    che cercano all'orizzonte
    carezze sensuali
    nell'ombra distesa sulla spiaggia
    a eccitare la fantasia,
    con le emozioni che si spengono
    tra le labbra dischiuse,
    mentre il cuore impazza
    e il corpo esulta di piacere.
    E il sole splende a irradiare
    e gridare la sua voglia di esserci
    in questo etereo equilibrio,
    mentre lontano scorre la felicità
    con i suoi splendidi colori

  • 12 giugno alle ore 21:52
    Mareluna village

    Farfalle dai colori sgargianti
    su piume di velluto e cristalli

    svolazzano in giorni di dolce vita

    impazienti d'emozioni e sopraffatte dalla passione

    Dorme nel caldo meriggio il villaggio

    e l'acque calme della vivacita' puerile

    nell'aria assopita

    chiamano i corpi al riposo

    Protagonisti dei giorni

    viviamo i nostri attimi d'oro
    nella felicità che c'assale

    e nel desio d'aulenti e calde sere

    quando gioventù allegra
    allieta e intenerisce i cuori

    intra l'infantile e il malizioso
    chiaror di luna

    nei suoi raggi sempre uguali
    d'audaci follie

    E la vita va

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:50
    Sognavo

    Sognavo un finale diverso Vado incontro al deserto tra dune scoscese e silenzi freudiani polisindeti pensieri d'amori sfiniti e di gloria dispersa s'affacciano al cuore ormai senza respiro mentre panismi di lacrime m'accarezzano la mente e le sue assurde follie sotto nuvole strane nere d'acida pioggia e prive di stile E mancano già le parole e i versi perduti anch'essi nel far della vita al pensiero che tutto è passato che tutto è finito sommerso nell'anima tempestata d'affaccendati tormenti E scuoto dolente le ombre ammalianti di un mondo che e' stato nel tempo che fu

  • 03 giugno alle ore 13:47
    Io sono l'amore

    Io sono l'Amore Ancor non so tutto di me ma conosco molto di Voi Siete come temporali aggrovigliati nell'anima con l'angoscia d'esistere tra fulmini e saette e rendere al mondo finti severi vittimismi E là tra pensieri che vengono e vanno dalla mente al cuore o al dipanare dove intricate mannelle divengono merci di scambio e gli uomini ultimi chiodi della vostra carrozza umilmente io vivo E scrivo nella dolcezza che proviene dal nulla e n ogni gioia partorita dal cuore "con i pensieri a farsi più puri dove più turpe è la via" Del vostro odio non ho che farne io sono l'Amore Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:43
    Non so più come dirlo

    Non so più come dirlo...e fatelo vostro questo messaggio... Oppongo le memorie del passato ai tormenti del mio adesso a protegger la dignità minacciata dall'incombenza E resisto a incerte sublimità disincarnate addobbandomi con merlature d'onore e di alti valori a far fronte all'irrazionalità devastante delle guerre interiori e al loro inesorabile appropinquarsi nascosto nel privilegio delle bontà d'animo e delle purezze del cuore E così con la dignità protetta chiudo ogni varco d'accesso alla corruzione di questo infame vivere Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:41
    Io scrivo

    Io scrivo(dedicata al mio amico Aran Lukas) Esposti agli sberleffi e agli scherni del mondo che giudica deride e offende non han più coscienza turbamenti e scompensi che s'insinuano nella mia identità e nel mio dire sociale Io non chiudero' i miei versi dentro scatole d'arte contraffatte in confezioni regalo pronte alla vendita occasionale Né m'interessa che qualcuno possa vestirsi d'ipocrito conformismo per compiacersi dello spettacolo che offro e condannarmi alle spalle in questo mio innocente peccato Io scrivo . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:35
    La luce fievole della luna

    La luce fievole della luna Me ne sto disteso sull'erba del mio giardino con gli occhi a peregrinare su e giu lungo il mio corpo logoro di passioni a chiedermi se avessi potuto meritare qualcosa in più da questa vita E mi sento come un remo caduto nel mare a galleggiare rivoltato in balia di onde impetuose a nascondere le privazioni senza reagire alla severità di quei flutti e lasciarmi scivolare buono e affettuoso nelle pulsazioni più intime che pervadono l'anima col piacere d'ammansire le frustrazioni della vita Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:32
    Sabato sera

    Vi propongo un'altra poesiucola della mia adolescenza dalla quale si evince il mio voler essere...anacoreta... È sabato sera (1969) Violente e peccaminose vitalità vedo convivere con innocenti purezze compagne di consapevoli elegie slegate dal Cielo E me ne distacco a godere dello splendore della Luna della sua luce dolce e mistica che infonde luminosità interiori e sentimenti di pace e di pensieri penetrati d'amati silenzi Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:28
    E vivrò ancora

    E vivrò ancora Ripiego nella mia dimensione d'uomo vissuto rifugiandomi nei dolori patiti E amarli riamato in desideri di stranezze sofferenze e piaceri inviti sereni del sangue ipocrite inesorabilita' volute a risarcirmi di calore E vivrò ancora... per vedere il mio lavoro ben fatto Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:25
    Grandi donne

    Grandi donne del mio paese Compagno d'usuali sensi sono stato nei contrasti d'amore e d'odio d'attrazioni e di paure con i quali ho sublimato i miei attimi di vita interiore nel riscatto alla miseria e allo squallore della mia infanzia di tristezze E continuo ora il mio romanzo intriso di nevrotiche tenerezze e dolci aggressività insieme con Te Paese mio con le tue albe e i tuoi tramonti che gli occhi dolci delle tue figlie più sensibili nei fuggevoli istanti orditi dalla storia rendono immortali E in Te e con Loro io vivo Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:04
    Rapsodismo

    Rapsodismo Sentieri dissestati inerpicati fin nelle assenze di Dio percorsi da uomini qualunque che s'affannano per la sopravvivenza e guardano con sdegno agli attimi d'amore E vivono incupiti in funerei Nulla nella degradazione della più fatale miseria della loro consapevolezza turbata E me ne vado umile e trascurato vestito solo d'illusioni e di speranze girando in tondo nel mio Sublime a combattere quel Nulla . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:00
    Vanità e vita

    Vanità e vita Semantici brividi percorrono in lungo e largo l'IO d'ogni uomo affermando al mondo la spiritualità dei pensieri nel senso piacevole del loro essere Scariche d'elettriche metonìmie e metafore abbronzate di profonde emozioni pervadono le loro anime in estasi zonzeggiando tra gesti e parole e obbedendo leali ai desideri alle sofferenze e alle angosce a conferma della necessarieta' imprescindibile della vanità alla vita Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:58
    Apologo

    Apòlogo Aquile sdrucciole in tutte le stagioni che scapigliate e indomite volano di roccia in roccia di nido in nido nel mistero della loro sofferenza su prede inermi e indifese sofferenti esse stesse E non s'accorgono nell'angoscia della sopravvivenza che anche la loro fine...incombe Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:55
    Al mio ardor

    Al mio ardor fosti seme di faville Occhi piccoli e profondi a far di me un sognatore vivo il tempo che mi resta immerso nella lettura d'ogni dove a scaldare ancora il mio grande cuore voracemente bizzarro e avido di sapere E ne faccio con Dio sereni pensieri e calme emozioni squarci di luce divina a germogliare i fiori delle mie infinite passioni al sole delle notti insonni Presto il dolore busserà alla mia porta presto il destino confischerà la mia vita a compenso del suo futuro e lascerò d'un fiele amaro il mio dire e i miei versi qua in questa perla e al suo divino golfo e alla felicità degli amori vissuti E Tu Cefalù ne terrai per sempre il ricordo e le mie ossa Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:52
    Tra le rose

    Tra le rose del mio giardino Qui giaccio languente tra verdi foglie e spine pungenti che inimicano l'anima Aulenti meriggi d'inutili fragranze scorrono in petali di seta a lambire l'aria a riposare sulla mia pelle distesa tra i fili d'erba e racchiudere essenze di perdute gentilezze nel cuore e generosita' meschine senza giustificazioni E il mio inchiostro assorto nei suoi sogni scivola piano incontro a versi d'amore... e abbasso gli occhi colpevole dinanzi al mondo Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:49
    Anni

    Anni Anni che profumano ancora del tempo che fu nostalgie rimaste assopite tra i soffi celesti degli Angeli arie del Cielo stupefatte dal tempo a vivere inseguendo la Via la Verità e la Vita tra acri effluvi e miti intendimenti e scaldare le convenienze che i madidi sudori dei desideri raccattano E apprezzo le mie rughe e il piacere d'additarle al mondo che i sogni mi hanno imposto a risarcimento contro le sofferenze e i tormenti e anticipo di tramonto Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:47
    Al mio ardor...

    Al mio ardor fosti seme di faville Occhi piccoli e profondi a far di me un sognatore vivo il tempo che mi resta immerso nella lettura d'ogni dove a scaldare ancora il mio grande cuore voracemente bizzarro e avido di sapere E ne faccio con Dio sereni pensieri e calme emozioni squarci di luce divina a germogliare i fiori delle mie infinite passioni al sole delle notti insonni Presto il dolore busserà alla mia porta presto il destino confischerà la mia vita a compenso del suo futuro e lascerò d'un fiele amaro il mio dire e i miei versi qua a questa perla e al suo divino golfo e alla felicità degli amori vissuti E Tu Cefalù ne terrai per sempre il ricordo e le mie ossa Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:44
    C'è qualcuno...

    C'è ancora qualcuno che non capisce... o non vuol capire... . . . _ _ _ . . . Cripte dalle forme oscure s'aprono profonde in animi di uomini nel cui grembo occulto s'inerpicano sentieri scoscesi e senza luce rese ancor più buie dalla spelonca malvagità del loro dire E nei giorni in cui s'avvolgono al fare non esprimono se in loro vale più il non senso dell'onore oppure la paura del dovere Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:41
    E brucio ancora d'ardore

    E brucio Andiamo insieme verso il destino correndo nell'amore più ardente a percorrerci attimo dopo attimo in tutto ciò che abbiamo nei sensi e nel cuore per arrivare felici alle nostre anime e là attingere la passione che ci travolge E ci parliamo ci tocchiamo e ci accarezziamo con avidità tendendo l'uno verso l'altra in respiri d'onore e di sensualità ritrovandoci io dentro te e tu fuori di te nei nostri corpi avvinghiati là dove risuonano le musiche che il tempo rapisce dove s'effondono gli effluvi dei nostri madidi umori a esalare i profumi che noi stessi aspiriamo e dove abitare e vivere con le nostre passioni Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 10:59
    Voi leggete...

    Voi leggete...che io scrivo... E concepisco la mia storia ornata d'eloquenza e maestosità sentimenti intrisi di verità che lievitano umili nell'interiorità a riempire di religioso afflato l'anima in tumulto e i miei versi degnamente espressi Nudi schietti scritti col cuore e senza punti né virgole a darmi la forza d'arrivare al di la del destino E vivo nel piacere di dar piacere a coloro che vogliono mettere in dubbio il mio dire Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 10:56
    Gocce di volto sul mio viso

    Tanti,troppi mi chiedono di parlare del mio passato,dei miei anni trascorsi nella mia infanzia palermitana,nella mia giovinezza cefalutana e sopratutto del mio essere quasi memoria storica d'un pezzo di strada...quel pezzo di strada che m'ha visto...vivere. A Loro io rispondo così... Gocce di volto in viso Non createvi alcun obbligo per me ma per voi stessi fate e agite senza soste perché il far niente seppur dolce indebolisce la mente e il corpo accorcia la gioventù e affretta la vecchiaia E comunque evitate di spendere parole in mio favore poiché io voglio vorrò essere e sarò per la gente solo ciò che avrò meritato di essere e quando la natura nell'avversità a se stessa soffiera' sabbia di mare dalle montagne allora potrò dire d'esser stato "qualcuno" o "qualcosa" perché una cosa è raccontare favole ai bambini e altro è scrivere la storia E questo mi è vietato dal cuore. Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 25 maggio alle ore 20:59
    Cercate fra i doni di Dio

    Ho visto miseria
    tra grida d'aiuto
    e dita bruciate...
    in roveti ardenti
    Vorrei gridarlo
    alle nuove gioventù
    e far lor vedere
    con occhi diversi
    ripieni d'amore
    di voglia di fare
    attecchita dentro
    sentimenti infiorati
    di suggestioni e ricchezza
    E quando lo dico
    potete credermi folle
    nel pianto dirotto
    degli occhi già stanchi
    così nel mio tempo
    io perdo calore
    e rido di me
    per quei segni di vita
    E resto abbracciato
    a mutilati sorrisi
    e nel loro rimpianto
    ancor m'abbandono
    pensando al mio tempo
    che già se n'è andato
    e al volere che muore
    ogni giorno d'un poco

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 24 maggio alle ore 20:39
    "muti passaron in quella notte i fanti"

    Non lasciar solo il mio cuor

    felicità

    tra le albe calde del tuo cielo
    e il freddo andare del mio passo confuso

    E nei tramonti d'ogni 'oggi'

    carichi di smunti volti e cuori inariditi

    sciogli il mio canto dal tuo abbandono

    accetta le mie parole

    in questo giorno magico e mariano
    foriero di caldi ricordi

    e siano esse corona
    che ti cinga come allor di premio

    E rimango qua

    tra queste onde

    con gli occhi accesi di speranza

    e la mente persa
    nei sussurri d'un gabbiano che piange il suo cibo.