username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Cesare Moceo

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Cesare Moceo

  • 09 marzo alle ore 20:49
    La mia ricchezza

    Nella felicità
    di non essere aristocratico
    passeggio libero e raggiante
    nei giardini poveri della mia vita
    Io figlio del niente
    rallegrato in quel mio andare
    spalanco gli occhi
    sui piaceri quotidiani
    affondando le mie radici
    in ispirazioni che lasciano il mondo
    fustigato nella sua sbadataggine
    E proseguo il mio cammino
    dentro i miei pensieri
    nel piacere dell'orgoglio
    per le mie misere origini
    e del loro aver arricchito il mio vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Confesso

    d'avermi lasciato solo

    nell'intento di mascherare
    con la solitudine

    l'ardore per questa mia passione

    E giaccio prostrato nella mia malattia

    punito nella mente

    con la privazione del desiderio
    di volerne guarire

    mal celando con l'ironia

    il tormento e la sofferenza
    che impregnano di miseria

    l'umilta' dei miei pensieri
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo alle ore 20:43
    Perfide illusioni

    Provo ogni dì
    a mettermi in guardia più che posso
    impreparato a ciò che deve succedermi
    e quando non riesco
    vado in vacanza nel mezzo del mio Nulla
    E là sentiero lucente
    diventa la strada davanti ai miei passi
    nel ricevere oggi
    quel che ieri mi è stato negato
    mentre dei miei versi vien dato trionfo
    e tormenti e ferite incidono il cuore
    senza offesa d'infetto
    agli amplessi col mondo
    E l'anima m'avverte d'odiar la superbia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo alle ore 20:41
    Sublimi interiorità

    Frammento d'eternita' è questo nostro amore
    sostenuto dalle grandi ali della nostra pace

    spiegate al vento che soffia intenso
    verso nuovi orizzonti di felicità

    e diviene brezza di salvataggio
    a portarci in salvo dalle tempeste della disperazione

    fino alle incantevoli dimore delle favole

    dove veneriamo la nostra concupiscenza

    avvolgendo i nostri cuori in una fusione magica
    di romanticismo e passione

    a godere ogn'ora delle nostre sublimi interiorità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo alle ore 20:39
    E combatto la mia sofferenza

    D'un tratto
    tutto diventa chiaro

    Nei miei pensieri

    a farsi largo con la loro inclinazione
    al fantastico e al disordine

    non c'è niente di geniale

    E chissà perché

    me ne sto tutto il giorno
    a meditare sulle mie idee

    e sulla sconvenienza a imitarle

    E Voi

    per stanchezza o per disperazione

    non siate servi delle idee degli altri

    vi ridurreste a fare i latitanti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo alle ore 20:38
    Cefalù

    E ti amo

    nella tua mania
    d'aggiogare a te

    i colori della natura

    e divertirti

    e farci estasiare
    nello splendore con cui
    avvolgi il tuo Essere

    In Te ogni forma è giusta
    per come Dio ti ha creata

    ...e non smetti mai

    ai miei occhi

    di sembrarmi sempre più bella
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo alle ore 20:36
    Io ho già avuto ciò che mi spettava

    Dalle origini
    dei miei fertili pensieri

    godo della universalità
    che li distingue

    facendo essi parte
    della mia infanzia

    nel nutrimento nel tempo
    dei miei ricordi

    Nel loro passo pieno di gioia
    e nella loro diversità

    senza bussola e senza metà

    il loro scopo è stato sempre e solo
    quello di riprodursi

    E custodisco gelosamente
    questa mia collezione

    per tramandarla al mondo

    cercando di conservarne
    integra l'originalità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 marzo alle ore 20:34
    Gran bella preda è il mio affanno

    "...perché io sono altro e molte volte...altrove"

    Sentimenti del tempo

    dialoghi fluenti d'occhi lacrimati e tristi
    di visi invisi alla vita

    a contraddire le vitalità corporali

    impurità sublimate

    a garantire preziosità d'intenti
    e imporre vitalità alle passioni

    E cerco la mia innocenza

    figlia legittima del mio Cielo
    dispersa nei conflitti interiori

    rincorsi da lupi affannati di brame
    che porgono rose appassite

    nel soffiare impetuoso del tempo
    che mi arma e mi disarma
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Pian piano l'incedere del tempo

    va facendo bianca la mia età
    e ancor più scavate

    le rughe sul mio viso afflosciato

    dove lacrime di passato
    formano dolci ruscelletti

    che scorrono a ricordare la vita

    E si separa la mia mente
    ogni dì sempre più ostile

    dagli anni

    con diluvi interiori intensi

    a favorire l'inutilità dell'ira
    irritata nel suo umore

    dalle contrarietà del vivere
    e dalle sciocche speranze

    oramai rapite dal cielo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Quant'è incantevole
    la pace del primo mattino
    della quale mi ritrovo testimone
    nel piacere di esserlo
    E anche se il sonno
    ancora pesa sui miei occhi
    e il cielo ancora non s'è fatto chiaro
    mi sento avvolgere
    dal barrire dei gabbiani
    che felici volteggiano
    nel loro stesso volo
    Nei miei versi conservero'
    la memoria di questa tua bellezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:44
    Ho agguantato la mia luna

    Non ho paura
    né brutti presentimenti

    dentro al cuore

    ma solo la speranza

    nell'integrita' della mente

    che tutte le predilezioni
    della mia fanciullezza

    abbandonate alla mia fantasia

    angelo carceriere

    che un tempo acuiva
    i tormenti della sofferenza

    possano andare oggi

    verso tutto ciò che da pace
    e ritrovare là la loro freschezza

    Ho dalla mia la moderazione
    delle mie abitudini di vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:43
    Perché?

    È provo d'improvviso un senso
    di spossatezza e di tormento
    anche se non posso differir
    da questo momento
    nella pienezza straziata
    d'una voglia di verità
    in fronte all'inevitabile destino
    convinto come sono
    che tutto è conseguenza
    della condizione di un passato
    che non si riconosce più nel presente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:41
    È l'alba di un nuovo giorno

    Al risveglio oggi
    ho provato un sentimento strano
    dolce e insieme pungente
    come quando il pensiero si realizza
    e s'avvolge d'angoscia
    E quel pensiero
    mi dice che
    mi ha sempre amato
    che continuerà ad amarmi
    e che per niente al mondo
    mi farebbe del male
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 20:39
    Due cuori... un amore

    Inganni e violenze
    accendono i dolori

    e gli amori puri

    costanti e imbrattati d'amore

    che rimangono senza età
    nel desiderio d'eternita'

    restano a guardare il mondo
    con occhi meditabondi

    E scrivo il nostro sogno
    per sconfiggere il Nulla

    con affreschi caustici
    a mettere in crisi la morte

    e disorientare la paura
    del tempo che passa

    senza divenirne complice

    e svelarla e accettarla
    come fosse un divertimento

    E vorrei che il nostro romanzo
    non finisse mai

    nonostante gli inciampi
    ...e la malinconia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti

  • 06 marzo alle ore 20:36
    Vago tra le oscurità del mio viaggio

    Tenebra

    quante volte dovrò invocarti Io
    nel mio piacere d'oblìo ?

    E tu luna
    abbandona per favore la tua luce

    addormenta i tuoi argentei raggi

    affinché io possa espiare
    i peccati commessi

    e nella mia stoltezza possa trastullarmi
    e confessare ciò che mi strugge

    Solo sono nato
    e solo ho vissuto la mia vita

    a sognare suadenti sussurri
    e tenere carezze

    Ma dove sei affetto cercato ?

    A chi hai donato il tuo amore ?

    Di tutto hai potuto accusarmi
    ma non d'inerzia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 21:18
    Ho patito e sofferto, Io

    Non ho ricevuto mai un bacio Io
    solo elemosine d'affetto
    nel mio sentirmi
    impantanato nell'indifferenza
    a credermi figlio di nessuno
    a pensarmi un peso per me stesso
    nelle discese nell'inferno
    della mia interiorità
    Adesso con le parole e con i gesti
    cerco di andare oltre
    per attraversare i miei dolori
    per andare contro la paura
    questo mostro misterioso
    che non riesco a riconoscere
    E cerco varchi agevoli
    per oltrepassare questo muro
    o quanto meno una mano amica
    che mi offra un calice d'ottimismo
    da bere tutto d'un fiato
    che mi aiuti a sostenermi
    affinché riprenda le forze
    per aprire tutte le porte
    delle mie nuove primavere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 03 marzo alle ore 21:01
    Bruciori e sofferenze

    Figlio dell'antichità
    e della sua crudeltà al mio esser diverso
    vivo disperso nel mio buio
    e nei silenzi che sparlano tra loro
    di tutto il mio Essere
    Da sempre inzuppato d'amore
    nel canto melodioso d'un uccello di rovo
    che intona la sua nenia
    avanzo tra fiamme conosciute
    cercando rimedi alle mie passioni infelici
    E nei dilemmi che m'impone il destino
    rimango a guardarmi negli occhi
    a meditare sulla mia solitudine
    e accennando sorrisi aspersi di malinconia
    nella sofferenza che m'avvolge il cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:59
    Il concerto dei sogni

    Abbandonato al mio vuoto
    e usurato dagli anni già scorsi
    mi sento un violino
    consumato dal tempo
    sorpreso a soffrire
    la sua voglia di continuar a suonare
    E rimango sospeso in quel vuoto
    ad ascoltare la mia anima
    appesa al filo che la unisce al cuore
    e ferma nel suo voler donare amore
    che m'invita ancora
    a pizzicar le mie corde
    a continuare il mio modo di vivere
    di parlare alle coscienze
    e risvegliarne l'impeto
    E rimango qui a sentire ancora
    la musica di quel desiderio
    battere il suo tempo nel concerto dei sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Gioco all'ombra degli alberi della vita
    a provare sensazioni d'euforia
    godendo della sua magnificenza
    e in ogni nuovo giorno che nasce
    nella neve che soffice e allegra cade
    nel freddo che attanaglia i cuori
    tra gli scrosci della pioggia che mi bagna
    cerco rifugio nei miei sogni
    E voi intanto rimanete in ciò che siete
    in altra neve in altro gelo in altra pioggia
    in altre cattiverie e altre nefandezze
    ma ricordatevi nell'albagìa in cui vi mostrate
    che ciascun vento spira
    per ammantare il mondo
    con i suoi sentimenti castrati
    e avvolgere anche gli uomini come me
    che nell'orgoglio dei versi
    delle emozioni e delle immense passioni
    amiamo raccontare il vivere
    nei colori della nostra umanità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:55
    Il pregio dei miei difetti

    "Le mie notti han le ore più lunghe che non passano mai" (Albano Carrisi)

    Fin da bambino
    ho imparato a convivere
    con i miei difetti
    senza apprezzarne il pregio
    E non smettono di crescere
    nella loro sacralità
    che ne esalta la socialità
    nel loro divenire
    messaggeri di pace
    con la speranza manifesta
    d'indicare all'anima
    il giusto cammino
    verso la salvezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:53
    Tu padre, uomo perfido...

    Deserto e inquieto
    è il mio cuore
    a esprimere dolore
    per l'anime tenerelle
    volate in cielo
    Come faccio Io
    a serbar la mia fede a Te
    e subir questo disdegno?
    Ero detto in Te
    amante appagato
    e ora nel tuo amore
    mi scopro disperato
    Smuovo la brace
    che arde nel mio odio
    e andrei io stesso
    a prender ancor carbone
    ma dovrei andare
    invece di scherzare
    ...e scrivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
    (per i fatti di Latina)

  • 03 marzo alle ore 20:51
    Scirocco

    Solo tu
    infrangi il vigore
    che ho in me
    insensibile ai miei dolori
    varchi le soglie
    dei miei lamenti
    E ripeto ancora
    parole di disprezzo
    alla tua audacia
    di non dolerti
    di ciò che soffro
    Fino a ieri
    hai aperto le porte
    al tuo nemico
    quel maestrale
    che hai vinto e avvinto
    e ora soffi
    più turpe che mai
    Io che ai tuoi trionfi estivi
    rimango fedele
    e alle tue carezze
    ti prego
    sopisci il tuo impeto
    che fa lacrimare
    I miei occhi
    Chi ti costringe a questa viltà?
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 28 febbraio alle ore 22:40
    Leggeri sorrisi

    Ovatte di pace
    all'ora del meriggio

    infondi ai cuori

    mio mare

    mutevole nei tuoi colori

    nel fruscio dell'onde

    solcate dalle barche
    che stanche tornano a riva

    E ride una tortorella
    che felice passeggia

    attardandosi solitaria

    beccando qua e là

    nell'attesa del buio
    e tornar al suo nido

    Sublime visione

    a dar agli occhi
    immenso piacere

    rimane il vedere

    a far da sposo
    al mio raccontare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 28 febbraio alle ore 22:38
    La violenza ha tante parole... gelosia

    E ti prenderesti a schiaffi

    per questa tua fragilità
    mai trattenuta

    che ti fa vivere ancora
    d'impeto e turbamenti

    Groppi in gola
    che salgono e scendono

    tutto sempre in fretta

    corse a cento all'ora
    che invadono d'euforie
    e di passioni sfrenate

    fino a schiantarsi
    su traumatiche delusioni
    e risentimenti feroci

    a cancellarne ricordi
    colori e entusiasmi

    Lei che si sente la "padrona"
    a cui gli altri devono riverenza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 28 febbraio alle ore 22:35
    Come un delfino

    Spesso alle prime luci dell'alba

    passeggio al rumore del mare

    dentro la musica delle sue onde

    simbolo della vita
    accesa nel divenire del mondo

    E mi accordo al suo essere
    come un delfino che

    nuotando tra quelle note

    si compiace della scelta
    saltando tra le onde

    in un diluvio di felicità

    che nella brezza mattutina

    va a soffiare forte sui miei ideali
    facendoli volare là dove li porta il vento
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati