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Poesie di Cesare Moceo

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  • 27 ottobre alle ore 11:44
    Giorni che non pensavo mai di poter vivere

    Mastico tra i denti il mio brontolìo, spiaciuto per questo mondo che succhia il sangue alla povera gente, che vive sulle spalle degli onesti e dona ceste d'ipocrisia a questo è a quello, dove poter mettere dentro tutte le cattiverie. Uomini che cercano glorie tradotte in opportunismi, lusinghe ipocrite che diventano mute testimonianze di maledetti comportamenti . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 ottobre alle ore 13:27
    Oscurità

    E restiamo così, invecchiati nel male, dove la finta bellezza seduce e le false passioni pervertono. Noi, tutti ormai operai fraudolenti, a piangere secche lacrime d'amore e di viltà, a donare al mondo ingiuste sentenze, che opprimono l'innocenza e assolvono la malvagità. E verrà quel giorno, quando d'un balzo c'addentreremo tra le tenebre a soffrir sventure e carcerieri, finché la fiaccola celeste, luce della sapienza sempre accesa, risplendera' ancora. Noi, ormai indifesi d'orgoglio e delle giuste volontà, rassegnati a godere soltanto d'apparenza e d'intima povertà. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 22 ottobre alle ore 13:19
    "Ahi! Serva Italia, di dolore ostello!"

    Accettarsi, portando in sé l'ammirarsi; rifiutarsi, avendo in sé l'odiarsi. E perdersi, nel rimprovero verso se stessi, rassegnati, agli odori di una vita priva d'effluvi, senza far più caso al proprio destino, nella tolleranza dell'indifferenza. Così, nella dottrina di un piacere indefinito, negarsi, nel peregrinare tra le superstizioni che vantano ogni decadenza.

  • 21 ottobre alle ore 20:24
    La solitudine, un piacere dell'anima

    E quando verrà il Giorno, vorrei aver accanto solo i miei pensieri più folli, dolcemente disposti uno dietro l'altro nell'umano affanno, così che il mondo possa contemplarli d'ira o di pietà e ogni giorno rinnovarsi nel piacere di quelle follie, le cui fosche essenze ho misurato negli onori alla mia povertà germogliata nell'anima. 

  • 21 ottobre alle ore 20:21
    Il mio Mareluna... d'inverno

    Solo coloro che ne hanno vissuto l'esperienza possono capire la gioia che dona la solitudine e l'allegria dei silenzi che essa regala alla Pace. È come se un ozio laborioso permeasse la volontà di buona indole e di cocente ardore, divenendone il tesoro più prezioso nell'amore per ogni amenità e nell'odio di ogni iniquità. E nonostante ciò non v'è alcun dubbio che l'operare sia più nobile del meditare. 

  • 19 ottobre alle ore 14:49
    La dignità dei giorni

    Vivo silente e d'asciutto ciglio gli angoli della mia intimità, anche quelli in cui non mi sono ancora addentrato, tessendo i fili logori della vita della "mia fiacca generazione" Io, padrone del mio Essere e del resto di me con cui ho passato i miei anni insieme, godo d'ogni novità, qual nobile distintivo della mente che si dispiega all'anima, sublimata, nel limite di se stessa, di grazia e d'amore E nel viver in questa armonia ordita, si addormentano e ridestano degni, i miei giorni. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 19 ottobre alle ore 7:39
    Le virtù della clemenza

    Vittorie ottenute contro le eresie, contro gli empi tormenti che, come onde marine, s'insinuano tra le pieghe dell'anima. Trionfi acquisiti contro il potere delle tenebre, portati in gloria dalla dignità mossa e commossa dalla miseria umana. Successi, raggiunti nella speranza ardente delle memorie antiche apportatrici di Pace. Apoteosi mirabilmente intrise nella Fede e abbracciate al meraviglioso spettacolo che donano il Cielo e la Pietà Divina . Cesare Moceo

  • 18 ottobre alle ore 6:48
    Respiri celesti

    Che spettacolo stamane il mare, infervorato da creste spumeggianti; l'aria frizzante rilascia fragranze e profumi di sale, la sabbia turbata che parla nervosa a una coppia accalorata in momenti d'amore. Il sole sbiadito del suo fulgore dorme sommerso nelle onde eccitate; dal cielo a frange di cupo colore clandestine stelle furtive sotto nuvole gelose riflettono sull'acqua il loro opaco splendore. Fremiti segreti catturano la mente, invitano a fermarmi a parlare con Dio del tempo che scorre, trovar ristoro in parole d'amore, aprire il cuore a nuove speranze e... non aver bisogno d'altro. . cesaremoceo Proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 17 ottobre alle ore 13:13
    Il profumo dell'anima

    E resto qui, così estasiato a guardare nella vaghezza dell'orizzonte indefinito. E mi sento immerso in una sorta di contemplazione affettuosa, difficile da raccontare, quasi fosse un abbracciare intimo di sensazioni dell'anima vestita di soprannaturale il cui profumo s'espande gradito al mondo. E resto ancora così abbagliato di Luce Divina, a far tesoro di meditazione consapevole, nella fedeltà ai miei principi, ai miei valori, a me stesso. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 15 ottobre alle ore 13:03
    Noi,due anime fuori dal mondo...

    Soffriamo spalle al sole oltre il nostro destino, senza mai arrenderci ai tetri umori celati tra i brividi dei giorni, noi a abbracciarci alla grazia di Dio, alla Sua anima, sempre pronti a imparare ad amarci, sicuri del nostro successo. E nelle emozioni invisibili frutto dell'intima ricchezza che ci doniamo, tracce di genialità e d'irruenta fierezza, miste a lacrime dolci e fatui rimproveri, s'accendono fosforescenti tra le rughe del vivere la nostra bella età lungo la strada in salita che porta verso la felicità.

  • 14 ottobre alle ore 14:48
    Le emozioni,frutti per l'intimità

    Intimità evocative, a far sentire a ognuno qualcosa, qualunque cosa, sia essa triste,allegra, romantica o inebriante Ogni intimità deve essere ipnotica, capace di attrarre a sè emozioni che la penetrano, calde e sensuali, adagio, con passionevole discrezione e senza alcuna malinconia che possa in qualche modo offenderla, cosicchè,dischiusa in un'adolescenza senza freni, ognuna possa accogliere e gustare il suo voluttuoso frutto.

  • Ed è stata come una condanna il mio desiderio continuo d'estraniarmi tra gli istinti. Dentro false realtà, dove poter esibire il sapere in uno spreco di pensieri e di vuote emozioni. Là cercai tra la mia bravura la speranza di potercela fare e ora queste scarne parole, al coltivar di quel sogno, dicono al mondo che forse ce l'ho fatta. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 ottobre alle ore 14:46
    Voglie

    All'acuminato pensar vengon da sè sanguigne parole, là trovano spazio motivi d'accanimento e di glabra noia e, in quella petulanza senza emozioni, apprezzare il silenzio e la sua eccitazione al gusto di dolci malizie, in brandelli di piaceri di tormenti e di speranze, sventolanti gelide e crudeli, che s'inseguono in un vortice di desiderio scomposto tra sogni che mai vanno oltre il tramonto . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 ottobre alle ore 14:43
    Profondità umane

    E così sento che rimane solo l'intuito a sorreggermi, a reagire orgoglioso ai disagi. Io,sempre alla ricerca di qualcosa che indichi la Via, che solleciti le emozioni a spargere fiori di ottimismo pronti a coccolare i sentimenti, facendoli divenire rifugio consolatorio delle afflizioni. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 ottobre alle ore 14:42
    Il mare d'autunno

    Destini paralleli tessono la stessa tela, nella vivacità dell'anima intrisa di caldi raggi di sole, trasformando in passione ogni piccola emozione. Resto così, immerso in questi pensieri a sfiorare l'orizzonte e imparare ad amarlo, con lo sguardo inebetito disperso nell'infinito, rivolto verso più lontane onde le cui creste tinte d'azzurro, donano il riflesso naturale del cielo al meraviglioso mare d'autunno. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 ottobre alle ore 14:41
    La vanità,a volte,non è peccato

    Auguri Giorgia Castellani...per te... Ed è come quando ti guardi in uno specchio rotto le cui crepe distorcono il riflesso del tuo corpo. Là stringi le spalle illuminandoti di gioia al piacevole calore che abbraccia l'anima, pronta ad accettare l'età che avanza nel dono della maturità e dei vari servigi che Dio ti ha fatto. E gli occhi, pur se stanchi, brillano di vita e d'eternità nell'imperfezione che divien bellezza, in quel pensare flebile e senza paure. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 maggio alle ore 14:47
    Col morso in bocca

    Siamo già morti ancor prima d'aver vissuto, dicevamo da ragazzi in giorni d'intensa diffidenza, vivai di dissolutezze e ateismi nell'assurdo chiacchiericcio antipatico e patetico di quel vivere. E io dal mio canto cadevo nella trappola dell'umano pensare col mio fare cesaristico, a prender con serietà l'avvenire e parlare ogn'ora delle scabrosità note a tutti in quel futuro certo di paure e annoiato di dubbi e tormenti. Là cercavo e trovavo la forza di dilatarmi nell'anima abbracciandomi alla fantasia, fors'anche a influenze indotte dedotte nell'amore del silenzio in cui s'innalzava incisivo il valore ontologico del mio Essere. . Cesare Moceo eterno ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 20:10
    Pfizer... bontà divina

    Son queste le ore che donano
    straordinarie impressioni all'attesa,
    momenti vissuti con accesa irritazione,
    preparati in anticipo dalla vita
    per pregustarne gli effetti
    e abbandonarsi a più amichevoli effusioni.

    Là prorompono le migliori abitudini
    e le più intime felicità,
    nella precocità del piacere d
    i qualche distrazione appagante,
    seducente per l'anima
    e la mente propense da sè a divine ricompense.

    Cesare Moceo ancora ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

  • 22 aprile alle ore 13:24
    Verità e Libertà

    M'accorgo ancora di essere la libera espressione di me stesso, l'uomo assieme al quale desidero passare il resto dei giorni. A Lui mostrerò quanto l'abbia atteso senza smuovermi dal mio retto cammino e con quanta poesia l'abbia sognato. A Lui racconterò l'amore immenso che ho nel cuore qual dono di Dio e che potremo vivere e condividere, dandoci modo d'amare e donare ogni sentire impavido e vero che ci balzerà fuori dall'anima. Là resteremo per sempre insieme uno in fronte all'altro abbracciati nei pensieri su cui il destino dipingerà se stesso. E cercheremo di cambiare il mondo ...e ne saremo felici. . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

  • 12 aprile alle ore 13:50
    Imponderabilità

    Convinzioni personali, forgiate in forza di ciò che ognuno vuol credere, plasmano opportunità che permeano il decoro a ogni propria fantasia, ricercata nel presente che abbia la capacità di riassorbirsi in se stesso e suddividersi all'infinito in passato e futuro, nel loro spazio temporale. Ed è proprio da quegl'istanti frazionati senza tempo intenti a sporzionare il presente in passato e futuro, che nonostante il vissuto, ancora urti tremendi e cantonate del destino sbattono l'anima di qua e di là, tra i labirinti del cambiamento. . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

  • 02 dicembre 2020 alle ore 14:47
    Io, pezzo d'antiquariato ancora in restauro

    Ricordare, soffrire, subire,
    muri di tormento
    entro i quali mi muovo,
    nella volontà d'oltrepassarli
    e che divengon soavi piaceri
    a nutrir l'amar quotidiano
    e innalzar a vette di sublimi aspirazioni
    la nostalgia delle mancanze
    che ricordano vissuti attimi di felicitá.

    In me,
    pezzo d'antiquariato che risale alla metà del secolo scorso,
    sospiri d'affanno spargon ormai pianti
    senza rispetto di moneta sonante,
    tra tuoni ancestrali e rifugi di canti,
    ninnenanne monotone
    a zittire il silenzio di chi nel tempo se n'é lavato le mani. 

    E arriva la consolazione a costruir castelli in aria,
    Lei,
    a voler restar fuori a misurar i ballatoi,
    spiaciuta del sentir inane chiacchiere gironzolar pungenti nei cuori,
    a far il suo mestier di tendere la mano,
    e regalar benedizioni di pace,
    recitando intime cantilene
    dentro cui dolori senza colpe s'abbracciano a lacrime e singhiozzi.

    Là, in quell'interiorità incarnata,
    a far risplender un nuovo sole,
    a rimarginar ferite di cupi imbarazzi.

    Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 15 novembre 2020 alle ore 11:08
    Alla casa del povero,ognuno ha ragione

    (Ore 08.30,guardando il mare,struggendomi al pensiero di quante anime nasconde) Raro e sfuggente è il dolore rinchiuso fuori nel cercar il Nulla, a sfogar l'incapacità d'amare in silenzi pur trasformati in attestati di stima; proprio come se, partecipe di quel dolore,ti cercassi, faticosamente senza ritrovarti nel tuo mare calmo, tra i tuoi fuochi ormai spenti. E non dici più alcuna parola nè senti ancor le briciole sotto i denti quando del pan raffermo vivi la sfortuna dei giorni . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 31 ottobre 2020 alle ore 17:24
    Voi,in ogni parola... un tradimento

    Sento di giovani impauriti,
    con gli occhi tremanti a tracimare lacrime,
    nella malinconia di questo presente,
    come se fossero piaceri
    venuti dal loro vissuto rimasto in piedi nei ricordi;
    emozioni che ascendono e luccicano
    nel sangue versato.

    Sento di madri invaghite
    di spettri che intrecciano pensieri tremanti,
    per poter comprendere come diradare nebbie di dolori,
    e divenir mute e sorde
    deluse e senza forze
    e concedersi al loro destino.

    E io col mio inchiostro a imbrattar sforzi di fede,
    a giocare impavido con la delicatezza del mondo
    e cercar di salvare il salvabile da questi giorni d'orrori.

    Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • Muovono i passi verso intime grida borbottio immane d'arcano dire d'interiorità invisibile Cercati ancora e sempre croce da sopportare ripensandoti senza perderti in disperazioni e rabbie soffermandoti all'utile torna ad amarti con tenerezza con paziente compassione continuando a comprenderti almeno fino a quando il destino non ti avvolgerà di buio e confusione E allora ti prego senza voltarti guarda al presente e non al passato nè al futuro . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2020 alle ore 9:12
    Con lo sguardo perso (meriggio del 24/10/20)

    Resto così,sorpreso, seduto su questa panchina, la testa china e lo sguardo perso in una nube di pensieri che pare voler mulinarmi attorno. Mi ritrovo solitario in questa piatta calma, angosciato, come se qualcosa d'adombro mi fosse rimasto dentro, intrappolato, avvinghiato in un vuoto sospeso nell'anima; forse qualche Verità che ancora non conosco, che gioca a nascondino col destino e stenta a venir fuori. E in questi pensieri immerso, invecchio, tra i capelli d'un'argento stinto e la consapevolezza stupita dell'ignoto che aleggia ai margini del mio capire. . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati