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Poesie di Cesare Moceo

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  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:52
    Lo spettacolo della natura

    È cosí dolce la sensazione che mi assale nel mio sguardo soave immerso in questo spettacolo che mi si pone davanti appena fuori di casa come se fosse una medicina prescritta al mio vivere sopportabile di me stesso E mi esalto in quella natura a vederci i miei sogni cosí piacevoli che non avverto la differenza tra il sognarli a letto e il pensarli nel conversare con la brezza mattutina E il passare dal tepore delle coperte al fresco rumore delle onde che accarezza la mia anima non diventa altro che un diverso godere nell'estasi . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:50
    Oltre i miei sogni

    Ripenso a quando da piccolo mi raccontavano storielle che mi facevano sorridere Ora alla mia età quelle facezie non mi piacciono più nè mi rendono allegro come allora non mi fanno più ridere Io ferito da petali di rose mi ribello ai grigiori di questa vita vissuta tra le sfumature di mille sentimenti a chiedere l'elemosina alla coscienza nel silenziare che m'indebolisce la mente E mi sento come un pittore attratto da emozioni disordinate che sfoga dipingendo scorci d'immagini la cui vista lascia senza parole e nei quali riconosce tracce di instabili affetti E vado oltre i miei sogni in avventurose peripezie con la volontà di fondere le emozioni del cuore e dell'anima in una piacevole mescolanza di modi garbati e scanzonati per alimentarmi l'esistenza superare il passato e far parte ogni giorno di una nuova storia da tramandare ai posteri . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:49
    Intime riflessioni di un piccolo uomo

    Fin da quando cominciai a scrivere mi accorsi che i miei giorni divennero ognuno un'esperienza affascinante nella ricerca del mio Essere in quanto uomo e nell'esplicitare la mia vita per quella che era Mi sento ora simile a un rifugiato quando mi vedo pubblicato nei libri invecchiato tra quei versi dove non è stato mai facile trasmettere le emozioni la necessità intensa dell'intimità di esprimere al mondo le paure e i tormenti e questo a rifletterci ancora oggi mi raggela l'anima Sarebbe stato meglio forse non scrivere affatto e restare anonimo giovane per sempre fermo immobile nel mio pensare a immaginarmi nei miei silenzi perché a volte un silenzio vale più di mille parole . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:47
    Il perché del dolore

    Notti a passeggio come questa a concepire la vita nella battaglia continua sostenuta nel buio interiore dove tumultuosi malcontenti sviluppano sussurri d'allontanamenti sentimentali dai desideri e dalla fede passioni e ritmi a sfidare l'anima con insurrezioni incalzanti che accendono scintille e acredini nel cuore deluso E diventa dolce il respiro di certi effluvi che condannan alle illusioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:46
    Solo

    Sento discorsi che vorrebbero privare d'ogni personalità da certa gente che non tiene in considerazione nemmeno ciò che essa stessa dovrebbe essere Con Questi io rifiuto d'immischiarmi nel respirar arie di tensioni tra Loro a vendere al diavolo la propria anima e me che son sempre stato folle d'amore Io invaso adesso da gelidi scoramenti e spossato dalla fredda realtà sociale <> mano nella mano con me stesso vado per le vie dell'etere nella vana speranza d'incontrar la Verità e in quell'andare incontro i resti dei banchetti di Satana escrementi di pubbliche infamie a farsi beffe scurrili della moralità in danno dell'onestà E il mio pensare si rifugia tra le vertigini silenziose del cuore. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2019 alle ore 20:45
    Vivere senza alibi

    Provo a portare sù i miei limiti dando più importanza al perché e non al come dei pensieri pur nel potere della rinuncia anteprima certa del loro successo nella mia arte solitaria che tale più non diviene nel dire dei miei versi senza che essi stessi ne rimangano accecati e afoni Ricordare soffrire subire muri entro i quali mi muovo nella volontà d'oltrepassarli son soavi piaceri che nutron il mio amar quotidiano e innalzan a vette di sublimi aspirazioni la nostalgia delle mancanze che ricordano attimi di felicitá E sospiri d'affanno spargon pianti senza rispetto di moneta sonante tra tuoni ancestrali e rifugi di canti ninnenanne a zittire il silenzio di chi nel tempo se n'é lavato le mani . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Andrai oltre il tuo tempo mi dicesti mamma nel riparo del tuo sonno tra gemiti d'amore e di torpore M'inerpico tra i giorni a tessere illusioni nel vibrar di fremiti e scintille smanioso e ammaliato da quella piacevole verità Scavo così con la mente nel passato per ritrovare le mie radici setacciando tutte le scelte perseguite che potrebbero rivelarne i misteri Ancora intenso è il profumo di quelle tue parole e m'inebria e m'accarezza il cuore nell'orizzonte eterno dello scrosciar del tempo E scendo dentro i miei inferni tra le punizioni dei miei giorni a frugare nelle difficoltà della vita nelle notti che m'avvolgono l'Essere tra frustrazioni e abbandoni nei lamenti per ciò che fui e le lagnanze pel mio non essere stato Ricordi che esaltano ancora la nobiltà del soffrire . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 01 dicembre 2019 alle ore 8:14
    Nel mondo dei "chissà"

    Pensieri profusi nella tenerezza della solitudine che scivolano in ore da vivere chissà come portati ai giorni da chissà quali venti arrivati da lontano attraverso chissà quali strade dove all'incontro chissà quali menzogne han dovuto sopportare Anime pregne d'arie necessarie al viver chissà di quali angosce in cui restano solo i ricordi di chissà quali passioni represse e degli spenti sorrisi a significare chissà quali lutti dell'umanità intiera Uomini passati chissà da quali loro notti senza nemmeno guardarsi o neanche conoscersi e chissà se dormienti nell'incapacità innata di sapere d'Essere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 01 dicembre 2019 alle ore 8:13
    Terribili tranelli

    Trappole d'emozioni scattano al passaggio d'attimi fuggenti dentro cui si nasconde il buio del mondo Ombre scaldate fino a esplodere in oscurità depresse spontanee senza colore di pensiero a distorcere le percezioni a chiedere energie a sorrisi forzati Stupidità dal linguaggio acceso demoni senza valori malsani a esplorare meandri dentro cui perdersi senza ritrovarsi Ovattati fremiti bruciano seduzioni fortuite nell'anima a far rivivere disinvolture e devastazioni con le verità a scarmigliarsi nel piacere di rimaner composite in fredde serenità bave di nebbie che avvolgono arroganti insinuazioni spiriti effusi a ledere la dignità degli uomini desiderosi di arcobaleni e baci E la mente scaltra che accarezza il suo egoismo e si fa largo nei varchi della memoria tra vellutate immagini di pensieri mesti nel trionfo delle utopie una dopo l'altra in un'altalena di sensazioni a farci amare il Diavolo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2019 alle ore 20:46
    Il risorger del giorno

    ...ma guarda intorno a te,che doni ti hanno fatto...ti hanno inventato il mare...meraviglioso (Domenico Modugno) E lo godo tutto per me questo giorno felicemente allegro che ristagna i suoi colori lucenti e vivi nell'aria frizzante del ponentino fragranza universale che trascende i sensi e seduce i cuori Sotto di esso annaspa il mare davanti ai miei occhi peperini ad amarmi e morirmi dentro silente nel rumore giovane delle onde che donano al mio vedere stupori di conforto in quella nitidezza che par scorrere di vita E quì si perde il mio spirito ribelle tra le nostalgie del vivere nelle tenerezze che emana l'anima ora completamente nuda e spogliata dei suoi sfuggenti tormenti nel desiderio vivo e senza tempo di voler risplendere per sempre . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2019 alle ore 8:43
    La libertà di vivere

    Inariditi pensieri martellano il cuore provato quasi a fargliene perdere i battiti e emettere sconsolati guaiti che ben si accordano con i rintocchi asciutti del pensare Vado stantio e smarrito nel cammino del mio fervore col fuoco invisibile dell'illusione a travolgermi in cupe trame cloni di sensi di colpa che vanno al di là dell'anima nel ticchettio del silenzio a scoprire lo spirito ribelle che mi rende libero di vivere Or che le luci son tutte accese trasfondo questo mio sentire nell'arguta solerzia di perseguire vittorie come raggi di fede a irradiar la mia strada d'immortale splendore e m'avvio tranquillo per sentieri d'aurore e tramonti a cercar quel che amo qual spontanea speranza emozione e candore a frenare e calmare gli astrusi tormenti del mio mondo interiore . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2019 alle ore 8:41
    Palermo-Cefalù solo andata

    È stato triste il mio partire e gran tormento maritato al pianto mi diede il treno con il suo fischiare nella speranza che dentro al cuor celavo d'esser felice al mio nuovo andare Io solitario e nel dolore avvinto a tener testa a questo mio tormento arrivai al tuo mar di sacre onde e là sentii l'alma mia vibrar M'eran compagni di quell'umil viaggio fede follia paura e occhi bassi e ancor pensieri di malinconia E col cuor di ghiaccio e con la mente calda trovai l'amor e ogni umano abbraccio . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2019 alle ore 12:58
    Giorni d'autunno

    Passa leggera la brezza seducente armonica virile tra le pieghe soffici della spiaggia sorridendo felice ai granelli di sabbia silenziosi e svolazzanti a rappresentare idolatrie del cuore sfiorate da quel lieve soffio Il vento gioca dolce e allegro col mio viso solcando con bonaria pietà le rughe vaneggianti consapevoli della loro vecchiaia E onde placide sublimati specchi dell'azzurro del cielo vivono riflesse negli occhi nel mio sguardo cosparso di miele Scorre così il mio tempo elegante e frizzante fin quando il tramonto si sveglia dal suo inerte torpore a sorprendermi di piacere avvolgendo di buio e d'amore le trasparenze del giorno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2019 alle ore 12:57
    Il sublime rumore delle catene

    "Non credete a nulla di ció che ascoltate e solo alla metá di quel che vedete" Ah quanto é bello star da solo a stuzzicar lo spirito vagabondo e far viaggiar l'anima dentro il mondo delle passioni ! E così nella fantasia ci s'inventa una nuova vita semplice e innocente dove immergersi e piacersi Lá in luoghi allegri e affascinanti anche se la mente barcolla si resta segnati nella felicitá dalle pulsioni del cuore capaci di creare una catena di battiti uniti tra loro da profondi sentimenti sopiti e risvegliati forse dalla gioia di voler amare . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2019 alle ore 12:50
    E per questo... che scrivo

    "Nel breve relax quotidiano( quando non ordisco pensieri come te )ti leggo, faccio un respiro e disseto la mia arsura." (Aurora Rinaudo) Nacqui nella polvere e nella povertá sballottato tra il maestrale e lo scirocco tra i soffi freddi della fame e i venti caldi della dignitá all'ombra di un indaffarato orgoglio a inveire contro la tirannia esotica dell'invidia e del suo tanfo dolciastro che infettava la mente agli uomini incapaci di trovare l'equilibrio che accontentava tutti Nacqui dentro la puzza di marcio arruginita in quell'orgoglio putrefatto che copriva l'innocenza dell'infanzia e svuotava i cuori e le anime Piaghe a trascendere quella comprensione che nessun pianto è riuscito mai a guarire É per questo che scrivo . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2019 alle ore 12:48
    La terza scala

    ...e mi trovo nel mio Essere,io picciutteddu di sutt'o marciapedi abituato fin da piccolo a sedermi 'nto scaluni...(Cesare Moceo) Qua son solito sedermi davanti casa mia a contemplare con aria vagamente serena il via vai dei gabbiani nel fruscio del vento tra l'eternità degli alberi la mia voglia di scrivere e gli occasionali colloqui con qualche bella persona intenta a immortalare bellezze splendori e fragori del sole il tutto ad agire sui miei sensi e farsi varco nella mia interiorità E ricerco con attenzione quei lampi di cortese interesse con il loro tumultuare nell'atmosfera di quiete che traspare nelle mie fattezze per accendere le fiammelle dei lumi dell'intelletto nella mente ingombra del suo stesso sapere non ancora opacizzato dalle nebbie dell'imbecillita' nell'oblio delle verità perdute . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 26 novembre 2019 alle ore 14:00
    Il cancro, all'improvviso

    D'un tratto m'è sembrato d'esser sfuggito ai miei giorni quando hai abbattuto d'un sol colpo il mio sorriso con gli effluvi della tua intima superiorità e lasciato in me dubbi incoscienti a dar sospetti ai pensieri senza che ti abbia interessato la sorte della mia anima e facendo divenire all'improvviso la vita mia solo un momento della mente E ho dovuto pensare a certe altre menti intelligenti che ti sorridono sol perchè hanno l'abilitá di nasconder ciò che si potrebbe vedere sentendosi pure migliori riconoscendosi illusi nella finzione del tutto e scrivendo il loro romanzo ancor prima d'averlo vissuto indossando per altro abiti eleganti di corte per accettare tranquilli la falsità della loro vita interiore Io invece pur nell'inquieto terrore che si era trincerato fin dentro i miei occhi ho voluto essere delicato con te senza dispiacerti e non ho provato nè rabbia nè trasalimenti o afflizioni solo per il fatto che avevi scelto me convinto com'ero che la tua storia non doveva avere alcuna importanza e che in ogni caso la tua redenzione futura era cosa certa . Cesare Moceo poeta di Cefalù

  • 26 novembre 2019 alle ore 13:58
    Essere

    Cosa resta da dire di me ? Nulla ! Soltanto che soffro impaziente la mia eterna adolescenza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 26 novembre 2019 alle ore 13:57
    Tra abissi e miasmi

    Fisso con le parole ciò che il giorno reca alla mia anima intorpidita in quel sentirmi un errore che accompagna i disagi della mente Vago senza meta sperduto nel mio labirinto di stantìa calma e dolce quiete tra spegnimenti d'astri e stelle cadenti brividi finti e bugie festanti dove ciò che io sono più non mi sento E mi restano appiccicate nel pensare le larve dei declivi su cui s'inerpicano i pensieri vestigia sporche del mio sapere dubbi dei profondi abissi dentro cui scivola la mia coscienza E mi perdo implorante d'abbracci di vita fra i miasmi della mia intimità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2019 alle ore 13:10
    Io non penso, scrivo

    Insopportabile presente Continue esplosioni d'odio regalano putride emozioni al quotidiano spettacolo della vita E Io col cuore sanguinante nel petto profondamente segnato prego affinché gli uomini riacquistino il loro senno mentre la mia mente vaga nei sogni dell'abbandono a questo vivere ripugnante che gronda d'apprensioni e sangue con gli occhi della paura a vedere solo corpi martoriati da mille ferite E fremo al pensiero del nuovo mondo che potrebbe nascere dai vermi di quei cadaveri putrefatti un mondo brutale vissuto in mezzo a follie e demenzialita' guardandoci gli uni dagli altri in cui l'unica morale è l'attacco che uccide prima che altri ci uccidano Io che non sono uno di questi Io che assomiglio solo a me stesso . cesaremoceo proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 25 novembre 2019 alle ore 8:19
    Il mio destino, la mia fortuna

    Non so se sia stato per destino o fortuna,che abbia trovato molto presto la mia ragione d'essere. Là dapprincipio mi sono accorto di non aver nulla da dire,pur nel piacere intrinseco di raccontare,dibattuto tra la logica e la passione, la storia d"ogni giorno, di questo mondo che dovunque lo si guardi è sempre in divenire E cerco di vivere appieno la logica delle passioni, essendo io stesso ragionevolmente passionale (Cesare Moceo)

  • 25 novembre 2019 alle ore 8:17
    Rigoglio d'amore

    Cala la nebbia sulle volontá del futuro e copre di nulla utopie della mente, perdute tra gli antri delle radici del sangue, rifugi insicuri dei pensieri dell'anima stravolti e travolti dall'infedeltá della vita. Su e giu lungo viali del destino Tu promeni con batter d'ali a scambiare un succedaneo amore, con una strenna di felici intenzioni e d'un tratto,per magnaccia volontà, ti ritrovi davanti ai bruciori dell'anima a importi qualcuno da cui subire illecito amore, in innaturali atti seppur sessuali che accomuna l'uomo e la bestia; adesso, lo chiami Nessuno, con Lui tu piangi senza conoscer domani nel tuo sanguinar di dignitá e di cuore. E rigoglio d'amore sovviene alla mente a esprimer condanna di veritá interiori . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 novembre 2019 alle ore 11:44
    Note della testa

    Ho avuto pochi abbracci io povero e senza traccia di futuro scalzo e con le toppe nei calzoni Ho vissuto la mia infanzia struggente di legnate affossato tra le lame sottili di esaltazioni e tragedie consuetudini familiari tra rimasugli di pane e chicchi d'uva mendicati da cassette gettate passando per euforie incoscienti e delusioni spirituali a spegnere finanche la mia ombra Vorrei capire ancora nella mia angustia nella sua interpretazione più ricca e intensa tutte le pene anonime del mondo i drammi che coinvolgono l'umanità il suo cuore profondo avvolgente generoso e allo stesso tempo tenero per ripristinarne la connessione naturale con le sue più intrinseche necessità Mi accorgo invece che quelle disgrazie esaltano le pulsazioni febbrili delle mie tempie regalandomi il sentire della mia sofferenza tra le sofferenze di tutti E dono tranquillità alla mente relegando ogni avversione al mio dire soltanto in una richiesta di aiuto . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 24 novembre 2019 alle ore 8:02
    Nell'incoscienza dell'essere

    Canti del passato risplendono dentro la mia bocca trapuntata di miele intonando scale ignote di vibrazioni da salire e ridiscendere verso intime percezioni di sensibilità M'accorgo a volte nel mio desiderio di quiete d'esser qualcosa d'astratto come se non esistessi con l'anima in piena rovina emarginata nel suo "sentire" la mente a professarmi un "anti-uomo" e il cuore con i suoi battiti sfuggenti a scandire una vita accidentata Ipotesi sospensive segni d'attenzione vuote battute con enfasi teatrale cambi di scena in momenti di vuoto e suoni che penetrano dentro l'anima restando scolpiti nella sua percezione E rimango seduto sull'orlo dei miei scritti a respirare un'aria sul cui destino esito nell'ingoiarne i soffi ai quali mi sembra sia stato tolto qualcosa e che invece di rivigorirmi mi cospargon di un'apatia di cui non riesco a carpire le pene e il cui livore suscita in me sommo piacere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 24 novembre 2019 alle ore 8:01
    Sulle tracce delle gioie perdute

    Ho avuto pochi abbracci io povero e senza traccia di futuro Scalzo e con le toppe nei calzoni ho vissuto la mia infanzia struggente di legnate affondato tra le lame sottili di esaltazioni e di tragedie consuetudini familiari tra rimasugli di pane e chicchi d'uva rubati da cassette mendicate passando per euforie incoscienti e delusioni spirituali a spegnere finanche la mia ombra . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati