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Poesie di Cesare Moceo

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  • 31 agosto alle ore 20:42
    Il mio oziare

    "Se tu le hai donato il cuore,
    tuo rimane il suo cuore in eterno;
    ella ha ritrovato ciò che aveva perduto
    e a te congiunto,ciò che la sua mano
    ha ritrovato,resterà in eterno "(Novalis)

    Nel mio oziare

    vivo il piacere di credermi avvinghiato
    alle parole dei miei versi

    e a coloro che li leggono

    E anche al pensare d'essere emulato

    fino a spingere l'altrui intimità
    a scuotere le ali della passione

    e far volare in alto la gioia

    a esternare emozioni e sentimenti
    e lodare l'interiorità repressa

    e esser del buio della loro mente

    luce sempre accesa
    d'amore e di speranza

    E di questo ne faccio
    il più onorevole diletto della mia libertà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 31 agosto alle ore 20:41
    Sogni di fine estate

    In questa notte
    scintillante di luci

    riflesse tra le onde
    quiete del mare

    dal cielo stellato

    immagino d'essere

    l'infinitesimo senso
    del tutto di cui faccio parte

    e... sogno

    Sogno di quando il mondo
    uscirà dal suo squallore

    per ritrovarci tutti

    fiori colorati

    oppure

    luminose stelle

    brillanti su una nuova terra
    impregnata di pudore e d'amore

    a cantare la gioventù trascorsa
    e osannarla nel nostro andare

    E aspetto così

    sognando

    i raggi dell'alba

    ...e con loro i tormenti...
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 agosto alle ore 21:16
    Rimango grato solo a me stesso

    Nell'avversione a soggiacere
    a certi oscuri intendimenti

    sopporto una vita di pensieri coatti

    prigioniero di fughe rocambolesche
    dalla mia interiorità e dall'anima

    ...e dalla sua volontà di delinquere
    e imporsi alle passioni

    con fulmini di violenza
    di stupefatto ardore

    E scrivo ancora in barba mille critiche

    per tutte le persone che amo
    e...anche per quelle che non mi amano
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 agosto alle ore 21:13
    I giardini della moralità

    Spontanee parole

    cosparse di silenzio
    e d'intima meditazione

    germogliano nei campi

    seminati di versi
    e arati di venerazione

    dove solo le virtù
    possono esserne il concime

    E mi giovo di quel raccolto

    per dar le abitudini
    alla vita d'ogni dì

    quale premio alle mie fatiche

    senza cullarmi d'illusioni
    nostalgie e struggimenti

    e per ritrovar in me
    gioia e serenità
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 agosto alle ore 21:11
    Ho imparato a guarire da solo

    Ho imparato a guarire da solo

    Affacciato all'oscurita'

    guardo la luna
    compagna della mia solitudine

    porgermi il suo tenue chiarore

    immerso nella consunzione del desiderio

    in questa notte amara e buia
    invidiosa di frivola vita e di gesti galanti

    passionevoli e licenziosi



    nel ricordo del passato

    nei suoi tormenti e nelle sue allegrie

    pongo riparo ai miei malesseri
    e là restano sepolti i miei pensieri
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti idiritti riservati

  • Che lo crediate oppure no

    passo buona parte del mio vivere
    in compagnia della mia retroguardia

    a cercare consonanze da associare
    alla misteriosa intensità dei miei sospiri

    nell'egemonia alterata dei loro affanni

    E racconto con parole mie
    e nel coraggio di scrivere

    la mia anima e i suoi sussulti
    da innamorata della vita

    A Lei e alla sua Luce
    devo tutta la mia grazia
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 28 agosto alle ore 20:37
    Buongiorno...buongiorno...

    Frizzi epigrammatici
    rincorrono il mio scrivere
    nella gloria di sentirmi
    al servizio di me stesso e di voialtri
    in questo piacere di porgere ogni dì
    la mia "salutatio matutina"
    facendola divenire
    il carburante sufficiente
    per l'andare spedito dei miei giorni
    E nel piu' acuto sentir della nostalgia
    vivo scapigliato alla ventura
    giullare del mio tempo
    bisognoso di scroccare
    e chiedere senza pudore
    un vostro riscontro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti idiritti riservati

  • Così a cose fatte

    ognuno può ringraziar
    la sua bomba inesplosa

    nel benessere di questa stagione
    già vissuta

    e già abortita in tutt'altro caldo
    che il destino c'ha imposto

    E in questi giorni di fine agosto

    dove fin qui ogni passo fatto in avanti
    ne ha nascosto tre all'indietro

    i vecchi fedeli raccolgono la cera sciolta
    di certe candele estinte

    nell'attesa d'un segno dal Cielo

    acqua benedetta che possa spegnere
    le fiamme della prossima disperazione

    legittimata da pensieri fuori controllo
    in menti ancor più fuori di testa

    in questo paese scosso sfinito e stordito
    da una falsa ricchezza

    che cela nel suo intimo

    una subdola e reale fame
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 agosto alle ore 20:57
    All'alba d'ogni giorno

    Entro nel mio Essere

    sacrario imponente
    dei miei pregi e dei miei difetti

    arrestandomi stupefatto

    dinanzi al diminuire dei primi
    e allo smisurato aumento dei secondi

    e al come i difetti
    spiccano felici sui pregi

    dimenticando che la loro felicità
    non brilla di propria luce

    ma per le perdite subite dalle virtù

    durante la guerra che esse combattono
    ogni giorno contro la vita
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 agosto alle ore 20:56
    Il potere del destino

    E continuo a credere
    nonostante tutto
    nelle mie preghiere
    affinché il Cielo mi conceda
    sanità di mente e di corpo
    animo saldo
    e una volontà di ferro
    che dimentichi le paure
    e non conosca l'ira
    E nel piacere della mia pace
    do tutti i poteri al destino
    nella consapevolezza
    che almeno quello farà giustizia
    sia delle immeritevoli prosperità
    che delle nefandezze
    di uomini senza bontà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 26 agosto alle ore 20:56
    Il cuore, l'anima e la mente

    Continue voci di tentativi
    di sovversione delle emozioni
    da parte dei pensieri

    impregnano la mia intimità

    con l'intento di rilanciare alla vita

    passioni sfrenate
    e senza alcun sentimento

    E li fomentano i drammi incalzanti

    che guardano a questi

    come ultima espressione 
    del quieto vivere

    se li aspetta il cuore
    nei suoi ultimi palpiti d'amore

    pur cosciente
    di non esser più corrisposto

    li attende l'anima
    nella sua consunzione d'ateismo

    che vuol condensare le sue ultime forze

    per inclinare le volontà della mente
    a suo vantaggio

    e li fomenta infine la stessa mente

    lei scaltramente furba

    nei suoi desideri di condurre alla sua mercè 
    sia il cuore che l'anima

    E mestamente
    tutt'e tre infelici

    cantano uni e trini
    inni di guerra

    per attraversare
    la solitudine d'ogni loro notte
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 26 agosto alle ore 20:32
    La Verità è aperta a tutti

    Nei freddi rigori
    del mio inferno interiore

    contrasto con le caldane
    che m'avvampano la mente

    al recitare la forza dell'amore
    da infonder nei cuori degli uomini

    e al combatter la debolezza
    dei battiti che li palpitano

    e ne trasformano il viver quotidiano
    in messe senza liturgie

    con lo spirito dei tempi moderni

    a scombussolarne le parti d'attore
    in ogni personale tragedia

    con gesti infervorati

    ossessionati da ricordi feriti e temuti

    e invasati dalla paura
    d'esser accecati dal fulgore della Verità

    viva luce che li perturba in tutto ciò che fanno
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 26 agosto alle ore 20:30
    Avamposti solitari

    Pensieri incompiuti
    vestiti d'abiti eleganti e scarpe lucide
    passeggiano alteri
    tra le strade tortuose del vivere
    a prendere in giro i piaceri
    nell'attesa che siano condivisi
    da menti acerbe
    Viuzze che divengon viali
    con curve rischiose e per giunta in salita
    fanno da contorno senza sapore
    alla vita che scorre
    E là
    se l'anima non è
    a prova di schegge di cemento
    smetti di sognare
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservatiAltro...
     

  • 26 agosto alle ore 20:29
    Il nome della felicità

    O Cefalù

    nel tuo lucido splendor
    che il calor di questa estate esalta

    e lascia il segno
    tra le ombre lunghe dei ricordi

    avvicinati ai nostri giacigli
    che il nobile lavoro rallegra

    e allontana i fantasmi agitati
    dai funerei venti che soffiano sull'odio

    E nel tuo capo di pietra scolpito

    che il tempo affanna ansima e scalpita

    fai conoscere il tutto di noi
    a noi stessi

    Cosi percossa l'anima sopporta acuti affanni

    e le sue lacrime non scorrono invano

    E le notti

    quando alle ore arse del di già scorso
    la luna il fresco estivo infonde

    mormora d'azzurro il mare
    scintillando tra le grevi onde

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 24 agosto alle ore 20:55
    Io, avventuriero dell'anima

    Questa è la storia di un uomo

    che della sua miseria
    ha fatto bandiera

    che pensava sbagliando

    di poter un giorno diventare scrittore
    oppure un poeta

    Pensieri scorbutici e parole rapaci

    erano le delizie
    del suo sapere nei versi

    per lo più stravaganti

    che destavano l'ammirazione
    di deboli e potenti

    Tutto cominciò
    nel giorno della sua venuta al mondo

    quando la levatrice

    s'accorse della sua posizione
    al momento del parto

    E già bui pensieri

    avvolsero la sua mente
    ancor prima di veder la Luce del mondo

    e battiti di buio

    palpitarono il suo cuore
    in quel mesto frangente

    Ma intervenne il suo Dio
    e nella sua immensa misericordia

    volle che lui nascesse
    nel modo più naturale e più bello

    salvandolo esausto
    assieme alla madre sfinita

    Questa è la storia di un uomo felice
    che ha avuto la sorte di nascer benedetto

    e di poter divenire nel tempo
    avventuriero nell'anima sua
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 agosto alle ore 20:53
    A luci spente, tacciono le voci

    Solo un brivido
    mi scorre nell'anima

    adesso che fra poco
    non diverro' altro che vermi

    nel considerare la rapidità
    con cui sarò dimenticato

    della umile immensità
    del mio essere stato

    e della eco di quei rumori che sciameranno
    diventando anch'essi putredine

    Di me
    non rimarrà altro che un nome

    e forse una lode

    seppur relegata
    negli angoli più reconditi dell'oblio

    a rimandare al mondo
    qualche sprazzo della mia virtù

    e rivelare chiarissimi i segni della mia fine.
     

  • 24 agosto alle ore 20:52
    E così vivo

    Faccio vivere il mio pensiero
    senza tradire la mia anima
    e conservando in me
    i costumi ancestrali
    che vestono il mio Spirito
    nella libertà d'andare nudo
    quando il cuore lo comanda
    Là realizzo i miei sogni
    la mia poesia e tutte le empatie
    pronte a guerreggiare col mondo
    e con la falsità della sua morale
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 23 agosto alle ore 21:13
    Tra la nebbia e le zanzare

    Nell'umida coltre di sale

    che dopo il tramonto
    avanza maestosa dal mare

    allo spirare del maestrale

    vado col capo inchinato
    alla mia devozione alla vita

    con la mano destra
    che stringe la sinistra

    tutt'e due avvolte dietro la schiena
    nel desiderio sacrosanto della pace

    E regalo di me
    quest'immagine sfocata

    tra luci e ombre
    che si susseguono nel loro riflesso

    a esaltare il mio diritto all'oblio

    senza per questo

    privare il mondo dell'immenso piacere
    di sapermi alito del mio presente

    con la speranza mai celata
    di poter divenire tra gli altri

    respiro profondo del mio domani
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti idiritti riservati

  • 23 agosto alle ore 21:10
    L'ombra della mia luce

    Naufrago di me stesso
    discendo e risalgo su e giù

    per fiumi in piena di pensieri

    e lacrime di visionari entusiasmi e d'incoscienze

    E me ne vado su zattere di speranze

    in compagnia della mia anima

    tutt'e due dentro lo stesso sogno

    alla perenne ricerca del mio conforto

    tra i flutti d'un destino
    crudele per indifferenza

    che faccia dei tormenti

    il vanto giusto
    per sconfiggere il buio delle notti

    e far sorgere per me e per tutti
    nuove radiose albe
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riseravati

  • 23 agosto alle ore 21:07
    Il malcontento dell'anima

    Molte volte
    non traggo piacere da ciò che scrivo
    mi sembra d'essere una macchia informe
    d'inchiostro che inquina
    tra smarrimento e scoramento
    infiammata del suo brio
    e sballottata tra le onde
    impetuose e tremende dell'ignoranza
    E mi raccolgo nel mio intimo
    isolandomi nel mio vivere
    partorito da questa naturale reazione
    a godere del mio "piccolo"
    intriso di rinunce
    nel connubio di voglie-non voglie
    che inaridisce i terreni dell'anima
    e invera lo sposalizio tra l'ozio
    e l'apatia più pura
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 23 agosto alle ore 21:04
    Io non dimentico

    Ragazzo un po' selvaggio
    per lungo tempo costretto
    a girare macine di mulini a vento
    ho conosciuto miseria e sofferenza
    fin quando tu Madre
    nell'impeto della tua innata bontà
    non m'hai avviato al mio vivere
    lungo il pendio dei fuochi infernali
    che riscaldano la vita
    declivio naturale
    su cui s'è inerpicata la nostra povertà
    che io racconterò sempre
    con inchiostro indelebile
    nelle umili pagine del mio romanzo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 agosto alle ore 20:57
    Ed è subito giorno

    Remissivo

    vado incontro
    alla prossima notte

    dolente e sereno
    e ancor rinchiuso nei miei silenzi

    vivi compagni della mia dura
    e pur gioiosamente bella solitudine

    paradiso utopico
    dove posso dire e fare ciò che voglio

    E nel culto del mio sentire

    che da continuità al far sociale
    dell'interiorità sincera

    e riceve allegre meraviglie
    dalla quotidianità del vivere

    scrivo

    e affronto con senso scenico
    e ironie febbrili

    le ore future e la loro vecchiaia

    nascosta proprio là

    dentro l'antro dei miei versi

    a renderli tempestosi
    e obbligarli a detestarmi

    a soffrirmi e riamarmi

    per riscoprir così il piacere
    della goduria d'amori e tormenti

    Ed è subito giorno
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 21 agosto alle ore 20:28
    Freddi singhiozzi

    Sono in questa mia terra
    solo un pellegrino errante
    fiore bramato
    che la vita rafforza
    e la vita stessa appassisce
    Nel passar del tempo
    che non poche cose deturpa
    per non tornar più
    al loro giusto tempo
    vivo nell'amore della mia modestia
    mista d'onore e austerità
    pudore e disinteresse
    senza che essa
    mi dia timori o preoccupazioni
    E in mezzo a questo piacere
    percorro la mia via
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 21 agosto alle ore 20:27
    Libertà e pensiero

    Come di tanto in tanto faccio ripropongo qualche scritto...adolescenziale.

    Libertà e pensiero(1968 periodo di rivoluzione studentesca)

    Credo nella libertà della stori
    nel suo libero compito
    d'esaltare le virtù
    d'ogni meritevole uomo
    e non avvolgere
    nel silenzio degli infami
    ogni gesto e ogni azione
    o anche ogni malvagia parola
    che possa incorrere nel giudizio
    del loro stesso futuro
    E chi come me
    ha fatto proposito
    d'incorrotta lealtà
    possa nel tempo
    esprimere i suoi pensieri
    senza timore e senza odio
    .
    Cesare Moceo 1° h (liceo scientifico G.Galilei Pa)@
    Tutti i diritti riservati

  • È l'alba.
    M'aggiro negli angusti spazi del mio futuro,impaurito dal loro diventar ardente fornace,al soffio caldo del vento che s'infiamma al fuoco nemico che cova sotto le ceneri della mente, nel suo giacere vergognosamente oppresso, dal peso infame della cattiveria umana. E io, agnello di Dio, m'inerpico sui colli della mia fede, brucandone i principi e saziandomi di quelle erbe, imperlate di sempre fresca rugiada....E là vivo,lontano dagli incanti.(1972)E sono ancora qui trafitto dai rimpianti,ad ammirare e avvolgere di simpatia,chi nelle drammatiche occasioni,realizza la concordia delle anime, lungi dell'interesse e dall'egoismo personale.(2017)
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati