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Poesie di Cesare Moceo

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  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:45
    Notti

    " È Dio che stabilisce le difficoltà del cammino che conduce al suo dolce Amore " Notti, immerse nel silenzio, dove le ore scorrono lente, ad aspettare insonne e intriso d'angosce che sanno di compassione, un'alba che sembra non arrivare mai. Stigmatizzato, in quest'oscurità che esalta il vivere sfrenato, vittima mio malgrado di questa dolce violenza, donatami dal buio in un impeto di pietà melliflua con un inganno che non si vede, resto a struggermi e a pensare qua,in questo silenzio d'amaro amore, dove la vita viene risucchiata...asfissiata...sfinita E chiamo a raccolta i sentimenti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:44
    "... Oh! che spettacolo di gioia..."

    Brividi freschi di maestrale percorrono sensazioni ancora da realizzare ombre dell'Essere sogni d'amore tremuli tra le creste dell'onde sorridenti allo sguardo e all'anima sola con se stessa E in questo sentire s'addormentano i tormenti e fuggon le paure . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:43
    Io, il mio gemello sbagliato

    Sfilo i sandali ai pensieri con cui ho affrontato le mie ripide salite, lasciandoli ancora andare completamente scalzi, a percorrere le strade invisibili del calvario che conduce in sé le sembianze di un sogno. Veli d'emozioni leggeri nell'attenzione dei sensi scendono a coprire colori e luci, esaltare le ombre e scaturire chiaroscuri nell'anima in sublime trascendenza verso fremiti e sofferenze per nubi che offuscano il mio sole e mi donano l'aspetto del mio gemello sbagliato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:42
    All'improvviso... il buio

    E sopporto pusillanimi gesti colmi di rabbia e d'invidia di silenzi che uccidono subdoli inganni di uomini che non m'appartengono Voi che godete di effimere luci che rabbuiano il cuore e illuminano l'ira Io invece a germogliare seme della mia follia... . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:40
    Lo spettacolo della natura

    Alzo gli occhi al cielo, attirandomi le antipatie di nuvole e gabbiani, gelosi del mio sguardo a regalarmi alla vista quasi una rabbia nel loro muoversi al vento, a lodare se medesimi, per l'illusorie piroette e non l'orgoglio di libertà che la natura ha lor concesso. Ascolto inerme i dialoghi senza lacune che nell'alto garrire confermano quel dramma immaginato E danzano in quei vortici, mischiandosi gli uni alle altre disegnando coreografie di vita, mentre creste d'onde benefiche sorridono a quel vivere nei loro abbracci alla riva e al cibo che in essa apparecchiano . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:39
    Letargia e risvegli

    Morbosa letargia prende i pensieri trascinandoli lenti alla deriva dolce cullare d'apatie malsane inutilità della mente colpevole della loro sorte a lasciarli vuoti gusci privi di sostanza D'improvviso d'incanto vibrazioni intense amazzoni redivive scaldano stramberie a spargere passioni profonde emozioni dolci intuiti gentili a ritrovar calore e verità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:38
    E mi aiuto a trovar parole

    Desiderio di passare per stupido mi prende quando leggendo i Grandi gusto la crema dello scrivere divenuto piacere diabetico in me consapevole nella percezione della mia malattia E scrivo per Chi ne sa di più con le mie cadute di stile folgoranti a entusiasmare la fantasia spiritosamente a amar il racconto senza ombre segrete della mia umiltà nella fede affermata e confermata di venire incontro a scambi dialettici senza farli diventare scontri tra titani . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:37
    Fremiti

    Non oso guardare al di là dei miei segreti e preferisco l'indugio d'ingannare me stesso in immaginarie eccitazioni dei sensi magie che avvolgono i pensieri a farli risplendere come diamanti lastricati d'oncie d'oro luccicanti E quegli attimi risvegliano contro ogni resistenza dell'anima inquietudini e aspirazioni nei gesti che mi perseguitano senza alcuna tregua rivelando tutte le mie debolezze In questa consapevolezza lascio a Voi la libertà di valutare l'intensità del mio Essere e preparare la dimora che ospiterà i miei versi e le loro assurde Verità Ma potete Voi disporre di un così alto intento? Da Voi che percorrete le vostre vie al pari delle mie e fate volare le emozioni alla stessa altezza delle mie mi lascio cullare nel mio abbandono per nulla timoroso dell'incenso che brucia i miei pensieri ancorché felice che il suo profumo nella sua fragranza colma di profondità dove incantesimi di speranze fluttuano felici al risuonare del nostro futuro ci avvolga e c'infiammi sempre e ancora insieme. E amarci nell'Eternita' Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:36
    E faccio amicizia con me stesso

    È domenica mattina girovago senza pensieri in cerca d'una qualche passione che m'arricchisca le ore Osservo assorto intento a riporre i tormenti nel passato i miei sensi sparsi ai quattro venti che cercano la strada dell'intimità mentre veli d'emozioni s'alzano frementi alla vista d'un arcobaleno che s'infiltra dentro l'estasi del cielo E m'accorgo senza volerlo d'aver ricominciato a pensare nell'illusione di un mio "sentire" in quell'andare ozioso dove la realtà in quell'attimo dona colori e luce invece che ombre e l'anima si manifesta a rompere la sua assenza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:34
    Rassegnate ribellioni

    E restano solo vani sospiri condivisi tra lacrime e gioia immersi nel limbo dei sogni sperati appartenuti al respiro del più certo scetticismo a trarre piacere dalle note stonate delle sinfonie del vivere grate all'aria infetta nauseata nell'alibi perfetto degli eterni intimi conflitti del godere con l'ansimare perpetuo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:33
    Io, naufrago salvato

    Sagome di geni e di perdenti fanno rotta nel mio sonno con la prua assorta malvagia e intricata verso porti che non portano conoscenze ultime della loro inutilità vacui pensieri dove far divenire legge ogni violazione morale Così resisto nel mio nuotare libero tra quei flutti ricchezza d'amore vestita ancor d'intelletto forti bracciate a condurmi avanti là sulle spiagge celesti dove s'arena l'odio . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:32
    Il mio umano incanto

    Nel desiderio della passione alzo gli occhi al mio cielo di nuvole distese con i loro lineamenti delicati d'un'espressione tenue quasi di sofferenza a formare ombre morbide e coatte che si accumulano e s'attorcigliano nella loro densità travagliata dalla divina volontà E in questa schiavitù dell'anima rimango attaccato alla mia pioggia e a quella malinconia mista a tristezza e bontà che il suo scroscio infonde E sogni poetici quasi mistici immolano ogni desiderio in ombre fredde e mute scuotendo suoni oscuri e vibranti a incrinare il silenzio delle ore a soggiogare lo spirito e incenerire i sogni ispirati da fantasmi e apparenze nell'insorgere acre di curiosità a mordere le bramosie del passato Allegri ricordi vissuti nel diletto e nel dispetto angosce a costringere le delusioni infliggere il castigo d'esasperare i desideri e portar via dall'anima i profumi che emanano i pensieri e anche il mio poetare . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:30
    Matrimoni riparatori

    Riconosco risarcimenti di speranze alle miniature d'affetto create dalla mente al cuore e all'anima vittorie a scatenare missive di dolcezza da conservare al futuro classicismi che abbracciano passato e presente simboli d'eterni amori che nell'ascoltarmi assumono strane espressioni quasi di stupidità e anche d'ansietà E mi parlo con gli occhi dicendomi cose che m'offendono a parlarmi con l'insistenza di chi da fastidio al prossimo senza far alcun elogio M'addormento... con le ciglia inumidite forse bagnate dalle lacrime nate dai miei pianti interiori . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:29
    Rivoli di vita

    Vado in questo mattino brullo e ventoso ripensando a come sciorino i miei giorni molte volte tirati come elastici al limite della tensione ai quali basta un attimo per tornare alla loro quiete E mi sventolano negli occhi tutti i veli della mia vita alcuni bianchi di purezza altri rossi di furore altri ancora neri color Nulla mentre il mio andare mi riporta al passato e lì mi lascia a urlare tutta la sua intensità . Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2019 alle ore 12:27
    Così vivo

    Porto la rivoluzione dentro quei pensieri dove mi sembra possibile esercitare fascino di fermento che pervade l'anima E me ne vado estatico con la fantasia trascesa in una dimensione diversa a distillare là i miei sensi di colpa carezzare d'affetto la mia coscienza invasa di peccati non commessi e invocare il perdono per travagli interiori e nostalgie E cosi'...vivo.

  • 24 ottobre 2019 alle ore 21:54
    L'agnizione dell'umiltà

    Morire e rinascere lasciando tra i morti le zavorre del passato istinto di vanità dispersa a ricordarmi il (dis)piacere di quel tempo nella saturazione di me stesso vizio sublimante che insegue ciò che ancor non conosco e darmi umile conto di quel che mi sta davanti e che non riesco più a vedere al risorgere nell'improvviso e inaspettato riconoscimento dell'identità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 14:01
    Cartine al tornasole

    Tesson l'eternità i gesti e gli scritti in sublimevoli giorni insicuri e smorfiosi colori accesi di parole a coprire attimi esausti di pene e tormenti consorterie grezze incise nel tempo lasciate là in silente attesa a divenire anime folli pregne di passioni e singhiozzi di Verità E restiamo qua a rifiutare degli altri ciò che rifiutiamo di noi stessi fermi immobili ad aspettare utopie che in quanto tali mai si realizzeranno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • Inebriato d'arte nel mezzo di certi confusi tumulti son qua condannato a raccattare frammenti di sogni con l'anima inquieta a smarrirsi mentre odo dentro me lo scoppio dei miei singhiozzi E piango d'un sorriso irritante d'ironia e d'accettazione per la pungente sorte toccata ai miei occhi scuri turbati d'ira e conformati nello sguardo da più alti e concreti impeti di risentimento a lacerare tutti i veli del mio pensare avviandomi ancora stuzzicante sui sentieri delle illusioni a soffrire per i tanti dolori subiti Cammino ancora sotto braccio alle emozioni per orientarmi tra le strettoie buie della mia senilità impregnata d'entusiasmi e di speranze che mi lasciano sospeso a brillare nelle passioni che mi sono abituali abbagliandomi nel mio apparire di saper cogliere gli attimi fuggenti che guardano oltre l'orizzonte e accettare il destino e tutte le sue stranezze come doni inaspettati al di la della vita E non so se perdonare chi non ha capito la mia sofferenza d'amarlo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 13:58
    Angelo custode

    Più volte arrivai sull'orlo d'una bassa soglia alla porta della città celeste lucido dei miei stanchi momenti nell'ambizione d'una povertà voluta dolorosa brutta copia d'aneliti e voluttà E restai pieno dentro anima solitaria incantesimo Divino d'una magia interiore . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 13:56
    La mia verità

    Cala la sera e lascio cadere sull'anima lacrime fresche d'occhi vivaci sì da costringerla ancora con nuovi germogli a raccontare al mondo sfumature di dolore di certi amori e del loro destino permeate di maschere di passioni sublimi che nemmeno la morte potrá rivelare E non spezzate i petali di questi nuovi germogli lasciateli anzi vivere nel tempo e cadere silenziosi nei prati sino al riverbero del loro ultimo sole cosicchè un nuovo vento d'amore li possa portare in riva al mio mare o davanti al tramonto Sono un poeta e per questo vi prego zittite i silenzi e i vostri tormenti io li trasformerò in passioni e gioiosi momenti Mi ritrovo così ad essere un uomo che dice parole strampalate e contorte nella volontà d'appassionar mia sorte conseguenza di un'infanzia piena di solitudine delle tante troppe assenze e da una formazione interiore imposta da proiettili e bombe Reduce da quell'educazione e sopravvissuto alle sconfitte del mio tempo oggi vivo la soddisfazione della libertà conquistata dell'amore dato e ricevuto dei sorrisi elargiti con la purezza dell'anima del mio "sentire col cuore" che sorride all'amore della mia democrazia che mi fa scegliere prima le idee e poi l'apparire degli uomini del mio "pensare positivo" nel silenzio che aleggia tra me e il Cielo. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 13:55
    Rose belle con petali informi

    Vedo uomini sull'orlo dell'abisso che sorridono a se stessi per addolcire gl'intenti e indurre la mente a non considerarli il fallimento più bruciante della loro vita E vivono celando gli spettri dei loro pensieri intriganti anche nella freddezza di una finta emotivita' consapevoli il più delle volte di rimanere in bilico tra l'intelligenza e la stupidità tutti presi dalla paura d'essere inghiottiti dai loro stessi tormenti Farfalle frantumate nel petto trafitte da sacrifici imperfetti livree di cerimonie in magna pompa che accompagnano l'andare a dare impronte d'una grande casata Atteggiamenti a vestire l'aspetto di vere piume nere nel carezzare i gesti e ravvolti in spire di disarmoniche ascensioni fruscii d'anime attratte da morbose voluttà allegorate di vittimismo rose belle con petali di nulla talvolta perfide spine di dolore del destino con un profumo fine e triste a infettare l'intimità di nuove miserie E Io che sogno ancora di risvegliarmi avendo innanzi agli occhi...la pace . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 13:54
    Lassù qualcuno mi ama (è colpa mia ?)

    "Se qualcuno cercasse di capire il tuo sguardo, Poeta difenditi con ferocia. Il tuo sguardo son cento sguardi che ahimè ti hanno guardato tremando." (A. Merini) Ancor più oggi sto a credere alla bellezza di questo Creato a premiare la mia libertà e dove purtroppo per loro uomini senza cuore piangono asciutte lacrime d'incoscienza nella coscienza dei quotidiani oblii che impongono al vivere Menti stanche d'incubi ognuna impegnata a ripulirsi d'immondi pensieri come piccioni stanchi dopo lunghi viaggi a beccarsi e perdere piume e patire d'invidia per chi impavido d'amore nella bontà del suo aver dato riceve misericordie divine. E guardatevi dentro Vi dico io e se non vedete di buon occhio il vostro vivere e il vostro Dio inforcate le lenti dell'amore quando ancora udrete il pianto e le vostre doglie eterne Oltretutto "Lui" non fa pagare alcun pegno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 13:53
    La nobiltà della sofferenza

    Sentirsi inutile e cercare a tutti i costi l'origine di quel sentimento pensando che forse possa essere proprio una verità dettata dall'inconscio e che fa sentire in colpa l'anima per pensieri o gesti battezzati inconsulti dal vivere E non ci vuol nemmeno professare tanta umiltà né chieder alcun perdono per far comprendere alla mente che sono ancora qua...vivo Passeggio per la mia strada costruendo pensieri che subito dimentico suoni di poesia che mi rombano nella mente a chiedere alla vita di non togliermi il fiato in questo mio vaneggiar di desiderio che fa rivivere il passato nel vibrar dei ricordi E in quei pensieri "sento" in me tutta la nobiltà della sofferenza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 13:52
    Il mutevole universo delle passioni

    Ho smesso di maltrattare dolorosamente consapevole la mia indole malinconica con le abitudini che provocano emozioni e vuoti interiori Rimbalzo ora contro alte mura d'ipocrisia senza vergogna nè priorità nel mio bisogno folle d'accusare con sensi d'umorismo cinismi e storture abusando dei miei versi ancorché sfasati Nutro le mie viltá rendendole peregrine d'eroismo in un mix di buone azioni e di gesti dove tutto diventa bizzarro nella forza della stupidità che esprimo raccontando la mia storia al mondo e in essa le deficienze dell'anima costanti nel mutevole universo dei sentimenti e delle passioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2019 alle ore 13:50
    Ero sempre spaesato

    Ho ormai l'età giusta per cavalcare libero e a briglie sciolte tra le praterie dell'esperienza perdipiù esaltato dal lasciare ai desideri interiori la spontaneità di scorrazzare a libero piacimento Amo di me la mia espressione compiaciuta nella scelta delle mie rime quando con parsimonia cerco sempre la nobilta' della parola riconoscendole nuove prospettive significati mozzafiato nella volontà d'approdare a stupende mete interiori Ringraziando l'intervento divino tuttavia non e' difficile capire il perche' da questa malattia non son mai guarito rimanendo attaccato alla coda del mio crepuscolo da cui faccio fatica a liberarmi nel tentativo ogni giorno per altro ben riuscito di difendere i miei confini . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati