username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Cesare Moceo

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Cesare Moceo

  • 04 dicembre 2018 alle ore 14:08
    Io, nacqui

    Colori d'immenso affrescano i viali del mio vaneggiar tra i sogni. Ti guardo Mondo e mi farai morir di risa ( Cesare Moceo ) Nacqui nella polvere e nella povertá sballottato tra il maestrale e lo scirocco tra i soffi freddi della fame e i venti caldi della dignitá all'ombra di un indaffarato orgoglio a inveire contro la tirannia esotica dell'invidia e del suo tanfo dolciastro che infettava la mente agli uomini incapaci di trovare un equilibrio che accontentava tutti Nacqui tra la puzza di marcio arruginita in quell'orgoglio putrefatto che copriva l'innocenza dell'infanzia e riempiva i cuori e le anime Piaghe a trascendere quella comprensione che nessun pianto è riuscito mai a guarire É per questo che scrivo . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 04 dicembre 2018 alle ore 14:07
    Presagi del "Nulla

    Continue angustie trasbordano nell'ossessione quando nella coscienza suoni di note stonate intonano musiche tristi presagi del "Nulla" E s'avventurano nella mente più esausti pensieri a sorridere avidi in una cattiveria parca d'umanitá e di colori di vita nell'affronto alla semplicitá d'uomini veri predestinati Puoi tu mondo essere sempre alla ricerca d'una Veritá che non riesci mai a trovare ? . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2018 alle ore 15:09
    Intrecci della mente

    Riflesso ritagliato in mille gocce di pioggia che s'attardano a scivolare lungo i vetri lastricati di fiati irrompo in quel vedere al richiamo dei soffi di sogni che han la pena nel mio sognare E mi vedo ancora in braccio alla mia coscienza con cui vado d'accordo nell'incoscienza che sorregge le mie estasi e le angosce le mie estati e gl'inverni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2018 alle ore 15:08
    E guardo sempre avanti

    Di tutti i malanni che potranno assillarmi tu torcicollo non potrai assalirmi e quand'anche arrivasse il momento di volger lo sguardo al passato più antico avró d'affrontare d'ieri ben pochi destini niente più di ció che per l'anima rappresenta la vita E d'istinto persisto nella mia incoscienza se questa nutrisce la mia ironia a viver di spasso in questo nitore che serve soltanto ai ricordi perduti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 novembre 2018 alle ore 15:07
    È per questo piacere che scrivo

    "Nel breve relax quotidiano( quando non ordisco pensieri come te )ti leggo, faccio un respiro e disseto la mia arsura." Aurora Rinaudo Nacqui nella polvere e nella povertá sballottato tra il maestrale e lo scirocco tra i soffi freddi della fame e i venti caldi della dignitá all'ombra di un indaffarato orgoglio a inveire contro la tirannia esotica dell'invidia e del suo tanfo dolciastro che infettava la mente agli uomini incapaci di trovare un equilibrio che accontentava tutti Nacqui tra la puzza di marcio arruginita in quell'orgoglio putrefatto che copriva l'innocenza dell'infanzia e riempiva i cuori e le anime Piaghe a trascendere quella comprensione che nessun pianto è riuscito mai a guarire É per questo che scrivo . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2018 alle ore 10:04
    E scrivo

    E scrivo Giorni di pioggia insistente insinuano nella mente sentimenti angosciati e tristi rannicchiati negli angoli dell'anima dove i tormenti gridano al megafono degli avvilimenti E combatto questa battaglia personale conquistando e bonificando attimo dopo attimo la padronanza della mia interioritá contaminata di auto-disprezzo nel recitare astratte meditazioni e dipingendo con gli occhi immagini di vita E leggo...e scrivo . Cesare Moceo poeta [email protected] Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2018 alle ore 9:33
    Anime nelle notti

    Le notti impertinenti e silenti pullulano di anime solitarie ritratti sfocati dell’albe nascenti e tramonti morenti imbacuccati di sensibilità e d'amore Generazioni antiche e moderne immerse in strani modi di vita di sensazioni cercate in carezze donate da mani tremule e senza sonno E ci ritroviamo sui social cosí senza dir nulla sentendoci nel cuore orgogliosi del nostro andare nella celestialita’ della vita anche a piangere per noi stessi se ne capita il caso Perché siamo così anime povere felici di vivere felici d’esserci incontrate . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2018 alle ore 9:32
    Le impazienze dell'anima

    Odo senza sentirne i dolori le impazienze dell'anima e mi sembra che esse nella loro miserabile essenza non facciano parte del peggio di me Vivo nella mia miseria d'uomo mantenendomi inutile in tutte le ore a scriver inane amenitá nei fogli dei giorni sapendo ogni cosa di me e del mio povero dire nell'abisso d'incognite da dove provengo E saró nel domani ancora povera cosa nella vacua speranza di lasciare al futuro quel poco che basta alla vostra ricchezza . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2018 alle ore 9:31
    Veglio

    Resto sveglio fino all'alba vivendo ogni notte come se fosse l'ultima fino a star ancora stranito il giorno seguente per colpa della bizzarra guerriglia che vivono il cuore l'anima e la mente ognun a tirar per la propria ragione Nell'impossibilitá della felicitá in queste notti d'assurdo vivo storie di vita e d'angosce accanto a epici personaggi inventati che m'aiutano a conquistare certi spazi nel mio vivere indigesti alla fantasia e al pensare nella loro cecitá di simboli che significano la Veritá nella realtá distorta E ringrazio le onde del mare e il loro canto che mi fa compagnia . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2018 alle ore 9:30
    Il mio leggere

    Nella solitudine che amo isola meravigliosa sulla quale si arenano i giorni sfruttati dal desiderio del sapere a scoprire i tesori nascosti del dire e del fare siedo al mio solito posto su una panchina davanti casa mia all'ombra d'un amico pitosforo impavido baluardo contro le nuvole nere che attanaglian la mente nella tenerezza che emana il suo sentimento d'amore alla vita E tra un saluto d'affetto e una foto fraterna a immortalare attimi di nostalgia canaglia che nel prossimo futuro verrá a ricordarmi i momenti dell'oggi resto avvinto al piacere d'impulso che il mio legger regala alle dolci emozioni dei sogni dell'anima . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2018 alle ore 9:29
    Al mattino, appena sveglio, io, cosí...

    Guardo assorto dalla mia stanza silente il sole che sorge al di lá della rocca ore lente e vuote m'aspettano nel tutto sempre uguale che si erge più nitido che mai davanti ai miei occhi giá al primo mattino Il mio nutrimento la mia colazione son i respiri di vita e i sorsi di pace mentre si staglian davanti in quel vedere i bianchi contorni dell'anima stanca immediata dell'angoscia di quella nuova quiete che mi disegna sul viso i contorni delle grandi occasioni nel pensare fin d'ora a stasera al tramonto del sole che fará divenir poesia i miei versi coi suoi raggi dorati . Cesare Moceo poeta destrierodoc Tutti i diritti riservati

  • 28 novembre 2018 alle ore 9:28
    Il valore di un cuore

    Esploro tutti i meandri della mia arte per svegliarmi dal mio ebetismo e ridare all'anima tutte le veritá che la potessero permeare d'una ragione per ogni speranza E mi costringo figlio dei fiori a nascere e morire in questa necessitá come sempre mi succede senza essere secondo a nessuno a voler salvare la dignitá di sentirmi figlio del mio mondo e in quell'autocoscienza rivoluzionare i pensieri a esternar dalla mia interioritá i piú alti messaggi d'amore per i cuori dei giusti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 18:03
    Un libro scritto a metá

    Racconto sottovoce al mio mare i malesseri nel mio parlar all'anima e al volgersi dell’onde che rotolano esauste nel loro destino compiuto riconoscendovi i tormenti che in essa si celano senza condivider col mondo le afflizioni o farne portare ad altri il peso Nel mio pensar la vita dura e triste m'abbraccio onda dopo onda agl'intervalli dei sogni mesto tra le creste a far d'ogni ricordo un fiore immergendo il mio imbrunire al fondo di questo spettacolo stravagante ma non troppo dove mi distraggo e mi ritrovo nuotando nell'intimitá delle rime nel timore di lasciare in bianco queste ultime pagine di vita E confesso di vivere dentro al mio Essere tempi ancor più antichi di questi nella paura incombente di lasciare il mio libro e la sua sostanza scritto a metá

  • 25 novembre 2018 alle ore 18:01
    L'eco dell'incoscienza

    Guardo davanti ai miei occhi immobile con la testa fra le mani a rigirare le parole del mio pensare un foglio bianco colmo d'assenze quasi senz'anima e mi sembra d'esser con esso accomunati d'un medesimo destino astratti tutti e due nel mistero della lentezza dell'esistere Lui in attesa di riempirsi le righe di parole a aspettare me indolente fermo nell'ozio di svuotarmi di quelle parole intrise d'incoscienze eco dell'oppressione di voci interiori che si dispiegano innalzandosi bandiere al vento nell'umiliazione d'un'ingloriosa gloria . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:59
    Tu,maledetto uomo

    Flutti di detriti di sentimenti invadono il cuore in pensieri arredati di povertá mentale che si nascondono dentro la loro stessa miseria E risate isteriche prendono forma da questi obbrobri tra le labbra screpolate dei visi bruciati di stridule arie disegnate da strani respiri di trionfo Uomini che buttano addosso a innocenti amori i peccati delle loro nere anime . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:58
    La meraviglia negli occhi

    A volte in mattini come questo di roseo orizzonte mi vien d'impeto tralasciare le mie letture e abbandonare i capricci che la causalitá del vivere pone alla mente rimettendo il mio godere alla coscienza umbratile dell'inerzia E mi sforzo in quest'impegno ad accettarmi in tutti i miei difetti e non son pochi e appianare così l'equilibrio della mia interioritá nell'abbandonarmi al desiderio di contar una per una le mie pecore e donare all'anima la sua pace . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:57
    Il mio sentire estremo

    Vorrei aver nell'anima la metá dell'ardir dei miei pensieri e combatter il mio arrivar alla sera sedotto dalla mia bontá con i desideri spogliati della loro gloria a rivelar il mio carattere dopo averne subito l'oppressione empiendo di fallimenti le mie ore e d'illusioni i miei giorni e l'ascetismo del mio scrivere E mi sento un po' matto come le persone migliori a godere del vento che infuria e del ticchettío della pioggia che batte sui vetri Lá mi pervade la sensazione di potermi esprimere senza pensar di smettere di fare arte e sentirmi felicemente coinvolto in quella bellezza e in quel privilegio . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:55
    Vecchio

    Con i ricordi a riecheggiare nella sonoritá del passato mi consegno ostaggio al destino dopo aver attraversato la vita senza che qualcuno abbia ancora risposto alle mie domande Prendo il vivere con scherno nei vuoti con i silenzi attorno dei muti orti solitari imposti dall'anima coltivati nel mio apparire impeccabile pronto a risolvere paralisi di dita e di messa in gioco d'imprudenze nella volontá di farne icone di vita E confesso di sentirmi vecchio nelle figure di basso profilo che a volte risaltano dal mio fare nonostante la libertá del pensare e il passeggiare della dignitá tra le praterie immense del Cielo . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:54
    Il mio poetare, la mia quiete

    Guardo e scrivo e dico del mio dar d'attenzione a ció che ogni volta mi smentisce lasciando alla mente logorata dal partorir pensieri solo sconforto tormento e domande senza risposte come se questi fossero i sintomi di una mia malattia Orsú forza non abbiate timore fate a gara a chi per primo senza aver titoli di diagnosi mi accusa d'essere infermo nel mio Paradiso o in quest'Inferno E ringrazio te mare che ogni giorno purghi il mio vivere nel venirmi incontro con le tue onde sormontate di creste bianche a galoppare a fianco del mio pensare verso la quiete serva del nostro comun destino . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:53
    I luoghi della mia pace

    Ho nella mente dentro il mio sapere la consapevolezza di non volerne più sapere E così resto ciò che sono chiuso in quest'ignoranza sdraiato su piume di ignavia a intonare nenie e desideri di taglio e cucito per affliggermi l'anima Lá gioco le mie inutili carte in solitari senza valori liberi di non riuscire nell'agonia della mia filantropia nella commozione al pensare all'infrangersi delle speranze . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:51
    I tappeti volanti della fantasia

    Seduto al mio solito posto distendo ogni mattina lo sguardo su soffici cuscini di sensazioni nell'egoismo di viverle estraniandomi dalla solennità del mondo E me ne faccio scudo rannicchiandomi in esse come un bimbo nel grembo materno in attesa di venire alla luce col proposito di donare alla vita la mia intima sostanza cibo necessario per arrivare al fatal richiamo E nel frattempo mi distraggo col guardare i miei abissi intessendo tappeti volanti su cui far viaggiare la fantasia . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:50
    Luci nelle notti

    Solista nella coralità del vivere quotidiano abito nell'oscurità delle notti rifugio e salvezza delle mie condanne a percepire l'armonia d'insieme che nella nostra unione ci riempie e ci completa Scorre il tempo e con lui i miei battiti a dissolvere immagini di vacue speranze visioni di cose perdute sostituite da nuove emozioni morbide nuvole giaciglio soave su cui riporre i miei stanchi gangli Raccolto in me stesso m'immergo in quel buio a svolazzare tra la realtà e i sogni un fremito un sospiro una carezza un bacio e poi finalmente libero la vereconda luce dello Spirito s'illumina. . cesaremoceo poeta

  • 25 novembre 2018 alle ore 17:49
    S'avvicina la notte

    Attraverso la porta che dal dí m'accompagna alla notte assistendo negli spazi intorno al vuoto delle passioni affollate d'emozioni al non saper cosa fare né dove andare nel mio passar le ore immerso in letture e pensieri che le danno valore e conservano integra la mia dignitá sbeffeggiata talora dallo sconforto e dai patimenti dell'anima ch'asseconda il mio istinto a entrare in intimitá con la solitudine E in quel buio vivo la mia fedeltá alle illusioni ai margini del capirmi al di qua del confine con la gente . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:28
    L' allegria dell'indifferenza

    M'accorgo a volte nel mio desiderio di quiete d'esser qualcosa d'astratto come se non esistessi con l'anima in piena rovina emarginata nel suo "sentire" la mente a professarmi un "anti-uomo" e il cuore con i suoi battiti sfuggenti a scandire una vita accidentata E rimango seduto sull'orlo dei miei scritti a respirare un'aria sul cui destino esito nell'ingoiarne i soffi ai quali sembra sia stato tolto qualcosa che invece di rivigorirmi mi cospargon di un tedio di cui non riesco a capirne la pena e il cui livore suscita in me sommo piacere . Cesare Moceo poeta

  • 20 novembre 2018 alle ore 9:26
    Ti amo...

    Ti amo...pochi capiscono la potenza testimoniale di queste due parole...io...vorrei morire con queste due parole in bocca Cesare Moceo poeta [email protected] Tutti i diritti riservati