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Poesie di Cesare Moceo

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  • 10 novembre 2018 alle ore 16:06
    Resto nel mio angolo di Paradiso

    Riposan le mie membra su morbose parole come fossero ruvide lenzuola di pensieri giá espressi In quel sonno sogni che assomigliano a profezie sul destino del mondo invadono il mio dormire facendolo divenire un viaggio nell'inconscio e trasformandolo in un'inquietante avventura E resto nel mio angolo di Paradiso sferzando bruscamente l'aria intorno a me per allontanare dalla mente le più nefaste fissazioni e convergere il pensare sul nascere e sul vivere quali facce della stessa medaglia . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2018 alle ore 16:04
    Angeli e nobiltá d'animo

    Interstizi di volontá dove cicatrici labirintiche disegnano mosaici d'amore e trame d'interioritá risaltano sotto la luce accaldata dell'anima a rendere friabili vie d'intelletto e di piaceri Ruderi asfaltati di passione da cui pendono a scacchiera brandelli d'incuria calpestati dagli eroi negl'inciampi della vita . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2018 alle ore 16:03
    Desiderio infranto

    Nella terra ferita, quando annunci di morti rimbombano vicine e il dilagare delle paure diviene più intenso, il faro della pace interiore m'illumina d'immenso. Speranze d'albe liete posan le carezze ai nuovi giorni e s'avvinghiano a spiragli di fede a portar l'eco del mio sogno, triste scoria di un desiderio infranto. E mi ritrovo a passeggiare nel nulla in strade piene di spine e sguardi sbuffanti, disseminate tra le parole in mezzo ad eroi, da acclamare alla morte ma sordi alle grida dei cuori soffrenti, ai quali la sete del potere rimane fino a che un atroce rimorso verrà a batter cassa appena la fine sarà immane. . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2018 alle ore 16:02
    Giorni cosí

    "L'unico modo per sopravvivere é preservare la nostra cultura" Vivo contrastando momenti di follia voluta con infime banalitá nella sagacia con con cui abbraccio la vita E nel ribollir della rabbia per temerarietá represse esalto nell'anima piaceri d'allegrie e d'ardimenti nel timore che il destino abbia in serbo qualche piano ben dissimulato che da un attimo all'altro possa stravolgere il mio Essere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2018 alle ore 16:00
    Nera é la notte

    Cosa succederebbe se da un giorno all'altro perdessi i pensieri ? Se in un attimo sotto la mia anima si aprisse un baratro ? Le avversitá del vivere potrebbero causarmi tutto ció ? Mille domande tempestano la mente provocando tormenti e disastri E atmosfere crepuscolari invadono il mio respiro lasciandomi ansante e rassegnato . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 novembre 2018 alle ore 15:59
    3.250kg di felicitá

    Rimango immerso nei miei pensieri con gli occhi a guardar non so dove verso quel passato che mi ha reso padre Brividi di felicitá mi penetrano la mente al ricordo dei passi pesanti d'ansia e rumorosi di fierezza che davanti una porta risuonavano a intonare un dolce futuro finché un guaito d'amore piombó come raggio di luce nel cuore ad annunciare il tuo arrivo Lí smarrimenti confusioni e pacche di congratulazioni sul collo piovvero assieme alle lacrime che finalmente libere sgorgarono impazzite dagli occhi esausti Eri arrivata come un dono dal cielo...ti amo Manú . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 07 novembre 2018 alle ore 11:35
    La sacralitá delle disgrazie

    Oggi mi accolgo con un freddo sorriso al pensar quell'anime prese dal Cielo Vado su e giù per la mia strada riflesso nelle vetrine che incontro con lo sguardo a farmi pena fisso sul mio viso lacrimoso il capo chino e le braccia abbandonate nell'angoscia E rimango prostrato davanti all'orrore di quella sofferenza vissuta a quel sentimento divenuto sacro nella volontá di un atroce destino . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 07 novembre 2018 alle ore 11:33
    Il parlare dei muri riflessi

    Che destino avra mai il mio dire mi chiedo nella paura di perdere le mie memorie Momenti d'inquietudine m'assalgono sensazioni che partono dal cuore a farmi sentire senza dimora senza un futuro dove poter conservare il mio vissuto Io che mi sento legato alle mie radici mi domando alla luce di quei muri riflessi dove ciechi han guidato altri ciechi a che cosa sta servendo il mio scrivere ...e mi punisco con l'ira che quel pensare impone alla mia anima . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 13:04
    La Madonna della Pace

    Sento ancora nell'anima il piacere del vivere al percorrer distante con il lento andare degli occhi quest'orizzonte bello e infinito nell'aria tersa del sole lucente che altri occhi e altri cuori piú non apprezzano E voglio dir a me e al mondo il mio soffrire in quel guardare al di lá del mio vedere e oltre il mio pensare da pensionato perdigiorno Non ho piú lacrime da aggiungere al mio capire le aspre vie non più brillanti e disinvolte impervie e lastricate di ripugnanze a gettare veli d'ombre sul suo ardire che la Madonna della Pace incontra nel suo pellegrinar nell'anime

  • 06 novembre 2018 alle ore 13:02
    Il mio sortire

    Rimango spesso nei mattini assolati di questo novembre fermo sulla battigia rivolto al futuro così qualche minuto semplicemente per guardare da vicino i sentieri che s'inerpicano sui giorni in piedi con gli occhi sull'orizzonte ad aspettare che succeda qualcosa E m'accorgo d'aspettare con ansia la mia libertá con l'inquietudine a dire al mio cuore che forse il tempo si era fermato in quella strana angoscia e che era ancora lontano il mio sortire

  • 06 novembre 2018 alle ore 13:00
    Le civette cantano anche di giorno

    Continuo ancora a fare anticamera nella vita a aspettare il sole che sorge e scaldarmi ai suoi flebili raggi mentre tutt'intorno scorre implacabile il tempo a cui non importa più nulla di me Seduto sulle mie strane fantasie a immaginare come sará il futuro nei suoi domani inebetiti mi guardo intorno con gli occhi inquieti e i pensieri a indugiare lontani diffidente nel vedere ognuno immerso nel suo fare quotidiano incurante del mistero che lo aspetta E rimaniamo tutti assiepati dentro i nostri affanni raccolti a disperder la vita a esser sorgente d'odio l'un l'altro a augurarci disgrazie e sgomenti Oh cieca Umanitá hai giá scordato i recenti tormenti e i cuori che li hanno patiti i lunghi giorni di caldo asfissiante e le fredde notti al gelo pungente ? . Cesare Moceo poeta destrirodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 12:58
    Notte insonne

    Profondi solchi scavati dal vivere delineano piú bei ricordi emozioni d'infanzia migliori anni d'una vita intensa a raccontare la mia storia impregnata di povertá splendida e sontuosa Costretto a desistere dal mio pensare vivo obbligato a riesumare Palpita il cuore al richiamo dei patimenti e l'anima obbediente muove qualcosa in me . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 10:04
    E Voi

    E Voi che con pazienza leggete le puerilitá con le quali frastuono il vostro vivere dico a Voi che vivete tra le ansie senza capirlo spero che m'assolviate di questo peccato di questa malattia che pervade la mia anima e da cui non so guarire Anche se alle vostre menti dovessi dare argomenti di derisione sappiate che non ho vergogna di essere quel che sono E Vi ringrazio lo stesso poiché siete proprio Voi e senza alcun rimpianto il motivo dei miei vaneggiamenti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati Foto di Carmen Murgia

  • 06 novembre 2018 alle ore 10:02
    Nuova notte, vecchie ore

    E sono ancora qui in questa nuova notte dentro il mio vecchio stare a guardarmi attorno con le angustie a rimbeccarsi prese da forsenni e rabbie davanti agli occhi miei e il cuore che batte i suoi ritmi preferiti Tormenti d'esperienza che s'infilzano tra loro pronti a far la differenza a danzare sulla melodia di quei battiti incalzanti e ergersi in un intrico di spine pungenti a far bivaccare ancora in queste vecchie ore le afflizioni e i dolori . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 9:59
    Uomo, cosa sei diventato

    Divorati dalle angoscie non sappiamo più chi condannare e ancor di più chi assolvere perché non sappiamo più come giudicare E finirá ancora così che pervasi da assurde rabbie ci uccideremo tra noi oppure ci dilanieremo da soli senza che resti qualcuno che possa suonar le campane anche a morto poiché l'ultimo uomo perirá fuori dalla sua chiesa . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 9:58
    Casteldaccia

    Oggi il silenzio é divenuto nei cuori un grido di dolore tutto é finito in questo angolo di terra anime che mai avrebbero immaginato di vivere tanta angoscia disperazione e smarrimento restano in lor d'ereditá consolati solo dalla fede In questa notte di terrore libero il mio spirito con la testardaggine a tracciarne il cammino sofferenza interiore e veglio felice di far passare all'anima il suo capriccio d'esser pioniera delle vittorie sulla paura e mandarla in vacanza tra le nuvole in cielo a parlar da vicino con Dio e poi raccontare al mondo ció che si son detti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 9:57
    Ramo d'ulivo tra rovi di gramigna

    Nato uomo del popolo sotto la dominazione moceiana dove l'educazione alla vita era affidata alla cinghia dei pantaloni ho vissuto e vivo ancora cercando di spiegare al mondo quanto é bello passare le ore delle notti affacciati alle finestre del proprio Essere a guardare il Cielo e le sue stelle E là ognuno nella memoria del suo passato sprofondare nella conoscenza di Dio e come lava eruttata dai vulcani dell'anima scivolare incandescente nel pendio del crepuscolo della vita . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 9:56
    Ora, che porto l'argento al collo

    Che importanza hanno tutte le pene patite ora che la coscienza é divenuta una cosa diversa dal passato ora che posso ragionare col mio sentire felice ora che l'argento ha preso il suo valore nella rinascita nell'esperienza e nella condanna dell'incoscienza quando i pensieri non avevano pace Ora che ho capito d'esser vissuto d'un amore vero il mio grande amore che non mi fará rimpianger d'averTi amata Tu che porti da sempre il tuo oro al collo . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 06 novembre 2018 alle ore 9:54
    Un pizzico nel cuore

    Ogni notte continuo a meravigliarmi della mia impazienza che arrivi presto il mattino e in quest'attesa che non so se sia paura non trovo altro da fare che intonare il mio canto del cigno piegato dalla povertá delle idee nella promessa disillusa di una vita interiore migliore e dal clima ostile dei pensieri effimeri e frivoli esposti ai freddi dell'anima che scalpitano per distendersi al sole degli amori dove scrollarsi da dosso le parole accumulate dal silenzio . Cesare Moceo poeta destrierodic @ Tutti i diritti riservati

  • 02 novembre 2018 alle ore 12:14
    Siamo tutti ex servi della gleba

    Io me ne andró un giorno con una barchetta per il mare a trovare lá i miei venti che soffiano dolci e quieti E Voi voi non chiedetemi nulla torneró io a parlarvi a ricordarvi ogni giorno la mia e la vostra vita E poi poi tutti assieme accenderemo le luci della speranza e ci guarderemo intensi penetrandoci nell'anima e lá purificati nelle coscienze ci accorgeremo ancora d'essere vivi . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 02 novembre 2018 alle ore 12:11
    Chissa?

    Con l'interno dell'anima a farsi sempre più buio dove si intravedono giá le tracce del mio decadimento lento e inesorabile resto in compagnia del mio scrivere e del frusciare dei miei pensieri quando essi svolazzano tra una rima e l'altra Mi chiedo nelle notti in compagnia della mia solitudine Cesare Moceo qualcuno potrebbe chiedersi nel domani che verrá chi era costui e se i suoi scritti divorati dal tempo potranno in quel domani interessare il futuro e averne riconosciuto l'unico pregio nel rispetto delle stagioni in cui essi verranno letti quello di scaldare i cuori d'inverno e rinfrescarli d'estate . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 01 novembre 2018 alle ore 17:37
    Il nostro domani, cosa sarà?

    Ci aggiriamo fremendo dentro le nostre etá salendo scale strette che ci portano su terrazzi dai quali vediamo ogn'ora tutto il nostro intorno Con la luce degli occhi affievolita dagli anni e il viso pallido di chi ha sofferto la vita soffermiamo lo sguardo su quel panorama di ieri e di oggi a conferire mostruosi aspetti al futuro del mondo che sembra fuggire perduto in vuoti domani noi che rimaniamo abbracciati nell'unica discesa possibile E tutto ci sa di miseria in quel campo del vasaio . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 01 novembre 2018 alle ore 9:37
    Osare senza vergogns

    Arriveremo arriverò al Suo cospetto povero pazzo a svelare tutto il mio Essere i sentimenti costruiti nella fatica di un'adolescenza disgraziata tra gli urli e la fame E anche se conosco quella tristezza arriveremo arriveró con la paura addosso tutti alla stessa meta dopo aver percorso strade diverse dentro l'incantesimo che tiene prigioniera la meraviglia con tutte le angosce represse e gli spasimi a sospingerci alla confessione Arriveremo arriverò e crederò e crederemo anche se conturbati nel biasimo degli increduli . Cesare Moceo

  • 01 novembre 2018 alle ore 9:35
    Ore delle mie notti

    Ore delle mie notti che siete rifugio dei miei pensieri molo d'approdo dei tormenti che intridono il vuoto dei giorni c'accolgon d'abbracci i pianti raccolti A voi immolo il mio tempo la solitudine e le sue passioni sballottate nell'anima da bufere d'interioritá che smuovuon le lacrime e dominano su riflessioni e bivacchi nei fuochi rosseggianti di cruda luce e d'ombre d'incerti domani

  • 01 novembre 2018 alle ore 9:34
    Se la mente... mente

    Anime impoverite sconvolte da miserie e nevrastenie malate di se stesse che vanno in giro vestite di cenci presi in prestito da pensieri senza ieri Catturarne l'essenza e renderle libere di riflettere la loro natura al mondo inviando messaggi di unitá al futuro impregnato di urgenti necessitá e cupe rassegnazioni E me ne sto seduto qui con gli occhi socchiusi e il volto floscio e rugato assorto sovrappensiero con un sorriso senza senso a passeggiare vagante sulle labbra a sperare che sia solo un brutto sogno . Cesare Moceo poeta [email protected] Tutti i diritti riservati