username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Cesare Moceo

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Cesare Moceo

  • 01 gennaio alle ore 11:37
    Le mie festività

    Schiacciato dal mio "mal de vivre" affascinato dal mio maleddettismo vivo questi giorni di festa a soffrire le mie fragilitá intrise d'inferioritá e di passioni abortite in cui la mente patisce l'anima inaridita dentro cornici d'interioritá insudiciate dal suo esser assente alla vita e alle sue emozioni Apatie consumate a luci spente oppresse da affanni sconosciuti nell'oscuritá di vuoti spazi d'orgoglio che risucchiano il calore della vita E cangianti sfumature d'orizzonti nell'epica della quotidianitá assalgono il cuore anch'esso disamorato nel ricordo di battiti del recente passato che riconoscono in quegl'istanti dolci felicitá divenute ormai amare visioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 01 gennaio alle ore 11:36
    Finirà, prima o poi...

    Arrivano dal passato all'improvviso nuvole nere a sporcare ancora di vecchi disegni la trasparenza della pace conquistata nel sacrificio e avvolgere di freddi silenzi i rumori del vivere E malesseri diffusi subito s'espandono nella mente e nel corpo nel ricordo d'antiche infamitá di tenebre calate nell'amor donato Odi repressi si risveglian perturbando ogni attenzione e dispiacere per chi nel tempo ha seminato vento dimenticando le tempeste raccolte E non chiedete il perdono del mondo ...quello cercatelo in Dio... se vorrá concedervelo . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 28 dicembre 2018 alle ore 7:57
    Freddo silenzio

    Sento sulla pelle aliti d'insignificanza sporchi del conforto di voler amare e in questo io ritrovo la mia pulizia interiore E anche se a volte puó divenir maledizione quest'esser pulito il contrario nell'anima mi sarebbe peggiore Mi consolo con questo pensiero sufficiente a coprire gli sconforti della vta e che rabbiuia la gloria degli altri quand'essa é illuminata d'effimera luce

  • 27 dicembre 2018 alle ore 13:20
    Grappoli d'ira repressa

    Ormai non posso far altro che offrire il mio inchiostro per raccontare al mondo della mia anima accampata qua e lá migrante per virtù vessata dallo sfruttamento e invisa alla gente E scrivo nella coscienza di trasformare la povertá in cibo per cuori con le mie parole a alimentarne i battiti e cercar di rinvigorir gli uomini delle forze necessarie con le quali poter combattere per la riconquista della loro dignitá . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2018 alle ore 13:19
    Il Natale,una tassa sull'intelligenza

    Le illusioni non son durate poi cosí tanto...una notte Aspetteremo un altr'anno nel risveglio dei giorni in cui tutto sfuma dietro il sipario dell'indifferenza E ritorniamo ad esser uomini d'improvviso dimentichi del tutto della platea c'ogni dì ci ritroviam davanti stanchi d'averci creduto sopraffatti dall'inutilitá d'averci sperato e forse di qualcuno anche vergognato dal conoscer sempre anzitempo questo scontato finale . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2018 alle ore 13:16
    Sull'uscio

    Sull'uscio appena fuori subito con gli occhi rivolti al cielo vedo chiazze d'azzurro sotto cui aleggiano indisturbate tortorelle a divenir nella mia mente coscienti pensieri di silenti tormenti vocianti in quei volteggi Istanti che mi ricordano l'inizio d'ogni mio giorno avvolto nella solitudine intima amica affezionata e preziosa alleata di ore baldanzose e incerte E diventano avventure e devastazioni i conflitti interiori tra la fede dell'anima e l'intesa raggiunta dal cuore con il vivere di tutti i giorni . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2018 alle ore 13:15
    E rido di noi

    Rabbrividisco al pensare ció che diventeró quando il morso gelido della nuda terra addenterá il mio corpo Mi consolo sognando il filo da torcere che daró al "qualunquismo della normalitá" quando esso incosciente s'avventerá sulla mia anima come fosse un'onda improvvisa che s'abbatte famelica sulla spiaggia a sommergere le orme dei gabbiani anch'essi in cerca di cibo nel piacere allegro e triste della sua naturale volontá di cancellarne il passaggio E rido giá d'adesso all'eterna illusione d'ogni destino . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2018 alle ore 13:12
    Vecchiaia e stupiditá

    Resto disteso nel mio silenzio ad ascoltarmi mentre il giorno prende vigore e m'accorgo giá che in me vecchiaia e stupiditá camminano sottobraccio nella coscienza dell'incoscienza Pensieri d'insensibilitá e di scarno entusiasmo di sentimenti al mondo addentano ripugnanze e tiepide felicitá ancor prima di sentirle E mi accetto timido ma ospitale in tutto quello che esula da me in tutto ció che fuori di me esprime la veritá in una metafora . Ceesare Moceo

  • 24 dicembre 2018 alle ore 11:30
    Natale e tristezza

    Giá da piccolo ho sentito sulla mia pelle critiche e giudizi e sicuramente sono stato molto ribelle nella difesa della mia dignitá E ringrazio la forza di mia madre che con qualche morso affossato nella carne mi ha riempito il corpo "d'orologi senza lancette" e con quelli ho cominciato a capire il valore del mio tempo quando vivevo Natali non proprio felici (Cesare Moceo) Ricordo l'infanzia e quando la mia età era una primavera canuta sempre furente quando le amarezze si mescolavano ai turbamenti quando le mie passioni vivevano di rabbie nel lutto della vita E perdonatemi se vi porto in dono queste mie tristezze non ho vergogna dei miei Natali ciechi né del desiderio che ho adesso di non coprirli d'oblìo . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 dicembre 2018 alle ore 11:29
    Per me, è sempre giorno di vigilia

    Ci sono giorni che i ricordi fan sentir sbagliati e oggi é questo il paesaggio che si staglia davanti ai miei occhi Fin da piccolo ho patito sulla mia pelle critiche e giudizi e sicuramente sono stato un ribelle nella difesa della mia dignitá E ringrazio in cuor mio quella gran donna di mia madre che con qualche morso affossato nella carne mi ha riempito il corpo "d'orologi senza lancette" e con quelli m'ha iniziato al valore del tempo Ora che i giorni si stan tingendo d'argento nella mia follia di voler creare qualcosa di diverso cerco di dimenticare quelle visioni e mi sento d'esser solo un pellegrino errante ancora in cerca delle sue radici che si distrae con la penna dalla stanchezza delle illusioni . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 8:03
    Amo

    Amo e son felice d'amare nei miei istinti d'amore In quegl'istinti intrisi di sentimento dove mi reclino su me stesso nell'aver dentro me... Te E ne sento tutti gli effetti pur senza comprender cosa significhi quell'intimo rinchiudermi che non mi fa sentir sbagliato anzi al contrario é tanto appagante da farmi sentir cosí bene in quella bellezza di vita che m'accorgo solo ad essa appartiene Amo . Cesare Moceo

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:34
    L'ironia del mio scrivere

    (chissá perché,quando s'avvicinano le feste di fine d'anno,mi vien di scrivere cosí...p.s. avrei voluto cancellarla,ma poi ho guardato la scritta che campeggia nel salone di casa mia...e non l'ho fatto) Ho vissuto la mia vita segnata funestata da invidie e giudizi gratuiti piegata dalla mia debolezza che ha rimandato nell'assoluto cinismo tutti gli incontri con lo stupirmi di ció che mi circonda nel mio attaccamento ignorante alla coscienza del conservatore o anche al vivere pur quando questo fosse stato impregnato d'amore E mi rifugio ancora nella mia solitudine che badate bene non é isolamento ma che mi serve per dialogare con me stesso e comunicare al mondo le mie sindromi di smarrimento celate nell'ironia del mio scrivere . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:32
    Qualcuno ha dimenticato d'avvertirmi

    S'é asciugato il ruscello del mio presepe al tocco soave della malinconia immersa nel pensiero di come una volta acque limpide scivolavano tra quegli argini a valle Vedo lá adesso soltanto il dolore dei sassi adagiati immobili sui quel letto ove i cuori dovrebbero donare all'anima il colore dei rumori della "festa" e il profumo dei sentimenti ritrovati E riempio i miei sguardi di ricordi ancora senza declino negli abbagli di una fievole luce avvilita e incerta che risalta l'opacitá della paura che l'avvolge . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:31
    Il mio regalo

    Cerco di conservare la mia identitá culturale facendo divenire la "nostalgia" il simbolo del mio dire elevandola a una specie di forma d'arte senza per questo impregnarla di malinconia e facendola diventare il piú importante reperto archeologico scoperto negli scavi nella mia interioritá tra la fecondità produttiva delle terre del mio vivere E nel destino di poterla metter tra le teche del passato l'assurgo a miglior mio presente per ogni occasione di regalo . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:30
    Sentimenti e illusioni

    Gocce di fame scendon giù dal cielo e si spandono sulle case imprimendo infelici il loro luccichio ai tetti Silenzio di pioggia muggisce nel sibilo leggero della brezza e indugia sulle bocche distorte imploranti a mendicare un misero raggio di sole e con esso la vita E pianti silenti privati delle loro lacrime irrompono nella timidezza messa a guardia dell'anima mentre la felicitá gioca a esser sentimento e illusione . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:28
    Piango sulle mie giornate imperfette

    "Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo.La vita la sfioro com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.“ (Vincenzo Cardarelli) Mi sento come un qualcosa che accade nell'intervallo degli attimi come se fossi fermo sulla cima di un abisso capovolto che in realtá mi lascia al suo fondo come se questi giorni vigilie di festa fossero messaggi d'altre vigilie Sará la paura del ricordo di scorse tragedie a rendere ai miei occhi il cielo colmo di nuvole di quelle nuvole che cospargono i pensieri delle ombre maculate dell'incerto futuro . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:27
    Nell'umiltà... la mia pretesa

    Pensieri brulicanti s'inerpicano tra distese di rovine di sentimenti eccessivamente passionali e nel loro brulicare eccedono d'eccessivitá Sento giá crescere i fiori sopra la mia tomba e vivo adesso da vivo nella speranza che non siano i soliti crisantemi che pur son belli ma alti gigli E vorrei che fossero bianchi bianchi come il colore della libertá e delle anime vibranti . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:26
    Ma... siamo sicuri che s'avvicina il Natale?

    Sguardi casuali mi s'ergon davanti con occhi bassi di sudicie vedute a regalar al mio andare miraggi di falsa allegria nella cosciente coscienza di anime nere incrostate di resti di sentimenti aborriti che vivono eternamente nella penombra del loro essere senza palesarsi e sguazzano in quella vanitá E il mio cuore che li incrocia si strugge in battiti che si corrodono in ritmi disuguali e si perdono spiaciuti nell'oscura nobiltá della mente . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:25
    Il mio mattino

    L'aria del mattino spande i primi aliti di freddo e io me ne vado leggiadro incontro al mio dire con gli occhi bassi a rimirar le foglie cadute dai rami e bagnate dal gelo a rifletter nuvole alte e minacciose di pioggia La mia strada scorre intersecandosi tra i pini marini il soffio dei miei sospiri assorti e pensieri cocenti nella mente che trasformano il mio sguardo ora in truce innocenza ora in gioiosa eccitazione E cosí vado nei giorni vivendo ancora con l'anima in attesa della sua eternitá . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Sono stato ragazzo ma ho smesso di esserlo quando ho capito che la sofferenza era diventata superiore al gioire E mi sono accorto d'aver sbagliato in quella "scelta" perché da adulto ho sofferto di più e adesso che sono più in lá con gli anni ne accetto le piaghe cercando di viver sereno Conosco molto bene la mia esperienza e racconto il mio "esser stato" nella volontá di far del bene e implorar il mondo a rimaner bambino almeno nella mente ...anche se non so cosa ne sará della mia vecchiaia . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:22
    Il trionfo dei sensi

    Fermo gli occhi su quest'orizzonte che m'insinua piaceri e riflessioni e i miei pensieri non smetton mai di provare emozioni nascoste che rendono invisibili i miei disagi in un'altalena che culla il cuore nel dimostrare dolcezza e consapevolezza Ricevere e dare emozioni elevare l'anima fino a raggiungere alti livelli spirituali facendola divenire il tesoro più grande e assurgere a uno straordinario delirio di sentimenti pur nel condurre una vita ripetitiva ed aver voglia di tuffarsi nell'azzurro intenso di questo mare in rinnovati riti di devianse giovanili a esaltare il trionfo dei sensi. . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2018 alle ore 6:20
    Io e la mia notte

    La notte e lo faccio al solo fine di rilassarmi mi consolo con massaggi di pura poesia versi spalmati nei pensieri a tonificare la mente e acquietare il cuore antitodo segreto alle ansie dei giorni senza controindicazioni all'orridezza della diffidenza e al coraggio di essere me stesso . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 18 dicembre 2018 alle ore 14:37
    La mia palude asciutta

    Nun sacciu u picchí quannu s'avvicinanu i festi haiu sempri u chiantu 'mpizzu Si risvegliano le emozioni sopite nella mia natura d'uomo debole che vuol far pace con l'altro me stesso peró nun sacciu u picchí quannu s'avvicinanu i festi haiu sempri u chiantu 'mpizzu Vado alla ricerca delle radici da cui fuggono i pensieri del mio appassionato passato i primi sogni d'amore le prime speranze E ancuora nun sacciu u picchí quannu s'avvicinanu i festi haiu sempri u chiantu 'mpizzu E mi emoziono a vedere le mie lacrime semi del mio esser cristiano nel ricordo di una infelice infanzia custode delle feste non festeggiate Uora u sapiti puru vui u picchí quannu s'avvicinanu i festi u me chianciri si sent'aunnegghé . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 18 dicembre 2018 alle ore 14:35
    È futuro, un futuro senza passato

    Altaleno ogni giorno tra i battiti esaltati e tristi del mio cuore fermo qui senza chiaror di luna né rime nella mente a far poesia il mio vedere Soldato senza uniforme silenzioso nelle labbra e dominatore senza gloria delle mie estasi mi ritrovo inerme a strascinare nella mente la mia miseria d'uomo vile sconfitta imposta non so se dal futuro che sogna di tornar nel passato o dallo stesso passato che vuole ancora essere il mio futuro E mi chiedo se sia umano che il futuro si rivesta di passato . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 18 dicembre 2018 alle ore 14:26
    Voi, imperterriti sofisti

    A me non dispiace non esser d'importanza nelle sale da gioco o nelle taverne d'ogni dí purtroppo per Voi gloriosi fruitori di questi luoghi amari dove nulla si costruisce E sento nel cuore il dovere di dirlo a Voi imperterriti sofisti che riempite i giorni di parole senza contar nell'anima alcun sogno di gloria e imponete al mondo le briciole che lasciate nei tavoli su cui mangiate rimasugli sbavati dei vostri banchetti . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati