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Poesie di Cesare Moceo

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  • 12 giugno alle ore 21:52
    Mareluna village

    Farfalle dai colori sgargianti
    su piume di velluto e cristalli

    svolazzano in giorni di dolce vita

    impazienti d'emozioni e sopraffatte dalla passione

    Dorme nel caldo meriggio il villaggio

    e l'acque calme della vivacita' puerile

    nell'aria assopita

    chiamano i corpi al riposo

    Protagonisti dei giorni

    viviamo i nostri attimi d'oro
    nella felicità che c'assale

    e nel desio d'aulenti e calde sere

    quando gioventù allegra
    allieta e intenerisce i cuori

    intra l'infantile e il malizioso
    chiaror di luna

    nei suoi raggi sempre uguali
    d'audaci follie

    E la vita va

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:50
    Sognavo

    Sognavo un finale diverso Vado incontro al deserto tra dune scoscese e silenzi freudiani polisindeti pensieri d'amori sfiniti e di gloria dispersa s'affacciano al cuore ormai senza respiro mentre panismi di lacrime m'accarezzano la mente e le sue assurde follie sotto nuvole strane nere d'acida pioggia e prive di stile E mancano già le parole e i versi perduti anch'essi nel far della vita al pensiero che tutto è passato che tutto è finito sommerso nell'anima tempestata d'affaccendati tormenti E scuoto dolente le ombre ammalianti di un mondo che e' stato nel tempo che fu

  • 03 giugno alle ore 13:47
    Io sono l'amore

    Io sono l'Amore Ancor non so tutto di me ma conosco molto di Voi Siete come temporali aggrovigliati nell'anima con l'angoscia d'esistere tra fulmini e saette e rendere al mondo finti severi vittimismi E là tra pensieri che vengono e vanno dalla mente al cuore o al dipanare dove intricate mannelle divengono merci di scambio e gli uomini ultimi chiodi della vostra carrozza umilmente io vivo E scrivo nella dolcezza che proviene dal nulla e n ogni gioia partorita dal cuore "con i pensieri a farsi più puri dove più turpe è la via" Del vostro odio non ho che farne io sono l'Amore Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:43
    Non so più come dirlo

    Non so più come dirlo...e fatelo vostro questo messaggio... Oppongo le memorie del passato ai tormenti del mio adesso a protegger la dignità minacciata dall'incombenza E resisto a incerte sublimità disincarnate addobbandomi con merlature d'onore e di alti valori a far fronte all'irrazionalità devastante delle guerre interiori e al loro inesorabile appropinquarsi nascosto nel privilegio delle bontà d'animo e delle purezze del cuore E così con la dignità protetta chiudo ogni varco d'accesso alla corruzione di questo infame vivere Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:41
    Io scrivo

    Io scrivo(dedicata al mio amico Aran Lukas) Esposti agli sberleffi e agli scherni del mondo che giudica deride e offende non han più coscienza turbamenti e scompensi che s'insinuano nella mia identità e nel mio dire sociale Io non chiudero' i miei versi dentro scatole d'arte contraffatte in confezioni regalo pronte alla vendita occasionale Né m'interessa che qualcuno possa vestirsi d'ipocrito conformismo per compiacersi dello spettacolo che offro e condannarmi alle spalle in questo mio innocente peccato Io scrivo . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:35
    La luce fievole della luna

    La luce fievole della luna Me ne sto disteso sull'erba del mio giardino con gli occhi a peregrinare su e giu lungo il mio corpo logoro di passioni a chiedermi se avessi potuto meritare qualcosa in più da questa vita E mi sento come un remo caduto nel mare a galleggiare rivoltato in balia di onde impetuose a nascondere le privazioni senza reagire alla severità di quei flutti e lasciarmi scivolare buono e affettuoso nelle pulsazioni più intime che pervadono l'anima col piacere d'ammansire le frustrazioni della vita Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:32
    Sabato sera

    Vi propongo un'altra poesiucola della mia adolescenza dalla quale si evince il mio voler essere...anacoreta... È sabato sera (1969) Violente e peccaminose vitalità vedo convivere con innocenti purezze compagne di consapevoli elegie slegate dal Cielo E me ne distacco a godere dello splendore della Luna della sua luce dolce e mistica che infonde luminosità interiori e sentimenti di pace e di pensieri penetrati d'amati silenzi Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:28
    E vivrò ancora

    E vivrò ancora Ripiego nella mia dimensione d'uomo vissuto rifugiandomi nei dolori patiti E amarli riamato in desideri di stranezze sofferenze e piaceri inviti sereni del sangue ipocrite inesorabilita' volute a risarcirmi di calore E vivrò ancora... per vedere il mio lavoro ben fatto Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:25
    Grandi donne

    Grandi donne del mio paese Compagno d'usuali sensi sono stato nei contrasti d'amore e d'odio d'attrazioni e di paure con i quali ho sublimato i miei attimi di vita interiore nel riscatto alla miseria e allo squallore della mia infanzia di tristezze E continuo ora il mio romanzo intriso di nevrotiche tenerezze e dolci aggressività insieme con Te Paese mio con le tue albe e i tuoi tramonti che gli occhi dolci delle tue figlie più sensibili nei fuggevoli istanti orditi dalla storia rendono immortali E in Te e con Loro io vivo Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:04
    Rapsodismo

    Rapsodismo Sentieri dissestati inerpicati fin nelle assenze di Dio percorsi da uomini qualunque che s'affannano per la sopravvivenza e guardano con sdegno agli attimi d'amore E vivono incupiti in funerei Nulla nella degradazione della più fatale miseria della loro consapevolezza turbata E me ne vado umile e trascurato vestito solo d'illusioni e di speranze girando in tondo nel mio Sublime a combattere quel Nulla . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 13:00
    Vanità e vita

    Vanità e vita Semantici brividi percorrono in lungo e largo l'IO d'ogni uomo affermando al mondo la spiritualità dei pensieri nel senso piacevole del loro essere Scariche d'elettriche metonìmie e metafore abbronzate di profonde emozioni pervadono le loro anime in estasi zonzeggiando tra gesti e parole e obbedendo leali ai desideri alle sofferenze e alle angosce a conferma della necessarieta' imprescindibile della vanità alla vita Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:58
    Apologo

    Apòlogo Aquile sdrucciole in tutte le stagioni che scapigliate e indomite volano di roccia in roccia di nido in nido nel mistero della loro sofferenza su prede inermi e indifese sofferenti esse stesse E non s'accorgono nell'angoscia della sopravvivenza che anche la loro fine...incombe Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:55
    Al mio ardor

    Al mio ardor fosti seme di faville Occhi piccoli e profondi a far di me un sognatore vivo il tempo che mi resta immerso nella lettura d'ogni dove a scaldare ancora il mio grande cuore voracemente bizzarro e avido di sapere E ne faccio con Dio sereni pensieri e calme emozioni squarci di luce divina a germogliare i fiori delle mie infinite passioni al sole delle notti insonni Presto il dolore busserà alla mia porta presto il destino confischerà la mia vita a compenso del suo futuro e lascerò d'un fiele amaro il mio dire e i miei versi qua in questa perla e al suo divino golfo e alla felicità degli amori vissuti E Tu Cefalù ne terrai per sempre il ricordo e le mie ossa Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:52
    Tra le rose

    Tra le rose del mio giardino Qui giaccio languente tra verdi foglie e spine pungenti che inimicano l'anima Aulenti meriggi d'inutili fragranze scorrono in petali di seta a lambire l'aria a riposare sulla mia pelle distesa tra i fili d'erba e racchiudere essenze di perdute gentilezze nel cuore e generosita' meschine senza giustificazioni E il mio inchiostro assorto nei suoi sogni scivola piano incontro a versi d'amore... e abbasso gli occhi colpevole dinanzi al mondo Cesare Moceo Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:49
    Anni

    Anni Anni che profumano ancora del tempo che fu nostalgie rimaste assopite tra i soffi celesti degli Angeli arie del Cielo stupefatte dal tempo a vivere inseguendo la Via la Verità e la Vita tra acri effluvi e miti intendimenti e scaldare le convenienze che i madidi sudori dei desideri raccattano E apprezzo le mie rughe e il piacere d'additarle al mondo che i sogni mi hanno imposto a risarcimento contro le sofferenze e i tormenti e anticipo di tramonto Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:47
    Al mio ardor...

    Al mio ardor fosti seme di faville Occhi piccoli e profondi a far di me un sognatore vivo il tempo che mi resta immerso nella lettura d'ogni dove a scaldare ancora il mio grande cuore voracemente bizzarro e avido di sapere E ne faccio con Dio sereni pensieri e calme emozioni squarci di luce divina a germogliare i fiori delle mie infinite passioni al sole delle notti insonni Presto il dolore busserà alla mia porta presto il destino confischerà la mia vita a compenso del suo futuro e lascerò d'un fiele amaro il mio dire e i miei versi qua a questa perla e al suo divino golfo e alla felicità degli amori vissuti E Tu Cefalù ne terrai per sempre il ricordo e le mie ossa Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:44
    C'è qualcuno...

    C'è ancora qualcuno che non capisce... o non vuol capire... . . . _ _ _ . . . Cripte dalle forme oscure s'aprono profonde in animi di uomini nel cui grembo occulto s'inerpicano sentieri scoscesi e senza luce rese ancor più buie dalla spelonca malvagità del loro dire E nei giorni in cui s'avvolgono al fare non esprimono se in loro vale più il non senso dell'onore oppure la paura del dovere Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 12:41
    E brucio ancora d'ardore

    E brucio Andiamo insieme verso il destino correndo nell'amore più ardente a percorrerci attimo dopo attimo in tutto ciò che abbiamo nei sensi e nel cuore per arrivare felici alle nostre anime e là attingere la passione che ci travolge E ci parliamo ci tocchiamo e ci accarezziamo con avidità tendendo l'uno verso l'altra in respiri d'onore e di sensualità ritrovandoci io dentro te e tu fuori di te nei nostri corpi avvinghiati là dove risuonano le musiche che il tempo rapisce dove s'effondono gli effluvi dei nostri madidi umori a esalare i profumi che noi stessi aspiriamo e dove abitare e vivere con le nostre passioni Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 10:59
    Voi leggete...

    Voi leggete...che io scrivo... E concepisco la mia storia ornata d'eloquenza e maestosità sentimenti intrisi di verità che lievitano umili nell'interiorità a riempire di religioso afflato l'anima in tumulto e i miei versi degnamente espressi Nudi schietti scritti col cuore e senza punti né virgole a darmi la forza d'arrivare al di la del destino E vivo nel piacere di dar piacere a coloro che vogliono mettere in dubbio il mio dire Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 03 giugno alle ore 10:56
    Gocce di volto sul mio viso

    Tanti,troppi mi chiedono di parlare del mio passato,dei miei anni trascorsi nella mia infanzia palermitana,nella mia giovinezza cefalutana e sopratutto del mio essere quasi memoria storica d'un pezzo di strada...quel pezzo di strada che m'ha visto...vivere. A Loro io rispondo così... Gocce di volto in viso Non createvi alcun obbligo per me ma per voi stessi fate e agite senza soste perché il far niente seppur dolce indebolisce la mente e il corpo accorcia la gioventù e affretta la vecchiaia E comunque evitate di spendere parole in mio favore poiché io voglio vorrò essere e sarò per la gente solo ciò che avrò meritato di essere e quando la natura nell'avversità a se stessa soffiera' sabbia di mare dalle montagne allora potrò dire d'esser stato "qualcuno" o "qualcosa" perché una cosa è raccontare favole ai bambini e altro è scrivere la storia E questo mi è vietato dal cuore. Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 25 maggio alle ore 20:59
    Cercate fra i doni di Dio

    Ho visto miseria
    tra grida d'aiuto
    e dita bruciate...
    in roveti ardenti
    Vorrei gridarlo
    alle nuove gioventù
    e far lor vedere
    con occhi diversi
    ripieni d'amore
    di voglia di fare
    attecchita dentro
    sentimenti infiorati
    di suggestioni e ricchezza
    E quando lo dico
    potete credermi folle
    nel pianto dirotto
    degli occhi già stanchi
    così nel mio tempo
    io perdo calore
    e rido di me
    per quei segni di vita
    E resto abbracciato
    a mutilati sorrisi
    e nel loro rimpianto
    ancor m'abbandono
    pensando al mio tempo
    che già se n'è andato
    e al volere che muore
    ogni giorno d'un poco

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 24 maggio alle ore 20:39
    "muti passaron in quella notte i fanti"

    Non lasciar solo il mio cuor

    felicità

    tra le albe calde del tuo cielo
    e il freddo andare del mio passo confuso

    E nei tramonti d'ogni 'oggi'

    carichi di smunti volti e cuori inariditi

    sciogli il mio canto dal tuo abbandono

    accetta le mie parole

    in questo giorno magico e mariano
    foriero di caldi ricordi

    e siano esse corona
    che ti cinga come allor di premio

    E rimango qua

    tra queste onde

    con gli occhi accesi di speranza

    e la mente persa
    nei sussurri d'un gabbiano che piange il suo cibo.

  • 23 maggio alle ore 20:50
    Manchester

    Esposti alle decisioni assurde del destino

    contro il quale non possiamo appellarci

    viviamo subendo
    i guizzi di primitive immediatezze

    laceranti sentimenti di disarmonie
    a scorrazzare tra i venti impetuosi del vivere

    e tramutare in dolore affollate orge di male

    E senza combattere...uccidono
    .
    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 23 maggio alle ore 20:47
    Sogna,mia anima in pena

    Sotto tenera età
    già s'è spenta ogni natura

    Allegrie d'infelicità

    senz'altro scopo e senza saper nulla di sé

    si perdono tristi tra le banalità insignificanti d'ogni esistenza

    E ringrazio la memoria che concede gli eterni sonni

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 22 maggio alle ore 21:46
    Cieco di luce

    Tènera è l'alba
    che appena s'appresta
    e regala colori
    casini e amori
    e le voglie contorce
    nei brividi a scorrer
    Sogni di chiari pensieri reali
    invadono i prati
    i piaceri e le menti
    riarse dal sudore
    dei cuori che soffron
    nel chiacchiericcio soave
    tra blocchi di fango
    e colate di terra
    E quando i cancelli
    si schiudono alla vita
    diviene dolce la sera
    ,
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati