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Poesie di Cesare Moceo

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  • 08 marzo alle ore 21:27
    La luce spenta dell'interiorità

    Rimesto con foga
    nella cenere dei miei pensieri spenti
    a cercare misteri
    rimasti ancora caldi d'essenza
    soffiando forte sulla loro agonia
    per farli riaccendere
    nella stupidità di sacrificare
    il mio fiato inutilmente
    Altre idee soverchiano il passato
    ponendosi innanzi
    allo scorrere impietoso del tempo
    a ciò che ormai s'è fatto
    e a quel che ancor s'ha da fare
    E non mi resta che
    cercare un posto al sole
    e abbronzarmi di ricordi e di pace
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 marzo alle ore 21:25
    Essenza di sbornia

    Vado
    di giorno in giorno
    passo dopo passo
    sottobraccio ai miei pensieri
    che cercano le diversità
    e ai miei gesti
    che al contrario
    vivono di consuetudine
    E costruisco nella mente
    paesaggi immaginari
    intrisi delle mie sensazioni
    a farmi vivere
    momenti d'appagamento
    e di Verità interiore
    Non è vita forse
    ciò che decidiamo di farne ?
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @

  • 08 marzo alle ore 21:22
    Internamento libero

    Costretto
    a intraprendere ancora una volta
    il mio viaggio

    sempre in fuga
    dalle persecuzioni dell'anima

    inseguo le mie orme
    per sopravvivere alle intemperanze
    dispettose della mente

    Condizioni testamentarie
    a donare crudeltà senza salvezza

    e apolidismi ad anticipare
    lotte e grandi disagi

    intolleranze e esecuzioni

    E cerco la mia terra promessa
    nel mio internamento libero

    dove vivo libero
    tranquille parentesi di felicità
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 marzo alle ore 21:20
    Tra versi d'uccellini festanti

    Miscugli di sensazioni
    mai immaginate

    provo nel mio desiderare
    una diversità di vita

    che annulli ciò che mi da contro
    nel piacere d'averlo incontro

    Di viver finalmente
    qualcosa di diverso e di vero

    che non resti intorpidito

    dalla solita monotonia
    d'opachi raggi di vita

    o dalla tenue brezza
    che annuncia ancor l'inverno

    spandendosi maligna

    tra gl'inferni delle menti
    di chi pensa solo

    al suo rozzo e inutile fragore
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • Ogni ghjornu rrisettu cuntentu i miensuli
    ri sta granni bbibblioteca ca ieni a vita
    (Ogni giorno rassetto contento gli scaffali
    di questa biblioteca che è la vita)

    e 'nsiemmula e tanti cunti d'amuri
    ci lieggiu i suffirenzi ri tanti puoviri cristi
    (e assieme ai tanti racconti d'amore
    leggo delle sofferenze di tanti poveri cristi)

    miserabbili e accattuni
    (miserabili e accattoni)

    E scuossi tagghenti chini ri dulura
    subbitu m'avvampanu i carni
    (E brividi taglienti cosparsi di dolore
    subito mi avvampano la pelle)

    finu a bbruciarimi tuttu
    (fino a bruciarmi del tutto)

    Minni vulissi scappari prestu d'i sta vita
    pi jriminni a passiari 'nte strati ra me fantasia
    (Vorrei scappare presto da questa vita
    per andarmene a passeggiare per le strade della mia fantasia)

    puru si sunnu chini ri turmentu e ri silenziu
    (pure se sono colme di tormento e di silenzio)

    a cummattiri sulu chi me pinzera
    e accussi putiri campari cchiù filici
    (a contrastare solo con i miei pensieri
    e così poter vivere più felice)

    E 'nutirmenti cercu rintra i negghi ra me testa
    a to facci ridenti
    (E inutilmente cerco tra le nebbie che ho nella testa il tuo viso sorridente)

    splinnenti di luci mmensa
    (splendente d'immensa luce)

    dispirata spiranza rintr'o scuru ra me menti
    (disperata speranza nel buio della mia mente)
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destierodoc @ Tutti i diritti riservatiAltro...
     

  • 08 marzo alle ore 21:16
    Io,bonario di mutevole tranquillità

    Giorni

    in cui mi sembro insignificante

    nel mio malessere
    di sentire la futilità del mio vivere

    inutile come un'h muta

    senza aspirazioni

    senza senso nel non saper cosa dire
    o cosa farne di me

    rampollo di un mistero
    svelato nei penetrali dei misteri

    Eppure mi sento ciò che sono

    dentro la mia interiorità
    dove rimargino silente le mie ferite

    là dove rendo la mia anima diversa

    nei libri che leggo

    per gli uomini che ivi conosco

    per il loro vissuto studiato e compreso

    che mi fa rimaner lucido
    seppur pervaso della mia diversitá
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • Assumo il mio volto di guerra
    nella stranezza della mente
    che pensava non potesse mai accadere
    E diviene un rovinoso decadere dell'anima
    il pensiero che la strugge
    e che arriva là dove non doveva osare
    vicino alla tragedia
    che prende uomini e donne
    Fiero di esser coerente con i miei pianti
    con la mia soggezione e le mie paure
    m'importa il viver degli altri
    senza pensare al mio vivere
    e agisco in favore delle voci d'amore
    che incalzanti m'assalgono il cuore
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Desttierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 marzo alle ore 21:13
    Questo presente,il mio presente

    Un’unica emozione
    scherza con i pensieri della mente

    voler vivere nella pace

    E provo a mettere insieme
    mille e mille parole

    ma non ne trovo quasi nessuna
    per dare voce a questa mia disperazione

    mentre m’accorgo che nulla cambia

    Stessi visi incontrati

    stessi occhi

    alcuni sinceri e onesti
    belli come il mare

    altri rapaci

    con sguardi infelici intristiti di male

    E non capiamo che
    dovremmo vivere ogni giorno

    convinti che la vita sia adesso

    senza aspettare il domani

    Amiamoci e godiamone

    perché il tempo che ci resta
    è l’unica cosa certa che abbiamo

    senza perdere nei cuori
    la voglia d’amare

    E viver al meglio il presente

    questo presente
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 marzo alle ore 21:11
    Tu, miseria d'uomo

    E si... va bene così

    accettati...nella vanità della tua ribalta

    guardandoti allo specchio

    nei tuoi occhi
    amoreggiar con loro e tra di loro

    Regalati egoista

    la falsa generosità
    della tua finta tenerezza

    tra le invidie e gli odi
    che architetti apposta

    deflagranti

    che germogliano fertili
    nei terreni delle illusioni

    dove crescono rigogliose

    concimate di volgarità
    e povertà d'anima

    senza alcun bisogno
    di mettere a nudo le emozioni

    Tu miseria d'uomo

    a poltrir di giorno

    mentre la notte fiorisci
    negli aliti di striduli pensieri

    lasciando al mondo

    flebili sospiri d'incestuosi amplessi
    tra l'anima e il vivere
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 marzo alle ore 21:09
    Io, guerriero e artista

    Volto sociale
    della mia vena poetica
    restano i miei versi
    nei passi diversi
    che carezzano di dolcezze
    le mie esperienze spartane
    nel complicato rapporto
    col potere della mente
    Voglie sublimate
    di desideri senza maschere
    d'approcciarmi agli altri
    ancor prima che a me stesso
    E inutili sono i sensi di colpa
    che m'invadono nell'anima
    per ciò che ho sacrificato
    nel piacere immenso
    delle mie scelte "contrastate"
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 08 marzo alle ore 21:07
    Uomo o animale ?

    (il mio grazie a Noel)

    Vivo in simbiosi
    con l'animale che è in me

    nell'incoscienza
    che la vita stessa mi offre

    e che anticipa il mio oblìo

    Penso spesso
    a cosa sia la felicità

    parlandone a me stesso

    quale presupposto
    della mia coscienza

    e nel preciso istante
    d'averne avuto coscienza

    fondendola con la confusione
    delle ragioni del mio vivere

    m'assale l'infelicità

    per averla persa
    prima d'averne goduto
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservatiAltro...
     

  • 03 marzo alle ore 8:27
    Il concerto dei sogni

    "E voilà,raccogliamo ciò che abbiamo seminato,ciò che può sembrar semplice e che invece diventa complicato...maledizioni ereditate alla nascita" (Cesare Moceo) Abbandonato al mio vuoto e usurato dagli anni già scorsi mi sento ora come un violino consumato dal tempo sorpreso a soffrire la sua voglia di continuar a suonare E rimango sospeso in quel vuoto ad ascoltare la mia anima appesa al filo che la unisce al cuore e ferma nel suo voler donare amore a invitarmi ancora a pizzicar le mie corde a continuare il mio modo di vivere di parlare alle coscienze e risvegliarne l'impeto E rimango qui a sentir dentro le farfalle allevate con rispetto e passione ancora la musica di quel desiderio che batte il suo tempo nel concerto dei sogni . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Cerco senza trovarlo ancora il senso di questo vivere il motivo per il quale restano nell'ombra le volontà migliori riducendosi a involontarie nostalgie dell'anima sentieri su cui non cammina più la vita E crepuscoli prosternati ragioni di disavanzo interiore conducono a estremi gesti .

    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:25
    Il breviario dell'odio

    Leggo nel breviario dell'odio il dolore dell'abbandono i dubbi e il silenzio dell'oro nei confronti del piombo in una distanza che nel tempo divarica e prevarica atti di solennità che avvolgono ogni sfumatura e ogni dilemma della condanna alla povertà intellettuale assurta alla piena coscienza che parlare potrebbe esser ancor peggio che restare in silenzio . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:24
    Desideri e disincanti

    Passeggio lungo la strada che porta al domani pensando a rime immediate che spesso dimentico nell'esitare al pensarle senza capirne il perchè È come se veli oscuri facessero da sipario tra me e quell'esitare lasciando nell'aria il destino sospeso malizioso e stanco voluttuosamente abbracciato alle soavità del tormento E piangono dentro l'anima ... desideri e disincanti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:23
    L'attesa

    Aspetto dietro la porta di questo calvario le sofferenze gettate via da altri dolori a farmi compagnia e palpitare il cuore Son qui che aspetto le più buone notizie e chiudo aprendo la vita alla felicità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:22
    Impegni intellettuali

    Instancabile cantore dei tormenti e delle afflizioni lascio incontaminati i sentimenti e le passioni Mi sento e sono ancora un incosciente ragazzo del'53 da seguire con parsimonia nei riflessi incondizionati del suo sapere e del suo volere che attanaglia i piaceri interiori montature bislacche dal forte impatto emotivo che sanciscono la fine della libertà dell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:21
    Sentire e vedere

    Ora che l'ultimo freddo va all'abbandono dell'aria lasciando al passato i suoi gelidi tremori la vita si accalda nell'azzurro del cielo rallegrando anime e intime passioni astratte intrise d'acerbe malinconie E ritorna nello sguardo il piacere d'ogni paesaggio di lussureggianti messe distese di verde pellegrine nel loro rinascere giovani e vecchie in se stesse negli occhi propizi di divina amicizia . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:20
    Nel silenzio del mattino

    Rinasco nel mio mondo immaginario pieno di cuori pulsanti di sangue e di vita Là intesso dialoghi intimi col mio presente unico interlocutore che ha in sè la capacità di comprendere l'aridità in cui si è essiccata l'anima mia E non credete Voi che il mio sia il tempo dell'ozio lavoro di testa e stanco d'affanni nel mio sentire interiore a far risvegliare in ogni piacere addormentato questa mia sfrenata passione e tutti gl'impulsi folli che attendono silenti Me direttore di quest'orchestra dove i sentimenti soffrono e si mescolano nel piacere di dar musica alla vita E nel silenzio del mattino... ...l'orizzonte mi parla . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 8:19
    Il mio spirito bizzarro

    Canto il mio dover esser astemio scuotendo la testa per questo "difetto" nel naturale incanto di madre natura E subisco il mio lacrimare nell'eleganza del mio pianto per ricordi che il tempo ha già ingiallito aborti di brindisi e d'allegrie a darmi grane di storia familiare nella mia passione di scrivere e dispetti seminatori di zizzanie a appiopparmi sulla pelle a chiaro marchio l'ipotesi surreale e non veritiera che ciò che potesse mancarmi era la guerra . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 26 febbraio alle ore 14:10
    Notizie dal mio meditare... lascivo

    Note accomunate nei suoni sedotte dal mio prestigio intellettuale uniscono le mie ore e le mie intenzioni in un unico desiderio di vita un'unica speranza di viver di vita il giorno che scorre e in questo decorso approfitto di ciò che mi fa star bene godendo nel mio bicchiere mezzo pieno anche in un eventuale star male D'altronde cosa posso pretender io dal mio invecchiare attimo dopo attimo se non il piacere di sognare un domani risplendente ogn'ora per la vita per me perchè sono io la vita stessa .

    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • «Siamo fatti anche noi della stessa sostanza di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra esistenza.» ( William Shakespeare, La tempesta) Sto fermo con gli occhi fissi sul nitido orizzonte che fascia il mio pensare Improvvisi ricordi mi riportano ai mattini della mia infanzia e risplendono su quel passato a ripercorrere presagi futuri e le angustie per ciò che spettava al mio vivere E resto affacciato a questa ringhiera a gustar con lo sguardo il piacer del mio mare meravigliosamente bello con un solo pensiero a riempirmi l'anima l'intima consapevolezza non non esser stato solo un lampo nel ciel sereno .

    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 21:13
    Vi chiedo solo un attimo

    Il mattino si spande sul mio paese attonito d'amaro lutto con la ragione che non vede l'aurora Anche il sole mortificato nasconde i suoi raggi spiaciuti legati tra loro d'umana memoria a suscitare determinate emozioni con rabbie preoccupanti che invadono i cuori nell'efficacia della deterrenza variabile dipendente della camurria della privacy con la sua pericolosità d'utilità senza vantaggi che rinchiude tormenti e sfoghi abortiti nelle illusioni senza speranza Fermatevi solo un attimo per rispetto all'Uomo andato via pur nella comprensione che la vita scorre oggi vuota e senza calore senza quel minimo d'amore che scalda ogni cuore E scrivo da uomo di fede col coraggio silenziato questa storia e il mio futuro con le dita a scorrere veloci sui tasti dolenti del vivere a inventare nelle menti il piacere di bei momenti stringendo nel pugno e nell'anima la speranza d'inseguire ancora la vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 21:12
    Lupo randagio

    Distributore di me stesso tanto da desiderarmi dove manco cerco il mio sapere nel paio di scarpe di chi va scalzo Nato solo con ciò che mi è stato donato do importanza alle parole come fossero carne profumata cotta alla griglia della passione da dare in pasto a lupi affamati E vivo del piacere d'avermi sfamato ...mentre il cielo s'oscura . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 21:11
    Impulsi dispersi nell'innocenza

    Mi sento a volte come se fossi la parte malata di chi mi legge responsabile involontario dei suoi orgasmi sviliti e mendicati senza povertà nei versi ispirati dal mio imbrunire interiore inteso come risveglio di quella luce dell'anima che ha vissuto i suoi bagliori nell'astrattezza più astratta E se anche capissi ancor di più in ogni sussulto di me sarebbe solo uno schiaffo al suo piacere lasciato impigliato in rime spontanee senza calore . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati