username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 04 mar 2014

Chiara Casalini

07 agosto 1977, Legnago (VR) - Italia
Mi descrivo così: Non amo parlare di me, preferisco scrivere, raccontare il mondo a modo mio. Sono schietta e sincera, amo l'arte, la musica e sono convinta che la Natura sia la nostra più grande Maestra. Scrivo pensieri, poesie, da sempre: ho iniziato sui banchi di scuola. Nel 2011 ho esordito con il mio 1° romanzo.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 29 aprile 2015 alle ore 15:36
    I fuochi di Beltane

    Bruciano i fuochi
    Brillano gli occhi
    E inizian le danze
    D'argento ci illumina la Luna
    E poi il bacio dorato del Sole.
    Bruciano i fuochi
    Si muovono i corpi
    Ringraziando la Terra
    Guardando al Cielo.
    Solo noi
    Tra la terra e il cielo,
    Ancora una volta
    Insieme danziamo
    Tra i fuochi a Beltane.

     
  • 11 dicembre 2014 alle ore 2:57
    Spiriti nella Notte

    Spiriti nella notte
    Anime tormentate
    Sfiorano l'acqua gelida
    Increspata dal vento
    Che leggero le sospinge.
    Lacrime che infrangono
    Lo specchio del silenzio
    Senza un gemito,
    Solo un fremito.
    Parole soffocate,
    Mai dette,
    Come figli mai nati
    Di spiriti inquieti
    Che la vita ha dannato
    Ad un eterno vagare,
    Un eterno cercarsi
    Senza mai trovarsi.

     
  • 04 marzo 2014 alle ore 15:16
    Donna

    Vivo
    Ogni istante,
    Ogni emozione,
    Ogni respiro del cuore.
    Vivo
    Eppure a volte è
    Come guardare il mondo
    Dall'alto d'un cielo 
    Tutto mio:
    Aquila solitaria.
    Così mi chiedo 
    S'altri mai solchino 
    Quelle eteree vie
    Senza mai incontrarsi.
    Vivo
    E dall'alto osservo
    Quella follia che uccide,
    Quella follia che tormenta
    E nel silenzio tortura.
    Vivo
    E ricordo
    Un dolore anche mio,
    Passato,
    Come un temporale d'agosto
    Che tanto ha distrutto,
    Ma la Terra guarisce
    Sempre.
    Aquila
    Che studia la vita,
    Donna
    In ogni istante,
    In ogni emozione,
    In ogni cuore:
    Vivo.

     
  • 04 marzo 2014 alle ore 15:15
    Rapita e creata

    Ferite che forse mai guariranno,
    Cicatrici indelebili del cuore.
    Come un angelo
    La mia anima hai rapito
    Nel cuore della notte,
    Tra lacrime e disperazione
    La tua luce mi hai mostrato.
    Ali scure mi mostri,
    Macchiate dall'umana follia,
    Infangante dall'odio
    Che a te han scagliato
    Senza colpa,
    Senza un lamento.
    Sulle spalle porti il mio peso,
    Ennesima piuma da levar alta
    Su cieli di piombo e smeraldo,
    Sopra una terra divorata
    Da oceani d'acqua e fuoco,
    Fiumi d'acido e velenosi fumi.
    La tua luce diviene mia
    E una nuova lampada accendo,
    Ali di fuoco bruciano la mia carne
    Per volare al tuo fianco
    Guardando una terra morente,
    Attendendo di dar lei nuova vita.

     
  • 04 marzo 2014 alle ore 15:14
    Voci di sangue

    Nera terra di rosso tinta,
    sangue ancor caldo
    che le pietre imbratta.
    Sol questo resta
    a memoria della mia storia.
    Sol questo resta
    qual tangibile segno
    della mia esistenza.
    Ma ciò che gl'occhi vostri
    mai vedranno
    saranno i fantasmi
    delle vite che ho preso,
    da oggi miei compagni.
    Voci che ogni notte
    al mio orecchio sussurreran
    morte e dolore,
    vendetta o giustizia.
    Il loro respiro ho preso
    e in me li ho accolti
    guardando la loro luce
    spegnersi in un soffio
    e discender nel nero abisso.
    Le loro voci:
    voci di sangue,
    la mia ombra divengon.

     
  • 04 marzo 2014 alle ore 15:13
    Oltre le nere porte

    Così spalanco
    Le porte del mio Inferno
    Prigione di anime perdute
    Che urlano al cuore
    "Non sei all'altezza!".

    Diversità palpabile
    Diversità incompresa
    Diversità condannata

    Buio che nei pensieri scivola,
    Nero più del nero,
    Pesante come piombo,
    Bruciante come ghiaccio.

    "Non sei all'altezza!"

    Così spalanco
    Le porte del mio Inferno,
    Apro le braccia alla Luce
    "Brucerai donna!".

    Il cuore involve nel suo dolore,
    Come schiacciato dal peso di sé
    Per una realtà illusoria
    A cui non sembra appartenere,
    A cui non sente d'appartenere.

    "Brucerai donna!"

    Apro le braccia alla Luce,
    Alle spalle il vostro Inferno:

    Brucerò 
    Come il Sole,
    Come Stella senz'eguali,
    Gridando
    La mia Libertà!

     
  • 04 marzo 2014 alle ore 15:11
    La Luna del Lupo

    Un mare in tempesta che s'infrange su neri scogli. 
    Il tuono irrompe nel silenzio dell'Anima, 
    un fragore come onda violenta che tutto spazza.
    Ricordo violento,
    Storia scritta tra sangue e passione,
    Amore e morte.
    Memorie di un ultimo canto.
    Memorie di un Lupo che al cielo grida il suo dolore,
    Lo strazio della Luna che in silenzio l'osserva.
    Storia scritta tra sangue e passione.
    Dolce melodia di questo mare mai calmo
    E il fragore d'un cuore che vive d'istinto,
    Di unghie che affondano nella carne
    E zanne che accarezzano labbra lontane,
    Impalpabili.
    Ululato che scuote la notte
    Alla ricerca della sua pace
    Che lassù splende
    In un richiamo Eterno...
    Non mi lasciare mai
    Perché tu sie la  mia casa nel mondo
    La  mia guida nel buio
    Il mio amore senza fine...
    Non mi lasciare mai
    Perché tu sei l'unica Madre che ascolto,
    L'unico volto che un Lupo
    Sogna
    Desidera
    Cerca...
    Perché tu sei la mia Luna,
    rossa di sangue o d'argento splendente.
    Tu sei la mia Luna.

     
elementi per pagina
  • 10 luglio 2014 alle ore 10:45
    Drago di Fuoco

    Come comincia: Così il Drago s'assise sulla grande roccia
    al centro dell'Antico Lago di Fuoco
    e si rimise a guardare.
    Osservava il lupo ferito
    leccarsi nuove cicatrici
    e lottare per non lasciarsi avvelenare,
    vegliato dalla grande Aquila
    che si librava nel cielo sopra di lui
    senza mai abbandonarlo.
    "Non è il Tempo" gli disse
    e la sua voce risalì la Terra
    facendola tremare.
    La Donna l'udì
    e la brocca cadde sui ciottoli
    dove riversò la sua Acqua.
    Tremò fin nell'Anima.
    Si chinò a raccogliere i cocci
    che ne feriron la candida pelle,
    riversando quel Sangue Rosso
    nell'arido terreno che avido lo fece suo.
    La Terra fiorì d'incanto,
    partorì succosi frutti:
    di nuovo avrebbe sfamato gli Uomini.
    Il Drago parlò ancora
    "Verrà il Tempo"
    e la sua Saggezza scosse appena il suolo:
    un Sussurro che la Donna fece proprio.
    Comprese allora.
    Si alzò,
    lasciando quei pezzi d'una brocca ormai in frantumi;
    la Terra stessa li avrebbe coperti e resi parte di sé:
    un ricordo
    che un giorno altri Uomini avrebbero trovato
    riscoprendo la loro storia.
    Nuovi Uomini e Nuovi Tempi
    attendeva il Drago nelle sue Forme.
    Nuovi Uomini e Nuovi Tempi
    attende
    in quell'Antico Lago di Fuoco,
    mentre quegli occhi d'oro e di stelle
    tornano ad osservar silenti.

     
  • 04 marzo 2014 alle ore 15:19
    Un regalo speciale

    Come comincia: C’era una volta
    una bambina dai lunghi capelli dorati e gli occhi azzurri come il cielo di nome Lilly. Un giorno la mamma la mandò a comperare due dozzine di uova per preparare lo zabaione per la cena di Natale. Infatti, come tradizione, tutta la contrada si riuniva nel giardino del loro palazzo per scambiarsi gli auguri e accendere le luci del grande albero.
    Lilly scese di corsa le scale, ma distratta da un uccellino di cristallo poggiato proprio sull'ultimo scalino, inciampò. Si sedette piangendo a terra fissando quell'uccellino.
    Thomas, che si era da poco trasferito nel palazzo, rincasava proprio in quel momento con la custodia della chitarra a tracolla che pendeva dietro la schiena. Vedendola si fermò, poggiando a terra la borsa della spesa e chinandosi verso di lei.
    - Che ti succede piccola? – le domando portandosi alla sua altezza.
    Lilly lo guardò singhiozzante, ma aveva paura di quel ragazzo dai lunghi capelli neri e i jeans strappati. Aveva sentito spesso la mamma parlare con la vicina e la signora Metti del piano di sopra e dicevano sempre cose brutte di lui, almeno così le sembrava: lui non si faceva mai premura di raccontare loro i suoi affari, se ne stava per conto suo e rientrava a casa alle ore più strane, portava i capelli lunghi e vestiva strano.
    - Non parlare con gli estranei mi dice sempre la mamma. – esordì la piccola.
    Lui sorrise tendendole la mano.
    - Allora piacere, io sono Thomas e tu come ti chiami? –
    - Lilly! – gli rispose smettendo di piangere e stringendogli la mano.
    - Bene Lilly, adesso non sono più un estraneo. Mi dici cosa ti è successo? –
    - Stavo guardando quell'uccellino e sono inciampata. – disse mortificata indicandogli lo scalino.
    Thomas si voltò e riconobbe il portachiavi che portava su una delle cerniere della sua chitarra. Lo raccolse facendolo ciondolare davanti alla faccia di Lilly.
    - Mi deve essere caduto prima. Ti piace? –
    - Sì. –
    - Allora te lo regalo, ma ad un patto: smetti di piangere. Un bel sorriso cancella tutti i mali perché è come una calamita e attira il sole come l’estate. -