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Poesie di Emanuela Lazzaro

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  • 16 giugno alle ore 22:24
    Non Senso.

    Quando pare solo per abitudine
    che i giorni scorrano,
    come foglie secche che oscillano
    senza una direzione,
    torna ancora in superficie
    il colore che del Vento dell’inverno,
    fugge già la carezza,
    quando l’età resta sola alla porta.
    È il cobalto d’uno sprazzo tra le nuvole
    o un sussurro che vibra tra le onde,
    mentre il Faro un po’ irride
    una pennellata di sole in laguna.
    Eppure, non oso scordare
    che ogni mio sguardo mai è sazio
    d’ogni effimero attimo già perso,
    perché nell’udire
    la Bora scompaginare i pensieri,
    non posso cedere
    al muto avanzare della vita orba,
    mentre ancora siedo immobile al Molo.

  • 07 maggio alle ore 23:18
    L'albero del fico

    Accanto l’orto, v’è un albero di fico
    che s’erge forte e severo
    e stende insieme le sue braccia,
    rigogliose di foglie palmate,
    per udire tutte le storie,
    nate all’ombra d’una breve sera.
    Come un solitario guerriero antico,
    egli scruta un po’ il mondo,
    dal cortile sino all’Espero
    e tende all’età dura, senza più alcun timore
    della tempesta che sfreccia
    o della corteccia che si sgretola.
    Coi suoi frutti zuccherosi
    e l’ampio collo di legno,
    egli dipinge l’Estate
    del suo regno un po’ ammiccante.
    Mentre tra i rami si posa
    la rugiada del mattino che segue,
    egli offre l'avvenire
    d’un sapore pendente di viola,
    per accogliere l’uomo
    che sotto le sue fronde, le membra già nasconde.

  • 18 aprile alle ore 12:56
    L'onda

    Cieli ameni siedono sulle sabbie deserte:
    v’è un silenzio attonito
    tra le immondizie sulle strade,
    s'appressa strisciando l'odore di fango e sangue.
    Sale il giorno sopra le case,
    dopo che l’onda s’è allungata folle.
    Così all'angoscia l'uomo apre.
    Mentre il sole abbaglia ancora le palme straziate,
    si celano un po' sugli scogli
    gli echi di poche ombre perdute.
    Secca in spiaggia s'arresta la morte.
    Ma le grida d’un vecchio tremano nel vento,
    come coltelli che affondano,
    pesano sui corpi anonimi.
    Ieri in una conchiglia erano chiusi i ricordi
    di due bimbi compiaciuti
    nel ridere d’una vacanza desiderata,
    mentre oggi giacciono i rottami
    tra i miliardi d’una partita mai finita.

  • 21 marzo alle ore 21:16
    Il sonno della libertà

    Nel buio, difficile è trovare un’ispirazione
    prima di cedere al silenzio,
    mentre all’ombra opaca di una lampada,
    lo sguardo si ferma assente;
    ma forse è la mia mente
    che pullula di così uggiosi anfratti
    dove un po’ si perde inerme
    anche la corsa a dileguarsi,
    poiché neppure i sogni possono acquietare
    la fatica muta di sopprimere la noia.
    Eppure Morfeo già mi sussurra
    che il sonno è la sola libertà nuda
    a cui ogni uomo anela,
    prima di svelare ogni debole paura,
    solo mi resta negli occhi,
    la nebbia che ancor piove sulla memoria
    mentre la notte copre di pace,
    le membra che s’adagiano un po’ spossate.

     

  • 16 ottobre 2018 alle ore 21:41
    Un canto per chi ama

    Sotto le fronde degli ampi platani,
    tra liete figure e note,
    ecco, io sono un verso 
    che qui resterà, ovunque in Te,
    come l’incanto d’ogni breve attimo
    che riverbera solo
    dalle labbra dell'Aurora,
    quasi una foglia bagnata dal sole,
    mentre la Bora accarezza,
    inconfessabili errori,
    inciampando tra fuochi nella nebbia.
    Sul ghiaccio soffia un anelito
    di quel tenue sogno,
    quando col cuore all’inferno,
    più non bastava ricordare
    l’eco di una sola voce
    né dell’infinito, un fremito
    per seminare nell’odio l’amore
    e di pace, colmare ogni debito.
    Suvvia, non tacere!
    Poiché l’ombra di me morrà
    se il cielo si confonde,
    mentre si trascinano le nostre anime,
    cullando diversi fantasmi,
    nell’oblio, d’un colore già appassito.

  • 20 agosto 2018 alle ore 11:19
    L’alba sul golfo di Trieste.

    Quando odo scivolare tra le onde
    i sospiri del tempo
    e gli informi giochi
    di luce a cadere dal cielo,
    io chiudo i miei occhi
    e sono vacui di inverno,
    gli infiniti istanti
    carezzati dal gelido vento.
    Sul golfo si posa un po' l'anima
    e, infine oltre lo sguardo,
    stende le sue dita cangianti
    una candida pittrice
    che il buio non strema.
    Orsù, non muore più la mente
    sol perché un’ombra si perde.
    E tra i mille sussurri del mare,
    fluttuano diversi colori
    poiché si veste di quiete
    un'emozione che più non offende.

  • 17 agosto 2018 alle ore 10:38
    L'alba degli uomini (al Porto di Genova)

    Ai primi chiari, i naviganti
    s’affannano lunghi
    a cavalcare  un po' i flutti,
    fra le bettoline, si confondono nel golfo.
    Mentre i gabbiani dal roco eco
    fendono così il cielo,
    un pescatore con la lenza in mano
    siede lesto in silenzio,
    alla roccia del Faro indugiando,
    a legare attese per il giorno che viene.
    Egli porge l'occhio al minuto,
    la canna poi s'impenna
    al breve guizzare d'un pesce.
    Si fermano intanto i passanti,
    a mirare luci, nel mormorio delle onde
    e si stringono insieme
    quando gli spruzzi bagnano,
    gli sguardi disattenti 
    mentre il sole s'alza a dissipare i sogni.
    È finita l’alba degli uomini
    che vivevano da soli quegli anni,
    quando tra cielo e mare
    non v’era alcun confine
    né si spegneva più la voce
    di chi con il suo lavoro,
    pescava la fatica d’ogni giorno.

  • 13 gennaio 2018 alle ore 1:31
    Da sempre

    Quando il sonno s'avventa,
    i tuoi cerulei occhi
    sfiorano i miei pensieri,
    come pioggia di notte.
    Temo il tempo e sale,
    da ieri, il caldo soffio
    della tua docile voce
    a decidere di me
    che sorte eseguire.
    Eppur sii onesto e parco,
    d'uno sguardo d'acciaio
    e dei tuoi passi distanti
    si tingono i miei giorni.
    Cosi con me sei da sempre.

  • 19 novembre 2017 alle ore 10:29
    Novembre

    Dell'inaridita anima
    tento con la mente,
    tutte le parole insieme,
    come semi di luce,
    di svegliarla dalla nebbia
    e dal silenzio delle foglie
    che cadono a pioggia.
     

  • Cercandoti fuori per ispirazioni,
    un verso di rosso cangiante,
    e di più spazio, il corpo fremente
    con emozioni sparse in internet.
    Scorticata frontiera di mercato,
    nell'economia del sentimento,
    Non saprei di quale sistema
    sono già parte, oh poesia.it,
    tu lo sai, io sono solo un writer
    e di alcuna mia parola mi pento,
    soffio sulle dita e alzo lo sguardo,
    Ti dirò che prezioso è il tuo dono,
    tu sei venuta per amare questo volto.
    Cosi scrissi a muro in Facebook.

  • 26 settembre 2017 alle ore 0:37
    Ed è un respiro gentile dell'alma

    Cade, cieco, nella notte,
    il silenzio con dodici tocchi,
    fuori dalla porta, un grillo
    struscia con forza il marmo
    mentre la pioggia oscilla,
    e un tanto breve, il Greco
    alla mia finestra ormai siede.
    La Tv avanza su corpi uggiosi,
    storie e voci, applausi confusi.
    Gli uomini, in inutili secondi,
    sono costretti da giovani,
    e ripetono film senza soldi.
    Sorge una bizzarra illusione
    che il buon borghese ignora,
    e si cuoce in ipertensione
    l'animale che fugge ridendo,
    l'umile che si stende sul letto.
    Mentre s'adombra in indaco,
    mentre una mano si fredda,
    a masticare cimici sui muri,
    il sonno si tinge in chiaro,
    odo il lamento della civetta,
    alle amiche della luna sorride,
    con le sue dita, una tessitrice
    piano, a levarsi da terra, l'Aurora.
    Ed è un respiro gentile dell'Alma.

     

  • 28 ottobre 2016 alle ore 1:03
    Memorie dal passato.

    Da te vorrei udire una poesia
    ed illudermi che sia solo mia.
    Potresti levare un obiezione
    ma poi socchiudi le labbra,
    ed io sudo, sospiro e sorrido,
    mentre vago con la memoria,
    e penso alla tua breve forza
    di una mattina di luglio.
    Con te ho finito le scuse
    e attendo che si avvicini l'ora
    in ansia di non saper decidere.
    Perchè ho iniziato a scrivere?
    Oggi sento dentro un viaggio
    ma forse domani
    non troverò ancora l'incrocio.
    Eppure, Aphorism
    tre parole a caso mi ha dato
    ed ora ho voglia di raccontarlo.

  • 21 febbraio 2007
    Sguardi ad Oriente

    Magia di fine inverno:
    fiori sul davanzale,
    lontano scheletri ombra,
    con mani alte al cielo.
    Immota notte bianca,
    seduta sui pensieri,
    mai più ferite,
    che il sole non guarisce,
    perle d'acciaio
    per annegare l'anima.
    Gentile viandante,
    navigando ad Oriente,
    carezze di cariatidi
    reggono il silenzio
    in cerca del tuo ritorno.

  • 03 gennaio 2007
    Clochard (Canto di strada)

    Silenzio, goccia sui sassi,


    l'inconsolabile luna


    spia inquieti amanti,


    rami tra dardi nel vento.


    Lievi fiori di cristallo


    piovono di luce in mano,


    dietro ombre sotto un lampione.


    RIT: Clochard d'amore, Clochard senza voce,


    tra il cemento ed il piombo,


    io qui sono e a nessuno rendo conto.


    Così è già sera: in città,


    sui marciapiedi logori,


    degli occhi color del mare,


    vi è chi dorme e spera,


    un gomitolo arruginito


    ed una chiave al collo,


    per scaldare un po' il passato,


    per sentirsi il re del mondo.


    RIT: Clochard nel cuore, Clochard senza voce,


    il mio migliore amico è un sordo,


    viviamo e a nessuno rendiamo conto.

  • Occhi nel vuoto,
    senza nome
    il foglio,
    bianco ed uguale,
    accecante pazzia
    che sveglia l'idea,
    mani giunte
    a cercare una parola,
    cosa sto facendo?
    Non ricordo
    l'attimo finito
    che ha violato
    un accordo,
    la sera tra le nuvole,
    un grido sospeso,
    L'Italia è giunta
    al capolinea
    di una costosa fatica.

  • 08 giugno 2006
    Magma

    Negli occhi tuoi cerulei,

    vorrei scavare un po’,

    ignorare se più esiste,

    il mare che cerco,

    ed il mio fato già spento,

    che la vita mia hanno perso.

    Il passato danzante

    tra cieche fiamme

    rimembro giammai

    ma un sussulto greve

    poiché ciò che non dice

    la voce o la penna,

    qui fiorisce l’alma,

    rapita nel suo stanco inverno.

    Così un sorriso saprei,

    dalle pagine della tua età,

    giacché  sempre mi parla

    l’idea che vede,

    come un magma, si riveste.

  • 06 giugno 2006
    I passi nel tempo

    Io sono ciò che sono,

    vivo dietro un'ombra

    per più non intristirti,

    mia tenera fanciulla.

    Ma tu forse ora m'ascolti,

    puoi leggere ciò che scrivo,

    mentre ti siede accanto

    il mio pensiero, ogni attimo.

    Perché allora?

    Lo sai, io non chiedo

    che un'ultima tua parola,

    a tergere una mano inaridita.

    Lacrime sui miei passi, stasera.

  • 05 giugno 2006
    Lei non crede

    Lei non crede
    che io possa carezzare il cielo
    e giocare un po’ con le stelle,
    cogliere di luce un seme
    che nell’infinito indulge,
    per deporlo così,
    sul suo tiepido seno.

     

    Lei non vuole
    chinare piano il cuore
    ad ascoltare due parole,
    sfidare la voce del vento
    e rubare tutte le favole
    ad un fiore,
    mentre la notte si nasconde.

     

    Ma io vedo e so
    che osare talvolta è un piacere,
    disegnarti con la mano
    adesso vorrei qui,
    stringerti come un trofeo di caccia,
    mai più sarà così,
    ora che te ne sei andata.

     

    Ma io ricordo
    il tuo Chanel tra le lenzuola,
    cercarti sempre all'alba,
    nel sonno e dopo l’amore,
    qua e là  un respiro,
    scoprire tutti i tuoi trucchi
    e scendere con te sotto la doccia.


    Rit: she does not consider,
    she does not want,
    every song does not have sense
    without a word world!

  • 06 marzo 2006
    Maschere della vita

    Feste, scherzi per sorridere,
    risate ballano sotto le scarpe,
    la gioia di coriandoli e stelle,
    si ama tra le magie del bere.
    Ricordo un cowboy di città:
    finto cappello, vecchie amiche,
    un'idea, oltre la cieca realtà,
    per essere al passo con l'uomo.
    Nuova sera per giocare:
    Finalmente carnevale!!!

  • 18 gennaio 2006
    Amore infinito

    Disegnare, cercare

    il cuore dell'infinito,

    una linea insegue un'orma,

    si desta ad ascoltare

    l'ombra dopo la sera,

    ora che il cielo canta

    il suo quieto lamento,

    un fatuo silenzio,

    tra le bugie dell'età,

    sassi che scivolano

    sul greto d'un fiume dormiente.

  • 14 dicembre 2005
    L'abete

    Fuori dalla finestra,

    l'abete dagli ampi rami,

    domina superbo il prato,

    nel verde,rigogli di luce

    fioriscono rugiadosi,

    qualche perla al mattino,

    tra le sue braccia, due tortore

    scherzano un po' in amore.

    Dio mio, che pace qui ora!

    Io guardo il sole che mi sfiora

    all'ombra d un guerriero

    e respiro già un sogno ameno.

  • 14 dicembre 2005
    Canzone dell'innamorato

    Volare placido nella notte,
    nel silenzio che un po' ci avvolge,
    sedere povero alla tua porta,
    il tuo orecchio forse ora m'ascolta
    chiedere una carezza di luce,
    la tua voce è un fiume che mi conduce,
    nell'immensità di un'emozione,
    come un bimbo con il suo aquilone,
    ti presi un di per un gioco d'amore,
    ma ora chiudo gli occhi ed odo la passione,
    divampare come fuoco, nel cuore.
    Volare e non avere mai pace:
    come un viandante per le tue strade,
    t'accompagno, abbraccio molti sogni,
    per disegnarli poi nei miei fogli,
    tra i respiri celi acri parole,
    non sai quanto spesso mi duole
    col pensiero esserti tanto vicino,
    ma sentirmi poi accanto a te un bambino.

  • 14 dicembre 2005
    Due amici

    Due amici, spesso fra noi, i guai,

    il bar davanti casa,

    la musica, la birra e vai,

    in fondo, la vita è così,

    un bicchiere mezzo vuoto,

    il frigo? Lo vorrei pieno

    e il mio grido, sì, nel cielo.

    Gettare rabbia nei muri,

    come fanno i falsi duri,

    ho cercato di capire,

    ma non è facile fregare,

     lo sai, la propria coscienza.

    Corse in moto, senza regole,

    chiudere gli occhi, lasciare,

    per un istante,il piacere.

    Mi hai detto: è come fare l’amore.

    Ma ora qui: questo bicchiere,

    solo alcool, solo il fondo,

    un po’ di niente, fratello,

    per annebbiarci il presente.

     

  • 12 dicembre 2005
    Canto del viandante

    Io sono e sarò qui,

    ovunque in te, canto

    d’ogni tuo attimo,

    all’alba e al tramonto,

    d’un viandante eterno,

    che la Moira accarezza,

    inciampando tra sogni

    che celano ed alzano

    stelle nella nebbia.

    Tra le lacrime, un anelito:

    attendo il mio giorno,

    col cuore all’inferno,

    per odio e per amore,

    ricordare una voce

    ed udire un fremito

    che ghermisce pace agli occhi.

    Ma se tu vuoi, parla ora

    e l’ombra di me morrà,

    giacché oggi non c’è un cielo

    per confondere un po’ due anime,

    siamo vicini ed orbi,

    tra sazi fantasmi

    che perdono il presente,

    in cerca d un colore

    che hanno dimenticato. 


    RIT:  I sing a song

    for my Little Smiling Word,

    I sing a song

    for a Feeling at the dawn,

    I sing of emotions the Breath,

    for You, my World of Words.

  • 12 dicembre 2005
    Sorriso Blu

    Sono ancora qui

    a parlarti di me,

    mi siedo sul letto,

    con lo sguardo cieco,

    con le spalle al muro,

    lacrime vane

    confuse dal cielo,

    giacciono fredde

    in una notte senza stelle.

    Così lascio il corpo

    e la mente, estranea al buio,

    vagando oltre la città:

    “Lei, lo so, è lì con te…”

    Ma in fondo agli occhi,

    tra i muti ricordi,

    dorme un sorriso blu,

    per non imparare

    che è facile rinunciare

    al sussurro d’un’ emozione.