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in archivio dal 21 nov 2012

Emilio Basta

28 giugno 1945, Venosa (PZ) - Italia
Mi descrivo così: Sono un sensibile sognatore, amante di tutta la poesia di autori emergenti.

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  • 8 ore fa e 19 minuti fa
    Filo Spezzato

     
    Ti cerco:
     
    Su quel prato verde
    Nei tempi fuggiti, e
    Tra le ombre furtive
     
    Ti cerco:
     
    Dolce anima mia
    Nella calda stagione, e
    Nella perenne memoria.
     
    Ricordo quei sogni
    Chiusi da orizzonti
    In quel vortice assurdo
     
     
    Ricordo quei giorni festosi
    Di tante estate assolate
    Con comuni speranze.
     
    “Un filo spezzato arde nel tempo.”

     
  • mercoledì alle ore 12:40
    La Farfalla

     
     
    Respira fra le rose
    Intrise di rugiada.
     
    La farfalla insegue il paradiso
    Si posa sulle mie mani protese
    Per non rimuginare il domani.
     
    Ha trovato la primavera
    Dentro chi vive sotto le stelle
    E al mattino apre il suo cuore
    Riscaldato dai raggi di sole.
     
    Ora vivrà dove vorrà
    Oggi qui
    Domani lì
    Ella vive dentro l’anima.

     
  • martedì alle ore 13:58
    Lettera Al Cielo (RIVISITATA)

     
    Caro silenzio
    Ti voglio bene
    Hai le dimensioni
    Del mare
    Solo il tuo cielo
    Possiede la luna
    È per questo
    Che non posso
    Nascondermi nel buio.
    Quando
    Nel tuo firmamento
    Canta il sole
    Le aquile svolazzano
    Nell'aria quieta
    Cantano con me
    Nella luce eterna.
    Non riesco
    Ad immaginarmi
    Un Paradiso
    Senza affreschi Divini
    Mi impedisce
    Di scrivere versi.
    Ma!
    Non posso fare a meno
    Di capire
    Che l'affetto vero
    È nella memoria dei cuori
    Laddove impera l’odio
    Come può regnare
    La pace nel mondo.

     
  • lunedì alle ore 13:28
    Mare Ho Mare!

    Sento che oggi
    Non è un giorno qualunque
    La mia anima vagabonda
    Avverte nell'aria odore di mare
    Una distesa turchese
    S’intravede oltre le orazioni dei pini
    Chinati al Divino
    Per le troppe
    Tenerezze del maestrale.
     
    Con la gioia infuocata nel petto
    Odo le voci del mare
    Ed io mi godo
    La sua composita musica
    Quiete e burrasca.
     
    Fascino e mistero
    Onde entro le onde
    Uguali e diverse
    Più o meno ritmate
    Simili a battiti del cuore
    Volano preghiere oltre l’infinito.

     
  • domenica alle ore 13:14
    E La Chiamano Vita

     
    In una saggezza confusa
    Vive un semplice fanciullo
    Con stupide immaginazioni
     
    È come se non esistesse
    Eppure vive tutte le stagioni
    Le intere evoluzioni del creato
     
    Sotto un maestoso albero
    Sprovvisto anche del cielo
    Ti scanso e il vento ti accosta.
     
    Perché non ti siedi con me
    Fermati, riposati un pochino
    Dato che non ci siamo mai visti
     
    Ti scorgo nel giorno che mai verrà
    È il nostro familiare destino
    E la chiamano vita.

     
  •  
    “I miei haiku!”
    Ombre cinesi,
    Di rime scherzose;
     
    “È una favola!”
    Cimentarsi,
    Con versi haiku;
     
    “Forse è poesia! “
    Rimare dei versi,
    Che scrivo per me;
     
    “Il sole è alto!”
    Regala le ombre,
    Seguite le mie orme.

     
  •  
    La prima neve
    Inverno alle porte
    Con lunghe notti
    Non odo una voce
    La neve è copiosa
    Un nuovo scenario
    Bianco Natale
    Il rumore del mare
    Tutti a tavola
    Tardi a letto
    Una meta alle porte
    È il Capodanno.

     
  • 13 gennaio alle ore 18:59
    Cuore Di Ragno

    Mentre
    La mia stella
    Resta a guardare
    Tu abiti e scorrazzi
    Di giorno e di notte
    Da padrona
    Nella mia anima.
     
    Sei uno strano uccello
    Mordi la vita
    E voli via
     
    Frantumi i miei silenzi
    Con vortici
    E turbini infuocati.
     
    Sei una tempesta di fuoco
    Mordi l'amore e poi
    Alzi il vento del dolore

     
  • 13 gennaio alle ore 18:55
    Visione Divina

     
    In certe ore
    Complice il buio
    T'immagino
    Ti vedo
    Velata d'azzurro
    Al di là del mare.
     
    Luna di giorno
    Vestita di luce
    Profumata di rose
    Dolce e fanciulla
    Radiosa
    Trasparente
    Ti perdi veloce
    Al di là del mondo.
     
    È solo una visione
    Comincio a pregare
    Per vederti ancora
    Ed averti con me.

     
  • 12 gennaio alle ore 13:15
    Il Vigile

     
    Guardia Comunale primaVigile Urbano dopo
    Agente di Polizia Municipale
    Ora.
    Sempre attento a sorvegliare
    La difesa del paese.
     
    Buono e sensibile
    Vigile sempre presente
    Ragionevole
    Deciso ed intelligente
    A prevenire ed educare
    Bambini e adulti.
     
    Rispettoso ed ossequiente
    Severo ed intransigente
    Per punire cattivi e arroganti.
     
    La sua penna è al servizio
    delle leggi e regolamenti.
     
    Per rispetto alla divisa
    Deve essere il giusto esempio
    Di rettitudine e precisione.
     
    Disponibilità e dedizione
    Deve essere il suo credo
    Per il bene del paese
    E del suo territorio.
     
    Così noi avremo
    Una città fiera.
     
    Pulita e ordinata
    Per gli abitanti
    E i turisti.

     
  • 11 gennaio alle ore 12:43
    I Nostri Nonni

    Provati dalla fatica
    A piccoli passi
    A pugni chiusi
    Vicino alla meta
    Che pareva lontano,
    Orgogliosi della vita
    Sempre faticosa
    Per il lungo cammino
    Con gioia e senza timore
    Guardate l’orizzonte,
    Le vostre lacrime
    Alleviano il dolore
    Della solitudine altrui,
    Il tempo passa
    I nipotini
    Scoprono in voi
    L’uomo nuovo
    Come una roccia
    Coperta di neve
    Che si scioglie al sole.
    La magia dei sogni
    Il sorriso che traspare
    Dalle rughe del volto
    Ci conduce per mano
    E ci aiuta a superare
    Le insidie della vita.
    Ora che siamo cresciuti
    La nostra mente
    Ritorna bambina
    Rivive la felicità
    Delle vostre carezze
    Nonni meravigliosi
    Donate saggezza
    Orgoglio e sapienza
    La voglia di vivere
    Ci stimola e ci guida.

     
  • 09 gennaio alle ore 18:46
    I Sogni

    E pensare che i sogni
    Sono la rivelazione buia
    Dell'anima
    Rivelano tutto quello
    Che si ignora.
     
    Io li amo
    Anche se ho paura
     
    Paura del passato
    Del presente,
    Meno del futuro.
     
    Il sogno
    È una poesia
    Che ti viene in aiuto
    Basta saperla capire.

     
  • 07 gennaio alle ore 15:10
    Paura Di Amare

     
    Intensa la paura
    Dell’andare incerto
     
    Tra le rocce sconnesse
    E una pioggia violenta
     
    E confidare nell’ardente
    Tragitto luminoso e lieto
     
    Lontano dalla solitudine
    Tra Profumi del prato
     
    Nei cuori cercati orizzonti
    Vicino al faro guida celeste

    Che protegge le fife del buio
    E l’insaziabilità delle voglie
     
    Nel quotidiano vivere la luce
    E l’amare fatto di semplicità

    Con nuovi propositi futuri
    E molte riflessioni d’amore

     
  • 07 gennaio alle ore 15:01
    Il Silenzio Del Pensiero

     
    Il pensiero che fugge
    Dall'unico ricordo.
     
    Un omaggio dovuto
    Al richiamo d'amore.
     
    I pensieri notturni
    Respirano di giorno
    Oltre il sole.
     
    Sulla riva di un sogno
    Di castelli di sabbia
    E di nuvole bianche.
     
    È un canto fuggevole
    Di un futile amore
    Sull'onda d'invero.

     
  • 05 gennaio alle ore 19:22
    GIOIA D'AMARE

     
    Fanciulla.
     
    Dolce
    Inesauribile
    Non andare.
     
    Apri le porte del mare
    Quelle del firmamento
    A nuove dimensioni.
     
    Affacciati alla finestra
    De dolci silenzi
    Delle notti stellate.
     
    Cavalca la luna
    Verso nuovi cieli
    Con Angeli sognatori.
     
    Ignora l'ultimo sole
    Assapora il Divino
    Partorisci il vero amore.

     
  • 05 gennaio alle ore 18:28
    Giornata Particolare

     
     
    La nuova luna
    Di un giorno
    Di un mese "d'estate"
    Fra due notti quieti
    È davvero particolare.
     
    All'improvviso
    Cresce il vento
    Tacciono le cicale
    Tutte le ombre
    Svaniscono nella pallida luce
    Poche le nuvole sparse
    In un cielo pesante
    Che precipita nel mare
    Sui boschi e foreste
    E giù acqua nell'acqua.
     
    Ruscelli e fiumi mutano voce
    Le virtù delle colline e montagne
    Sfumano ingarbugliate
    La melodia del mare s'interrompe
    I canti della campagna
    Le parole della foresta
    Tutto in un attimo.
     
    Un pezzo di storia
    Angolo di paradiso
    Galleggia nel suo luogo
    Un tempo incantato
     
    Le carezze di un sogno
    si fanno percorsi notturni.

     
  • 05 gennaio alle ore 13:30
    Lei

     
     
    Giochi di luci all’orizzonte
    Esplosioni di stelle nella notte
    E nel buio cavalca una cometa
    Un viso di luna vestita di stelle
     
    Si fa luce
    Si fa voce
    Si fa lei.
     
    Il vento suona e canta
     
    Al calare dell’oscurità
    Nella calma che regna
     
    Mi succede di penetrare
    Quel misterioso silenzio
     
    E nel tempo immobile
    Dominano da sovrano
     
    Quei ricordi da ignorare
    Sparpagliati tra le stelle
     
    Quelle storie di vento
    Che non volano via.
     
    Oh notte che domini su tutti
    Tracciami il sentiero di luce.

     
  • 04 gennaio alle ore 20:03
    Giovane Bizzarra

    Il dì sorride e fugge
    Fuggono con te
    Dai miei pensieri
    E verso il buio che muore
    Per rinascere nell’aurora.
     
    La sua luce, il suo buio
    Mi avvicina e mi unisce
    Come una festa m’acquieta.
     
    Giovane madre
    Bella e bizzarra
    Sei nata negli occhi
    Cresciuta nella mente
    Hai ingarbugliato
    Pensieri e sentimenti
    Sei scivolata nel mio cuore.
     
    Ora lo abiti,
    Lo nutri
    Lo alimenti
    Di solo speranze.

     
  • 04 gennaio alle ore 18:31
    Genio E Sregolatezza

    Da bambino io sognavo
    Un ruscello
    Adagiato sul suo letto
    Nel Vallone Del Reale
    Dolce e buono scivolava.
    Ora il regime
    Delle acque ribelli
    Come un dittatore
    Si è fatto prepotente
    È nutrito da:
    Fogne e rigagnoli
    Si è rafforzato
    E travolge tutto ciò
    Che l'uomo ha edificato.
    É una vera furia
    Minacciosa e distruttiva
    Irrispettosa
    Delle regole di vita.
    Vittima di una dinamica
    Della memoria storica
    Geologica del paese.
    Meno male che c'è
    Chi veglia su di noi
    Prodigo di bontà
    E dal facile perdono.

     
  • 04 gennaio alle ore 17:52
    Eclissi

    Giocano gli astri
    Nel cielo celeste
    E nell'oscurità
    Del nostro cosmo.
     
    Scherzano
    Complottano
    S'intrecciano
    Si lasciano andare.
     
    La luna
    Lancia segnali
    Chiaro scuro
    Agli innamorati
    Agli uomini in cerca
    Del giusto equilibrio.
     
    Ma questi
    Avidi da sempre
    Non hanno capito
    Che la natura tutto può
    Gioca con i fenomeni
    Incurante dell'umanità.

     
  • 03 gennaio alle ore 13:27
    Madre Natura

    Non sono un geologo
    Non un vulcanologo
    Non un esperto tellurico
     
    Per asserire
    L’utilità del pianeta
    La bontà dell’universo
     
    È terribile
    È doloroso
    Stuzzicarlo
     
    Violentarlo
    Tiranneggiarlo
    Farne uso e abuso.
     
    L’egoismo umano:
     
    Infrange lo spazio
    Trivella gli oceani
    Squarta le viscere
     
    Il pianeta è paziente
    Brillante e generoso
    Dona, toglie e punisce.

     
  • 03 gennaio alle ore 13:21
    Il Gabbiano

    Vola libero nel cielo
    Il gabbiano solitario
    Sorvola il mare blu
    Alla ricerca di cibo.
    Si riflette nell’acqua
    Calma e trasparente
    Dall’odore salmastro
    Quando gioioso gioca
    E si rinfresca il petto
    Tra le onde spumose.
    Serpeggia nel porto
    Fra le vele variegate
    E le prime lampare
    Che allietano la sera.
    Scompare nello scuro
    Privo della sua ombra
    Tra le stelle della notte
    Per riapparire aitante
    Nella tenera mattinata
    E riprendere rafforzato
    La scorta al navigatore
    Nel nuovo dì che danza.

     
  • 03 gennaio alle ore 13:14
    Venosa Mia

    Terra di Venosa
    Florida e gioiosa
    Suolo di Orazio.
     
    Lo grida ogni valle
    Lo grida ogni pendice
    Lo mostra ogni arbusto.
     
    Tutto questo lo dice
    La voce del nostro dotto
    La voce ribelle di Orazio:
     
    La verde terra, l’aria il cielo
    Le immature audaci fanciulle
    Dalle bionde chiome ed occhi neri.
     
    A Venosa ognuno onora
    La grandezza di Orazio
    Perche tutto parla di lui.
     
    Orazio:
    Dice il vento sussurra
     
    Risponde: Orazio:
    Mormora sui frutti
     
    Orazio! Orazio!
    Il canto degli uccelli.

     
  • 30 dicembre 2021 alle ore 18:32
    Consapevolezze

     
    Occhi densi di bei tramonti
    Pochi da dimenticare.
     
    All'improvviso spunta
    Una sera bugiarda
    E se ci penso bene
    Non è poi tanto bugiarda
    Anzi è profeta di verità.
     
    Come neve che si posa
    Il tempo s'accumula sulle spalle
    E lo spessore degli anni
    Grava sempre più
    Con la consapevolezza
    Che logora lentamente
    Mentre il corpo si ribella
    E nulla può
    Contro i fiocchi della luna.
     
    Vorrei tornare indietro
    Fermare il tempo in un attimo
    Sbriciolarlo in tutta allegria
    Sotto un unico cielo
    Ed un solo orizzonte.

     
  • 27 dicembre 2021 alle ore 15:10
    La Neve

    Tutto è nuovo
    Quando la neve copre
    Il sole dorme
    La neve lentamente
    Danza nell'aria
    Si posa
    Tutto è attuale
    La neve ha coperto
    Sogni e paese
    La gente al caldo
    È in meditazione
    Senza patema d'animo
    Perché lei è:
    Essenza di pace.

     
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  • 12 aprile 2014 alle ore 9:50
    La Nuvola Capricciosa

    Come comincia: Dopo una notte invecchiata, sull’ uscio della porta della mia casa di campagna volevo salutare la prima luce, ma una nuvola randagia e dispettosa, si è permessa di velare il giovane sole, il quale cresciuto un pochetto l’ha dissolta con il suo calore.
    E così in questo giorno di calma estate mi sono goduto il tepore del fanciullo giorno.
    A sera avanzata ha fatto la stessa cosa con la luna, che indispettita ha chiesto aiuto ad Eolo il quale rabbiosamente l’ha spazzata via e, per lungo periodo mi ha fatto gioire fra la pace di tante aurore e molti tramonti.
     

     
  • 04 febbraio 2014 alle ore 16:50
    Storia Dell'Arca Di Nooel

    Come comincia: Dio c'è… L'Universo pure, non manca "LEI LA PIA DONNA", colei che sussurra al branco dei cavalli, colei che in un raro momento di anormale bontà, per opera e virtù dello Spirito Santo ha concepito e partorito " LA BANDA COLPISCIE FUGGI".
    Uno alla volta "LEI" INVITA A SALIRE TUTTI sull'ARCA DI NOEL che non può salpare per via del mare che ha prosciugato in una sola bevuta.
    Trasparente e innocente annota sul "BROGLIACCIO DI BORDO" i nomi dei signori "ARMIAMOCI E PARTITE", vale a dire:
     
    1- "LO ZIGRINATO", e il signor "TENENTE, BRIGADIERE COLOMBO" soprannominato "RAVANELLI, L'INDIANO PENNA BIANCA", e li colloca, non avendo la magia di farli sparire, nella stiva di bordo per non vederli.
     
    2- Dopo chiama "IL MARESCIALLO O TENENTE ALBERTONE IL SIMPATICONE" specialista in evasioni a ripetizioni.
    Albertone il brigadiere dei sogni per non perdere lo scettro di imperatore chiama subito al suo fianco…
     
    3- "IL SIGNOR SI E MAI SIGNOR NO CARLO ALBERTO DI SICILIA" che in materia di latitanza è il " LEGALE RAPPRESENTANTE".
     
    4- Per fortuna che c'è " IL CONTE DRACULA" il quale gode e sguazza nella "calma del silenzio" e non riesce mai a mordere la preda perché dalla bara esce solo di giorno temendo la luce.
     
    5- Ora è il turno dell'Imperioso " ROSSO MAL PELO" ovvero "PAGLIA RICCIA E CANCELLO" il carceriere che non aspetta altro che rinchiudere gli spavaldi " ATTENTI A QUEI DUE".." CAVALLO PAZZO E TUONO ROVENTE" che messi insieme si complementano nel " GIUSTIZIERE DEL GIORNO".
     
    6- A questo punto ci vuole solamente la benedizione della serata, quella di " DIO CHE RICADE SU DI VOI", ce la impartisce " IL CHIERICHETTO DALLE BUONE MANIERI", il rumina emozioni dai cattivi pensieri e non solo quelli.
     
    7- Volutamente ho tralasciato fuori dall'ironia " I MAGNIFICI DUE" austeri, imperiosi e pacifici che non si salveranno nella cena del prossimo futuro…

    Firmato
    Lo Zigrinato che saluta
    Trilussa e Company
     

     
  • 01 giugno 2013 alle ore 10:30
    Storiella

    Come comincia:  Sono Un Portafortuna

    Sono Un Portafortuna

    Ad un torneo di bocce del Centro Anziani di Venosa volevo  toccare la gobba di una vecchietta, convinto che mi avrebbe portato fortuna. Finalmente, dopo tantissimi stratagemmi e senza dare nell’occhio,  sono riuscito a toccare l’agognata gobba. Mi sono abbracciato l’ignara vecchietta, senza dire nulla delle mie reali intenzioni!

    E mi sono messo ad aspettare con ansia gli effetti positivi della mia  iniziativa. Prima o poi la fortuna doveva arrivare!
    Dopo qualche giorno ho incontrato l’arzilla vecchietta, che, con mia grande sorpresa  mi ha abbracciato  dicendomi: “ Ciao Emilio sai una cosa? Mi hai portato fortuna! ho vinto la coppa del  torneo e mi sono piazzata al primo posto!!! Grazie, grazie per avermi portato fortuna!”

    Morale della favola:  ho sempre donato e mai ricevuto.( LA STORIA  E’ VERA!  GLI AMICI ME LO RICORDANO SEMPRE PER PRENDERMI IN GIRO ).

     
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