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Poesie di Emilio Basta

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  • 21 marzo alle ore 12:41
    Mamma Primavera

     
    È aprile!
     
    Rimangono pochi giorni
    Prima dell'addio
    Alla nuova luna.
     
    Dopo il tramonto
    Al termine dei giochi
    Della luce e del buio
     
    La pioggia della notte
    Si concederà
    Alla luna fanciulla.
     
    La rosa bianca
    La rosa gialla
    La rosa rossa
     
    E tutti i fiori
    Faranno omaggio
    Alle nuove stelle
     
    Tutto questo
    È avvenuto
    E si ripeterà.

  • 21 marzo alle ore 12:39
    Malinconia Di Marzo

     
    Non può il rumore del mare
    Morire con un soffio di vento
     
    Come un sentimento eclissarsi
    Quando è ancora fanciullo
     
    È oltre ogni logica
    Verso ogni ragione
     
    Perché la mente è la mente
    Ed il cuore è il cuore
     
    È l’anima che respira
    Non può e inanimarsi.

  • 21 marzo alle ore 12:38
    Rondini

    Da quando esiste il mondo
    Puntuale a primavera
    Arrivano le rondini.
     
    Volano su paesi e città
    volano sulle case
    Sparse sulla terra.
     
    Volano sempre
    Volano alto
    Volano basso.
     
    Ci allietano sempre
    Volano sotto il sole
    per dispetto alla luna.
     
    Volano e cinguettano
    Sulle speranze future
    Della vita che galoppa.

  • 20 marzo alle ore 19:28
    Lirica Poetica

     
     
    Ahimè!
    Quanti cieli!
    Quante stelle questa sera!
    In questo momento ti vorrei
    Più ci penso e più ti vorrei.
     
    Cerco, cerco
    Ti cerco!
     
    Vorrei un solo cielo
    una sola stella.
     
    Ti vestirei di sole
    Ti vestirei di luna
    E della loro purezza.
     
    Quando ti penso
    Comincio a volare
    Volo fra gabbiani e poesia
    Che mi tracciano la via.
     
    Cammino, cammino
    Fra allegria e malinconia.
     
    Ci penso, ripenso
    Cammino, cammino
    E continuo a cercarti.
     

  • 19 marzo alle ore 19:23
    La Mia Primavera

    Oggi è primavera
    È tutta un'armonia
    Di colori e di suoni.
    Nel cielo volano
    Le prime rondini
    Aspettano le ultime.
    La pianura
    La collina
    Di botto
    Si sono rinverdite
    Presto l'erba dell'estate
    Coprirà quella di aprile
    In attesa di indorarsi
    Sotto gli occhi del sole.
    Il mare cambia vestito
    Indossa quello calmo
    Cristallino della festa.
    La campagna coltivata
    Protesa verso la speranza
    Evoca l’abbondanza
    Per la gioia futura.
    Nell’aria si respira
    La tranquillità
    Del buono Auspicio.
     

  • 19 marzo alle ore 19:22
    La Primavera

    Sulla nuda campagna
    Spira un alito di vento
    Pian, piano più muto
     
    Il cielo è azzurro
    Poche nuvole bianche
    Cappello della collina
     
    Sulla pianura in fiore
    Un starnazzare di ali
    Le rondini arrivano.

  • Le luci del tempo
    Immobili e perenni
    Giocano e si alternano,
     
    Come raggi di sole
    Scandiscono i giorni
    Di un anno rovente,
     
    Ripetuti insegnamenti
    Nel tempo che esiste
    Mai troppo bastevole,
     
    Una lezione al giorno
    Matura i suoi frutti
    Tra ansie e gioie infinite,
     
    Si affacciano alla vita
    Sedici pregevoli alunni
    Uniti tra di loro,
     
    Jacopo li abbraccia
    Ed esulta soddisfatto
    L’anno scolastico trionfa,
     
    Ciao Maestro Giuseppe
    Sei e sarai sempre
    Il nostro secondo Papà.

  • 17 marzo alle ore 20:58
    Amica Mia

     
    Accarezza la solitudine
    Quel fiore smarrito
    Sul prato di maggio
    E mai dolcezza difese
    Avrei dovuto coltivarti
    In un giardino segreto
    Ma il vento di luglio
    Ti ha portato distante
    Verso confini distanti
    Spegnendo la tua vita
    Dal futuro spalancato
    Nel pudore straziante
    Di sogni impalpabili
    E di stelle girandole
    Che ti appare davanti.
    Dolce fiore smarrito
    Mordi questi attimi
    Dalle ombre oscure
    E l'orma del petto
    Scalfita sul verde
    Da carezze al vento
    Ti faranno cadere lontano.

  • 17 marzo alle ore 19:43
    Odore Di Salsedine

    Seduto sullo scoglio
    Assorto nel silenzio
    Con la malinconia
    Che ti urla dentro.
     
    Il vento governa
    Le onde marine
    Mosse e variabili
    E piene di misteri
     
    La suggestione dei luoghi
    Risveglia antiche emozioni
    Inesorabilmente inghiottite
    Dal fascino delle lanterne.
     
    La luna filtra mare e luogo
    Affonda, e in piena fusione
    Irradia l’odore salmastro
    Che ciba e rigenera la vita.

  • 17 marzo alle ore 19:33
    Un'Amica

    Accarezza la solitudine
    Quel fiore smarrito
    Nel prato di maggio
    E mai dolcezza protesse.
    Avrei dovuto seminarti
    Nel giardino segreto
    Ma il vento di luglio
    Ti ha portato lontano
    Ai confini del tempo
    E ti ha spento la vita.
    Il futuro spalancato
    Nella purezza straziante
    Di sogni leggeri
    E di stelle girandole
    Ti appaiono davanti.
    Dolce fiore smarrito
    Mordi questi attimi
    Senza ombre e tramonti
    Con l’impronta del cuore
    Scalfita sul verde
    Da carezze del vento
    Ti faranno volare
    Lontano, lontano.

  • 17 marzo alle ore 19:24
    Il Profumo Della Vita

    Nell’ombra della sera
    Il vento sussurra nell’aria
    I dubbi dell’incerto,
     
    Nel tempo affiorano
    I miei pensieri certi
    E volano oltre le nuvole,
     
    Le sconfitte e le vittorie
    Volano lontano con i sogni
    Verso i giorni sconosciuti,
     
    Con la paura dei miei passi
    Lungo la strada della verità
    Cerco la quiete sotto il cielo,
     
    Allora il sole si posa sopra la vita
    Ed una farfalla su di un fiore
    Chiamata dai profumi inebriante.

  • 17 marzo alle ore 19:22
    Disperazione

    …nuvole incerte
    Dall’andare stanco
    Anno offuscato il cielo.
     
    Ed ora il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    Su di un mare rumoreggiante
     
    Urla più forte sotto la pioggia
    È un mormorio insistente
    Sull’inquietudine stagnante
     
    Mentre la natura vuole sorridere
    Il sole sprizzare la sua gioia
    L’uomo avido del sapere…
     
     Si dispera.

  • 17 marzo alle ore 19:02
    Disperazione

    …nuvole incerte
    Dall’andare stanco
    Anno offuscato il cielo.
     
    Ed ora il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    Su di un mare rumoreggiante
     
    Urla più forte sotto la pioggia
    È un mormorio insistente
    Sull’inquietudine stagnante
     
    Mentre la natura vuole sorridere
    Il sole sprizzare la sua gioia
    L’uomo avido del sapere…
     
     Si dispera.

  • 15 marzo alle ore 17:21
    Amara Terra Mia

    Dolce
    Amara terra del sud
    Antica terra mia
    Terra dai scialbi sapori.
    Le tue zolle prosciugano il mio sudore
    E mentre aspetti la pioggia
    Ti disseti con il mio pianto.
    Quante gioie, quante pene
    Lungo la strada della vita
    Quante speranze nei giorni
    Che avanzano nell'estate
    Che più non riscalda i cuori.
    Quanti cieli, quante stelle
    Nel mio cuore inappagato.
    Dove sei
    Ora che il tempo si è messo a giocare?
    Dove sei
    Ora che il silenzio mi parla di te?
    Nel mio cuore arde la fiamma
    Che il vento non riesce a spegnere.
    Vento di una estate senza calore
    Portami via!
    Vento di questa amara terra mia
    Portami verso il blu.

  • 14 marzo alle ore 15:02
    L'Uomo Duro

    " Il taddato ! "
     
    Forma dialettale
    Per definire
    Un uomo duro
    Per natura.
     
    Vale a dire
    Un tralcio di vite
    Indurito dal tempo
    Non potato e poco utile.
     
    Una persona dall'aspetto
    Umile e buono per finzione
    Occhialini non graduati
    Che donano aria da Professorino.
     
    Un poeta dialettale alla buona
    In realtà… un cattivo per natura
    Che non tradisce mai le origini
    Le quali vengono sempre a galla.
     
    Un " Trilussa Casereccio "
    Solamente nella negatività
    Vale a dire un Maialone
    Anzi un “Porco Maia-lizzato.”
     
    Un animale allo stato brado
    Che poetizza zozzerie
    Barattando l'arte poetica
    Con la bestialità animalesca.
     
    Un “Maialone Porcone”
    Unico e solo al creato
    A nutrirsi di infamità
    Come un affamato.
     
    " Il Taddato …"
     

     
     

  • 14 marzo alle ore 15:01
    L'Ufficio

    Siamo solo cinque
    Due somari
    Tre briganti
    E nulla più.
    Poi arriva la Gioconda
    Da Firenze
    Si proprio lei
    Eccessivamente buona
    Si rivolge all'avvocato
    Donne e Guai
    E gli chiede di difendere
    Maria SS. Maddalena
    Cicciolina del Paradiso
    Che per via del Dio
    Di Turso
    Ha inguaiato tutti quanti.
    Tuttavia in sua difesa
    Testimonia la signora
    Donna Madonna Florinda
    Cosi viene prosciolta
    Per non aver commesso il fatto.
    In definitiva
    Per farla breve
    Tutto finisce in una bolla di sapone.
    Questa storia vera
    Dell'ufficio di P. M. di Venosa.

  • 14 marzo alle ore 15:01
    Baffo Tremante

     
    Da bambino io correvo
    A vedere lo spettacolo
    Mi piaceva tanto il circo
    Specialmente gli animali
    Il trapezio con gli acrobati
    Le macchiette dei pagliacci.
    C'era una in particolare
    Che rideva di un uomo
    Una persona altezzosa
    E tutta di un pezzo.
    Davanti a sua moglie
    Lui sembrava un leone
    Con i figli un po’ meno
    A lavoro comandava
    Senza alzarsi dalla sedia
    Perché voleva evitare
    Tutti quanti i problemi
    Che agli agenti procuravano
    In questo modo scongiurava
    Il tremore dei pantaloni.
    I suoi fidi lo chiamavano
    Baffo tremante il mandante
    Perché del comandante
    Non aveva proprio nulla.
    In effetti il pagliaccio
    Affermava il contrario
    Ma preferivamo recitarlo
    Come sopra dal pagliaccio
    Uomo finto sicuramente
    Perché lui altro non era, che
    Un regalo della provvidenza.
    E noi sempre lo chiameremo
    Baffo tremante il Mandante
    Per meglio dire:
    Grazie Signore
    Per quel bel Dono Donatoci.
     

  • 14 marzo alle ore 15:01
    Un Dono Donato

     
    Quando la luce è luce di neve
    I pensieri covano nel silenzio
    E la pioggia cade sull'oceano
    Per annegare nel nostro mare…
    Come i regali del Santo Natale
    Si accettano anche se riciclati.
    Il nostro regalo di lavoro è:
    Un Dono Donato
    Da chi?
    Dai cieli!
    Dalle tenebre!
    Non si sa!
    Si sa che
    È un uomo cupo
    Un uomo a metà
    Un rumina pensieri
    Sulla soglia dell’aria.
    Un uomo senz'anima
    Per sua intrinseca natura
    Missionario del comando
    Legato ai sottili filamenti
    Di una mentalità torbida
    Ingarbugliata e insicura
    Una mediocrità dovuta
    Alla mancanza di certe sfere.
    Un maestoso infame
    Mai dentro, sempre fuori
    Nella sua orbita ad oscillare
    Per i padroni, contro i sudditi.
    Un pidocchietto che cavalca
    I suoi abituali cumuli di farina
    E per risalirli usa la sua arroganza.
    Il Sommo Poeta nella sua Opera
    Avrebbe avuto difficoltà a collocarlo
    In uno dei suoi nove gironi
    Avrebbe dovuto crearne uno nuovo.
    Io l'avrei inserito in quel "mega-girone"
    Di coloro che sono in balia degli eventi:
    Quelli senza infamia e senza lode.
    Perché la lunga esperienza m'insegna
    Che la merce buona si vende da sola.
    Lui invece è un asociale sempre a galla.
    Come quei frutti del culo galleggianti
    Che anche quando tiri la catenella
    Rimangono sempre a galla.
    Dio mio che regalo
    C’è lo dobbiamo tenere
    E lo dobbiamo pure lodare.

     

  • 14 marzo alle ore 11:54
    Il Guardone

     
    È colui che guarda
    Oltre i confini
    Oltre l'infinito
    E non vede
    Il suo dovuto
    Prima o poi
    Metterà a nudo
    Le sue origini.
    Pensandoci bene
    Dico che
    Si è già vestito
    Di ridicolo.
     

  • 14 marzo alle ore 11:54
    Il Grassone

     
     
    Il Testone!
     
    Parlo di un amico
    Ma se ci penso bene
    Non è proprio tale.
     
    Lo chiamano il grassone
    Per via della sua mole
    Rasoterra ultra-pancione.
     
    Camminando arranca
    Vuole evitare l'infarto
    Pur se a tavola è ghiottone.
     
    Il suo animo è maligno
    Per la società è una cimice
    È una insidia malefica.
     
    Nel suo ammasso adiposo
    Circola un fiume di sangue
    Ed una ferita potrebbe dilagare.
     
    Lui è napoleonico maiale del secolo
    Una montagna devastante di carne
    Che potrebbe sfamare il terzo mondo.
     
    Ma la cosa che mi da tanto gusto
    È vederlo ballare panza a panza, e
    La distanza gli evita di fare le avance.
     
    Arrogante e presuntuoso
    La sua faccia da testa di…
    Gli evita di sentirsi ridicolo.
     
    Lui per me è solamente
    …" Il Testone…"

  • 14 marzo alle ore 11:44
    Palla Di Lardo

    Se cadi fai un tonfo
    Se muori non fai rumore
    Sei morta dentro.
    Ti diverti a sostenere
    L'agglomerato adiposo
    Di una montagna di lardo.
    Quando dal petto
    Le sfere lardose sfuggono
    All'indumento carceriere
    Sono cascanti come frana
    E slavina della montagna.
    Povero, piccolo cervello
    Asfissiato da tanta carne.
    La tua pelle profuma di lezzo
    E, se intrisa di sudore
    Infastidisce anche il maiale
    Più maiale degli uomini.
    La pioggia che bagna i tuoi capelli
    S'offende e frettolosa sdrucciola
    Per fuggire verso il mare
    Che timoroso la schifa
    Per non insozzare le sue creature.
    Palla di lardo:
    Fai tanta paura!
    Palla di lardo:
    Ti tocca sperare
    Che il servo diventi padrone!
    Così potrai salvaguardare
    La tua e altrui serenità
    E vivere la tua normale anormalità.

  • 13 marzo alle ore 18:41
    La Mia Gente

     
     
     
     
    Mi è caro
    Questo lembo di verde
    Questo spazio di terra natia
    Questo esistere
    Di vite nel buio
    Logorate dal dolore!
    Si perde…
    Il ruggito del vento
    Di quest’umile gente
    Con tanta voglia di vivere
    E di sorridere serena
    Oltre il sudore…
    Del sole che brucia.

  • 13 marzo alle ore 18:03
    Fiocco Di Neve

    In un giorno infinito:
     
    Lievita un’altra attesa
    Sul molo oltre il faro
    In cerca di un’ombra
     
    Il respiro del mare
    Si posa sui miei ricordi
    Li carpisce e li analizza
     
    Il silenzio brucia
    I miei anni passati
    E un raggio di luna
     
    Con la sua luce intensa
    Disegna i miei nuovi dì
    Con rinnovata quiete.

  • 12 marzo alle ore 18:00
    Un Dì Di Febbraio

    Mah!
    In questo momento
    Ti voglio tutto il bene dell’anima!
     
    E così inizia la nostra Commedia Divina
    “Non ti curar di loro ma guarda e passa”.
     
    È vero oggi la mente litiga
    Con gli stessi sentimenti
    E mentre vivo del mio oggi
    Del mio ieri
    Sogno il mio domani
    In una dolce melodia
    Guida sicura
    Sotto un caldo
    Che danza e avanza
    Nella mia stanza.
     
    Picchia il sole della notte
    Sulla stradina brecciata
    E campi di grano
    E nella mia casa.
     
    Illumina
    Elettrizza
     
    Questo giorno freddo e caldo
    Caldo e freddo di febbraio
    Con la paura che scaccia la paura
    Che poi si fa da parte
    Per far posto all’amore.
     
    Un amore da ibernare
    Amore figlio di un sudore
    E di una sete dissetata
    Da una donna sognata
    E vive dentro di me.

  • 11 marzo alle ore 19:11
    Vera Amicizia

    Piange la notte
    Il tremolio dell'alba
    Porta la nuova luce
    Intrisa del solito dolore.
     
    Ahi quanto tempo è passato!
    Quante lacrime hai versato!
    Nella speranza del domani
    Nella profonda fede in Lui.
     
    Quanta agonia hai sopportato!
    Ricordo di aver sofferto molto
    Ora ho tanto bisogno di te
    Ma il tempo è scivolato via.
     
    Lui ti ha chiamato prima del dovuto!
    È duro staccarsi dagli affetti
    Ma la tua anima scissa dal corpo
    Non anela più nella luce dell'attesa.
     
    Intanto mi sono smarrito nel tempo
    Aspettando il duro trapasso
    Per ricongiungermi ai miei cari
    Nel bagliore dell'Eternità.