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in archivio dal 25 nov 2013

Erno Gurbessich

11 marzo 1966, Milano - Italia
Mi descrivo così: Sono alto 182 cm biondo, occhi azzurri, ho 47 anni e vivo a Milano ... sono un musicista, compongo la mia musica e l'arrangio ... per passione scrivo molto, un po' di tutto, poesie, racconti aforismi e romanzi, fin'ora non ho pubblicato mulla, inserirò qualche cosa qui ... grazie ciao ...

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  • 26 novembre 2013 alle ore 15:26
    crocevia di un sogno

    Crocevia di un sogno 

    Sarà Anna? ...

    Desiderio folle ... 

    Ma è capitato, è cascato, è successo, é sceso … 

    Andato giù di sotto, arrotolato e demolito dal mio mondo appeso … 

    Ridotto a essere sollazzato, denigrato e non compreso, avvilito dal suo peso … 

    Cullato di dondolio, sospeso, come un impiccato a morte, quindi perso, steso … 

    Spento e acceso … 

    Grandiosa sorte per un nulla di corte, un pupazzo …

    Sorridente SI! Questo é certo ... 

    Vero e sincero, sicuro … 

    Reale e veritiero come il sorriso di un pagliaccio vero, nel suo ruolo immerso ...

    Delirio delirante, bisogno gioioso … 

    Assecondate, asceso, caparbio e offeso, impervio e poi, e ora? 

    Salendo è disceso.

    Meraviglioso scrigno, fresco segno, piccolo disegno di un bimbo sperduto, 

    adorabile messaggio, costernato e saggio … 

    E in fine avvolto …

    Io, il folle! … Stolto e disinvolto, creativo molto … 

    Verosimile eppure falso, istruito, saccente e colto …

    Mal ridotto, terreno arso, secolo andato, come un secolo passato, il secolo scorso …

    Distrutto e morso, crudelmente martoriato e dato pure per disperso … 

    Quell'accento sbagliato, quel progetto mai realizzato, utile e inutile … 

    Come un lavoro in corso … Ma sempre in corso ...

    Sono io … 

    Sono colui che toglie, toglie sempre con la semplicità di un sorso, di una nota sbagliata, sparita, gettata … 

    Improvvisata in uno spartito non finito, quello della mia vita … Incompiuto … 

    Una vita controversa, persa … 

    Ma a tratti splendente, splendente e tersa … 

    Fatta di note inesistenti, dissonanti, sincopate e cangianti … 

    Di momenti fugaci e inconcludenti, persi e riversi, ma presenti solo ed esclusivamente nella mia mente …

    Tutti a caso, estemporanei, quelli che di colpo appaiono, istantaneamente … 

    Provenienti da un cuore spento, affranto, sovraccarico, affaticato e diventato non battente o solo rallentato ...

    Spento, dissolto, molto lentamente ... 

    NO! Non così lento, NO! DI PIU' … Inconcludente? NO! … PROPRIO CONCLUSO!!! … 

    Quindi non funzionante ...

    E ' stato beccato, scoperto sul fatto, in flagrante …

    E' tutto finito … 

    Terminato … Terminato alacremente!

    Ma … 

    Anna vuole! 

    Anna ride!

    Anna canta! 

    Per questo è stanca quando è sera …

    Anna dorme … Dorme sempre ... 

    Anna sorride mentre dorme ... 

    Perché è felice, felice di sognare ... 

    Anna spera!

    Anna sogna di essere serena, sincera, ma non lo dice ... 

    Anna corre, corre sempre, ma non c'è più tempo, o tutto o nulla ... 

    Anna si dispera … 

    Anna incolla, copia e incolla ... 

    Poi sussulta … 

    Felice, arrabbiata, controversia azzardata, meccanismo rotto … 

    E fuori piove, piove molto, piove a dirotto ... 

    Perfino di sotto …

    Ora piange ... 

    Piangi Anna, piangi e scappa …

    Ti fa bene piccola, fuggi via senza voltarti Anna …

    La vita é strana, distrugge tutto in un istante è un volo d'aliante ma sotto non c'è niente … 

    C'è quel momento ... quel momento che ricorderemo per sempre …

    Il momento di una bambina, donna, mamma, quel momento in cui tutto è tutto e niente è niente … 

    Quell'istante in cui ci si pente … 

    E' stato afflato, dolcemente incline, 

    pensavamo che non avesse mai fine …

    Invece si è spento dolcemente, Anna, che ricordo entusiasmante …

    Ma dovevamo saperlo che non potevamo amarci per sempre …

    Il motivo è lampante Anna … 

    E' impossibile, amare il niente!

         

    … ernino … 

     
  • 25 novembre 2013 alle ore 18:53
    Senza di te...

    Senza di te …

    Senza di te mi sento una foglia pregna sull'asfalto umido bagnato e laconico d'autunno … 

    In terra, senza vita, spento … 

    Come un ex voto che ha terminato il suo compito solenne  ...

    Speranza fugace di tornare a casa … 

    Bimbo epurato d'essenza vissuta …

    Una lacrima dal mio viso scenderà quando dovrai andare e il mio sorriso ti inseguirà fin dove tramonta il sole! …

    Mi trasformerò d'incanto in un contenitore vuoto, in attesa d'esser riempito …

    Ma tutto ciò … 

    Perché? …

    Perché, amore mio …

    Cos'è un uomo senza i suoi sogni, che son poi i suoi sentimenti? …

    Cos'è una mamma senza il suo bambino che è la sua vita che si aggiunge? ...

    Cosa sono io senza di te, senza il tuo profumo vicino che avvolge l'intorno, che pervade la pelle anche mentre dormo? …

    Cosa sarò io quest'anno?

    Senza di te sarò solo una foglia pregna e bagnata sull'asfalto umido laconico d'autunno ...

    ernino 12, 11, 2002 ore 3:24 a.m. 

     
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  • 25 novembre 2013 alle ore 18:55
    invincibile Mario

    Come comincia: Invincibile Mario …

    Il cielo era terso di colori lucidi, quasi autunnali, sebbene fossimo in pieno agosto. 

    Mario camminava su un sentiero vicino al fiume, voleva stare solo, ma, non proprio da solo, esattamente con nessuno …

    Lui era un tipo straordinario, dico era perché purtroppo non è più tra di noi, avrà sicuramente portato la sua “aura”, in un luogo più adatto ad essa.

    Era del “99”, lo avevano buttato in guerra a 17 anni.

    Si era fatto più di 50.000 chilometri a piedi, cambiando le scarpe con i morti, come noi sostituiamo i pneumatici dell’auto.

    Aveva la convinzione che nulla potesse più fargli del male, penso avesse la presunzione di considerarsi immortale … Uno che ha tolto le scarpe ai morti non può che essere così.

    Nell’estate del “73” con la pelle bruciata dal sole battente sulla spiaggia privata dell’hotel Royal di Pietra Ligure, si stancò di star li a fare la lucertola e andò a farsi un Campari soda ghiacciato, poi non soddisfatto decise di fare il bagno. 

    Stavamo giocavamo a fare il castello, quando sentii la voce della Mamma dire: 

    < PAPA’! … >.

    L’ho visto da lontano sdraiato sul bagnasciuga con un capannello di curiosi intorno, e i capelli bagnati tirai indietro … 

    In realtà non l’ho riconosciuto subito, e ho detto a mio fratello: 

    “Mah … Non è il Nonno quello!” …

    … Purtroppo era Lui …

    L’hanno portato al Santa Corona di “Pietra” … e non l’ho mai più visto.

    Gli ho voluto tanto bene …

    Ciao Mario …