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Poesie di Felice Serino

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  • 28 aprile 2012 alle ore 10:24
    Ha memoria il mare

    1.
    grovigli di rami
    disegnano
    la forma del vento
    voli
    di gabbiani ubriachi di luce
    a pelo d’acqua decifrano tra
    auree increspature le vene del mare

    2.
    interroghi sortilegi nella
    vastità di te solo
    ti aspetti giungano da un dove
    messaggi in bottiglia un nome un grido
    ha memoria il mare
    scatole nere sepolte nel cuore
    dove la storia
    ha un sangue e una voce

  • 21 aprile 2012 alle ore 11:02
    Preghiera

    spogliami Signore da questa morte che mi veste
    lasciami rifugiare come un uccello bagnato
    nel tuo dolcissimo abbraccio di madre
    che racchiude il respiro degli oceani il poema del vento
    che è onda di suoni e soavissimo amore
    fa’ che nello specchio del cielo
    mi pervada l’angelica ebbrezza
    del girotondo planetario non prima che quest’anima
    indegna si lavi nel sangue di tuo Figlio

  • 14 aprile 2012 alle ore 14:53
    Inverni

    quanti ancora ne restano
    nel conto apparente degli anni
    incorniciati nella finestra i rami
    imperlati di gelo e la coltre
    candida che copre
    anche il silenzio dei morti

    immacolato manto
    come una immensa pagina bianca
    la immagini graffiata da
    due righe di addio
    il sangue delle parole già
    rappreso mentre
    è lo spirito a spiare da un
    lembo del cielo

  • 07 aprile 2012 alle ore 10:57
    L'ombra

    negativo di me mio vuoto
    in proiezione mi copia con inediti
    profili tagliati nella luce – se dal
    di fuori la spiassi mi direi sono
    io quello?

    pulviscolare ha i contorni
    del sogno e i suoi fòsfeni
    si spezzetta se riflessa inafferrabile
    fantoccio mi diventa
    pure mio vuoto mia metà

    che estinta con l’ultima sua luce
    rientrerà nel corpo-contenitore
    unificata con la terra – senza un grido
    tutt’uno con la morte –
    senza perché – solo ombra

  • 31 marzo 2012 alle ore 16:25
    Cos'è il mare

    non puoi spiegarlo
    alla bimba dagli occhi di luna
    se non l’ha mai visto prima

    se non è rimasta rapita
    dal ricrearsi sull’acqua
    di riflessi dorati
    -ed è poesia…

    lei può solo sognarlo – il mare –
    come una carezza di vento
    salato e spazi
    aperti e voli…

    vederlo nel proprio cielo
    alla stregua in cui s’immagina
    un altrove
    chiamato paradiso