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Autore

Giuseppe Pipino

in archivio dal 09 giu 2011

22 luglio 1949, Palmi (RC) - Italia

mi descrivo così:
Sono un sognatore. Sogno un mondo dove si possa essere buoni senza essere considerati fessi. Dove si costruiscano impianti solari a concentrazione (quelli progettati da Carlo Rubbia) che dissalino l'acqua del mare e con tale acqua si fecondino i deserti, e si produca idrogeno per muovere il mondo

09 giugno 2011 alle ore 19:50

Ho lasciato

Son salito su questo eremo
per ricordarti.
Qui tutto è profondità e silenzio
e tutto ha sapore d'eterno
e tutto è prospettiva e pace.
Ruderi soleggiati coperti di rada
vegetazione come dune sabbiose,
grumi bruni e sprazzi di verde
come un miracolo.
Sonorità acute ed invisibili
nascoste come segreti, intravedute
fra i rami, verginità
ed innocenze indifese,
fecondità ed esuberanza
religiosità e silenzio.
E tutto ha sapore di terra e di linfa
e tutto è lontananza e parvenze e voli.
Ho lasciato case e strade
e rumori incomprensibili e voci.
Sono venuto dove non sono
scale da salire o scendere
o porte da sprangare ed uomini
dietro i vetri.
Lascio insonnie, maturità
e crisi lunghissime
e foglie.
Lascio amori non nati
o nati morti, amori dementi
o disperati e mura
parallele. Lascio demoni
e gli incubi di mio padre.
Umidi rampicanti
saliranno ai miei piedi,
silenziosamente.

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