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Autore

Giuseppe Pipino

in archivio dal 09 giu 2011

22 luglio 1949, Palmi (RC) - Italia

mi descrivo così:
Sono un sognatore. Sogno un mondo dove si possa essere buoni senza essere considerati fessi. Dove si costruiscano impianti solari a concentrazione (quelli progettati da Carlo Rubbia) che dissalino l'acqua del mare e con tale acqua si fecondino i deserti, e si produca idrogeno per muovere il mondo

10 giugno 2011 alle ore 17:48

Vagando

Vagando d'inverno
per paesaggi desolati
giunsi infine
al mare.
Fischiava il vento
fra i canneti.
La roccia
dove l'onda  furente
moriva
scaglie di luce
al cielo scagliava.
Era gonfio il cuore
come casa
immensa e vuota
sulla cima
della scogliera
abbandonata.
Fu verso sera
quando l'onda stanca
smette il ruggito vano
e lenta si ritira
in spuma viola,
fu verso sera
che la vidi.
Era vera
e mi apparve luce.
Solo
gli occhi asciutti
aveva, per il pianger troppo
vano e disperato.
Lei
che del mare aspettava
un vascello
o forse incantate
sirene
non mi vide
e fu vano
il parlare:
poiché non conosco
i sogni che nei tuoi occhi
il mare
trascolora
ed un canto non so
che la mente
ti catturi
io ruberò il tuo
cuore
nell'incavo delle
mani
lo farò pulsare,
lo nutrirò
di  lacrime
ed eterno
ne farò un altare.

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