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Autore

Guido Gozzano

in archivio dal 17 apr 2007

19 dicembre 1883, Torino

09 agosto 1916, Torino

segni particolari:
Non assumo pose da letterato e scrivo le mie rime, segnate dalla tristezza e dal sentimento della morte, con ironico distacco. Alla base dei miei versi vi è un romantico desiderio di felicità e di amore che si scontra presto con la quotidiana presenza della malattia, della delusione amorosa, della malinconia che mi porta a desiderare vite appartate e ombrose e tranquilli interni casalinghi.

mi descrivo così:
Sono stato un poeta italiano, nella Torino del maestro Arturo Graf.

07 giugno 2011 alle ore 8:17

L'assenza

Un bacio. Ed è lungi. Dispare
giù in fondo, là dove si perde
la strada boschiva, che pare
un gran corridoio nel verde.

Risalgo qui dove dianzi
vestiva il bell'abito grigio:
rivedo l'uncino, i romanzi
ed ogni sottile vestigio...

Mi piego al balcone. Abbandono
la gota sopra la ringhiera.
E non sono triste. Non sono
più triste. Ritorna stasera.

E intorno declina l'estate.
E sopra un geranio vermiglio,
fremendo le ali caudate
si libra un enorme Papilio...

L'azzurro infinito del giorno
è come seta ben tesa;
ma sulla serena distesa
la luna già pensa al ritorno.

Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d'acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore...

E non son triste. Ma sono
stupito se guardo il giardino...
stupito di che? non mi sono
sentito mai tanto bambino...

Stupito di che? Delle cose.
I fiori mi paiono strani:
ci sono pur sempre le rose,
ci sono pur sempre i gerani...

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