username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Helga Schneider

in archivio dal 18 mag 2018

17 novembre 1937, Slesia

segni particolari:
Nel 1941 sono stata abbandonata da mia madre che è diventata membro delle SS e poi guardiana nei campi di sterminio.

mi descrivo così:
Sono una scrittrice tedesca naturalizzata italiana che compone le sue opere in lingua italiana. Nel 1996 ho vinto il Premio Rapallo Carige con il libro "Il rogo di Berlino". Nel 2000 ho vinto con il libro "Il piccolo Adolf non aveva le ciglia", la XIV edizione del Premio Letterario Chianti.

18 maggio alle ore 20:52

Il piccolo Adolf non aveva le ciglia

di Helga Schneider

editore: Einaudi

pagine: 194

prezzo: 10.00 €

Acquista `Il piccolo Adolf non aveva le ciglia`!Acquista!

"Guardai la bella figura alta e slanciata di mio marito: un ariano dall’albero genealogico incontaminato che si era scelto una sposa dall’albero genealogico altrettanto incontaminato con la quale aveva concepito un bambino che doveva essere perfetto e che invece era malato. Che cos’era? Una beffa del destino? Un monito per punire la presunzione umana? La presunzione nazista di poter creare la perfezione confidando nella fredda e nuda teoria?".

Uscito nel 1998 per Rizzoli questo libro di Helga Schneider lascia sgomenti. Siamo a Berlino, nel maggio del 1997, Grete, ormai ottantenne ripercorre il passato sfogliando il proprio album personale. Lei moglie di un gerarca delle SS, mandata in uno dei lager camuffati da cliniche nella Germania nazista.
Berlino, nel dicembre del 1940, la Germania è in guerra ed Hitler decide di dare il via all’operazione T4 (Tiergartenstrasse n.4), un programma di eutanasia per eliminare «i pesi morti» che avrebbero potuto portare via risorse preziose alla nazione stessa. Un programma folle, che già dal ’39 prevedeva la soppressione di ritardati, epilettici, schizofrenici, paralitici, psicopatici, depressi, paranoici, dementi senili, morfinomani, reduci mutilati di guerra, neonati malformati o persone con qualunque altro tipo di disfunzione. Persone viste come un peso, inutili. Un fardello di cui liberarsi.

Ma chi era il piccolo Adolf che non aveva le ciglia? Il figlio maschio di quest’alto ufficiale delle SS cui era stato imposto per amore al Fuhrer il nome di Adolf, ma la Schneider inserisce un elemento in più, che fa riflettere. Il piccolo Adolf figlio di un regime nazista non è un ariano puro, ma un ariano con un cromosoma in più.

L’autrice con delicatezza riesce a far riflettere il lettore e a dare voce a ciò che spesso è dimenticato affinché tutto ciò possa non ripetersi mai.

recensione di Gino Centofante

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento