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Autore

Javier Marias

in archivio dal 10 set 2011

20 settembre 1951, Madrid - Spagna

segni particolari:
Appartengo ad una famiglia di nomi celebri: sono nipote del regista Jesús Franco e figlio del filosofo Julián Marías.

mi descrivo così:
Sono uno scrittore spagnolo ma anche un noto traduttore. Ho collezionato numerosi premi, molti dei quali dovuti al mio romanzo Domani nella battaglia pensa a me del 1994.

03 ottobre 2012 alle ore 18:41

Un cuore così bianco

di Javier Marias

editore: Einaudi

pagine: 288

prezzo: 9,78 €

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Non sono sempre i fatti a fare la vita o il futuro di un uomo, non sono le azioni a fare la verità bensì ciò che del fatto o dell’azione si viene a sapere. La frase di Macbeth, “I have done the deed”, rende reale l’assassinio appena compiuto e macchia il cuore bianco eppure istigatore di Lady Macbeth.
Su ciò che viene detto o taciuto si basa “Un cuore così bianco” di Javier Marías, che negli ultimi venti anni è stato tradotto in venticinque lingue e pubblicato in trenta Paesi. Il romanzo combacia appieno con gli schemi narrativi di Marías (schemi non esistenti, tra l’altro, come lui stesso spiega nell’appendice dell’edizione Einaudi): lui racconta sia quello che vede sia quello che immagina ci sia dietro. Le storie e le persone vengono raccontate in maniera coinvolgente, procedendo per dettagli e per linguaggi paraverbali.
Immergersi nella scrittura di Marías e lasciarsi condurre significa ritrovarsi a vedere anche la realtà con occhi diversi, ad interpretarla secondo fili rossi che d’un tratto uniscono cose che non hanno legami tra loro. Leggere Marías ci dimostra che non capitano solo a noi quelle casualità che colpiscono nel quotidiano, come quando ci troviamo unici testimoni di una frase detta da due persone diverse in circostanze diverse, o assistere a reazioni simili ad altre reazioni che abbiamo già visto altrove, o provare emozioni o sensazioni ricorrenti.
Constatazioni e assiomi vengono intessuti in una trama che si dimostra presto intrigante: il protagonista, il novello sposo Juan, viene a sapere, “senza volerlo sapere”, che suo padre ha un segreto.

«A volte ho la sensazione che ciò che avviene è identico a ciò che non avviene, ciò che scartiamo o ignoriamo identico a ciò che accettiamo o afferriamo, ciò che speriamo identico a ciò che non proviamo, tuttavia la vita passa e passiamo la vita a scegliere a rifiutare a selezionare, a tracciare una linea che separi quelle cose che sono identiche e faccia della nostra storia una storia unica da ricordare e da raccontare».

recensione di Cristina Mosca

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