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Autore

Joyce Carol Oates

in archivio dal 14 mag 2018

16 giugno 1938, Lockport - Stati Uniti

segni particolari:
Sono una scrittrice molto prolifica con oltre 100 libri all'attivo. E mi piace variare: romanzi, racconti, sceneggiature, poesia, saggi...

mi descrivo così:
Mi descrivo attraverso i miei lavori e i temi ricorrenti che tratto: le dinamiche della violenza, i legami non sempre sani delle famiglie borghesi del XX secolo e la condizione della donna nella società contemporanea.

14 maggio 2018 alle ore 20:27

Stupro - Una storia d'amore

di Joyce Carol Oates

editore: Bompiani

pagine: 187

prezzo: 29.85 €

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"Se ti succede qualcosa, te lo sei andato a cercare!"

Un romanzo breve che la Oates ha scritto su un tema complicato quanto raccapricciante: lo stupro.
iamo a Niagara Falls in America (dove l’autrice aveva già ambientato il suo famoso “Le cascate”), e la protagonista è Teena Maguire, una donna trentacinquenne dall’aria giovanile e provocante, vittima di stupro di gruppo ad opera di otto ragazzi sotto l’effetto di alcol e metamfetamina.
Osservatrice dell’atto inumano è la figlia della donna, che è riuscita a scampare allo stupro nascondendosi sotto un riparo di fortuna, lei con i suoi soli dodici anni, Bethel Maguire, da tutti conosciuta come Bethie, che vede finire la sua infanzia quel giorno maledetto del 4 Luglio 1996.

Ma il libro oltre a non risparmiare nel dettaglio le descrizioni dello stupro, offre al lettore quello che è era ed è il sistema sociale e giudiziario rispetto a fatti del genere: l’occhio accusatore e giudicante, l’opinione pubblica feroce e spietata e mai remissiva, il cinismo giudiziario a tutto tondo, le beffe da parte dei violentatori, quasi complici di un sistema difettoso, macchinoso.

Ma questo libro non parla solo dello stupro, ma parla come non ci potrebbe aspettare anche dell’amore. Due cose all’opposto. L’amore non è stupro. Lo stupro non è amore. La Oates interpone una terza figura (oltre alla vittima, alla figlia e ai pluri-violentatori) che inaspettatamente sembra voler mettere giustizia dove la legge non arriva. Ecco, questo lato giustizialista molto fai da te, – non so se è questo il messaggio che volesse far passare l’autrice, e se è così mi sento di prendere le distanze – non mi è particolarmente piaciuto. Non è la strada giusta, anche se si parla di amore, di voler ripagare i conti, di voler fare giustizia.

Per il resto ho apprezzato molto il punto di vista della narrazione, il lato giornalistico, il tratteggio dal punto di vista mediatico della vicenda – con tutti i suoi risvolti negativi –. Lo stile resta conciso, preciso, senza sbavature. Peccato per questo messaggio di fondo che lascia qualche ambiguità e interrogativo, e per qualche pagina – stranamente in questo caso – in meno rispetto a quante magari la vicenda affrontata ne richiedeva. In questo caso un po’ più di pagine non avrebbero guastato.

recensione di Gino Centofante

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