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Autore

Juan Ramon Jiménez

in archivio dal 04 mag 2006

24 dicembre 1881, Palos de Moguer - Spagna

29 maggio 1958, San Juan - Porto Rico

segni particolari:
Sono caduto più di una volta in profonda depressione. Dopo 3 giorni dall'immensa gioia per aver ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, ebbi una grande disgrazia: morì mia moglie Zenobia.

mi descrivo così:
La mia poesia, che accoglie nei suoi versi la purezza di Tagore e che risente dell'influenza di Goethe diventa universale e rimane al centro della vita culturale del mio paese.

05 agosto 2011 alle ore 18:17

Il Ricordo

Non te ne andare, ricordo, non te ne andare!
Volto, non svanire così,
come nella morte!
Continuate a guadarmi, occhi fissi,
come un momento mi guardaste!
Labbra sorridetemi,
come un momento mi sorrideste!

Ah fronte mia, datti da fare;
non lasciare che si sparga
la sua forma fuori del suo ambiente!
Comprimi il suo sorriso ed il suo sguardo,
fino a farli divenir mia vita eterna!

-Sebbene mi dimentichi di me stesso;
sebbene prenda il mio volto, nel soffrir tanto per lui,
la forma del suo volto;
sebbene io sia lei,
sebbene si perda in lei la mia struttura! -

Oh ricordo, sii me!
Tu - lei - sii ricordo, tutto e solo, per sempre;
ricordo che mi guardi e mi sorrida
nel nulla;
e ricordo, vita con mia vita,
divenuto eterno cancellandomi, cancellandomi!

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