Diario di un giovane balilla
«La scuola ci chiama e noi dobbiamo cominciare il nostro dovere.» — Da un quaderno di V elementare, Roma, 1929
Roma, settembre 1929. Mario Taddei ha dieci anni e torna dalla villeggiatura ad Anzio per cominciare la quinta elementare. Ad attenderlo: il temuto maestro Castellani, un nuovo amico di nome Renato, e un'Italia che sta cambiando. Tra i banchi della scuola Vittorio Emanuele III, Mario impara a leggere il mondo attraverso le composizioni mensili: l'autunno, la vendemmia, la battaglia del grano, il ventotto ottobre, il Natale, la primavera lontana.
Ricostruito a partire da oltre cinquecento quaderni autentici di scuola elementare ritrovati nel febbraio 2026 in una vecchia casa di Castro dei Volsci, il Diario alterna la voce del romanzo alla trascrizione fedele di quelle pagine ingiallite — scritte da bambini veri tra il 1929 e il 1945. Mario è un personaggio composito, fatto della somma di tante piccole voci.
Volume I, 1929–1936: gli anni dei Patti Lateranensi, della guerra d'Etiopia, della proclamazione dell'Impero. Visti dal banco di un bambino che impara a scrivere bene, a non fare cancellature, a obbedire. E a guardare.
Independently published
269 pagine
9798195182045