Squarci dell'anima

Libro "Squarci dell'anima" di Fedel Franco Quasimodo

Squarci dell’anima, squarci di vita, di solitudine, di risalita. È un canto variegato la silloge di Quasimodo. Si tratta proprio di squarci, una locuzione con effetto diretto che rende la ruvidezza e la naturalezza di questi versi. Un calare di emozioni in attesa di rinascere, un parto naturale affidato alla fede; nelle sue mani riposte speranza e salvezza. Massimo Barile – autore della prefazione – scrive che “solo chi ha sofferto può raggiungere le alte vette della comprensione umana”. Possiamo aggiungere che “solo l’assaggiator delle tempeste potrà conoscere l’armonia”.
La scrittura di Fedel Franco è una scalata dove un appiglio mancato può essere fatale, ma la sicurezza, la tenacia e la forza per arrivare in cima è riposta nella fede. Il continuo duello col dolore, non è mai gioco facile; si cerca terreno fertile, si fanno i conti con una quotidianità a volte estranea a noi stessi, si decide di mollare tutto senza troppi giochi di pensiero. Ma la sensibilità poetica del nostro, gli permette di chiamare per nome queste cose e di fronteggiarle a penna carica d’inchiostro. Pronto a generare altre emozioni, pronto a una sfida consapevole con ciò che si attende, con ciò che si ha e che si è. E poi, sul finire non c’è mai un orizzonte composto, perché o tutto tace o il vociare è alto. Insomma, svuotata la penna, riempito il foglio bianco, la vita riprende il cammino e il poeta volta pagina e riprende a desiderare di poter vivere, di potere scrivere.

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    Montedit
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    47 pagine