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in archivio dal 16 gen 2012

Luana Campagna

20 novembre 1991, Catania - Italia

elementi per pagina
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:24
    Camelia

    Voglio dissipare i margini
    di questo dolore antico.
    Sfumare il contorno
    di colore grigio.
    Confondere il passato
    con abili lusinghe
    sedurlo e reinventarlo
    senza mani sbagliate
    su un corpo di bambola.
    Brama di comprendere
    radici tagliate
    come netti graffi
    rimarginati in fretta.
    Bianco cieco terreno
    da cui nasce Camelia
    senza profumo, il fiore.
    Ombra vecchia d'inganno
    avveleni il singhiozzo
    e la colpa.
    Ingannevole lusso
    che odora di seta
    rosso di Camelia
    il fiore, senza profumo.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:23
    Inizio

    Lunatico è il capriccio
    di un tempo che conclude
    bambino giocoliere
    lustrini, gioie e pene.
    Destino irremevibile
    un filo lungo e teso
    vibrante di respiro.
    Esperto trapezista
    continua il suo cammino
    si lancia senza remore
    sempre sotto tiro.
    Scoppia in un largo cielo
    stella in lontananza
    brindo di gran sorriso
    dei giorni la costanza.
    Stringo del filo il capo
    tengo il bambino al petto
    lancio la stella impavida
    tronfia al mio cospetto.
    E se di tutto immagino
    lesta fine evidente
    Non di un inizio azzardo
    nascita impudente.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:23
    Impasse

    Quell'infinito spazio
    tra i soddisfare
    e il tendere.
    Oscillante di desiderio
    ricolmo fino all'orlo.
    Non sono fatta di sospiri,
    non è materia prima
    eppure onnipresente,
    come di pietra il sangue
    o d' un bacio zucchero.
    Questa opprimente ricerca,
    spasmodico singulto
    stretta in  morsa flebile
    da mille lacci d'oro.
    Son sogni,
    trafiggono il mio sorgere
    e mi strappano la notte.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:22
    D'Orgoglio

    Piena d'aria
    gonfio il petto
    non solo di respiro.
    Butto fuori un pozzo inesauribile
    di mille amori.
    Sul ciglio della strada
    sono mendicante
    ma sulle punte delle dita
    sono regina.
    Fiero monarca.
    Del petalo di un fiore
    Della scintilla di una lucciola.
    Di un un colore dell'arcobaleno.
    Di una sillaba in un discorso.
    Di una stella senza nome.
    Di una goccia anonima
    salata sulla lingua.
     L' Arroganza di vivere.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:20
    D'Ira

    Carta strappata
    note stonate.
    Grido di cuore
    di unghie spezzate.
    Lacrime bianche
    su un fiume nero
    Gocce d'inchiostro
    niente di vero.
    Sulle menzogne
    senza torto
    testa alle gogne
    pensiero contorto.
    Schiaffo di mare
    urla di vento.
    E tra le mani
    niente di fatto.
    E sopra il cuore?
    Ancora amore.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:20
    D'Ombra

    Ti rinchiuderò
    affinchè tu non segua i miei passi
    stanchi e trascinati
    calpestata sotto le suole
    così serva.
    Non lascerò che tu viva nascosta
    nell'animo mio.
    Lacerando il brutto e il bello
    a mia discrezione.
    Così vigliacca e satura
    di cose sussurrate
    di immagini celate
    di sentimenti inetti.
    Di buio tra le palpebre
    di grandi e fitti boschi.
    Così tronfia e sazia
    di laceranti silenzi
    di sforzati sorrisi
    di anima divisa.
    Stanca compagna
    di ambigue mani
    ti rinchiuderò
    affinchè tu mi segua.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:19
    D'Acqua

    Come scorro
    adamantina e chiara
    sotto i pontili,tra i velieri, in mezzo ai sassi.
    Tra le tue dita, tra i capelli,
    tra i pori della pelle.
    Come scorri
    pura e cristallina
    tra le radici,nei calici,negli occhi.
    Tra le mie labbra,nei mie lombi.
    Nel sangue.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:18
    D'Amante

    Dimmi che sarai la fine.
    Arriverò camminando su un sentiero già tracciato.
    Su una strada che ho già perso.
    Sulle lacrime versate.
    Su errori che ho commesso.

    Non la novità,ma l'abitudine.
    Le cicatrici dei graffi.
    L'ultimo ansito.
    La fatica che ho compiuto.
    L'ultima parola.
    Il bisogno soddisfatto.
    L'ultimo scalino,la fine di un burrone.
    L'ultimo petalo della margherita.
    Un fiore, lanciato sulla morte.
    Sii per me la fine che mi sfiora
    con l'ultimo bacio.

     
elementi per pagina
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:31
    Esecuzione

    Come comincia: Una stanza. Pareti anonime e bianche , ticchettio di gocce che cadono, stentoreo silenzio che non scandisce il tempo. Solo quell’acqua che scorre in lente gocce sul pavimento- flip, flip- lenta scivola giù . Una mano. Poggiata sul pavimento nudo, anch’essa nuda , spoglia di identità, ne maschile ne femminile , ne viva ne morta . Solo poggiata m

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 13:30
    Anche la Luna si interroga

    Come comincia: "mi ami?"

    chiese un giorno la Luna al Sole.

    " Ti amo. Splendi della mia luce. Attraverso la tua bellezza, io, ritrovo me stesso."

    " Mi ami?"

    chiese ancora la luna ad una stella.

    " Ti amo. Ti amiamo tutte, nostra sorella, rischiari con noi le notti più buie, molto di più di una singola stella."

    " Tu, mi ami?"

    chiese ancora al mare.

    " Si, ti amo. Accolgo il riflesso del tuo candore, nella tua luce divengo più puro."

    " Voi, mi amate?" chiese agli animali.

    " Ti amiamo, nostra Signora,riverita come madre, temiamo i tuoi influssi."

    In ultimo, la Luna scorse un uomo, ed anche a lui chiese:
    " Tu, mi ami?"
      " Ti amo. Come il Sole, come le Stelle, come il Mare, come gli Animali, come uomo, quando accarezzi leggera la pelle delle donne amate rendendole eteree."

    La Luna se andò .
    Decise che da allora sarebbe scomparsa di tanto in tanto, cercando qualcuno che la amasse nella sua assenza.