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Autore

Marcello Caloro

in archivio dal 24 gen 2009

13 ottobre 1960, Taranto

05 ottobre 2010

Canzone per Alessandra

Quante cose ancora  avrei con te condiviso,
anche il mio mare per cessare d’esser Narciso:
specchiarmi tra le onde, solo, ed esser deriso!


Ero tanto vicino da poterlo sfiorare,
con un po’ di coraggio, l’avrei dovuto afferrare,
ma l’amore è sfuggente e spesso scompare,
come la finestra di cielo che a volte appare
a piacere del vento che fa le foglie spostare,
per rivelare l’azzurro che non posso guardare
quando nel fitto bosco mi vado a rintanare.


I miei occhi ora guardano verso un punto preciso,
dove Qualcuno per noi ha già tutto deciso:
sentimento troppo vivo, andava subito ucciso!
Resta solo il ricordo del tuo triste sorriso,
della goccia iridata, che solcava il tuo viso
e di quelle poche parole per dirmi:” E’ inviso,
il nostro amore deva appassire come fiore reciso!”


Ora devo soffrire, non poss’oltre aspettare,
mi mancan le forze per tornare a vagare,
rincorrere un’altra te e ricominciare a sognare.

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