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Poesie di Maria Teresa Dotti

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  • 04 novembre 2018 alle ore 21:07
    Non ieri

    Ieri no, non potevo spiegare parole
    e le ho attraccate allo sciabordio delle onde.

    No, ieri non avrei potuto.
    Stavo come gabbiano
    ormeggiata ad ali chiuse
    senza voglia di pescare
    un pensiero
    per sfamarmi la mente.

    Ho lasciato semplicemente
    che l'orizzonte venisse a me
    mescolato al sole battente,
    spatolato su una tavolozza di azzurri.

  • 03 ottobre 2018 alle ore 11:39
    Pioggia

    Non amo la pioggia, se non nelle notti insonni, quando nel silenzio, marcia insieme ai tic tac dell'orologio. Ma anche se non l'amo, è quando piove che amo scrivere di te. Vorrei sentissi il mio  cuore mentre tiene il passo della pioggia Come se camminasse sonnambulo in equilibrio sulle tegole Vorrei ti urlasse i miei pensieri Quei pensieri che si acquattano come un  gatto accanto al caminetto, protetti dal calore di una mano mentre li accarezzi. E così svegliarmi, un groviglio di cose da districare lentamente, affacciata su questo cielo grigio. No, non l'amo la pioggia Mi sveglia al mattino scompigliando emozioni Mi tiene prigioniera dentro alla finestra tra le sue sbarre di gocce fitte Così piove, anche oggi piove. Un infinito di pioggia e non mi accorgo nemmeno che non  mi basta un ombrello di ciglia a ripararmi la faccia. Lì ti trovo Sospeso tra un girotondo di nuvole tra il passato e il presente Non ci sei nel mio futuro C'è la pioggia e non l'amo

  • 03 ottobre 2018 alle ore 11:36
    Un posto dove tornare

    C'è sempre un posto dove vorrei tornare,
    tra la bellezza delle mie colline,
    invase dall'erica in fiore.

    Il tonfo maturo dei ricci nei castagneti
    e la pioggia improvvisa,
    che smalta ogni foglia d'autunno.

    E se ci fosse un tramonto di fuoco,
    sarei là,
    a guardarlo dall'alto mentre delicato si adagia
    tra le creste d'acqua del lago.

    Sulle spalle lascio cadere i capelli sciolti con il vento
    che non ha appigli
    Libera dentro il ricordo dei miei occhi randagi
    Pare fermo tutto come allora,
    quando inciampando tra le iris rotolavo tra l'erba alta.

    I capanni di caccia abbandonati tra le siepi d'alloro,
    i tralicci mostruosi e svettanti,
    nell'azzuro intenso del meriggio.

    E l'ora del ritorno, mestamente.
    Dal sentiero non odo frinire le cicale
    inseguendo l'ultima farfalla nel suo consumarsi dentro la sera

  • 05 settembre 2018 alle ore 18:44
    Ti sfiora mai pensiero

    Ti sfiora mai il pensiero di noi due insieme,
    quando i nostri sguardi si incontrano
    a metà strada tra la finestra e il mare,
    che si baciano e innamorano
    come fosse la prima o ultima volta.

    Quando davanti a quelle onde taci,
    infrangendo la speranza tra i tuoi scogli.

    Allora gli occhi li chiudo e penso alla tua mano sul petto,
    a cui vorrei offrire i battiti del mio cuore che non urla meno,
    che è arrabbiato di più.

    E che il pensiero di noi due insieme lo sfiora,
    mentre beve acqua salata dalle tue guance.

  • 30 agosto 2018 alle ore 23:42
    Periferia

    Son quelle tasche vuote che riempio con le mani e le scarpe consumate grigie come l'aria di periferia Tra capannoni vuoti e case cadenti intrigo di fili nel cielo e nel cuore Allora il freddo si fa più pungente e avvolgo anche l'anima negli spifferi della sciarpa tarmata

  • 26 agosto 2018 alle ore 18:13
    Farne a meno

    Non puoi farne a meno del tuo mare, delle tue onde alte. Di una carezza di vento che porta i sogni con sé.
    Non puoi cancellare le gocce di sale delle tue mareggiate, il bacio di Giuda dopo una promessa.
    Tu e le sirene che non han gambe per sfuggire da questa trappola di vita che non riconosce esca, se non il dolce delle parole che non bastano mai, che non ti bastano più.
    Non puoi farne a meno del tuo mare, non posso, io, fare a meno di te.

  • 26 agosto 2018 alle ore 18:06

    Era senza padrone questa terra che nessuno ha partorito. Era la madre di tutti, prima che i suoi figli di polvere diventassero fango.