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in archivio dal 15 gen 2012

Martina Pensa

19 ottobre 1990, Roma - Italia
Segni particolari: ... i miei occhi sono sempre lucidi, sono la luna, ma come il sole vorrei essere...

elementi per pagina
  • 31 maggio alle ore 9:39
    La mia donna

    Viso d’angelo,
    mistero di pensieri.
    Capelli d’inchiostro,
    le mie dita son tinte di nero.
    Non possono fermarsi,
    il richiamo della loro casa
    è insaziabile.
    La mia donna riposa,
    i miei occhi indagatori
    la ripercorrono
    e un quadro melodioso
    prende vita.
    Come una bambina
    si adagia sul mio calore.
    La natura ci culla.
    Il nostro amore ci sorride,
    leggero e soave,
    dai fiori incoronato,
    e si sprigiona
    libero di essere
    ciò che il mondo delle anime
    gli implora.

     
  • 12 maggio alle ore 11:10
    Dolore

    Un dolore abissale,
    struggente che cresce,
    amaro che logora,
    sordo che stride,
    vuoto che abbandona,
    grave che rimbomba,
    pesante che affonda,
    nero che offusca.
    Un dolore che nasce,
    Un dolore che prospera,
    di speranza svanisce,
    di bellezza muore.

     
  • 04 maggio alle ore 8:47
    Sogni di speranza, ricordi di infanzia

    Morbide piume,
    la guancia di bambina,
    cullano.
    Occhi lucidi,
    all’ingannevole ignoto,
    si donano.
    Le ali della vita,
    dal male,
    la proteggono.
    Un mantello di fiori,
    il corpo rugoso,
    avvolge.
    Sogni di speranza,
    il suo cuore,
    emana.
    Ricordi di infanzia,
    nel dolce letto,
    la confortano.
     

     
  • 02 maggio alle ore 16:20
    Le tre fate

    Istanti grigi di sole
    consumano l’anima
    impreparata al terremoto.
    Dolore di pietra
    nell’organo d’amore,
    lo raccolgo e cado
    in un vortice di pensieri.
    Un lampo di luce,
    ricordo di un mondo perduto.
    C’è armonia
    negli occhi delle tre fate
    ormai svanite.
    Amaro sogno,
    dormendo sogno,
    di un sogno d’amicizia,
    sognato e perduto.
     

     
  • 27 aprile alle ore 19:35
    Questo è il nostro tempo

    Ritrovarsi in un istante,
    un fiato di vento e
    tu sei di nuovo mia.
    Le dita si riconoscono,
    il cuore riprende il suo ritmo,
    gli occhi si riflettono.
    Questo è il nostro tempo,
    questa è la nostra dimensione,
    questo è il nostro amore.
    Questa è la realtà?
    Noi anime inumane
    ci intrecciamo, mescoliamo,
    anneghiamo in questa verità.
    Io sono il tuo mare,
    tu sei il mio mare.

     
  • 26 aprile alle ore 18:37
    La fonte sei tu

    Cuore che scalpita,
    pensieri annebbiati,
    mani tremanti.
    Le ciglia serrate,
    in un battito d’anima,
    si aprono fulminee.
    Scorgo l’amore,
    dolce e sensuale,
    mi trafigge e mi invade.
    Scorgo me stessa,
    dolce e sensuale,
    mi trafigge e mi invade.
    Scorgo me stessa,
    sono luce lunare,
    ma calda di sole.
    La fonte sei tu.

     
  • 25 gennaio 2012 alle ore 14:51
    Mani di fuoco

    Aitanti mani in sogno mi appaiono,
    incombono prepotenti sul mio raggelato viso.
    Avverto la pressione e la delicatezza delle dita
    che mi esplorano, disegnano i confini
    soffermandosi sui rubini che tremano impauriti,
    mi afferrano il collo e soffocandomi dolcemente,
    generano caldi respiri e oscure parole,
    scorrono come magma rovente sul mio nudo corpo,
    inondato dall'energia vitale
    che sprigionano a ogni tocco,
    svuotato dal loro vigore
    che assorbe ogni cellula del mio soffio.
    Pioggia, buio, nuvole, luce bianca, tuoni,
    gelo, grandine, raffiche di vento,
    vuoto nero che circonda queste mani di fuoco.
    I miei occhi le guardano, le temono
    e decidono che debbano avere un volto,
    lo delineano, lo creano e si placano.
    Sono ora mani care alla mia vista,
    non più portatrici di mistero, ma di amore.
    I rubini tremanti si calmano,
    assaggiano e baciano il sorriso del volto
    che ora è un uomo, il mio uomo.
    Mi abbandono al suo inverno,
    le sue labbra sono estate.

     
  • 24 gennaio 2012 alle ore 21:53
    Io non sono una poetessa

    Io non sono una poetessa.
    Io non sono che una piccola foglia che piange.
    Vedi, io non ho che limpide gocce da donare all'oblio.
    Troppi affluenti si accavallano negli universi della mia mente,
    cercano con furore e violenza il loro Padre perduto,
    il Fiume, l'origine, la nebulosa del mondo,
    ma risulta questa assurda fatica.
    Ogni scia di emozioni si tramuta in spiriti inconsci,
    opache idee all'interno di una densa nube,
    che schiarendo la loro immagine si rendono visibili,
    divengono suoni e poi parole e poi frasi,
    acquistano senso e colore e sono poesia.
    No! non è vero, io non sono una poetessa.
    La mia penna scivola sui fogli trascinata in un ardente tango,
    è lenta e lesta, fulminea, competitiva e sensuale,
    è rossa e fosca, è uomo e donna, sprovveduta e abile,
    è sudore, passione e tormento, estranea e complice,
    è me stessa, io non sono una poetessa.
    Io sono l'inchiostro, la mano che guida,
    la fantasia che disegna, il cuore che crea
    e sono le lacrime, limpide gocce, doni dell'oblio,
    che bagnano la tavolozza della mia arte.

     
  • 21 gennaio 2012 alle ore 11:03
    Amor dell'inferno

    Serpenti che si attorcigliano,
    si aggrovogliano,
    partoriscono dolenti sussurri,
    penetrano nelle carni,
    tremano i sensi.
    Che supplizio!
    che passione!
    Divorano le viscere,
    succhiano e leccano
    il sangue stanco di fluire.
    Sazi non sono mai,
    continuano impassibili
    il viaggio senza meta,
    la scia senza sogno.
    Amor che inghiotte,
    amor che strugge,
    amor dell'inferno.
    Primitivi istinsti
    della sensualità terrestre
    che irrompono
    nell'amore umano.
    Lo riducono alla follia,
    all'irrazionalità,alla pazzia,
    mostrando l'essenza
    della sua realtà.
    Il desiderio non è vergogna,
    il desiderio brucia, arde,
    le fiamme stringono il corpo
    in una spirale di calore
    che avvampa le pelli,
    i muscoli, ma pur il cuore.

     
  • 21 gennaio 2012 alle ore 10:00
    Del male è il bene più forte

    Del male è il bene più forte.
    Gentile angelo dalle imponenti ali,
    ti vedo arrivare
    seguito da un'eco dorata.
    Con i tuoi delicati piedi divini
    tocchi la pelle di questa noiosa terra.
    Soffici piume ti circondano,
    così maestoso e forte,
    e leggero e soave.
    Le tue dita sfiorano le mie,
    la tua mano con fermezza
    solleva la mia sagoma dal cupo rifugio.
    La tana del male e del buio
    è la rovina della mia casa,
    ma, intravedo le impronte dei miei piedi,
    allontanarsi da questa oscurità.
    Del male è il bene più forte.
    Il cammino termina,
    il tuo etereo corpo
    obbliga il mio a fermarsi.
    I tuoi occhi blu mare
    inondano i miei
    sfogliando le pagine della mia intimità.
    Non posso sbarrarli,
    poiché magnetizzati, dominati
    e ora anche bagnati.
    Misere lune graffiano il mio volto,
    brillano di luce sovrumana,
    purificano il mio corpo di prigioniera.
    Con un battito d'ali
    il mio viso s'asciuga.
    Le braccia mi cingono,
    le mie si sciolgono,
    le gambe crollano,
    il mio corpo scivola.
    Mi raccogli, mi accarezzi,
    mi baci e di nuovo respiro.
    Voli lontano nelle onde del cielo
    e mi porti a far parte
    di questo mondo di vita.
    Del male è il bene più forte.

     
  • 19 gennaio 2012 alle ore 23:20
    Non esisto più, sono in te.

    Mi perdo
    in una fulminea visione.
    Una scarica
    mi accarezza,
    un brivido
    mi turba.
    Non esisto più,
    sono in te.
    Vago nel labirinto
    tracciato dai tuoi occhi.
    Ora sò dove fuggire,
    mistero che mi guida,
    ombre non ci son più,
    luce verde balena
    nelle mie lacrime.

     
  • 17 gennaio 2012 alle ore 22:21
    La casa di vetri

    Una casa di vetri,
    curioso spettacolo,
    alla mia vista si pone.
    La mano esitante,
    della porta invetriata,
    afferra la maniglia.
    Con sgomento e dolore,
    la presa si polverizza
    tra le dita bagnate di sangue.
    I palmi sofferenti
    trovano sollievo
    sfiorando i gelidi muri
    della dimora stregata.
    Le pareti, aizzate
    da un rumore assordante,
    con ritmo incalzante
    tremano in preda
    a convulzioni.
    Traumatizzate dalla furia
    delle incessanti vibrazioni
    si infrangono
    in un boato tagliente.
    Paralizzati sono i muscoli,
    le arterie, le cellule, ma
    gli occhi seguitano a guardare.
    Paesaggio vuoto,
    nessun contenuto
    all'interno della casa vetrata,
    o forse,è abitata
    da qualcosa di ignoto,
    di inaccessibile,
    di invisibile
    alla razionalità del mio sguardo.
    La casa di vetri
    è la mia intima casa,
    quella di cui ho paura,
    quella che non vorrei conoscere,
    quella dei miei sogni,
    quella in cui abita
    il mio solitario inconscio.

     
  • 17 gennaio 2012 alle ore 14:31
    Forse...

    Esistono, forse,
    parole di fiamme
    che possano, forse, 
    incenerire la rocca
    del mio cuore in forse?
    forse è blindata,
    forse non lo è,
    forse non esiste la chiave,
    forse è stata perduta,
    forse non c'è entrata,
    forse è nascosta.
    Il magma rovente, forse,
    la scioglierà
    ma, forse,
    non la distruggerà.
    Forse non ci sarà nessuna penetrazione,
    né soffio di vento,
    né odore di vita, ma,
    forse solo sospensione eterna.
    Forse un giorno morirà
    e allora imparerà ad amare, forse...

     
  • 17 gennaio 2012 alle ore 13:49
    Misere lune

    Un muro incarcera
    le illusioni strangolate.
    Nessun motivetto di fiducia
    arieggia tra queste cinta.
    Lacrime amare
    incidono il metallo
    del mio telaio.
    Nessuno le può asciugare, 
    luce non vedono mai,
    perchè con la vita
    troverebbero orrore.
    Sono nate morte
    come tanti, piccoli, infiniti aborti.
    Sono misere lune
    che osservano,
    rifugiate nell'ombra,
    i raggi del sole.
     

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 18:50
    Il grande pittore

    Minuti gemelli
    variamente dipinti
    dal grande pittore.
    Sfumature,
    colori
    invernali e vellutati
    di fuoco e di terra
    mescolati
    nelle ore,
    nei secondi,
    negli anni.
    Il tinto pennello,
    nella sua ferma mano,
    scivola sui
    nostri corpi nudi,
    ci accarezza,
    ci bacia,
    ci distrugge
    e noi
    non possiam
    che guardare.
    Sovrano è il tempo,
    noi,
    sudditi inconsapevoli.

     
  • 16 gennaio 2012 alle ore 14:29
    Sfumare, inciampare, fluttuare...

    Sogni abdicati,
    impolverati rimpianti,
    parole taciute,
    schiave azioni
    della nostra mente,
    perchè vagare
    sul gambo spinato
    della nostra ragione?
    sfumare nella nebbia,
    inciampare su un ramo,
    fluttuare nell'aria
    senza direzione
    né punto d'arrivo,
    questo è
    possedere 
    la propria vita.

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 20:12
    Il buio

    Lago di gioia
    su cui riflette il mio animo nero.

    Il buio si diffonde,
    si immerge nell'acqua,
    affoga nel silenzio,
    ma nuovamente rivive,

    sempre in agguato,
    pronto alla festa del male,
    sogghigna felice
    nelle tenebre dell'inconscio.

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 18:29
    Tutto è musica

    Tutto è musica,
    le orecchie godono
    è un orgasmo di parole,
    vibra la mia pelle
    al ritmo delle tue note,
    cavalco le onde
    della tua melodia,
    voce che mi sovrasta
    e mi inginocchia,
    il cubo della mia mente
    incessantemente girerà
    seguendo il tuo respiro.

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 15:00
    Il faro verde

    Luce verde
    ad intermittenza
    mi osserva
    novembre è riscaldato
    dalla follia
    delle tue mani
    attimi di
    silenzi e immobilità
    contro
    la passione perversa
    di due onde
    che si incontrano
    e si schiantano
    che si amano
    e si maledicono
    testimone
    muto e impotente
    è quel piccolo faro

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 13:28
    La straniera

    Sfogliando un libretto,
    la straniera seduta
    si sente a casa.
    Il volto fiata
    ma nessuno lo percepisce.
    Occhi stanchi,
    mani rugose,
    cuore che dorme.
    Il sonno è intimo,
    neppur un sogno
    ad allietarlo.
    Il ragno ha tessuto
    la sua tela,
    lei, ne è al centro.

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 12:59
    Girando

    Continua a girare
    il cerchio non si ferma
    non c'è pausa
    neppur per un sospiro

    l'origine e la fine
    coincidono 
    il percorso è mutevole

    metamorfosi mi assalgono
    tanti io si presentano
    si affollano
    il rumore è assordante

    impareranno a convivere?

    correranno insieme
    prorompendo e nascondendosi
    girando girando ginando...

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 12:15
    Cigno

    Cigno dalle spiumate ali
    volteggia imprigionato
    nel solito lago
    è un chiodo
    goveranto dal suo trapano
    l'acqua lo rende pesante
    lo porta nel fondo
    dell'inconscia casa
    lì trova i suoi fantasmi
    intenti a danzare
    un valzer infinito
    ogni coppia di spiriti ballerini
    ha un suo colore
    sfumature di nero
    invitato al banchetto di morte
    il cigno si scioglie
    in preda a spasmi
    come febbricitante
    spinto da mano materna
    in una spirale di salvezza
    torna dal padre cielo
    è invecchiato
    è stanco
    volar non vuol più
    nebbia densa lo avvolge
    lo culla
    lo inghiotte
    nebbia ora è
    nuvola dell'immensità

     
  • 15 gennaio 2012 alle ore 11:47
    Se si è al sole fissi...

    Dov'è più sentimento, lì è più sole
    nessuna cosa si può amare o odiare
    se non amare e odiare
    quando un fiore è unito al suo prato
    lì è più piacere
    quando il sangue pulsa nella bocca del vampiro
    lì è più riposo

    Lussuria è la Donna con tacchi alti e mantello nero 
    figlia del fuoco
    Gola è l'Uomo moderno in giacca e cravatta
    figlio della terra
    Paura è la Folla uniforme macchia d'inchiostro
    figlia dell'acqua
    Dolore è la Gioventù pietrificata cn sguardi assenti
    figli dell'aria
    Natura è la Salvezza
    figli studiate le sue regole!
    la libertà è in essa

    chi non pensa, non è
    chi non punisce il male, non può essere
    chi non ama la vita, non sarà mai

    non ci si volta mai
    se si è al sole fissi

     
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  • 09 ottobre alle ore 11:42
    Un contenitore di vite

    Come comincia: Un treno che sfreccia. Rompe l'aria. Corre verso qualcosa o viene rincorso? Sta arrivando o sta scappando? È solido, ferro, metallo, è rumoroso, grigio, scuro, è imponente. È un contenitore di vite. Un recipiente che trasporta corpi. Una cassaforte di segreti. Mani che lasciano spazio ad altre mani stanche, sudate, deboli, fredde, salde. Mani che cercano un appiglio per non cadere. Sguardi che incrociano altri sguardi distratti, persi, curiosi, bassi, spenti. Sguardi che cercano comprensione per non sentirsi inadeguati. Labbra serrate vicine a labbra in movimento, silenzi, parole a metà, volume troppo alto, confessioni, preghiere. Piedi che calpestano piedi ancorati, tremanti, forti. Piedi che camminano perché non si possono fermare. Poi ci sono i pensieri. Una nebulosa di pensieri che nascono e svaniscono, che si incontrano e si allontanano, che si scontrano, si mescolano, si guardano e inorridiscono, si leggono e si trovano, si nascondono, si vergognano, giocano, ballano, muoiono, sono fermi, incerti, spaventosi, pieni di dubbi e paure, di colori e sfumature, fanno chiasso, baccano, colpiscono, stridono, urlano e poi... il vuoto, l'assenza... solo carne, muscoli, ossa, capelli, vestiti, tacchi, borse, telefoni, solo questo, il nulla dell'umanità. Eppure le anime ci sono. Sono sedute una accanto all'altra, sono una di fronte all'altra, ma sono prigioniere. Le teniamo legate con una catena di protezione e amore materno per evitargli dolore, delusione, sconfitta. Le catene con il tempo fanno sanguinare, lacerano. Una lotta costante, quotidiana, che lascia al suo passaggio feriti e distruzione, una lotta tra la potenza delle catene e la forza dello spirito. Tutti vogliono essere liberi, ma pochi trovano le chiavi del lucchetto. 
    Così, passeggiando per strada e guardando sul ponte il treno che passa, immagino che quelle nuvole che quasi lo sfiorano siano delle navette che avvolgono tutte le anime che ce l'hanno fatta. Fluttuano e lasciano volare i pensieri nell'aere, nudi e pieni di speranze.

     
  • 07 maggio alle ore 19:57
    Un nuovo universo

    Come comincia: Una mattina mi sveglio e il mondo è dentro di me. Non ci sono tormenti, non ci sono palpitazioni, nessun respiro profondo per poter continuare a vivere. Sono calma, il mio battito è regolare, il mio respiro è fluido. Sono in armonia, il mondo è dentro di me. Non fa paura, non è buio, ma solo luce immensa. Posso contenerlo, perché so finalmente chi sono. Sono in pace, sono viva, sono piena, sorrido alla vita e lei sorride a me. Bastava poco… due occhi profondi dei colori della terra, capelli bagnati dalla notte, labbra come nuvole e mani di acqua e di fuoco. Un corpo si adagia sul mio, un incastro perfetto, pelle su pelle. Due anime che si baciano e si fondono. Non c’è più nulla di mio. Due sogni che si incontrano. Non c’è più nulla di suo. Due sessi che si sfiorano e annegano nel piacere. Un nuovo universo si crea. Il suo mondo è dentro di me. Il mio mondo è dentro di lei. Noi siamo il nostro mondo.  Un mondo incantato e reale come il nostro amore.